Mogadiscio, anni Cinquanta. Gli ex colonizzatori italiani sono stati invitati dalle Nazioni Unite a tornare in Somalia per "insegnare la democrazia" e traghettare il paese verso l'indipendenza. In questo clima, ancora coloniale, abusi, violenze e prevaricazioni assumono forme più subdole, tra cui quella dello sfruttamento sessuale. Ne subirà le conseguenze Regina, una donna somala di grande bellezza, costretta di giorno a fare la domestica e di notte la concubina di Farnenti, un ex fascista riciclatosi come possidente terriero. Regina subisce passivamente le voglie del padrone, che di fatto ha in mano la sua vita. A nulla sembrano servire il suo coraggio e la sua intelligenza: i maschi bianchi vedono in lei solo un corpo disponibile. Anche il protagonista-narratore, un uomo di affari italiano, è colpito da Regina, quando Farnenti gli offre di trascorrere una settimana nella sua casa: lì «c'è tutto, anche la Regina». E, come già in epoca coloniale, la donna africana diventa merce di scambio tra due uomini bianchi, incuranti dei suoi sentimenti e della sua paura. L'anonimo protagonista è quasi accecato dal desiderio morboso di quel corpo nero che viola sistematicamente, ogni volta ingannando se stesso per assolversi da ogni colpa. La donna invece sembra accettare remissiva il suo destino, ma il silenzio è solo una forma di resistenza alle sopraffazioni che subisce. La sua dignità – a differenza di quella degli sfruttatori – rimane intatta. Uscito nel 1961, da molti critici accostato a Tempo di uccidere di Ennio Flaiano (1947), Settimana nera ha ancora molto da dire: un vero e proprio «pugno nello stomaco», come afferma la scrittrice di origine somala Igiaba Scego.
Cosa resta in una ex colonia quando il paese che ti ha invaso non ha teoricamente più potere su di te? Cosa cambia? Praticamente nulla se non macerie, e "Settimana nera" ne è la dimostrazione perfetta. Nella Somalia dopo la caduta del fascismo, un uomo -assolutamente anonimo al lettore, che però impara pagina dopo pagina a pagina a conoscerne umore e mentalità- crede di innamorarsi di Regina, donna resa dal suo proprietario Farneti (ex fascista riciclatosi commerciante) in un oggetto sessuale: come tale infatti viene momentaneamente ceduta al protagonista, che appunto crede di poter amare ed essere ricambiato da una donna che cede di aver imparato a conoscere. Ma ovviamente non è così, non può funzionare così: senza alcuna ridicola retorica dell'ex colonizzatore che viene a salvare e civilizzare la bellezza locale, Emanuelli mostra il vero volto dello sfruttamento, talvolta nascosto da pseudo motivi civilizzatori (ben rappresentati da Contardi, personaggio inquietante e drammatico al tempo stesso) e altre volte da ipocriti sogni di salvataggi improbabili (i disperati tentativi del protagonista di indurre Regina a mostrare almeno un sentimento spontaneo, i suoi tentativi di non essere identificato come "padrone"), e altre volte ancora (Farneti) semplicemente violento senza alcuna maschera. Con un protagonista che per gran parte del libro rientra tra i grandi personaggi indifferenti della letteratura italiana, "Settimana nera" è un libro ingiustamente dimenticato e rimosso, eppure capace di parlare una lingua modernissima su argomenti ancora drammaticamente attuali.
"Anche quando credi di non avere mai adoperato la rivoltella, lo staffile, il tribunale, la furbizia, le macchine, il danaro, ti accorgi che hai adoperato la tua ipocrisia di civilizzato e i tuoi vizi". Adesso parlava con fatica volendo dissimulare quanto gli costavano quelle parole, che di certo portava nel suo animo da molto tempo. Per calmarlo e per mostrargli che avevo capito dietro a quale schermo mi parlava, gli dissi: "Sono cose che stanno per finire, anzi in qualche parte sono già finite". "Non per merito nostro". "Certe volte sì". "Be', sei fortunato se ci credi," [...].
È illuminante la prefazione di Igiaba Sciego. Aiuta a cogliere il senso di questo libro che è ben scritto e sorprendente nelle sue frasi che colpiscono al cuore. Illustra il senso e la prassi coloniale. Siamo in Somalia pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Consiglio vivamente la lettura e con Conforti, suicida per la sua consapevolezza, penso che "Tutto questo è schifoso".
This entire review has been hidden because of spoilers.