Nell’anno cruciale delle elezioni comunali che sanciscono la fine dell’era de Magistris «The Passenger» torna a esplorare una città italiana. Il volume si apre proprio con una riflessione dello storico Paolo Macry sui sindaci più carismatici del dopoguerra, populisti ante litteram che non di rado hanno incarnato una vocazione monarchica distanziandosi dai partiti nazionali. Il presunto eccezionalismo locale è forse dovuto al rapporto morboso e indissolubile con il passato? si chiede il ricercatore Lorenzo Colantoni mentre ci accompagna in un viaggio attraverso le mille stratificazioni del centro storico. Anche il culto dei defunti rientra in questa specificità che ripercorriamo visitando con Carmen Barbieri il cimitero di Poggioreale, una città nella città, che al suo interno include dieci cimiteri, secoli di storia e abusi edilizi. Una pagina del recente passato – la presenza dell’esercito americano durante la guerra – ha lasciato una piacevole eredità rendendo Napoli musicalmente meticcia come ci racconta Francesco Abazia nel suo articolo «Neri a metà». Cristiano de Majo, scrittore e giornalista, ci svela invece una Napoli «normale» e quasi surreale, quella del quartiere della media borghesia in cui è cresciuto, il Vomero, il meno raccontato di una città che invece negli ultimi anni ha vissuto una sorta di ipernarrazione cinematografica e letteraria. E così Peppe Fiore nel suo «Partenosfera» per la prima volta prova a fare un bilancio di questa stagione in cui Napoli è diventata la città più filmata del Belpaese. Una storia di successo nazionale poco raccontata è quella di Fanpage, il sito più cliccato d’Italia: Raffaella Ferré ci aiuta a mappare l’insolito panorama giornalistico napoletano. Una notizia che ha spaccato l’opinione pubblica è stata quella della decisione di censire e rimuovere i tanti altarini abusivi e murales dei quartieri popolari che celebrano i giovani uccisi in scontri a fuoco con la polizia o con la camorra. Questa criminalizzazione indiscriminata di una forma di espressione del sentimento e del risentimento popolare è al centro dell’articolo di Alessandra Coppola. Una manifestazione gioiosa e immancabile di napoletanità è quella del tifo calcistico evocata con passione e un pizzico di nostalgia da Gianni Montieri in Voci azzurre. Piero Sorrentino invece ci porta in quello che è stato il cuore industriale della città, i quartieri di Bagnoli e San Giovanni a Teduccio, che oggi vivono in un limbo tra speranze e frustrazione per il lento processo di riqualifica. In questo numero di «The Passenger», illustrato con le foto di Mario Spada, famoso per il suo lavoro documentaristico su Napoli, torna anche la graphic novel, con l’illustratrice Cristina Portolano che disegna una cartolina della città che cambia.
Questo è il terzo Passenger che leggo, mi è stato regalato. Il mio giudizio non riguarda il progetto editoriale, che trovo bellissimo, ma per i contenuti di questo volume che purtroppo non mi hanno appassionata.
Look, like most children of parents who came across the ocean, I'm trying to display my upward social mobility as best I can. Discussing the intricacies and politics of Naples boroughs is going one step too far - that'll be the next generation. By choosing to read this collection I was actually in search of something in the realm of Stanley Tucci - easily digestible tidbits to wow my dinner party guests and make my parents proud. Some interesting Neapolitan fact to prove just how far I've come from eating frozen Dr. Oekters. Something to laugh at as I make a toast with my chianti, and in a faux-Italian accent replace cheers with a 'Salute'! No one wants to know about the far rights middling in the ghetto part of town waste disposal industry. That's precisely the kind of thing what they left behind.
Primo approccio a The Passenger in vista di un futuro viaggio proprio a Napoli, e devo dirmi ampiamente soddisfatta!
Da persona a cui piace viaggiare, e che ha vissuto in altre città oltre quella natale, è bellissimo leggere racconti scritti dal punto di vista sia di chi ci è tutt’ora strettamente legato, e da chi magari ha imparato ad apprezzarla di più allontanandosi, Napoli.
Ottimi articoli, ne ho trovato alcuni meno interessanti di altri, ma non per questo meno utili per scoprire un volto di Napoli che magari ci viene sempre e solo raccontato dai media.