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HP

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288 pages, Paperback

First published February 1, 1978

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Guido Buzzelli

41 books13 followers
Guido Buzzelli (1927-1992) was an Italian cartoonist, illustrator and painter from Rome, best known as a pioneer of Italian graphic novels in the 60's and 70's.

Buzzelli was born of a family of painters on his father side, while his mother was a model. As a teenage, he studied to become a painter like his father and grandfather. Soon, he added comics to his interests, working as an apprentice to Italian cartoonists Vittorio Cossio and Rino Albertarelli. In his youth Guido lived in Spain and England, working as an illustrator and comic book artist. In 1960 he came back to Italy and married Grazia de Stefani, who will also become his main collaborator.
After a few years focusing on his painting career, Buzzelli returned to comics to create La Rivolta del Racchi ("The Rebellion of the Uglies", 1966), an early example of graphic novel. He could not find a regular publisher for this work, yet the story attracted the attention of the curators of the 1967 Lucca Comics Festival, being released in the proceedings of the show. The comic acquired notoriety only in 1970, when French cartoonist Georges Wolinski noticed the book on a newsstand during a trip to Naples and decided to have it published in the French comics magazine Charlie Mensuel. La Rivolta del Racchi was a fantasy in a historic setting and presented a certain social commentary undertone, something that will remain in many of Buzzelli following works.
In the the 70's and 80's Buzzelli will continue to publish comics and political cartoons in a number of French publications, such as Pilote, Circus, L'Écho des Savanes, Vailant, Métal Hurlant, À Suivre, Fluid Glacial, Le Monde, as well as Italian ones, like Linus, Alterlinus, Comic Art, L'Eternauta, Paese Sera, Il Messaggero, L'Espresso, Psyco, Corriere dei Ragazzi, Comic Art, Playmen, Menelik, l'Unità, L'Occhio, Repubblica.
Among his comics are I Labirinti (1968-1970), Zil Zelub (1971), Annalisa e il diavolo (1973), H.P (with Alexis Kostandi, 1974), L'intervista (1975), L'Agnone (1977), La guerra videologica (1978), L'uomo del Bengala (1979), Il mestiere di Mario (1980), Zasafir (1981) and many others.
Buzzelli continued to produce traditional painting work throughout his life. His paintings have appeared in a number of exhibitions in Europe and North America. Additionally, he was a teacher at the European Institute of Design. Towards the end of his life he also collaborated with the Italian and French television.
Guido Buzzelli died at age 64 in his hometown Rome in 1992.

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Profile Image for Ellis ♥.
1,031 reviews10 followers
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February 11, 2022
Recensione apparsa su Leggere Distopico e Fantascienza Oggi! :)

Gruppo di LDFO, oggi vi parlo di una pietra miliare nella storia della graphic novel all’italiana.
Cominciamo prima dal prodotto “libro” in quanto tale: una gioia per gli occhi che ogni amante del romanzo grafico può dirsi fiero di ostentare sui propri scaffali, un’edizione monumentale che misura precisamente 22.3 x 3.4 x 30.4 cm; 288 pagine di fumetti in bianco e nero e ben quaranta a colori.

Guido Buzzelli era davvero un artista a tutto tondo, che aveva ancora molto da dirci, ma scomparso prematuramente. Si può affermare, senza troppi giri di parole, che è per merito suo che in Italia è approdato il romanzo a fumetti. È stato precursore sui tempi, investendo tempo e talento per un genere che – spesso – veniva snobbato, sdoganandolo di quell’accezione che lo relegava ai margini e indirizzandolo verso un pubblico adulto e consapevole. Segno che l’arte del fumetto dovesse essere riconosciuta al pari di un’opera letteraria vera e propria.
L’abilità artistica di Buzzelli è impattante, tentativo inequivocabile di traslarci in universi lontani, ma vicini partendo da un pattern denso di accadimenti che rendono l’esperienza di lettura davvero immersiva. I suoi sono racconti di rocambolesche avventure, ma intrise di quel fantastico spurio che trascende i generi e irresistibilmente pungente. Una fantascienza “ibrida” nella quale si avvicendano western, progressismo tecnologico, satira, grottesco – traspone per immagini il suo pensiero perlopiù pessimista dove il lieto fine raramente lo si consegue.
In "Hp", il racconto lungo che dà il nome al volume, ci sono due fazioni: una simil western e l'altra tecnologicamente più avanzata – che nella situazione iniziale - si contendono un cavallo MOLTO particolare, l'orgoglio la fa da padrone e, piano piano, s’insinua quella che potremmo definire una battaglia batteriologica. Ovviamente non vi svelo l'esito del conflitto.
Con "Morganna", si cambia registro. Qui c’è una combinazione di fantascienza mista a quella sensualità alla Milo Manara e un tocco di esoterismo.
"Zasafir", propostoci con una seconda parte rimasta fino ad oggi inedita, è quello che mi ha colpito di più. Leo Doroastro, il nostro protagonista, è un antieroe, un vero e proprio furfante che si ritroverà in una situazione più grande di lui, una sanguinosa guerra interstellare dalle proporzioni inimmaginabili potrebbe determinare la fine della specie umana. Servendosi delle peripezie interplanetarie che Leo sperimenterà, Buzzelli introduce una critica al disfacimento di valori e non del genere umano. Ed è qui che l’elemento grottesco verrà fuori in tutta la sua potenza grafica.
"Resurrezione" e "Una stella per Ganimede", sono due racconti minori ma che comunque si fanno notare.
Il tratto artistico di Buzzelli spicca per il gioco di luci e ombre del chiaroscuro, l’impatto visivo è forte e si nota una maggiore cura nell’ambientazione. I riquadri standard del fumetto non limitano il suo estro creativo, uscendo più volte da essi e interagendo con i suoi personaggi, proprio in Zasafir Buzzelli entra in scena disegnando se stesso.
Uno “schema” che sembra ripetersi è quel voler tratteggiare una civiltà selvaggia, al limite del decadimento talvolta morale talvolta fisico.
Con quella visionarietà che oggi potremmo considerare profetica, le storie che propone sono sì di fantascienza ma per mezzo di esse vuole denunciare le brutture del suo tempo.

Profile Image for B. D. R. L..
126 reviews
September 14, 2026
Adoro os detalhes deste mundo para 1 BD ja tão antiga. O argumento e as personagens pecam por serem (quase todas) aborrecidas.
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