La minaccia dell'inspiegabile
"Cerco di sistemarmi nel letto, sono inquieta, qualcosa mi disturba. A un certo punto sento il rumore e mi rendo conto che c'è da un bel po'. Non ho altra scelta che scoprirmi, tirare fuori le gambe lentamente. Mi metto le pantofole e vado fino al televisore. Anche se è spento, il rumore esce lo stesso. Stacco la spina ma non smette. E' un fischio acutissimo e somiglia a un pianto, o è un pianto."
"Era in piedi vicino al tavolo, magro e nudo, e trasparente. Ines lo vide con la coda dell'occhio, ma distolse lo sguardo. Bevve un sorso di caffè e diede un morso al pane tostato, inghiottì con disgusto un qualcosa di umido nella consistenza, un sapore ammuffito. E quell'odore di fiori appassiti o di bassa marea."
"Le braci sono rosse ormai. Alonso le separa e prende la griglia, sistema le salsicce. Con gli occhi chiusi sente il grasso che crepita sul ferro caldo, l’odore che galleggia nell’aria, i chilometri di campagna che lo circondano, la terra dove le piante crescono e si seccano e crescono di nuovo, gli animali che nascono, muoiono e si decompongono; e lui è una parte infima di tutto quello che gira intorno al sole; e perché, qualcuno glielo spieghi, perché resistere a quell’inerzia se a lui basta guardare il cielo per sapere che quel movimento a spirale, senza fretta, senza posa, un giorno collasserà sul proprio centro; e tutto sarà parte di una stessa nuvola di polvere e gas; e perché Alonso, perché Maria, perché tutti gli orologi del mondo, tutti i cavalli morti, tutti gli ettari di terra secca.”
Non ritratti d'incubo né visioni allucinate; in questi scorci risiede la minaccia dell'inspiegabile: quell'attesa fatidica che precorre l'irreparabile.
Sorelle ★★★★1/2
Tre sorelle alle prese con un efferato rituale. Storia dai contorni indistinti, che si realizza con efficacia al termine.
Il primo sabato del mese ★★★
Il nonno porta il nipotino a tagliarsi i capelli. Racconto meno incisivo del precedente, che si fregia di qualche dialogo capace di evidenziare un atipico rapporto d’affetto.
Zoo ★★★★
Una normale giornata passata allo zoo. Che cos’è la prospettiva?
Racconto weird in piena regola, capace di manipolare con maestria le nostre certezze (si veda il titolo e la messa in pratica all’interno del racconto).
Gli uomini vanno in guerra ★★★★
Una vedova, in tempi di guerra, deve scendere a patti con il sovrastante senso di perdita. Altro racconto che sfuma nel surreale, senza registrare null’altro che il limbo emotivo di fronte alla tragedia.
Variabili ★★★1/2
Una madre, impegnata nel lavorare da remoto quasi ai limiti dell’ossessivo, cesella alla perfezione ogni propria azione, compresa la gestione del figlio. Storia che del ridimensionamento quotidiano - piccoli gesti, azioni strane adottate, assenza di riflessione - tratteggia l’impietosa assenza della partecipazione familiare.
Un cimitero con le palme ★★★★
Una donna, sola in appartamento, una notte sente un rumore strano provenire dal televisore: un fischio, simile a un pianto. Trasfigurazione distorta della solitudine, sorretta da un sottofondo di amarezza.
La pelle sensibile ★★★★★
Una donna accetta tacitamente la convivenza con il proprio marito; e non ci sarebbe nulla di particolare, se non si parlasse della persistenza di ectoplasmi in ambiente domestico. Storia capace non solo di trasmettere un febbrile senso di malessere, ma altresì meritoria di sublimare la presenza greve - e, perché no, giudicante - di chi non calca più questa terra.
I Täkis ★★★★
Un giorno, senza nessuna avvisaglia, approdano sul pianeta Terra i misteriosi Täkis. Storia che dal puro straniamento guadagna i crismi del post-apocalittico (più o meno: descriverla non è affar semplice).
Un mazzo di cardi ★★★★
Prendersi cura di un cavallo mezzo morto: cosa può esserci di più semplice?
Narrazione dimessa e quasi goffa nell’affastellamento di dettagli premonitori - le ferite reiterate, la ribellione di Marìa -, che solo al termine dischiude la storia come un fiore in primavera.
Il posto dove muoiono gli uccelli ★★★★★
Due sorelline (nove e sei anni), in vacanza con i genitori e l’appena nata Jazmìne, riempiono le loro giornate seppellendo gli uccelli nel luogo in cui essi muoiono. In questo sunto l’infanzia, nell’incomprensione delle ingiustizie subìte e l’ancora più pericolosa ferocia latente. Racconto perfetto.