Martin Muma, ‘più leggero di una piuma’, è il nome di un celebre personaggio di Pier Lorenzo De Vita per «Il Corriere dei Piccoli» degli anni Trenta del secolo scorso. Ligio Zanini fa di quel bambino gentile, gracile e indifeso – che volava leggero sulle cose del mondo per sottrarsi a una realtà opprimente e a un destino assurdo – l’alter ego del suo unico, incandescente romanzo autobiografico. Saga asciutta, luminosa e straziante di un figlio del popolo e con lui di una comunità umana secolare, quella dell’Istria veneta in procinto di essere quasi completamente annientata e dispersa, Martin Muma è stupenda poesia della giovinezza, della libertà e dell’eros e – con tremenda divaricazione – testimonianza cruda e atto d’accusa degli orrori del totalitarismo, rigurgitati dall’abisso di disumanità e di degrado del campo di prigionia di Goli Otok, l’Isola Calva, l’inferno riservato ai dissidenti del regime jugoslavo di Tito. Uno dei grandi romanzi italiani del Novecento, ora ricondotto alla prima, storica edizione del 1990, con la prefazione di Ezio Giuricin che di quella fu tra i coraggiosi promotori, e con le testimonianze di Giuliano Manacorda, Mario Rigoni Stern e Franco Juri.
... più leggero di una piuma. La storia di Martino, e dell'autore, attraversa con leggerezza e dolcezza due guerre mondiali, due dittature (anzi tre) tra Rovigno e Pola e l'isolamento nel campo di lavoro di Goli Otok.
La storia è fatta di storie. Portarle alla luce da valore a entrambe.
Che cosa successe a coloro che rimasero nell'Istria veneta dopo l'ascesa al potere di Tito? E dopo la frattura insanabile tra Tito e Stalin? Non lo abbiamo saputo per anni, perché i prigionieri politici che facevano parte, tra l'altro, dello stesso partito, sono stati costretti a tacere. Pena nuove torture. Ligio Zanini, il più grande poeta istriano, ha pubblicato un unico romanzo: questo, ispirandosi al nome e alla leggerezza di un personaggio reso noto dal Corriere dei Piccoli. La storia, leggermente romanzata, della sua vita ha infatti il nome di Martin Muma. Bambino quando Mussolini salì al potere, capì che "testa quadrata" aveva una schiera di lacché che accettavano tutto per quieto vivere. Suo padre non lo fece e ne pagò le conseguenze e da Rovigno dovette trasferirsi a Pola. Durante la guerra divenne una giovane staffetta partigiana e convinto sostenitore del partito comunista. Quando avvenne l'esodo degli istriani in Italia, la sua famiglia restò assistendo impotente al processo di croatizzazione. Fu allora che Martin Muma decise di tirarsi fuori dal partito per essere davvero un uomo libero, senza neanche aderire alla parte staliniana e venne deportato sull'isola di Goli Otok, l'isola Calva, dove riuscì a sopravvivere dopo anni di lavori massacranti, fame, violenze perpetrate dagli stessi prigionieri, ma di etnia bosniaca. Ne uscì pagando caro anche dal punto di vista degli affetti. Descritto così il libro sembra molto pesante, in realtà, proprio come Martin Muma, ha una leggerezza poetica molto piacevole. Tre quarti del romanzo sono dedicati all'infanzia-adolescenza del protagonista, alle sue prime esperienze coi compagni di scuola, col sesso, ma anche a dialoghi (soprattutto col nonno) che stimolano molte riflessioni, anche sull'Istria stessa. Siccome lo scrittore usa alcune terminologie dialettali dell'Istria consiglio di non soffermarsi troppo, ma di lasciarsi trascinare da questa prosa così particolare. Il mare, tanto amato da Zanini nella sua poetica, ricorre molto anche qui.