Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro:
Pierre Doutre vede per la prima volta una ragazza bionda al funerale di suo padre, un famoso illusionista circense. Un istante dopo compare un’altra ragazza identica: due figure eteree, quasi sovrannaturali, che sembrano capaci di sdoppiarsi come in un trucco di magia. Sono gemelle, entrambe parte dello stesso ambiente fatto di spettacoli, sipari e riflettori in cui Pierre è cresciuto solo di riflesso.
Dopo anni passati lontano dal circo, Pierre finisce per ereditare il mestiere del padre. Impara l’arte dell’illusione, costruisce il proprio numero attorno alle gemelle e alla loro somiglianza perfetta, seguendo la regia nascosta di sua madre Odette, una donna dura e calcolatrice.
È così che Pierre si ritrova invischiato in un mondo di trucchi scenici, specchi nascosti e giochi di prestigio, che sembrano proseguire anche fuori dal palcoscenico. Le gemelle diventano allo stesso tempo musa, ossessione e minaccia e realtà e illusione si finiscono per confondersi. Il tono è cupo e ossessivo: sotto il fascino del circo si percepisce sempre un'ombra.
Il romanzo è affascinante e volutamente disorientante, fatto di atmosfere sospese, che fanno “sentire” più che capire.
Il romanzo prova a portarci nella mente del protagonista, ma si limita più a ripetere in modo ossessivo i suoi pensieri, più che ad offrire una reale evoluzione. La trama resta quasi ferma e la sua discesa nel delirio appare immotivata, perché le cause psicologiche non vengono davvero approfondite. Così finiamo per vivere nella sua testa senza però comprenderlo davvero, osservando un crollo più confuso che significativo.