Quand meurt le professeur Alberto, un prestigitateur, Pierre Doutre, son fils de 20 ans élevé depuis sa petite enfance dans une pension et qui n'a eu que de rares contacts épisodiques avec ses parents, se retrouve avec Odette, sa mère. Il décide d’apprendre le métier et de se joindre à la troupe. Sa mère l'encourage à donner avec elle des spectacles d'illusionnisme. Elle met au point un numéro de disparition basé sur l'emploi de deux jumelles allemandes, Greta et Hilda. Pierre, qui tient un rôle dans ce numéro, tombe amoureux, mais ne peut identifier à laquelle des deux sœurs il voue son amour.
Pierre Boileau and Pierre Ayraud (aka Thomas Narcejac) were French authors who specialized in police stories. They collaborated as "Boileau-Narcejac," with plots from Boileau. Narcejac provided most of the atmosphere and characterisations in each novel.
Each of them were highly successful alone before beginning their work together. The Prix du Roman d'Aventures, one of the most important literary awards in France, is given each year to the author of the best example of detective fiction in the world. Boileau won it in 1938 for Le Repos de Bacchus. Narcejac received it for La Mort est du Voyage in 1948. They met at the 1948 awards dinner.
While most of their works stand alone, they also wrote the "Sans Atout" series for young readers.
An early product of the writing team, from 1957, which explains the apparently exorbitant prices (millions for a clapped out traveller's caravan) as the franc was re-valued in 1960. Umm, I dunno, I'm probably not the right person to be critiquing, or even reading a policier. The setting was entertaining enough: the slightly gimcrack world of the travelling entertainer, doing a bit of everything, juggling, conjuring, mind-reading, escapology. There are a couple of suspicious deaths. The explanation comes all in a rush in the very last chapter. Not a hugely satisfying solution, more a slick escape, a trick, an illusion. Fitting I suppose.
Anyway, it brushed up my French a little. And the cover's nice.
Sulla scia dei roman durs di Simenon il duo Boileau-Narcejac si muove nell'ambito del noir psicologico, anche se la tecnica dello scrittore belga è più naturale ed approfondita, la differenza in questo come altri romanzi del duo è la cattiveria deliberata, la crudeltà raramente presente nelle pagine di Simenon.
Pierre Boileau e Thomas Narcejac sono stati definiti la coppia della letteratura nera e la copertina (tetra), insieme alla trama, sono una dimostrazione. Le incantatrici è un viaggio nell' illusione, nel mondo del mistery di cui la coppia di scrittori descrive molto bene l'ambientazione e la psicologia dei personaggi. Proprio come il protagonista, il lettore viene trascinato in un mondo torbido e ovattato che sfocia in un gioco perverso dove la realtà e la finzione si fondono con l'ombra della morte pronta a sconvolgere le sue carte. Come telespettatori che assistono a un trucco di magia o a un esperimento di un celebre illusionista, veniamo proiettati in questo limbo in cui diventa difficile riuscire a trovare la chiave e quindi giungere a una soluzione.
Non ho apprezzato molto questo libro: troppo lento e cerebrale, soprattutto per il suo genere. Il primo evento rilevante avviene non prima di pagina 100 (di 198 pagine totali!). Probabilmente c'è più azione in Delitto e castigo, il che è tutto dire. L'argomento è anche interessante (è la storia di un'ossessione) ma lo stile e la struttura alla fine mi hanno lasciata piuttosto fredda.
il doppio, l'amore che sconfina nell'ossessione, le illusioni- non solo quelle da palcoscenico, su cui si costruisce la carriera di pierre dutre, illusionista quasi suo malgrado. un romanzo ipnotico e torbido, di sicuro imperfetto ma molto avvincente (sebbene non sia un noir) e di atmosfere suggestive. sebbene a mio avviso sia meno riuscito di "les diaboliques", è un'altra valida prova della maestria di boileau e narcejac.
È un romanzo che all’inizio mi ha affascinata grazie alla sua trama singolare ed avvincente. Molto riuscita l'ambientazione e la psicologia dei personaggi. Da metà romanzo in poi però, ho avuto la sensazione che gli autori si dilungassero un po’ troppo in descrizioni volte a ritardare il colpo di scena finale (peraltro non così difficilmente intuibile). Consigliato comunque agli amanti dei noir.
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro: Pierre Doutre vede per la prima volta una ragazza bionda al funerale di suo padre, un famoso illusionista circense. Un istante dopo compare un’altra ragazza identica: due figure eteree, quasi sovrannaturali, che sembrano capaci di sdoppiarsi come in un trucco di magia. Sono gemelle, entrambe parte dello stesso ambiente fatto di spettacoli, sipari e riflettori in cui Pierre è cresciuto solo di riflesso.
Dopo anni passati lontano dal circo, Pierre finisce per ereditare il mestiere del padre. Impara l’arte dell’illusione, costruisce il proprio numero attorno alle gemelle e alla loro somiglianza perfetta, seguendo la regia nascosta di sua madre Odette, una donna dura e calcolatrice.
È così che Pierre si ritrova invischiato in un mondo di trucchi scenici, specchi nascosti e giochi di prestigio, che sembrano proseguire anche fuori dal palcoscenico. Le gemelle diventano allo stesso tempo musa, ossessione e minaccia e realtà e illusione si finiscono per confondersi. Il tono è cupo e ossessivo: sotto il fascino del circo si percepisce sempre un'ombra.
Il romanzo è affascinante e volutamente disorientante, fatto di atmosfere sospese, che fanno “sentire” più che capire.
Il romanzo prova a portarci nella mente del protagonista, ma si limita più a ripetere in modo ossessivo i suoi pensieri, più che ad offrire una reale evoluzione. La trama resta quasi ferma e la sua discesa nel delirio appare immotivata, perché le cause psicologiche non vengono davvero approfondite. Così finiamo per vivere nella sua testa senza però comprenderlo davvero, osservando un crollo più confuso che significativo.
Ricorda un po’ Simenon, ma “quasi” senza omicidi. Le due gemelle “incantatrici” scuotono il protagonista che dopo tutta l’adolescenza trascorsa in collegio, torna dalla madre ed inizia a fare il prestigiatore come il padre mancato da poco. Diventa bravo ma le gemelle lo traviano completamente fino alle estreme conseguenze.
Sono stato inizialmente propenso ad avallare quelle che potevano essere state le ragione per non riproporre questo romanzo in tanti anni dalla sua prima pubblicazione. Almeno così mi pare non sia stato, a differenza di alcuni altri romanzi della coppia di autori che sono invece ritenuti capisaldi del genere. Questo per alcune perplessità su alcune scelte del traduttore che mi hanno distratto dal romanzo che invece ci stava sotto. A libro chiuso ho invece modo di constatare che non ha nulla da invidiare ad altri loro titoli che invece hanno avuto l'occasione di ricomparire per essere letti da nuove generazioni di lettori.