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Il mondo magico: Prolegomeni a una storia del magismo

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Il mondo magico di Ernesto De Martino occupa un posto di rilievo tra i classici del pensiero europeo contemporaneo: pubblicato nel 1948, ha conosciuto un numero cospicuo di edizioni, che testimonia di un perdurante interesse per l’inedita valutazione della magia come istituzione culturale garante della presenza umana nel mondo. Ogni generazione di lettori si è così accostata al capolavoro demartiniano in modi conformi allo spirito del tempo, privilegiando determinati nuclei problematici e lasciandone altri nell’ombra. Oggi siamo più inclini a riconoscere tutto il valore innovativo del metodo di ricerca di Ernesto De Martino, basato sull’intreccio tra prospettiva storica ed etnologica. L’asse portante del libro risiede nel confronto critico, funzionale alla presa di coscienza dei rispettivi caratteri individuanti, tra l’Occidente e l’Altro da sé, tra il nostro e l’altrui modo di «essere uomini in società».

318 pages, Paperback

First published January 1, 1948

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About the author

Ernesto de Martino

34 books30 followers
Ernesto de Martino (1 December 1908 – 9 May 1965) was an Italian anthropologist, philosopher and historian of religions. He studied with Benedetto Croce and Adolfo Omodeo, and did field research with Diego Carpitella into the funeral rituals of Lucania and the tarantism of Apulia.

Ernesto de Martino was born in Naples, Italy, where he studied under Adolfo Omodeo, graduating with a degree in philosophy in 1932. His degree thesis, subsequently published, dealt with the historical and philological problem of the Eleusinian Gephyrismi (ritual injuries addressed to the goddess) and provides an important methodological introduction to the concept of religion. Clearly influenced by reading Das Heilige by Rudolf Otto, de Martino preferred to emphasize the choleric nature of the believer, overturning the German scholar's thesis and making it capable of being applied to relations with gods in polytheistic religions and spirits in animist religions.

Attracted by the ideological stance of the regime, for several years de Martino worked on an essay interpreting Fascism as a historically convenient form of civil religion. However, the attempt was insubstantial and the work, still unpublished, was gradually rejected by the author, who subsequently approached left-wing ideas and after the war became a supporter of the Italian Communist Party. At this time, which we now call the "Neapolitan" period, lasting until 1935, de Martino fell under the spell of the personality and work of an archaeologist who was particularly open-minded concerning the ancient history of religions.

De Martino has also been a very charismatic mentor and teacher. From 1957 to his death he taught ethnology and history of religions at Cagliari's University.

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18 (22%)
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3 (3%)
1 star
2 (2%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,472 reviews2,451 followers
December 11, 2024
L’ANIMA SENZIENTE


La copertina della mia edizione.

Un altro di quei testi incontrati durante gli anni dell’università sui quali studiare fu gioia pura.
Ricordo che anche l’esame collegato fu felice e positivo.
A questo testo era abbinato anche un altro de Martino d.o.c., il quasi altrettanto celebre Sud e magia.

Pubblicato nel 1948 ha ancora dentro gli umori di un paese devastato dalla guerra. E in questa, che potrebbe sembrare una limitazione storica, trova invece, secondo me, la sua forza attuale. Attualissima se si pensa al mondo colpito dall’epidemia in corso, dalla nuova lunga crisi, credo prima di tutto economica, ma con tutti gli annessi e connessi di fragilità esistenziale che ne derivano.
In uno stato di particolari privazioni e sofferenze, nel corso di una guerra, di una carestia ecc. l’esserci può non resistere alla tensione eccezionale, e può quindi di nuovo aprirsi al dramma esistenziale magico.


Sud e magia.

Trascurando l’eredità (tradita?) del pensiero di Benedetto Croce, le reazioni e critiche dell’etnologia storicistica dell’epoca (e non solo), trovo particolarmente illuminante l’epigrafe scelta da de Martino, un verso dalla scena 5 del primo atto dell’Amleto:
Vi sono in cielo e nella terra, Orazio, più cose che non sogni la nostra filosofia.

Eh, sì, il mondo è pieno di cose, e per studiarlo non basta un approccio recintato, per esempio esclusivamente etnologico: serve la ricerca sul campo, ovvio, ha grandissima importanza, e di quella il lavoro di de Martino è ricco. Ma serve anche superare le tradizionali ripartizioni accademiche e avviare un lavoro interdisciplinare, attingendo ad altre “accademie” quali la psicologia, la psichiatria, la parapsicologia, la storia ovviamente, ma anche la filosofia. Che in questo specifico caso è a forti tinte esistenzialiste.


Donne a Stigliano.

Un approccio esistenzialita traspare nel modo in cui de Martino sottolinea il rischio di labilità e precarietà, soprattutto, ma non solo, riferito a popolazioni a rischio di estinzione (esquimesi, aborigeni…), e il carattere “drammatico” della magia.
E così facendo rileva anche che è proprio il concetto di realtà a essere differente, altro, tra il mondo di oggi e il mondo di ieri. La civiltà occidentale non è l’unica possibile, la “prosopopea dello Spirito” ignora il mondo da cui è sorta e in cui può sempre ricadere, ammonisce de Martino.

Il che, ampliando il discorso, lo induce a rimarcare differenza e distanza tra mondo esterno e mondo interiore, mondo fisico e mondo psichico, rappresentazione interiore e realtà esterna,

In questo senso gli spiriti non ci sono, ma ci sono stati, e possono tornare nella misura in cui abdichiamo al carattere della nostra civiltà, e ridiscendiamo sul piano arcaico dell’esperienza magica.



De Martino si congeda con tinte marxiste, ecco l’excipit della sua ricerca (per quanto il volume prosegua con altro materiale dello stesso de Martino e di altri studiosi):
Senza dubbio la liberazione che si compie attraverso la magia è abbastanza elementare, ma se l’umanità non se la fosse mai guadagnata, non le sarebbe mai stato possibile porre l’accento sulla liberazione che oggi la affatica, la reale liberazione dello “Spirito”. E la lotta moderna contro ogni forma di alienazione dei prodotti del lavoro umano presuppone come condizione storica l’umana fatica per salvare la base elementare di questa lotta, la presenza che sta garantita nel mondo.

Profile Image for Lorenzo Catalano.
7 reviews
October 28, 2024
Questo libro mi ha colpito molto.
Il primo capitolo esamina in una maniera abbastanza fredda alcuni atti di magia verificatisi all’interno di comunità umane cosiddette primitive. I resoconti etnografici sono diversi, i fatti narrati sono strabilianti, ma si stenta a credere. Li si bolla come bizzarri e si passa al capitolo successivo.
È nel secondo capitolo, però, che avviene il clic. Qui si inizia a entrare nella testa dell’autore, si inizia a capire. Si capisce, innanzitutto, che la magia dev’essere storicizzata, se la si vuol comprendere. Un atto magico deve essere visto attraverso gli occhi della comunità in cui quell’atto magico si compie, dev’esser visto attraverso gli occhi del mago o dello stregone, che vive, esattamente come gli altri membri della comunità, un dramma esistenziale, ovvero quello di vedere la propria “fragile presenza inghiottita dal mondo” - qui servirebbero pagine e pagine per spiegare, ma non mi dilungo, ed è meglio se leggete il libro.
A questo punto, De Martino torna sull’atto magico propostoci nel primo capitolo, ma ce lo ripresenta da questa nuova prospettiva, ribaltata - bellissimo il passaggio in cui si legge che esistono due missionari Grubb, e guai a pensare che ne esista un terzo, “assolutamente vero e paradigmatico”.
L’autore poi prosegue con altre osservazioni originali: lo schizofrenico e il primitivo che necessita della magia per vivere, per affermarsi nel mondo, vengono paragonati, anche se si scopre che il paragone non regge; si passa poi a una veloce disamina del nostra civiltà - le pagine qui si fanno complicate e densissime. Infine, si ritorna sulla magia, ispezionando i testi e le ricerche dei vari etnologi nella storia.

Questo libro è potente e si fa portatore di una tesi brillante, che ammalia e colpisce. A tratti risulta un po’ ripetitivo - e alcuni passaggi (per me) restano un tantino o del tutto oscuri. Ma alcune intuizioni e alcuni ragionamenti sono così belli che risulta difficile non dare 5 stelle.

P.S.: l’edizione einaudiana - collana viola - presenta un ricco apparato di note e commenti all’opera. Inoltre, presenta anche un ulteriore testo di De Martino, “Angoscia territoriale e riscatto culturale nel mito «achilpa» delle origini. Contributo alla studio della mitologia degli aranda”.
Il testo aggiuntivo di De Martino risulta utile per tornare su alcuni concetti fondamentali de “Il mondo magico” in maniera chiara e circoscritta.
22 reviews
September 18, 2012
I think this book could have been condensed into a couple chapters. I suspect he was trying to illuminate different aspects of the topic, but it all just ran together for me. It was hard to follow and hard to read and seemed very repetative. I also find it irritating in a book that drew mainly from African and Iniuet and from male shamans, that the cover are two naked, one at least caucasian, females. That may not be the author's fault, but still irritating.

In short: Magic is to address the cultural problem of "not being there" (be it an individual or a world or a tribal-type group), which is something first-world cultures no longer even consider as a potential problem. So the problems addressed by magic are unheard of, uncomprehensible by anyone coming from a Western point of view who has not trained themselves to see the issue. Magic deal with "the beyond" which may be trying to unwork the world or the soul may be likely to escape from the body--neither of these are issues Western culture is concerned about. In the west, our being here and the world being as it is are both givens. In magical cultures, both of these are still being decided.

He did a nice job comparing it to schizophrenia, and the loss of self associated with it (and the reactions to try and maintain the self) in a culture where the core problem isn't even recognized. He also did an excellent job making sure to differenciate schizophrenia from a magical culture, which is not made of schizophrenias. However, it seems a schiizophreiniac might be better off in a magical culture, because their core problem would at least be related to a problem the entire culture addresses--the risk of Not Being There.

And that theory--and the inability of Western researchers or observers to properly understand what magic was addressing (and a bit about their unwillingness to even consider that magic might be based on actual real things, which our culture has made impossible for us to reach--if the beyond is gone, we can hardly touch the beyond) is most of the book to me.

Interesting, but covered decently in the first section (still wordy and convoluted) and could have been covered much more clearly in a much shorter book, with more organized examples.

So, marked down for the writing (or translation, it's hard to tell--it could just be a not very skilled translator with a difficult subject), but extra stars for a fascinating theory of magic that made me think and go "hmmm". I prefer the brain effort being more in the topic and less in the reading, though.
Profile Image for Tai Reed.
93 reviews3 followers
August 2, 2020
Would have given it 2.5 stars if I could, but it was leaning more towards 3.

Some fascinating observations, explanations and insights here that give a good overview of shamanism and magical traditions of tribal peoples from a range of different cultures.

However, I found the writing style to be unnecessarily dense, clunky, disjointed and extremely difficult to follow. So many times I lost track and had to re-read certain paragraphs and even whole pages to make sense of what the author was talking about. It indeed felt quite rambling and unstructured at times.

In saying that, I'm very glad I read it, and it gave me a good introduction to the study of these practices. But I definitely won't be reading it again.
Profile Image for Oreste Campagner.
6 reviews1 follower
July 21, 2020
"[...]L'incontro etnografico come duplice tematizzazione, del proprio e de1l'alieno [...] allo scopo di raggiungere quel fondo universalmente umano in cui il proprio e l'alieno sono sorpresi come due possibilità di essere uomo"
31 reviews7 followers
July 15, 2019
This book was years ahead of its time, as was de Martino. For those of us with an interest in seriously studying and exploring magic as an existing phenomenon, it is heartening to read something written in the accepted language of the humanities, while challenging the logical paradigm with perfectly reasonable arguments.
It is densely written but quite short and worth the effort,
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