La rivoluzione d’ottobre raccontata attraverso gli occhi increduli di una nobile moscovita che vede crollare in un istante tutto il suo mondo. E la sua determinazione nel cercare di salvare, nel disastro, almeno la famiglia e la dignità. L’autrice ci fa rivivere in una prospettiva inusuale alcuni drammatici momenti della storia russa del secolo scorso, mostrando senza veli i pensieri e le preoccupazioni di un’intera classe sociale nel momento del suo declino. Una storia vera, in cui l’utilizzo di foto, diari e documenti degli antenati diretti di Alessandra Jatta offre un valore aggiunto a una narrazione che lascia con il fiato sospeso.
Tre stelle e mezzo Foglie sparse di Alessandra Jatta è un libro che mescola ingredienti interessantissimi e soprattutto irresistibili per me. Si parla di Russia, di Romanov e di legami familiari. In mezzo la Guerra, una zingara che predice il futuro, la paura e l'attaccamento per la Patria. Verità e finzioni mescolati sapientemente da una discendete della famiglia Olsufiev. Grazie a questa premessa avrete capito il perché l'ho divorato. Quando Foglie sparse si apre è l'agosto del 1917. La nostra protagonista Olga Pavlovna Olsufieva è afflitta da un mal di stomaco: un cattivo presagio. L'angoscia crescente le fa accendere una sigaretta dopo l'altra. Seguiamo i suoi movimenti frenetici, leggiamo i frammenti di diario e facciamo la conoscenza dei suoi cinque figli. Olga è costretta a radunarli: bisogna partire, andare via dalla tenuta. Rimasta sola con i bambini e due tate, perché il marito è al fronte a combattere, Olga capisce subito che è arrivato il momento di scappare, di mettersi in salvo. Decisa a raggiungerlo nel Caucaso, sognando però di approdare nella sua Firenze, intraprende un viaggio pericoloso. In Russia soffia il vento della rivoluzione e non accenna a calmarsi. RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
È la storia vera di una famiglia nobile russa in fuga dopo la rivoluzione d'ottobre del 1917. Mi è piaciuto, anche se a volte è un po' troppo "lista della spesa" rispetto alle cose che succedono. Olga Olsufiev è stata davvero una donna incredibile, per quei tempi.
Scritto tutto col tempo presente, a tratti affrettato, sul finale decisamente tirato via. Errori di stampa qua e là a condire, l’editor si deve essere addormentato. Peccato perché la storia prometteva bene.