In Viaggio col Sorriso è il viaggio di un ragazzo che ha deciso di prendere in mano la propria vita. Muoversi, conoscere il mondo, scoprire nuove culture, imparare cose nuove ogni giorno ed entrare in contatto intimo con il proprio io, quello più vero ed autentico. Quell'io che per troppo tempo era rimasto nascosto, per rincorrere obiettivi non il linea con la vera natura dell'autore.In viaggio col Sorriso è anche Il viaggio di chi ha deciso di vivere con una luce diversa dentro, in un mondo fatto di umanità, di condivisone e di amore. Di chi ha deciso di lasciare qualcosa agli altri, perché si è reso conto che dal mondo ha ricevuto già un'infinità di cose belle.In Viaggio col Sorriso è un VIAGGIO, autentico, avventuroso, onesto, di chi si è fatto coraggio ed ha scelto di non lasciarsi sopraffare dalla paura, di chi ha scelto di stare dalla parte dei sogni. BUON VIAGGIO col Sorriso
2,5 "In viaggio col sorriso" è il racconto di un anno di viaggio in Sudamerica di Dario Nisivoccia, allora 33enne, che dopo aver studiato e lavorato per molti anni a Parigi, decide di vivere un'esperienza di vita diversa. Viaggia zaino in spalla per vari paesi tra cui Messico, Argentina, Costa Rica, Brasile, Perú ma soprattutto Colombia, dove alla fine del suo viaggio scopre l'associazione "Sembradores de la 13", che si occupa di educare e in qualche modo regalare un futuro migliore ai bambini meno fortunati di Medellin. Il 60% del ricavato del libro è destinato proprio all'associazione: scelta molto nobile che mi ha resa felice di acquistare il libro e che gli fa meritare una stellina in più.
Gli ultimi capitoli, così come il riferimento ai Sembradores, sono stati forse i più interessanti ed umili di tutto il libro. Ma nel suo insieme, il libro mi ha purtroppo un po' delusa per certi aspetti. Credo che lasci troppo spazio sempre agli stessi concetti, che si ripetono all'infinito in ogni capitolo: "bisogna vivere nel presente - il futuro non esiste - casa non è un luogo ma una sensazione - la vita nomade è molto più bella" e altre frasi che, sebbene condivisibili, risultano troppo ripetitive. Mi ha dato poi un po' fastidio il continuo riferimento alla società occidentale brutta, cattiva e capitalista e il continuo definire le persone del Sud del mondo come "le più accoglienti, le più festaiole, le più sorridenti". Una visione del mondo che ho trovato troppo semplicistica se non ingenua, e che non prende in considerazione la miriade di sfaccettature del mondo.
"In viaggio col sorriso" trasuda però di sicuro tanta gioia per il viaggio compiuto. Di buono, inoltre, c'è che in fondo l'autore non invita nessuno a seguire la sua strada, sapendo che non tutti possono o vogliono viaggiare come ha fatto lui. Invita solo chi lo legge a seguire sempre i propri sogni e la propria strada senza imposizioni. E questo è sicuramente uno splendido messaggio.