In un café parigino Marie, sopravvissuta al genocidio dei Tutsi in Rwanda, incontra Jean, ex soldato dell'Esercito francese che le salvò la vita. Sono passati quasi trent'anni da quel 7 aprile 1994, quando follia, crudeltà e violenza esplodono dentro i confini del Rwanda. Alla fine si conteranno oltre un milione di morti, settantacinquemila bambini rimasti orfani, centinaia di migliaia di stupri che faranno precipitare donne innocenti nell'incubo dell'Aids. La sopraffazione e la paura daranno vita a un esodo senza precedenti, con due milioni di profughi nei paesi limitrofi. Il racconto di un genocidio tra i più sanguinosi e cruenti della storia del Novecento, che mette i governi occidentali di fronte alla responsabilità del loro silenzio durato 104 giorni: i giorni dell'oblio.
L’ultimo libro della serie Donne sul fronte, che ho comprato insieme al Fatto Quotidiano. Una bella collana di graphic novel in cui si raccontano le guerre del passato attraverso il punto di vista delle giornaliste che le hanno vissute. Il Rwanda è un enorme punto irrisolto della storia recente, un genocidio orrendo in cui sono morte più di 1 milione di persone in 4 mesi, ma che è rimasto nelle nostre menti come uno scontro tra bande rivali. E invece l’Europa, gli USA, l’ONU c’entrano tantissimo. Quindi questa graphic novel ha il grande pregio di raccontare questa storia, ma poco altro, perché ho trovato il racconto molto sfilacciato e l’espediente narrativo piuttosto debole.