Chi era Maria Giudice? Per molte è semplicemente la madre di una scrittrice, Goliarda Sapienza. Capita purtroppo che le donne vengano schiacciate e compresse dentro un ruolo prestabilito, nonostante siano protagoniste della storia del loro tempo. Come Maria Giudice, per l'appunto, una delle figure più significative del "socialismo umanitario" del primo Novecento. Fu la prima donna a capo della Camera del Lavoro di Torino, direttrice di giornali, dirigente del partito socialista. Conobbe l'esilio e la galera per motivi politici, prima e dopo l'avvento del fascismo. Conobbe anche diverse cliniche per malattie mentali. Ebbe dieci figli e un rapporto complicato con la maternità. Basta seguire i fili della sua vita per ricostruire gran parte della storia del Novecento. Ma questo libro non è solo il racconto del "secolo breve" visto attraverso gli occhi di una donna irriducibile, è anche, per Maria Rosa Cutrufelli, un atto di riconoscenza personale nei confronti di Maria Giudice e, insieme, un atto d'amore per un'amica perduta: l'ultima figlia di Maria, Goliarda Sapienza. Cosa significa oggi cercare le tracce di Bachmann a Berlino, la città che conserva l'impronta della divisione, e indagarla attraverso la scissione dell'io della scrittrice che nella sua autobiografia onirica si sdoppia, anzi si fa in tre, come la psiche della teoria freudiana, incarnando un intero triangolo di amore e distruzione?
Maria Rosa Cutrufelli è nata a Messina, ha studiato a Bologna e attualmente vive a Roma. Ha pubblicato otto romanzi, tre libri di viaggio, un libro per ragazzi e numerosi saggi. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (finalista al premio Strega nel 2004), Complice il dubbio (da cui è stato tratto il film Le complici) e Il giudice delle donne (tutti pubblicati da Frassinelli). Il suo ultimo saggio è Scrivere con l’inchiostro bianco (Iacobelli). Ha curato antologie di racconti, scritto radiodrammi, collaborato a riviste e quotidiani nazionali. Ha fatto parte della redazione di “Noi Donne”, fondato e diretto la rivista “Tuttestorie” e insegnato Scrittura creativa all’Università La Sapienza di Roma. I suoi libri hanno vinto diversi premi e sono stati tradotti in una ventina di lingue.
Con l'acume che da sempre contraddistingue il sul percorso letterario, e la conoscenza profonda dell'argomento, Maria Rosa Cutrufelli dipinge un ritratto empatico e politico di una lancio vita si è intrecciata profondamente alla storia italiana del '900.
Maria Giudice, attivista, socialista, giornalista, madre e fra le più rilevanti personalità politiche del XIX secolo, appare fin dalle prime righe come una donna la cui complessità e interiorità sono state oscurate in favore del suo percorso politico. Madre di otto figli, fra cui Goliarda Sapienza, Giudice ritrova nella penna di Cutrufelli una dimensione intima e umana, talvolta fragile talvolta contraddittoria, ma ugualmente specchio di un secolo di cambiamenti e tumulti, idiosincrasie e fratture delle ideologie.
È semore difficile restituire complessità alle donne imponenti della Storia, ma Cutrufelli sa cesellare Maria Giudice e mostrarne ogni sfumatura con la delicatezza e la profondità di chi ha studiato la donna e il suo tempo con pazienza e curiosità.
Imperdibile. Sarebbe giusto che a Maria Giudice venisse restituito il suo posto nella Storia. Complimenti alla scrittrice, alle curatrici della collana e alla casa editrice per l'iniziativa.
"Mai rinunciare all'amore!, aveva detto Maria Giudice alle sue lettrici, tanto tempo addietro, all'inizio del Novecento. E ancora è di questo parere. Purché, beninteso, si tratti di un amore libero da convenzioni mortificanti, da ricatti psicologici o dipendenze economiche." (p. 115)
"Ma ormai sul campo di battaglia eri rimasta solo tu. Con i tuoi libri sofferti, la nostalgia confusa, quel desiderio mai sazio... la voglia di essere lei. Il bisogno di non essere lei." (p. 140)
BELLISSIMO LIBRO. Racconta la storia del socialismo italiano e il femminismo del inizio 900, e un personaggio incredibile e poco conosciuta, attraverso gli occhi di una scrittrice brillante: la biografia dei miei sogni.
La scrittura della Cutrufelli ha il potere di farti immergere nel racconto e ti sembra di stare vicino a Maria Giudice nei suoi dibattiti, accanto a lei quando è confinata a Catania durante il fasciamo e soprattutto quando si trasferisce a Roma con la figlia Goliarda Speranza. Consiglio vivamente
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Lu pour un cours et assez lentement, mais Maria Giudice est vraiment un personnage impressionnant. On comprend mieux L'art de la joie après cette lecture.