“Un ambiente sociale che non ti prevede, già ti offende, figuriamoci se mai potrà difenderti.”
Mistificazioni, mascheramenti, censure e autocensure; anche di questo è fatta una vita, soprattutto le vite clandestine di chi ha dovuto nascondere la propria omosessualità per accordarsi a una norma eterosessuale, a lungo unica via per veder riconosciuto il proprio lavoro e i propri talenti. Persino la propria dignità. Dopo Due pub, tre poeti e un desiderio e Silvia è un anagramma, Franco Buffoni torna a occuparsi di scrittori, musicisti, figure di potere, artisti e uomini comuni che hanno rivendicato o taciuto la loro identità. Fino ai casi di cronaca più recenti, questo prezioso lavoro è un catalogo di “storie di negazione dell’omosessualità avvenute anche quando i termini ancora non esistevano, ma i comportamenti, le negazioni e le sofferenze sì.” Attraverso i secoli e le geografie più disparate, l’autore ricompone e annoda i fili di una storia gay a lungo marginalizzata, e lo fa regalandoci un libro scritto con la lucidità dello studioso, la passione del poeta e il coraggio di un grande intellettuale.
Franco Buffoni è un poeta, traduttore e docente universitario di letteratura italiano. Dal 1989 è direttore della rivista sulla teoria e pratica della traduzione poetica "Testo a fronte". È professore ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate presso l'Università degli studi di Cassino. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e romanzi. Le sue opere sono state incluse in varie antologie di poesia italiana contemporanea. Ha tradotto tra gli altri John Keats, Donald Barthelme, Robert Fergusson, George Gordon Byron, Samuel Taylor Coleridge, Rudyard Kipling, Oscar Wilde, Seamus Heaney e William Butler Yeats. Già vincitore in passato di una edizione, dal 2010 presiede la giuria del premio letterario Giuseppe Tirinnanzi.
Questo libro è puro dolore, blocchi massicci di agonia che ti piombano addosso.
Non riesco ancora a capacitarmi di come l’uomo riesca sempre a seminare così tanto dolore e di quanto gli faccia paura qualcosa che non capisce o che non approva.
Vite negate è la testimonianza di tantissime vite raccolte da Franco Buffoni (che spaziano da condottieri a scrittori fini agli sportivi) di tutti quegli uomini, principalmente, che hanno dovuto soffrire il loro essere omosessuali.
Semplicemente una voce troppo pedante, che ha reso la lettura poco scorrevole e poco allettante. I personaggi raccontati, l'idea stessa del libro e l'intenzionalità buone ma la scrittura a me non è risultata sufficientemente piacevole per proseguire, abbandono intorno a pagina 30, giù di lì.