Diagrammi, serie temporali, reti, istogrammi… Dieci o quindici anni fa, negli articoli di cinema e musica, di letteratura e arti visive, non si trovava niente di tutto questo. Adesso sì, in abbondanza, e anzi, è proprio quello che distingue immediatamente le digital humanities dalle “altre” discipline umanistiche. In questo libro Franco Moretti riflette su alcune premesse (tacite, a volte forse anche inconsce) di questa nuova prassi d’indagine, nella convinzione che la pratica ha delle fortissime implicazioni teoriche, che guidano, di fatto, il processo di ricerca. Falso movimento offre così un bilancio critico, tanto onesto quanto esigente, della svolta detta “quantitativa” nello studio della letteratura, svolta a cui proprio l’autore ha dato un impulso decisivo nei suoi anni a Stanford, fondando nel 2010 il Literary Lab. E la sintesi, allineando gli elementi via via scoperti lungo l'itinerario di ricerca tracciato dai saggi qui raccolti, apre a nuove domande e a “una gran bella scommessa” su un nodo strategico: l’immaginazione scientifica nello studio letterario.
Franco Moretti is an Italian literary scholar, trained as a Marxist critic, whose work focuses on the history of the novel as a "planetary form". He has written five books, Signs Taken for Wonders (1983), The Way of the World (1987), Modern Epic (1995), Atlas of the European Novel, 1800-1900 (1998), and Graphs, Maps, Trees: Abstract Models for a Literary History (2005). His recent work is notable for importing, not without controversy, quantitative methods from the social sciences into domains that have traditionally belonged to the humanities. To date, his books have been translated into fifteen languages.
Moretti has recently edited a five-volume encyclopedia of the novel, entitled Il Romanzo (2004), featuring articles by a wide range of experts on the genre from around the world. It is available in a two-volume English language edition (Princeton UP, 2006).
Moretti earned his doctorate in modern literature from the University of Rome in 1972, graduating summa cum laude. He was professor of comparative literature at Columbia University before being appointed to the Danily C. and Laura Louise Bell Professorship at Stanford University. There, he founded the Stanford Center for the Study of the Novel. He has given the Carpenter Lectures at the University of Chicago, the Gauss Seminars in Criticism at Princeton, and the Beckman Lectures at the University of California-Berkeley. In 2006, he was named to the American Academy of Arts and Sciences. He also has been a fellow at the Wissenschaftskolleg zu Berlin. He is a frequent contributor to the New Left Review and a member of Retort, a Bay Area-based group of radical intellectuals. He is also a scientific adviser to the French Ministry of Research.
Falso Movimento dovrebbe essere la prima uscita della collana extrema ratio di nottetempo, che si occupa di pubblicare testi più o meno classici legati alla teoria e critica letteraria - roba che di solito suscita in me curiosità e interesse. Se poi contiamo che ho un debole - a partire dalle grafiche e dal font grande ad alta digeribilità, perchè anche l'occhio vuole la sua parte - per la saggistica pubblicata dalla casa editrice milanese, allora capite quanto un libro come questo possa per me essere irresistibile. L'argomento alla base di questi saggi - le digital humanities, ovvero lo studio di discipline umanistiche mediante l'uso di tecnologie informatiche e digitali - è già di per sé stimolante, in questo caso poi a fare il punto della situazione è Franco Moretti, una delle persone che sta contribuendo a questa "svolta quantitativa" nello studio della letteratura (ha creato il Literary Lab nel 2010 durante la sua permanenza a Stanford). Lungi dall'essere un punto di arrivo, questo libro è un insieme di considerazioni su questa recente disciplina in cui la scommessa è quella di giungere all'analisi di un testo utilizzando metodi legati alla scienza. Forse i vari saggi sono un po', diciamo, "scollati" tra loro, ma nel complesso ho trovato Falso Movimento davvero stimolante.
Senza la teoria, nessuno studio è possibile. Senza la teoria, si fanno ipotesi che sono solo pulviscolo. Solo misurare la quantità non basta, solo la morfologia non basta. La prassi deve portarci a una teoria (questo è marxismo, ci dicono i padri).
Como siempre, la escritura aguda y ágil de Moretti es un estímulo intelectual comparable con el de las mejores mentes del siglo pasado. Después de dirigir el Stanford Literary Lab y de publicar obras como Graphs, Maps and Trees o Distant Reading, Franco Moretti podría haberse concedido un plácido retiro como pontífice de las humanidades digitales. En lugar de ello escribe un balance casi denunciatorio contra esa nueva tendencia metodológica, un librito en alemán embebido en la nostalgia de una auténtica revolución teórica de los estudios literarios, que los estudios cuantitativos, el aparatoso aparataje estadístico y el data mining no han sido capaces de desencadenar.