Yokomizo Seishi era soprannominato il «John Dickson Carr giapponese». Come il grande giallista di lingua inglese dell’«epoca d’oro», le trame di Yokomizo fanno perno su un enigma «impossibile»; e il mistero è avvolto in dettagli impressionanti, talvolta apparentemente soprannaturali, che sembrano mandare un messaggio nascosto. In un quadro di questo genere, il marchio del detective non può essere la normalità, ma l’eccentricità e il ragionamento acuto. Orchidea nera è il soprannome suggestivo dell’eterea dama velata, che ruba dai banconi della gioielleria del centro commerciale; scoperta da una commessina inesperta, durante il fermo da parte del responsabile di piano, questi cade accoltellato. Poco dopo l’ispettore Todoroki viene a sapere di un patto tra il grande magazzino e la ricca famiglia di Orchidea nera. L’oggetto dell’accordo era di lasciare sfogare senza conseguenze la cleptomania della giovane ereditiera. Ma lei è anche un’assassina? A qualche piano di distanza, nella caffetteria è rinvenuto un altro cadavere, la cui posa un po’ macabra e il cui camuffamento fanno escludere una morte naturale. A questo punto, pressato da ogni lato, il direttore dei grandi magazzini chiede aiuto all’infallibile detective privato Kindaichi, il giovane ironico e trasandato protagonista dei polizieschi del maestro giapponese insieme all’altro personaggio ricorrente, l’ispettore Todoroki. I due sono in coppia anche nel secondo romanzo breve di questo volume, Fragranze di morte. L’anziana matriarca di una dinastia finanziaria, l’«Impero delle essenze» così detto per la diffusione planetaria che ha sviluppato nel settore dei profumi, invita nella propria residenza di montagna Kindaichi Kōsuke per un incarico investigativo. Nella casa è successa una tragedia. È morto impiccato il nipote, nonché erede della dinastia; accanto a lui una giovane donna strangolata. L’ipotesi del «suicidio d’amore», secondo cui lui avrebbe ucciso lei per poi togliersi la vita, non convince la ricca signora. Varie cose non tornano, e a Kindaichi dà molto da pensare una fragranza di profumo che si solleva dai corpi. La differenza che colpisce nei classici romanzi gialli di Yokomizo Seishi è che la violenza, le macchinazioni, le astuzie, che pur sfociano in morte, ci risultano vellutate, quasi mediate da modi riguardosi. Conseguenza del fatto che l’agile fluidità delle sue storie ci comunica anche, sullo sfondo, le abitudini quotidiane di una cultura antica, elaboratissima e lontana.
Seishi Yokomizo (横溝 正史) was a novelist in Shōwa period Japan. Yokomizo was born in the city of Kobe, Hyōgo (兵庫県 神戸市). He read detective stories as a boy and in 1921, while employed by the Daiichi Bank, published his first story in the popular magazine "Shin Seinen" (新青年[New Youth]). He graduated from Osaka Pharmaceutical College (currently part of Osaka University) with a degree in pharmacy, and initially intended to take over his family's drug store even though sceptical of the contemporary ahistorical attitude towards drugs. However, drawn by his interest in literature, and the encouragement of Edogawa Rampo (江戸川 乱歩), he went to Tokyo instead, where he was hired by the Hakubunkan publishing company in 1926. After serving as editor in chief of several magazines, he resigned in 1932 to devote himself full-time to writing. Yokomizo was attracted to the literary genre of historical fiction, especially that of the historical detective novel. In July 1934, while resting in the mountains of Nagano to recuperate from tuberculosis, he completed his first novel "Onibi" (『鬼火』), which was published in 1935, although parts were immediately censored by the authorities. Undeterred, Yokomizo followed on his early success with a second novel Ningyo Sashichi torimonocho (1938–1939). However, during World War II, he faced difficulties in getting his works published due to the wartime conditions, and was in severe economic difficulties. The lack of Streptomycin and other antibiotics also meant that his tuberculosis could not be properly treated, and he joked with friends that it was a race to see whether he would die of disease or of starvation. However, soon after the end of World War II, his works received wide recognition and he developed an enormous fan following. He published many works via Kodansha's Weekly Shōnen Magazine in serialized form, concentrating only on popular mystery novels, based on the orthodox western detective story format, starting with "Honjin Satsujin Jiken" (『本陣殺人事件』) and "Chōchō Satsujin Jinken" (『蝶々殺人事件』) (both in 1946). His works became the model for postwar Japanese mystery writing. He was also often called the "Japanese John Dickson Carr" after the writer whom he admired. Yokomizo is most well known for creating the private detective character Kosuke Kindaichi (金田一 耕助). Many of his works have been made into movies. Yokomizo died of colon cancer in 1981. His grave is at the Seishun-en cemetery in Kawasaki, Kanagawa (神奈川県 川崎市).
Questo libro racchiude due racconti gialli di Yokomizo Seishi, Orchidea nera e Fragranze di morte. Due gialli godibili, anche se il secondo l'ho trovato un po' confusionario, dati i nomi dei personaggi molto simili tra loro (ringrazio la lista dei personaggi a inizio racconto che mi ha salvata), e la conclusione un po' precipitosa. Tutto sommato una breve lettura piacevole, anche se lo ritengo inferiore agli altri romanzi che ho letto di questo autore.
Due romanzi brevi di Yokomizo, dove necessariamente il giallo deve essere risolto in pochi capitoli. Non c'è lo spessore dei romanzi precedenti, ma i pregi ci sono tutti: atmosfera, rapporti interpersonali tesi e complicati, ma soprattutto il formidabile Kindaichi. L'ORCHIDEA NERA Giallo "semplice", ma affascinante nei suoi elementi, soprattutto il mistero della donna velata, tutt'altro che scontato. FRAGRANZE DI MORTE Il mistero e gli intrecci affettivi di una famiglia giapponese. Alla fine l'amore è uguale dappertutto. E anche il delitto.
Un’altra avventura del detective Kindaichi, che mi ha soddisfatto ma non del tutto. Non ero a conoscenza che il libro fosse diviso in due racconti, in entrambi la rivelazione del colpevole è sbrigativa e forse un po’ scontata. Rimane un giallo ben scritto e organizzato.
Una vera delusione. E io che aspettavo con ansia le nuove avventure di Kindaichi! Il libro è composto da due racconti: il primo di una banalità sconcertante: dopo le prime pagine, avevo già capito chi fosse il colpevole e ci sono rimasta davvero male nel rendermi conto che avevo avuto ragione; il secondo è migliore del primo dal punto di vista del giallo - anche se, anche qui, non ci ho messo molto a intuire chi fosse il colpevole: quello che mi mancava era il movente giusto - ma che ha decisamente qualcosa che non va dal punto di vista narrativo. Non so come spiegarlo, ma mi ha dato l'impressione che l'autore fosse ubriaco quando ha scritto questo racconto: passaggi insensati, tempi poco chiari nella narrazione, monologhi spacciati (male) per dialoghi... io non so se pure il traduttore ci abbia messo del suo, ma l'ho trovato un po' un'accozzaglia di eventi. Per farla breve, ci sono rimasta malissimo.
Lo ammetto, dopo aver letto 'La locanda del Gatto nero' sono rimasta davvero delusa, soprattutto perchè proprio per questo romanzo (che non sapevo essere suddiviso in due racconti) avevo alte aspettative. Il primo racconto, decisamente banale - a tal punto che arrivata circa a metà credevo di non aver afferrato io qualcosa o che magari fosse tutta una sorta di 'messa in scena' da smontare poi, con un finale a sorpresa. Il secondo racconto, sicuramente più intrigante, anche se -mea culpa- ho avuto più difficoltà ad afferrare e comprendere bene gli avvenimenti, poichè si faceva molta confusione con i nomi dei parecchi personaggi a noi presentati dall'autore. In conclusione, Yokomizo Seishi , con le sue capacità avrebbe sicuramente potuto gestire entrambe le trame decisamente meglio.
Boh non so cosa dire. L'idea è carina e le storie sono valide, ma non puoi mettermi due racconti gialli in 40 pagine. La narrazione è totalmente buttata via e non è nemmeno divertente se si vuole leggere qualcosa di corto perché non si ha nemmeno il tempo di pensare a chi potrebbe essere l'assassino o come si è svolto l'omicidio perché lo si può leggere dopo letteralmente 10 pagine. Si salvano solo i personaggi, soprattutto l'investigatore, che sono originali e quale possibilità di riscatto narrativo ancora ce l'hanno. Poi oh, magari sono io.
Più che il giallo classico giapponese, i due racconti contenuti in questa raccolta ricordano i temi assegnati alle scuole medie. Oltre a essere piuttosto caotici e molto meccanici nella presentazione dei personaggi e delle ambientazioni, il finale è scontato neanche dalle prime pagine, ma finanche dalla semplice lettura della trama. Prima grande delusione del 2024.
Sono due racconti del maestro del giallo giapponese. Il primo forse un po' scontato, il secondo più complesso e meno ovvio. Nell'insieme non mi hanno entusiasmato, gli altri editi dello stesso autori mi erano piaciuti tanto di più.
non mi convincono mai del tutto i gialli di questo autore ma continuo a leggerli perché comunque sono interessanti. questo libro si compone di due racconti, il secondo è quello che mi è piaciuto di più
Sono rimasta piuttosto delusa da entrambe le storie. Banali, affrettate, personaggi piatti e indagini approssimative. Avevo già capito tutto a pagina 2, e sfortunatamente, questo non mi ha dato la soddisfazione di sempre. Yokomizo Seishi sa fare decisamente di meglio.
Davvero inconsistente. La trama praticamente non esiste. Due brevi racconti con delitto ed una soluzione campata in aria, nessuna indagine. Personaggi scoloriti.