«Il cinema attuale è la camera oscura. Il cinema del futuro sarà la camera Ardente. Il roveto ardente che parla, donde vengono le leggi del mondo». Così scriveva Saint-Pol-Roux (1861-1940), poeta solitario dalla barba bianca, soprannominato Saint-Pol-Roux-le-Magnique, «e si direbbe che questo soprannome se l’era proprio meritato, tanto a causa dello splendore dei suoi costumi, quanto per la bellezza truculenta dei suoi discorsi». Il suo libro Cinema Vivente è un folgorante appello rivolto agli scienziati e ai pionieri di un’arte ancora alla sua preistoria, la “prova generale” di un mondo nuovo, in cui «ci sdoppieremo. I doppi prenderanno il nostro posto, e persino le diplomazie e le guerre future si svolgeranno tramite gli altri noi stessi». Prestare ascolto a un libro come questo significa immaginare un cinema “altro”, nato prima della sua invenzione; un cinema oggi in sorprendente dialogo con i nuovi scenari tecnologici, e allo stesso tempo ancora rivolto contro ogni gabbia prestabilita.
Treccani dice: Saint-Pol Roux – Pseudonimo del poeta francese Pierre-Paul Roux (Saint-Henry, Bocche del Rodano, 1861 – Brest 1940). Discepolo di Mallarmé, adepto dell’occultismo, si distinse tra i simbolisti per la tendenza all’eccesso e alla magniloquenza. Si fece promotore del “magnicismo” o “ideorealismo” con il Manifeste du magnicisme (1895), nel quale sostenne il legame tra parola poetica e verbo divino. Autore di versi e prose poetiche (Golgotha, 1884; Les reposoirs de la procession, 1893; Anciennetés, 1903; Les féeries intérieures, 1907; La mort du berger, 1938), scrisse anche drammi lirici (L’âme noire du prieur blanc, 1893; La dame à la faulx, 1899; Fumier, 1914). I surrealisti riconobbero in lui un precursore, e nel 1925 organizzarono in suo onore un banchetto destinato a fare scalpore. Morì nel suo castello in Bretagna, vittima della barbarie nazista.
La pubblicazione di ArgoLibri di Saint-Pol-Roux, per quanto esteticamente accattivante e godibile risulta, all'interno bizzarra e, a volte, delirante. Questa accozzaglia di appunti visionari, di profezie non ancora avverate, di riferimenti mai spiegati risultano spesso affascinanti ma, a differenza dei frammenti di un Novalis o delle note di un Nietzsche, perdono tutto il loro fascino quando ti rendi conto che non vanno a parare da nessuna parte. Interessante ma deludente.
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