Immobili, incapaci di pensare in piena libertà. Intimatica è un percorso a ritroso, un viaggio nei meandri più nascosti, più bui e dimenticati del nostro Io, quell’essere che siamo e che, col tempo, abbiamo sostituito con una proiezione residua di ciò che eravamo. L’unico modo per ritrovare noi stessi è immergerci in un altro mondo, in cui ogni domanda può trovare la sua giusta risposta, per riportare a galla frammenti di ricordi e di esistenze cadute nelle profondità della mente.
Molte volte nelle nostre recensioni ci siamo prodigati nel mettere in evidenza opere in grado di offrire una buona introspezione, se non addirittura ottima. In effetti, abbiamo sempre ritenuto vitale riuscire a scavare a fondo nella psiche dei personaggi: parole, azioni, i silenzi, i gesti appaiono per noi fondamentali nella misura in cui riescono a rivelarci qualcosa in più del personaggio trattato, perché un buon libro, come crediamo molti di voi siano già a conoscenza, non è solo trama. Vi sono piccoli dettagli che rendono un libro buono, un’ottima lettura, ma la chimica che si crea tra i vari elementi è il segreto che rende certi romanzi piccoli e grandi capolavori. Intimatica, di Alessandro Perriello e edito per Bookabook Edizioni, combacia sotto i migliori aspetti a quanto descritto prima. In che modo possiamo descrivere quest’opera senza cadere nel banale? Un romanzo psicologico, distopico, fantascientifico, psicoanalitico, poetico, surreale perfino. V’è tutto, se nelle nostre intenzioni non v’è altro che una spasmodica ricerca categorizzante. La verità è che opere come Intimatica sembrano essere state scritte per sfuggire all’impellente necessità tipica della nostra società di etichettare ogni cosa. Intimatica non si etichetta, Intimatica non si categorizza. Perché questo? In fondo, ci appare assai chiaro come tanto più ci si addentra nelle acque nere e ribollenti del nostro inconscio tanto ci risulterà arduo trovare le tracce tangibili di quelle forze che agitano le onde di questo abisso oscuro chiamato Mente. Allora ecco venirci incontro la consolazione di poterle intuire, razionalizzarle, categorizzarle per l’appunto. Ma questa è solo un’illusione, un’astrazione che ci imponiamo per cercare di comprendere il senso di questa finestra di tempo negli eoni del cosmo. Capire noi stessi per capire il mondo sul quale e nel quale camminiamo. Nel caso fallissimo in questo tentativo, eccoci alienati a noi medesimi e ai nostri simili: la nostra identità dispersa, frammentata, disconosciuta. Così il protagonista d’Intimatica, Amaso, è costretto a collegarsi ad una macchina per poter accedere ad una realtà virtuale, un limbo, una terra di mezzo che funge anche da Purgatorio in senso dantesco, ossia in una dimensione nella quale egli rivive la propria vita, facendo autoanalisi, autocritica e anelando infine ad un’espiazione in grado di donargli pace. La scrittura di Alessandro Perriello è stratificata e squisitamente poliedrica. Permette infatti di osservare da un punto di vista esterno e privilegiato il modo in cui la struttura del romanzo procede tra salti temporali, digressioni, collegamenti e riflessioni in un’esperienza di vita umana per la quale conta più il viaggio della meta. Pulita, impeccabile, calibrata, immersiva. Alessandro Perriello si conferma come un grande autore, in grado di portare tematiche filosofiche, psicologiche ed esistenzialiste ad un livello superiore, facendo sì che l’Arte dello scrivere diventi arte del saper parlare a ciascuno di noi, nella nostra più gelosa intimità. Assolutamente da non perdere!
Ringrazio molto Alessandro Perriello per avermi donato questo suo splendido libro. Intimatica è un mondo particolare, una terra di mezzo, dove il protagonista si ritrova spaesato, quasi come se si fosse perduto in una dimensione onirica nella quale la linea spazio-temporale si infrange e dove le storie si frammentano, dando vita a percorsi e personaggi plurimi, polivalenti, bizzarri e particolari.
Il protagonista disconosce la sua identità, in questa dimensione sospesa, non riuscendo a trovare punti di aggancio per ricostruire se stesso. Tuttavia, incontrerà diversi soggetti che sembrano intenzionati a guidarlo verso la scoperta della verità rispetto ad Intimatica, i suoi abitanti, i suoi luoghi, le sue non regole e, soprattutto, rispetto alla sua anima. Spesso, quest’ultima si ritroverà in bilico fra il mondo reale e il mondo fantastico, senza alcuna possibilità di capire ciò che accade, quando e per quale motivo.
È difficile comprendere cosa succede al proprio Sé quando questo sfugge alla coscienza stessa e viene quasi dimenticato, frammentato e proiettato in una dimensione nella quale non vigono leggi di alcun tipo, poiché questa ha un carattere onirico che la connota e che la ingloba. Quali posti unici, strani o terrificanti è in grado di creare una mente infranta in mille pezzi che ha bisogno di essere ricostruita per poter finalmente ritornare alla realtà?
In questo lungo viaggio, il protagonista sembra cercare qualcosa che sia in grado di dare un senso alla sua esistenza e alla sua strana esperienza, rimettendo insieme i pezzi di un puzzle che apparentemente non ha una forma globale predeterminata. Vagare in un mondo in continuo mutamento, senza saper bene cosa si stia cercando, non è un’impresa facile. In questa condizione disperata, bisogna ripercorrere il proprio passato per capire come questo si collega al presente e quali sono i diversi futuri ai quali è possibile aspirare.
Se vi sentite confusi nel leggere queste parole, immaginate come potrebbe sentirsi un essere intrappolato in un mondo di questo tipo. Sicuramente per muoversi all’interno di una dimensione così bizzarra e fluida, si devono abbandonare temporaneamente tutte quelle convinzioni che tengono ancorati alla realtà per lasciarsi trasportare da una corrente onirica verso la scoperta di se stessi.
La scoperta del proprio Sé diventa molto più ardua quando la propria identità non è accettata dalle figure che si hanno intorno. In questo caso, la persona potrebbe cominciare a chiedersi se sia sbagliata, cercando di nascondersi, così in profondità che diventerà difficile essere ritrovata, anche per se stessa.
"Intimatica" è un viaggio all'interno del sé; non solo quello del protagonista, ma anche del proprio. È un libro che ci riporta alla mente suggestioni dell'infanzia e dell'adolescenza, mentre seguiamo il protagonista Amaso nel suo viaggio dentro questa sorta di multiverso. Un lungo (ma allo stesso breve) flusso di coscienza del protagonista, che un po' ricorda l'"Ulisse" di Joyce, con tante citazioni della cultura pop e fantascientifica del mondo contemporaneo. Se cercate una lettura intensa e non convenzionale, questo è il libro che fa per voi!
Intimatica è un romanzo unico nel suo genere. Alessandro Perriello è stato bravissimo a scandagliare l'anima di Amaso fino a farci fondere con lui, in un viaggio onirico in cui atmosfere cyberpunk si intrecciano a una ricerca filosofica di noi stessi che non potrà non emozionarvi. Inoltre Intimatica è un meta-libro, in cui musica e tecnologia accompagnano la ricerca dell'io interiore fino a farci perdere nei meandri dell'anima. Intimatica è un mondo, il nostro, perché ognuno di noi è un universo sconosciuto in cui, per ritrovarci, dobbiamo innanzitutto imparare a smarrirci. Consigliato!
Fantascienza poetica è il genere che associerei a questo romanzo. Ho letto la storia di Amaso quando era ancora in campagna crowdfunding con la CE bookabook. L'autore, Alessandro, utilizza spesso una narrazione poetica, insolita per il genere, ma che riesce perfettamente nell'intento di rappresentare la complessità della psiche umana. Vivamente consigliato!!
Una scrittura profonda, appassionata, introspettiva che mi ha fatto venire la pelle d’oca e le lacrime agli occhi in più di un’occasione. Mi ha fatto riflettere che siamo tutti Amaso, combattiamo continuamente alla ricerca della nostra identità in un mondo fatto di automatismi che ci vuole plasmati a suo piacimento.