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Il cuore è un organo

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Questa è la storia di Verde, cantautrice poco più che ventenne all’apice del successo con un’innata propensione a sezionare con cura i sentimenti; ma è anche la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera con una naturale predisposizione all’eccentricità; e sì, è anche la storia di Anna, che senza saperlo le ha fatte entrare l’una nella vita dell’altra. Ma soprattutto, è la storia di un incontro tra donne apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore, uno di quelli che ti premono sul petto fino a spezzarti la voce e ti fanno desiderare di sparire. Un’amicizia nata un po’ per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. E a far accettare il fatto che talvolta, proprio quando nulla si spiega più, quando nulla è più incasellabile e ordinato, proprio allora, tutto inizia ad avere improvvisamente senso.

Con Il cuore è un organo, Francesca Michielin ci regala una storia tutta al femminile che apre una nuova finestra sul suo mondo, che in parte conosciamo già grazie alle sue canzoni ma che qui, di pagina in pagina, raggiunge un’intensità e una profondità inedite e toccanti.

264 pages, Paperback

First published March 15, 2022

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Francesca Michielin

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146 (36%)
2 stars
93 (23%)
1 star
32 (8%)
Displaying 1 - 30 of 55 reviews
Profile Image for Beatrice.
476 reviews219 followers
March 16, 2022
Una lettura non da stella Michielin

Mi spiace dover scrivere questa recensione, perché personalmente apprezzo molto Francesca Michielin come cantautrice e artista. Purtroppo il suo romanzo di esordio - che sarei pronta a giurare con la mano sul fuoco le sia stato commissionato da Mondadori, non paga di averci inflitto il libro di Camihawke solo pochi mesi fa - è carente da tutti i punti di vista.

Partiamo dalla trama, che ho anche difficoltà a descrivere perché è del tutto inconsistente. Quasi trecento pagine per riassumere una vicenda che forse era più adatta a un racconto. Personaggi chiave che entrano in scena a 150 pagine dall'incipit, "colpi di scena" che arrivano come fulmini a ciel sereno e non aggiungono alcun pathos, lunghe digressioni del tutto insensate... Non ci siamo proprio. I personaggi non sono davvero definiti: Anna è la classica manic pixie dream girl, Regina una narcisista che si esprime solo per monologhi, Claudio un Nino Sarratore che riassume tutti i mali del genere maschile senza avere un minimo di fascino. Per arrivare a Verde, la nostra narratrice: il libro dovrebbe essere filtrato attraverso la sua prospettiva, eppure la sua personalità resta purtroppo inconsistente ed è difficile empatizzare con lei.

Ma il vero tasto dolente è la scrittura. Francesca (o la sua ghostwriter) pecca di un'eccessiva artificiosità e si abbandona a metafore su metafore. Il risultato è uno stile troppo convoluto, ricco di periodi lunghi decine e decine di righe che però non portano da nessuna parte. Pessimi i dialoghi, che suonano altrettanto artificiosi e fini a se stessi, come se l'autrice avesse pensato "Ok qui devo far apparire Claudio come uno stronzo, facciamogli dire qualcosa che faccia bodyshaming" oppure "Ok, qui Regina deve fare una battuta ad effetto, serviamogliela su un piatto d'argento", "Qui Anna deve sembrare brillante e fuori dal comune, facciamole dire qualcosa di insolito, tipo che il suo nome è palindromo". Ma sono dialoghi da fiction della RAI (anzi forse le fiction della RAI sono scritte meglio, perché scritte da sceneggiatori che lo fanno di mestiere). Nei ringraziamenti l'autrice ammette: "scrivere i dialoghi mi metteva a disagio. Alla fine li ho messi lo stesso eh, però li ho dosati". Purtroppo per mettere dei dialoghi così tanto valeva non metterli proprio, perché non suonano mai sinceri né credibili.

Mi spiace essere tagliente ma non ci siamo proprio, si vede da ogni pagina che il libro è stato scritto come compitino e che non scaturisce da nessuna ispirazione, nessun bisogno di trasmettere un messaggio. Anche le tematiche importanti affrontate nel libro - il sessismo dell'industria musicale, lo snobismo dei puristi e dei critici che si scagliano contro la musica commerciale, il patriarcato casual incarnato da Claudio - purtroppo appaiono come posticce pubblicità progresso. Grossi spiegoni su come l'apparenza sia sopravvalutata inseriti a caso come blocchi di testo, lunghe critiche sociali che il personaggio di Regina snocciola come se stesse recitando un monologo sul palco di Sanremo... si apprezza l'intento probabilmente lodevole, ma l'esecuzione lascia molto a desiderare.

Il risultato è a parer mio un esordio acerbo, verde come la sua protagonista e altrettanto freddo.

Sono felice che Francesca Michielin voglia sperimentare nuovi mezzi espressivi e quindi ora faccia la presentatrice per Sky e l'opinionista per Cosmopolitan, perché qui non siamo nella caffetteria del liceo di High School Musical, non c'è nessuno status quo a cui attenersi: ognuno deve seguire le proprie passioni e il proprio talento.

Ma a costo di sembrare una Franco Amarena lo dico: da quanto si legge in questo esordio, la narrativa per Francesca Michielin non è né una passione, né purtroppo un talento.
Profile Image for Federica Angelini.
2 reviews
March 19, 2022
La prima recensione su goodreads sarà per questo libro e credo non sarebbe potuta essere per nient'altro. Non vorrei che fosse una recensione polemica, ma mi sembra di dover partire sulla difensiva perché ho già - a due giorni dalla sua uscita - letto punti di vista perlomeno discutibili a proposito di questo libro, che viene accusato in modo generico e abbastanza ottuso di appartenere alla categoria dei romanzi "degli influencer" scritti un po' per caso. Nella mia opinione, al contrario, Il cuore è un organo nasce dalla necessità della sua autrice di scrivere, e non (solo) dalla necessità della casa editrice di guadagnare. L'esperienza decennale, è opportuno ricordarlo, di Francesca Michielin nell'industria discografica italiana, da giovane donna, cantautrice, di un repertorio prevalentemente pop, la rende la voce ideale per raccontare questa storia, dichiaratamente non autobiografica, che però apre un'importantissima finestra sul mondo dei grandi palcoscenici e delle etichette, delle interviste e della critica. Con i suoi personaggi, il romanzo ci conduce sapientemente attraverso le idee - molto personali, consolidatesi nei già citati dieci anni d'esperienza dell'autrice - che Francesca Michielin stessa ha del mondo, attraverso le complicate relazioni tra il sé pubblico e quello privato e attraverso il modo in cui, personalmente, una giovane donna si può trovare ad affrontare da sola una società che fa di tutto per andarle contro. Questo il punto di vista innovativo, che nessun altro avrebbe potuto mettere sulla carta se non una cantautrice di successo nel pieno dei suoi vent'anni, perché nessuno tranne quella specifica demografica sa di cosa si tratta, e dall'esterno si possono solo azzardare ipotesi. Si tratta naturalmente di una parte dei temi trattati, ma per non andare nel dettaglio aggiungo solo che mi auguro che chi leggerà questo libro lo farà senza pregiudizi, senza sentirsi in dovere di stroncarlo solo perché scritto da una persona che di "mestiere" fa tutt'altro, perché è proprio di tale "mestiere" che il libro parla, e noi, scusate il francese, non ne possiamo sapere un cazzo. grazie 1 kasino kissini
Profile Image for Calandrino_Tozzetti.
43 reviews22 followers
April 20, 2022
Sin da piccino, sono stato un avido ascoltatore di musica: Brahms, Edgar Varèse, Stravinkij, Berlioz, John Cage, Karlheinz Stockhause, Luigi Nono, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Memo Remigi. La mia signora, malgrado il suo sconfinato sapere, ha sempre avuto un orecchio assai differente dal mio, e ci fu un tempo in cui io, invero un poco a denti stretti, la accompagnavo ai concerti degli artisti da lei amati.
Ricordo per esempio una lunga, estenuante spola tra varie cittadine dello Stivale a inseguire nomi quali Paolo Mengoli, Salvatore Adamo, Drupi (del quale ammetto di non aver mai disprezzato la ballata "Sereno è"), Franco IV e Franco I, gli Alunni del Sole e altri compositori di canzonette dalle fischiettanti melodie. Lei, dal canto suo, mi teneva compagnia nei teatri, dove il Maestro Maurizio Pollini eseguiva i Notturni di Chopin; dove potevamo inebriarci al suono dello Stradivari dell'immenso Uto Ughi, sulle note di Dvorak e Giuseppe Tartini.

E dopo incalcolabili lustri, cos'è accaduto? Nulla, quantomeno apparentemente. Ma in realtà, le nostre reciproche passioni per il pentagramma si sono fuse assieme, cosicché lei ha preso a non storcere più il naso dinanzi a "Una notte sul Monte Calvo" di Musorsgskij e io, nel contempo, a non farmi venir l'orticaria quando il mio udito incrociava brani del calibro di "Non bevo più Tequila" di Sergio Caputo o "Mi scappa la pipì, papà" di Pippo Franco.
Indi per cui, non siamo rimasti di stucco quando entrambi ci siamo ritrovati ad applaudire una giovane, Francesca Michielin, la quale avrebbe potuto esser la nostra nipotina: voce incantevole, polistrumentista, mai banale nella ricerca armonico-melodica, nonché naturalmente dotata d'una invidiabile presenza scenica.

Provate a immaginarlo: io, il professor Calandrino Tozzetti, rapito dal semplice e flautato canzonettare di questa ragazza, divenuta in breve tempo una delle nostre preferite. E qui risiede con tutta probabilità il bello d'aver superato la mezz'età: di non vergognarsi più ad alternare Gioachino Rossini con Antonello Venditti o con, per l'appunto, Francesca Michielin.

La contemporaneità nasconde tuttavia le sue insidie e contraddizioni; non è infatti un caso notare come innumerevoli suonatori di chitarre elettriche e altre amenità ben poco analogiche abbiano preso il vizietto di dare alle stampe dei romanzi. Attenzione: non le autobiografie di un tempo (l'immarcescibile Nino D'Angelo è uno dei pochi a perseguire ancora tale rotta, vedi il suo ultimo, ennesimo capolavoro "Il poeta che non sa parlare"), bensì dei testi narrativi.

L'uomo qualunque, posto di fronte a siffatti libercoli, non può esimersi dal pensare che un talento artistico qual è lo scrivere canzoni, vale a dire liriche e musiche, possa con facilità tradursi fisiologicamente nella capacità di elaborare storie, ovverosia solide costruzioni romanzesche, che mai - eccettuati i lavori di pregevoli artigiani della penna come, uno per tutti, Francesco Guccini - si sono rivelate solide: al contrario, le parole riportate sulla pagina mancavano del tutto di mordente.

La maledizione non ha risparmiato neanche la piccola e fragile, per dirla col solito Drupi, Francesca: i panni della scrittrice le vanno prima fin troppo stretti e dopo altrettanto larghi, come se la pagina bianca non fosse adeguata alla trascrizione dei suoi pensieri, qui traslati per mezzo della nobile arte del romanzo, ahimè parzialmente stuprata da una trama esile, già letta fin troppe volte, e da una prosa irregolare, da intendersi nella declinazione più negativa del termine.
Perché mai?
Be', perché Francesca, anziché rifugiarsi in una cifra stilistica confortevolmente piana e scarna, si è gettata in pasto a periodi gestibili solamente dai reali professionisti della scrittura; mentre qui, si capisce, il professionismo musicale non equivale minimamente a quello letterario, anzi gli è inferiore nella maniera più palese: il susseguirsi di anacoluti non aiuta a riempire i vuoti dello scheletro del racconto, ma al massimo rende il tutto meno intellegibile. Un po' come se Francesca Michielin medesima si mettesse a sbrodolare raffazzonate sequenze di note al piano privando l'ascoltatore del piacere della sua voce e della sua abilità compositiva: ecco, qui è il lettore a essere purtroppo vittima di una lettura che vorrebbe essere distensiva e corroborante senza esserlo nemmanco per un istante, abdicando dunque al suo ruolo di gradevole librino privo di pretese.

"Il cuore è un organo" è, in conclusione, giusto per evocare un'analogia col titolo, un mastodontico organo a canne da chiesa sulla cui tastiera una scimmia tenta un tanto basico quanto fallimentare "Fra Martino campanaro".

Le due stelle sono sia d'incoraggiamento, sia di scoraggiamento; o meglio un invito alla nostra piccola autrice di perseverare con la musica e di lasciar perdere la letteratura, da circoscrivere magari alla sfera più intima della sua esistenza, così come le mie modeste musiche da camera sono, come il sotto-genere di codesta branca della musica colta suggerisce, rimaste confinate entro le mura della mia camera, al riparo dagli altrui giudizi: un destino non toccato ai miei saggi epistemologici e alle mie raccolte di riflessioni sulla filosofia teoretica, delle cartine di tornasole per chiunque voglia addentrarsi nello splendido e insidioso universo del pensiero umano.

Che dire, io e la mia signora faremo finta di non aver letto questo romanzo; tenteremo in ogni modo di dimenticarlo, e la vecchiaia ci sarà certamente d'aiuto in tale operazione, durante la quale impediremo la rimozione della musica di Francesca, ancora saldamente ancorata alle nostre sinapsi e ai nostri ventricoli.
Aspettiamo ovviamente con trepidazione di assistere ad alcune delle date estive della nostra tenera virgulta, confidando nella clemenza della calura e nella sana partecipazione di Zefiro, che da ponente si spera ci cullerà e ci coadiuverà nell'ascolto della viva voce di questa nuova stella del firmamento canzonettistico, la quale, ribadisco, dovrà tenersi ben distante dal romanzo e da quanto a esso gravita attorno.
Profile Image for La testa fra i libri.
759 reviews29 followers
March 30, 2022
Appena ho saputo dell’uscita del libro ‘Il cuore è un organo‘ non vedevo l’ora di leggerlo per scoprire un’altra dote artistica di Francesca Michielin.

Qui di seguito elenco i cinque motivi per leggere, assolutamente, la storia narrata dalla sua protagonista Verde.

1° motivo: lo stile narrativo. L’autrice ha una narrazione corposa, articolata e avvincente. Le sue parole colpiscono dritte nel cuore di chi le legge, perché si ha la narrazione che siano scritte con il cuore e non c’è modo di staccarsi dalle pagine del libro per sapere se i battiti cardiaci riprenderanno il loro normale ritmo. Verde (Veridiana) parla al suo lettore, sembra quasi di trovarsi seduti accanto a lei, restando in silenzio ad ascoltare quella particolare storia che la legava ad Anna in passato e Regina nel presente.

2° motivo: l’amicizia secondo Verde. L’amicizia che legava verde e Anna è qualcosa da strapparsi il cuore dal petto e ogni ricordo che riaffiora nella mente di Verde è come comprendere le parole dette da Anna e che trovano riscontro nel presente. Per un certo verso il rapporto che si crea con Regina è delicato e rispettoso e crea una sorta di malinconia che avvolge il loro interagire.

3° motivo: le frasi. Ci sono delle battute che sarebbero da trascrivere su un foglio che piegato è da tenere nel portafoglio, dentro l’agenda, nella custodia del kindle o in quella del cellulare. Leggere quelle frasi in momenti in cui vorremmo avere una risposta, una soluzione o semplicemente perché dobbiamo svuotare la mente e pensare ad altro.

Ho passato la vita a vivere e basta, senza farmi domande. E me ne pento, sai, Verdiana? Essere confusi non è sempre male. Rendersi conto di non aver capito tutto può essere una salvezza e tu che puoi, continua a cercare, sempre.

4° motivo: il dietro le quinte. È interessante seguire la preparazione della scaletta delle canzoni da cantare al concerto, del back stage e le persone che lo ‘vivono’, del palco e il guardare il pubblico attraverso quella barriera che si crea fra le luci del palco e il buio della platea. Non se ne fa molta menzione, ma quel poco che c’è mi ha interessato.

5° motivo: la musica. La musica non è soltanto quella suonata, cantata e composta da Verdiana e da chi, come lei, ha la passione per la musica. La narrazione è musicale, ogni parola vibra e riesce a compone una melodia, ogni personaggio ha un suo timbro musicale, ogni oggetto se colpito può emettere un suono che ad altri risulta armonioso oppure no. Il ritmo del cuore è un suono che può diventare musica…
Profile Image for Matt.
28 reviews
April 7, 2022
Lei a 15 anni condivideva: “macerie e resti, ma c’eri e resti… lotterò, l’otterrò, lo terrò” su Tumblr. E penso questo riassuma bene il libro.
Profile Image for Barbara Zimotti.
58 reviews19 followers
May 9, 2022
No, non ci siamo. La trama è più adatta a un racconto, il periodare è lungo e artificioso, con metafore che si incartocciano su se stesse, giacché eccessive e che non portano a nulla. Tanti temi (la musica, il conflitto di autori e critica sulla diatriba del commerciale, il sessismo in essa, le relazioni che si vivono perché si cerca di colmare un vuoto, le amicizie perdute, la lotta tra apparenza e ciò che si cela davvero) abbozzati. Mi spiace, no.
Profile Image for Federico.
7 reviews1 follower
April 16, 2022
Premetto che sono un grande sostenitore di tutto quello che Francesca Michelin fa ma devo dire che questa volta il suo pezzo contiene diverse stonature. È difficile giustificare una tale scrittura plastica e artificiosa a chi lavora con le parole; i dialoghi risultano finti, il linguaggio crea una condizione di straniamento nel lettore, la sintassi cosi come le scelte lessicali mi sono risultate artificiose, come se invece di leggere un romanzo stessi leggendo un saggio scolastico.
Ora, non voglio dire che il romanzo sia scritto male
è stata sicuramente una scelta, è semplicemente uno stile che secondo me non si addice a questo romanzo e ad una scrittrice del calibro di Francesca Michielin.
Se sul linguaggio si può glissare, è la trama effettiva del romanzo a fare acqua da tutte le parti;
Il problema più grande del romanzo (piuttosto un racconto lungo), che gira attorno a tre donne ovviamente iper caratterizzate, è che
a fronte di una idea interessante e originale di trama, la realizzazione è risultata scadente.
Oltre al triangolo composto da Anna, Verde e Regina, non c'è molto altro e laddove compaiano altri personaggi (ma direi comparse) nuovamente
non ci sono ombre, né luci. Altra nota dolente, l'attivismo sfrenato del libro. Sono assolutamente a favore dell'utilizzo dei libri per inviare un messaggio,
trovo però poco fruttuoso e inutile al libro quando
si cerca ossessivamente di inserire tematiche "politiche" all'interno del libro per poi lasciarle lì sullo sfondo.
L'unica sottotrama davvero importante che sarebbe dovuta essere trattata è l'accettazione dell'omosessualità, trattazione non pervenuta, lasciata nell'aria, negli spazi fra le righe. Aggiungo anche che la velocità della trama è sbilanciata, ad un inizio lento e minuzioso segue un finale veloce, confuso.
In generale è un libro godibile, non un capolavoro ma nemmeno un libro da evitare.
Ci sono molto aspetti certamente smussabili con più esperienza e attenzione; un esordio acerbo ma che può insegnare tanto. Al prossimo libro!
Profile Image for Fabio.
82 reviews111 followers
December 14, 2023
Avrei tanto voluto che mi piacesse questo libro, ma purtroppo penso che continuerò a seguire Francesca più come cantante che come scrittrice, un vero peccato.
Profile Image for Martina.
91 reviews
June 24, 2022
Ho sentito Francesca parlare di questo romanzo alla sua presentazione al Salone del Libro di Torino.
Francesca Michielin è un’artista di grande talento e una persona che ammiro per i suoi ideali e per la sensibilità che traspare in ogni cosa che dice.
Quindi, sono felice di aver letto un romanzo scritto da lei e di averne una copia autografata.
Tuttavia, devo essere onesta: il libro non mi ha fatto impazzire.
Talvolta è eccessivamente ridondante e filosofico, ma quasi mai profondo al punto tale da farti sorgere interrogativi e crollare certezze. Viene raccontato TUTTO al lettore, non c’è nessun punto oscuro, nulla da scoprire (eccetto un particolare finale che, effettivamente, non mi aspettavo) e questo annoia un po’.
Vengono toccati temi importanti con riflessioni che condivido, ma a volte mi sono sembrate troppo semplicistiche.
La scrittura non è male - è comunque il suo primo romanzo - ma la storia è trascinata per le lunghe, poteva essere spiegata in almeno la metà delle pagine.
Secondo me, unə ragazzə di 13/14 anni potrebbe adorarlo, soprattutto per alcune frasi, pronte per essere appuntate sul diario o usate come dediche.
Per me, forse, è un po’ troppo tardi.
Peccato.
Profile Image for Fraaasa.
111 reviews5 followers
September 11, 2022
Difficile esprimermi sul primo romanzo di una cantautrice che amo molto.
La trama, seppur non particolarmente originale, può funzionare. Le parti - forse poche - in cui si parla effettivamente di musica sembrano le più riuscite.
Ma Verde, la protagonista, porta sulla pagina una maniera di pensare (e di pensarsi) ripetitiva, a tratti monotona, quasi sempre uguale a sé stessa. La sua evoluzione nel corso del libro è limitata, e sbiadisce perché è applicata a un personaggio già di per sé sveglio e abbastanza consapevole (al netto di alcune ingenuità comprensibili per una ragazza di diciassette anni).
Forse il problema più grande è lo stile: Francesca Michielin prende la propria maniera di esprimersi per immagini e accostamenti suggestivi, così efficace nelle sue canzoni, e la spalma su un libro di 250 pagine che forse poteva risolversi in sole 150. Il risultato è purtroppo ridondante, e la sola trama non riesce a redimerlo.
Profile Image for Gre.
85 reviews
April 3, 2022
una grande delusione. anche ignorando i periodi lunghi cinque sei righe, gli incisi sbagliati e, per gusto personale, una narrazione fin troppo informale per un romanzo, la situazione certo non migliora. personaggi sciatti e portati allo stremo per tentare un minimo di caratterizzazione, temi accozzati insieme, similitudini ogni due frasi e il gran finale che poteva forse essere l'incipit per una svolta nella narrazione. invece nulla, ovviamente. seguendo molto francesca michielin mi aspettavo la scrittura su un altro livello.
un libro che si sente veramente troppo poco per i sentimenti viscerali di cui parla.
Profile Image for Sari - ilibrinonsonomaitroppi .
97 reviews12 followers
May 17, 2022
Attribuisco tre generose stelle perchè ho molta stima di Francesca Michielin.
Però il libro è bruttino.
L'inizio e l'idea sono interessanti, ma poi l'autrice/cantante si perde in un bicchiere d'acqua con una scrittura volutamente artificiosa e ricercata. Si sente lo sforzo nello scrivere, che si tramuta in un romanzo pieno di banali figure retoriche e poca sostanza.
Anche i personaggi sono purtroppo stereotipati: non si evince alcuna complessità.
Insomma, un romanzo da 2 stelle e mezzo al massimo.
Profile Image for Susanna Gervasoni.
61 reviews
June 17, 2022
Apprezzo molto la Michielin come artista, ma purtroppo non posso dire che mi abbia soddisfatta come scrittrice. Ho faticato a finire questo romanzo. Non succede nulla in tutto il libro, quanto raccontato poteva essere tranquillamente scritto in cinque pagine. Ogni cosa viene allungata, facendo risultare il tutto molto noioso. Le poche cose che avrebbero potuto essere interessanti vengono risolte in due righe, e per arrivarci bisogna sorbirsi pagine inutili e tediose. Purtroppo risulta scritto da chi non ha esperienza nella scrittura ma vuole sembrare un autore esperto.
10 reviews
April 10, 2022
Per essere il suo primo romanzo è un buon romanzo secondo me. Sincero, dritto. Forse però preferisco ancora le canzoni ad un romanzo intero, ancora acerbo.
Profile Image for Carola Clorinda Libraia Felice .
69 reviews24 followers
April 3, 2022
L’esordio di Francesca Michielin ottiene la sufficienza piena e forse meriterebbe anche qualcosa di più, ma lo stile è troppo distante da ciò che piace a me; comunque lo consiglio. Intenso e travolgente.
Profile Image for Elisa.
943 reviews12 followers
March 27, 2024
Purtroppo mi sono arenata a pag. 143 e non riesco a procedere nella lettura.
Argomento non banale, ma non sono riuscita ad essere coinvolta.
Inizio non male, poi un lento decadimento nella noia più totale.
Profile Image for Alessia_i.
8 reviews
April 28, 2022
Fino a pagina 68 non ho avuto speranze, era tutto troppo lento, ripetitivo, a tratti fastidioso.
Ma do 3 stelline perché dalla scena del funerale in poi, è un crescendo di eventi, personaggi, emozioni, della scrittura stessa.
Una terza stellina di incoraggiamento perché ci sono le idee, c’è in alcuni momenti anche una scrittura profonda su cui Michielin potrebbe lanciarsi senza paura, perché capace di intensi pensieri.
Bellissima la storia di empatia e rinascita tra donne che lottano, accolgono, includono.
Ho adorato il personaggio di Regina, che ho immaginato somigliante a Drusilla Foer.
Sicuramente è una scrittura ancora da plasmare, da strutturare, ma proprio per questo mi piacerebbe leggere altro in futuro.
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Profile Image for Giulia Maria.
143 reviews5 followers
December 26, 2023
“Il cuore è un organo” parte con alcuni capitoli strazianti, lunghi, anche pesanti. Eppure qualcosa che ti fa continuare a leggere c’è, e penso di aver capito di cosa si trattasse per me:
1. Questo romanzo è una storia, e come tale chiede di essere ascoltata.
2. Questo libro l’ho visto un po’ come uno specchio: ho fatto le orecchie a molti passaggi che vorrei poter ricordare. Per molti versi, mi sono sentita sollevata in più parti.

Più si procede, più la narrazione va via spedita, passando dai luoghi (Calle) ai non-luoghi (Valnadia), dai capitoli coi nomi che indicano malattie cardiache a capitoli più sereni. Tra le pagine, molti semi di messaggi - che spero verranno ripresi più avanti, forse in una futura narrazione?

Porto con me Regina che apre al cancello Sandra: entrambe avevano ragione, entrambe avrebbero potuto lasciare chiuso il cancello. Regina lo apre e Sandra con lei. Questo “state unite” anche se non condividete un pensiero è, per me, potentissimo.
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Profile Image for AleManss8.
76 reviews1 follower
July 29, 2022
Non specificherò che amo molto la Franci come autrice e artista perché se sono a leggere il suo libro penso sia abbastanza scontato
Purtroppo,però, questo libro non mi ha convinto per nulla.
Di Verde sappiamo poco, il linguaggio è pretenzioso e vuole spingersi un po' troppo in là.
La storia si sfiora con le dita,ma diventa effettivamente interessante nell'ultima parte.
L'unico personaggio degno di interesse arriva a pagina 140 e riesce a creare un'atmosfera leggermente più interessante,ma niente di eclatante.

Non mi è piaciuto molto, forse è una questione di gusti ma l'ho trovata una storia approfondita a metà. I personaggi presentati ma solo in superfice, un po' confusionario che ci sta.. ma mi ha un po' annoiato
Profile Image for Isi.
122 reviews2 followers
August 26, 2022
Un racconto tra parole e musica.
Al suo primo romanzo Francesca Michelin mostra anche qui come si possa creare arte col cuore.
La narrazione, inizialmente molto lenta per poi velocizzarsi nel finale, è una storia di tre donne coraggiose, le cui vite si intrecciano.
Raccontando i retroscena della musica, composta da un sacco di ombre oltre che di luci.
Raccontando anche quanto è bello il rapporto tra donne, l'unione tra donne, e la possibilità di innamorarsi quando meno te lo aspetti, accettandolo, e senza avere paura dei giudizi.
"Non si possono gestire le emozioni, vanno vissute e basta" pag. 206
22 reviews
August 5, 2024
È piacevole da leggere e la trama è sicuramente diversa dal solito, ma lo stile di scrittura è orribile. La protagonista dovrebbe soffrire di una crisi di quarto di secolo ma le sue riflessioni non sono per niente approfondite. In più, il continuo utilizzo del cuore come metafora diventa fastidioso in certi punti del romanzo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
1 review
September 20, 2022
un buon libro, molto semplice, peccato che la trama si sia sviluppata verso la fine del libro, nella prima metà solo descrizioni lunghe e certe volte mi perdevo nei dialoghi e non capivo davvero cosa stesse accadendo.
Profile Image for Ariana.
26 reviews
July 10, 2023
Secondo me è una storia bellissima, ma che creo che si poteva fare in meno pagine. Per momenti è pesante, però ci sono dei momenti che ma lettura è leggera e amichevole. Forse manca un senso in più alla storia in se.
Profile Image for Simona Garbarini.
562 reviews3 followers
May 3, 2022
Mi capita raramente di non finire un libro ma questo è proprio impossibile: stupido, pretenzioso, privo di qualsiasi movimento interessante.
Profile Image for Elisa e Betta.
32 reviews
March 3, 2024
È da anni che seguo assiduamente Francesca Michielin ed è sempre stata la mia più grande ispirazione musicalmente parlando: premessa doverosa per dire che apprezzo molto la sua opera artistica e non ho assolutamente niente contro di lei.
Purtroppo però devo dire che è molto più brava a scrivere in poesia che in prosa. Il tema del libro di per se è interessante e ciò che cerca di esprimere è lodevole, ma il modo in cui è scritto rende tutto incredibilmente confuso e a tratti superficiale.
I personaggi sono poco sviluppati, riducendosi a macchiette piatte o archetipi banali. Verde però è una protagonista abbastanza interessante sotto certi punti di vista: ho apprezzato alcuni lavori di insight dentro la sua psiche e il suo sviluppo psicologico l'ho trovato particolarmente credibile. Ho amato il modo in cui è stato affrontato il tema LGBT, la relazione con Anna, le conseguenze che tutto ciò ha portato su Verde e la difficoltà di accettare la sua attrazione per le donne. Confesso che certe citazioni, certe parti mi hanno fatta un po' commuovere. Questo però è l'unico lato realmente positivo della storia dato che tutto il resto è purtroppo mediocre. E mi dispiace dirlo perché ho visto molto potenziale nel concept di questa storia.
La prosa alterna fra incredibilmente semplice ed eccessivamente complicata nell'intervallo di poche righe, ci si lascia spesso andare a metafore astruse e non necessarie e, soprattutto, i dialoghi appaiono fin troppo inverosimili.
Sembra quasi che Francesca abbia deciso obbligatoriamente che si debba per forza pensare male o bene di certi personaggi e, invece di lasciare che le azioni determinassero le impressioni dei pg in modo naturale, ha ben pensato di guidare il lettore per mano ad ogni attimo come se fosse troppo stupido per capire da solo.

Claudio deve essere percepito come uno stronzo, quindi ogni volta che apre bocca deve per forza fare bodyshaming od essere misogino, Regina deve essere la figura materna figa e quirky e quindi ogni volta deve dire qualcosa di arguto o di "profondo", Verde è la ragazza sensibile e riflessiva, quindi deve lasciarsi andare a pensieri e riflessioni lunghissimi anche quando ne viene a risentire il ritmo della narrazione. Ho il sospetto che Verde sia un self insert della Michielin stessa soprattutto per via di alcune esperienze, riflessioni e considerazioni che fa. Non che sia un male di per se avere un self insert, ma proprio per questo il libro sembra più uno sfogo personale che altro.

Insomma, purtroppo Il cuore è un organo appare più come una accozzaglia di pensieri e di temi sconclusionati piuttosto che una storia. Avrei visto molto meglio questa idea sottoforma di un concept album piuttosto che un libro in prosa, perché è evidente che Francesca Michielin sia in grado esprimersi molto meglio con la musica e la poetica piuttosto che con un racconto di narrativa. Ho la sensazione che questo tipo di concept profondamente emozionale e "astratto" funzioni molto meglio in musica piuttosto che in parole.

A questo proposito, i temi di Il cuore è un organo sono molto simili ad alcuni esplorati nel suo album 2640, e quindi mi domando se sia un caso oppure no. Canzoni come Vulcano e Io non abito al mare sembrano descrivere le stesse sensazioni ed emozioni di Verde e Anna e sinceramente non penso sia casuale. Per questo motivo considero questo libro come uno "spin off" sperimentale di 2640 piuttosto che un opera di narrativa vera e propria.
Se vi sono piaciuti i temi e le emozioni del libro, consiglio di ascoltare l'album direttamente, offre le stesse sensazioni amplificate dalla poetica musicale senza che dobbiate sorbirvi una prosa mediocre e personaggi piatti.
Profile Image for ila.
274 reviews
September 27, 2024
what is grief if not love persevering?

questo libro è stato letteralmente scritto PER ME, a character haunting the narrative?? la protagonista palesemente a thought daughter amore per la musica, più in generale per l'arte, al di là del mondo puramente consumistico e - se vogliamo - capitalista che si è costruito tutto attorno nel tempo?? an immediate banger. per me è sì

non so da quanto tempo non mi capitasse di aprire un libro e non riuscire a metterlo giù. la scrittura e gli avvenimenti raccontati sono sono stati in grado di tenermi col naso incollato alle pagine fino alla fine - facendomi superare anche i dialoghi a tratti un po' cringe senza troppo sforzo (unica nota che mi sento di fare a una scrittura altrimenti incriticabile).

immergersi nella testa della protagonista, Verde, è sin da subito un pugno allo stomaco, il suo senso di disagio, di rabbia, di lutto, di fastidio e di delusioni li ho fatti complemante miei, come se fossi io a dover affrontare quelle situazioni.

l'unica parte che forse non mi ha convinto del tutto, a livello di trama, è stata verso la fine, quella legata al passato di Anna. l'ho sentita leggermente forzata, e spiegata troppo frettolosamente, sarebbe stato a mio avviso meglio concentrarsi su Verde e sull'elaborazione del suo lutto tramite la riscoperta della musica e l'aiuto di Regina.


un libro che mi ha lasciato tanto, che ho letteralmente riempito di frasi e interi paragrafi evidenziati che con piacere rileggerò :)

Profile Image for Nadia.
39 reviews2 followers
August 23, 2022
2,5 stelle/5 stelle

Un primo romanzo che promette bene per Francesca Michelin, una cantante, autrice e musicista che apprezzo molto.

La trama mi è piaciuta. Mi è piaciuto seguire Verde/Veridiana nel suo percorso per conoscere (o ri-conoscere?) Anna e mi è piaciuto anche il personaggio della diva Regina Palmas, una sorta di "fata madrina" che accompagna la giovane protagonista verso la maturazione.

Ciò che non mi è piaciuto è lo stile di scrittura.
Le descrizioni sono belle ma dopo un po' risultano ripetitive, come anche i riferimenti al mare che dopo un po' mi hanno fatto saltare alcuni paragrafi.
I dialoghi sono acerbi e da rivedere ma ho apprezzato l'onestà della Michelin nei ringraziamenti circa la sua insicurezza sull'inserirli.
Avrei voluto meno descrizioni e più caratterizzazione.


In conclusione, se fosse stato un romanzo breve o un racconto breve (di circa 100 pagine, forse anche meno) l'avrei sicuramente apprezzato di più poiché le lunghe descrizioni mi sono sembrate a volte pesanti nella narrazione. Nonostante ciò, se Francesca Michelin dovesse decidere di pubblicare un secondo romanzo lo leggerò di sicuro.
Profile Image for Daniela.
104 reviews42 followers
January 9, 2023
La protagonista dell’esordio letterario di Francesca Michielin è una giovane pop star divenuta famosa dopo essere stata scoperta sulla piattaforma My Space, siamo quindi nei primi anni 2000. Verde diventa subito popolare quasi senza realizzare cosa le stia accadendo, e sicuramente prima di sentirsi sicura in questo ruolo. Ancora acerba e con le mille insicurezze della sua età, sfodera comunque quella sfrontatezza cosi tipica della sua generazione.

Il suo mondo fragile crolla quando le viene comunicato che una sua cara amica, Anna, muore improvvisamente per un arresto cardiaco. Questa notizia la sconvolge e innesta una serie di reazioni che metteranno in discussione tutta la sua vita, le sue scelte di carriera e sentimentali. L’incontro importante con un’anziana stravagante amica di Anna, una cantante molto popolare da tempo ritirata dalle scene, aiuterà Anna ad attraversare la sua crisi esistenziale.

Leggendo questo libro mi è venuto spontaneo paragonare la scrittura della Michielin a una Margaret Mazzantini in erba. Il linguaggio è molto figurativo, prorompente e passionale. Credo che sia stata una scelta azzeccata per l’autrice raccontare un personaggio della sua generazione, perché la protagonista è molto credibile nelle diverse fasi che attraversa.
Profile Image for Pietro Zerillo.
22 reviews
August 9, 2024
Apprezzo molto Francesca Michielin come cantante e speravo di poterlo fare anche come scrittrice, però ci sono dei Ma. All’inizio mi è sembrato particolarmente noioso, non tanto per la storia in se ma per il modo di esprimere concetti e sentimenti quasi a voler sembrare un continuo flusso di coscienza, cosa che fra l’ altro permane per tutto il libro. Da metà libro in poi, però, devo dire che grazie alla curiosità sul percorso intrapreso e delle riflessioni più che attuali, è riuscita a catturarmi. Tre stelle ritengo siano più che sufficienti per questo esordio che, nonostante qualche sbavatura, si lascia leggere.
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