Questa è la storia di uno spettacolo di circo contemporaneo, intitolato "Niente di Personale". Che tu sia spettatore o lettore, se sei disposto a essere testimone di un accadimento umano che va oltre il semplice intrattenimento, lascia la tua anima qui in penombra e... Buona visione! Questa è la storia di Peter, che non voleva guardare; di Chiara, che non voleva parlare; e di trenta artisti che nel loro raccontarsi ti guideranno in un viaggio emotivo. Del resto, tutti noi non siamo altro che acrobati, sul filo della vita, tra scelte, sogni, desideri e occasioni.
Niente di personale non è un libro. È uno spettacolo di circo contemporaneo.
Lo puoi ascoltare. Lo puoi guardare. Lo puoi leggere. Lo puoi sognare.
Doriana de Vecchi (Torino, 1981) è una poetry slammer, performer, video maker e docente in corsi di fotografia. Ha pubblicato due romanzi: "Fogli sgualciti...", noir thriller, e "Porta di confine", noir psicologico e ha partecipato all'antologia TOnirica e ottenuto diversi riconoscimenti regionali e nazionali. Organizza mostre, rassegne di audiovisivi ed eventi culturali che uniscono poesia, musica, teatro e fotografia. Condu-autrice degli spettacoli "Idea Loading", "I colori dell'anima" e "Un treno per l'Africa", collabora con diversi Collettivi Artistici ed è l'anima di alcuni Caffè Letterari poetici. Crede profondamente che l'arte sia il mezzo capace di restituire al mondo tutta la sua luce e bellezza. Sogn-attrice. Lumin-osa. Cre.attiva.
Mediocrità è la parola che esprime l'esatto contrario di questo libro. Originalità, poesia, teatralità e profondità si mescolano assieme rendendo dolci e impattanti queste pagine di pura filosofia di vita. Ho come l'impressione che questo libro mi abbia fatto respirare ancora di più la vita. Grazie mille Doriana
Il mio giudizio è controverso. È un romanzo sperimentale con storie molto toccanti, messe in scena attraverso uno spettacolo sicuramente originale. Il problema, secondo me, è lo stile spesso forzatamente poetico (si susseguono metafore e similitudini improbabili che rallentano la narrazione e distraggono dalla storia principale, di cui si perde spesso il filo). Mi sono piaciute molto le parti narrative più semplici,come la storia dello sbarco di Peter; meno quelle forzatamente filosofiche.
Un libro sicuramente non perfetto, ma che mi ha trascinato nella bellezza della preparazione di uno spettacolo.
L'emozione del trasmettere al pubblico ma anche quella del duro lavoro che ci sta dietro e della vita che imperversa nonostante tutto. Il palco mette a nudo tutte le fragilità ed è proprio questo il bello.
Avrei forse voluto approfondire un po' di più la storia dei personaggi.
Terribile, un linguaggio inutilmente ampolloso, una similitudine ogni sei parole che rendono la lettura faticosa. Forzatamente poetico al limite del grottesco. Sembra un libro fatto con tutte le frasi di Tumblr che si possono trovare in internet, messe insieme in maniera completamente randomica. Temi trattati con una banalità disarmante, è stato faticosissimo arrivare alla fine e non ne è valsa la pena.