Dipendiamo dal mare come risorsa per respirare, per nutrirci, e anche per sognare. Il mare fa parte del nostro ambiente pur restando un mondo altro, temibile quanto irresistibilmente suggestivo, un altrove radicale. Ma è proprio questa sua alterità a permetterci di ripensarlo da una prospettiva inedita, per capire in che misura esso ha fatto di noi quello che siamo, indicandoci quello che dovremmo diventare. Questo libro è un viaggio dentro il mare aperto, leggendo queste pagine salpiamo come Ulisse per iniziare un’avventura, siamo un pensiero in movimento. Ci scopriamo accanto all’autore mentre attraversa l’Oceano su una barca a vela in veste di marinaio/filosofo. Perché navigare ci trasforma, asseconda il nostro desiderio di conoscenza e apre le porte della percezione. Veleggiare dentro uno spazio di libertà senza confini che dialoga con il cielo muta radicalmente il nostro rapporto con l’ambiente, con le persone e persino con gli oggetti. La barca diventa una scuola di vita che ci obbliga a pensare ogni cosa da capo per agire in modo nuovo. Dà vita a una forma di conoscenza attiva, costruita dall’azione: una filosofia del mare.
Roberto Casati è un filosofo italiano. Direttore di Ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) all'Institut Nicod, École normale supérieure di Parigi, è autore di saggi specialistici e di divulgazione, e ha insegnato in diverse università europee e statunitensi.
Il saggio scelto è "Oceano. Una navigazione filosofica" (Einaudi, 2022) del filosofo Roberto Casati. Uno studio su come l’oceano abbia plasmato la vita umana e le sue culture.
L’archetipo di questo viaggio in mare aperto è certamente Ulisse, ma il filosofo-marinaio attualizza la navigazione, che da atto fisico si trasforma in un’esplorazione dal significato esistenziale.
L’oceano sembra non avere confini; in mezzo a elementi naturali non sempre favorevoli, la nave diventa lo strumento per fare ordine e costituire un piano d’azione. Scrive l’Autore: «La filosofia e il mare sono legati a doppio filo. Voglio proporre un'ipotesi: non la filosofia in sé, ma la filosofia come si è consolidata e tramandata, nel modo in cui la conosciamo, nasce dal mare, dal confronto esigente con qualcosa che non comprendiamo ma con cui dobbiamo interagire».