Lulu' - per RFS
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Care Fenici, se vi appassionano i misteri, se adorate arrovellarvi il cervello con intrighi e delitti, e vi pare tutto ancora più meraviglioso se narrato all’interno di un romanzo storico, questo thriller è ciò di cui non potrete fare a meno.
Parola mia era un po’ che una scrittrice non riusciva a catturarmi così tanto, con una ricostruzione storica appassionante e precisa, personaggi interessanti e insoliti, e una trama ricca di misteri e giochi di specchi davvero notevole.
La scelta del protagonista, un imbrattacarte geniale e astuto che si guadagna da vivere scrivendo le vite dei condannati a morte a cui dà la possibilità di far sentire per un’ultima volta la loro voce, l’ho trovata sublime.
Anche se il vero punto di forza che mi ha definitivamente conquistata è il modo in cui l’autrice descrive i personaggi e le situazioni, specie quando parla degli ultimi, quelli ai margini della società, dandone un ritratto quasi poetico.
Infatti il contrasto fra la realtà narrata di una Londra sporca e decadente e la poesia che a tratti affiora a mitigare l’efferatezza dei crimini è qualcosa che questa scrittrice ha saputo restituirci con capacità rara.
Non mi basterebbe una recensione, pur esauriente, per mostrare tutti i punti in cui la penna di Margaret Doody mi ha colpito.
Tra tutti, però, vi voglio segnalare una bellissima scena: in una Londra uggiosa, un carro di condannati si avvia al patibolo e l’autrice descrive una giovane donna che stringe la mano a uno di loro. I due amati si tengono stretti insinuando le dita fra le sbarre, e lei avanza dritta e imperterrita nonostante la folla la dileggi, donando al suo amato quell’ultimo tratto insieme come se il mondo intorno a loro svanisse lungo quel breve tragitto. Una scena da brividi.
La trama è intricata e ricca, siamo nell’Inghilterra del 1753, il calendario gregoriano sta per soppiantare quello giuliano e in una infima taverna alcuni avventori con accento colorito dal vino e dalla miseria commentano questo evento, fra loro c’è Harley, l’imbrattacarte, l’uomo delle storie dei condannati a morte, una figura sfuggente e una mente brillante difficile da inquadrare come personaggio. Sarà lui con un suo amico a ritrovare nella neve il corpo di una donna con la gola tagliata. Partendo da questo oscuro evento, la sua curiosità lo condurrà a spingersi sempre più a fondo nel mistero, scoprendo torbide verità e dovendo trovare sempre nuovi e geniali escamotage per indagare e giungere alla verità.
Sul suo cammino incrocerà personaggi di diversa estrazione sociale, da nobili folli con il loro codazzo di amanti e leccapiedi, a ladri e reietti come Ned Manolesta e Bess la lavandaia, come i ragazzotti della taverna e i vari malviventi dei bassifondi.
Come detto la trama non delude gli amanti dei misteri e dei thriller e la ricostruzione storica è così ben resa da fare di questo romanzo uno dei miei preferiti.
Assolutamente da non perdere!