Una sera a Roma, accarezzata dal Ponentino. Alla fine del turno mancherebbero due ore, ma per Debora Camilli, la tassista più insubordinata di Roma, la tentazione di staccare prima per concedersi uno Spritz è fortissima. Purtroppo dall'autoradio la voce perentoria dell'impiegata della cooperativa la richiama all' c'è una chiamata in zona, Siena 23, al Lungotevere Flaminio, poche storie!
Appena svolta sul Lungotevere, un'onda di adrenalina la la luce intermittente delle volanti ha su Debora un effetto potentissimo. A bordo di una di quelle auto avrebbe potuto esserci lei, se solo avesse continuato l'apprendistato da ispettrice... Ma non è serata per bilanci e un cadavere è stato ripescato nel Tevere, senza documenti. Capire di chi si tratta e come è finito nel fiume è la cosa più importante. Non resta che andare in cerca del commissario Raggio, che nel frattempo è stato promosso alla Omicidi. Quando si rincontrano, l'attrazione è fortissima ma gli ostacoli che li dividono anche. E per entrambi i doveri dello sbirro vengono prima di ogni cosa. A breve si scoprirà l'identità del Guido Dantice, un promettente restauratore. Mentre Debora dà inizio con la consueta grinta alle indagini informali a partire dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e si inoltra nell'ambiente affascinante e spietato dell'arte, Raggio scopre che a sovraintendere al caso è la pm Caterina Carrano, una sua vecchia fiamma...
Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha scritto varie serie tv e tv movie per Rai e Mediaset e firmato numerose regie teatrali. "L'ora di punta" è il suo primo romanzo.
Settembre a Roma. Sul Lungotevere Flaminio, nei pressi del Ponte della Musica, viene ritrovato il corpo senza vita di un restauratore. In principio si pensa si sia trattato di un suicidio, ma presto si scopre che Guido Dantice è caduto nel Tevere quando era già cadavere. Trovandosi da quelle parti e avendo visto ripescare il corpo dal fiume, Debora incomincia a interessarsi al caso e, come al solito, trova ogni espediente per scoprire cosa è successo, spesso con una faccia di bronzo pazzesca. Il giallo era abbastanza intuibile e Debora continua a starmi parecchio antipatica (anche se sua madre lo è di più). Inoltre considero il commissario Raggio un autentico str@@o, e non per come tratta Debora per le sue interferenze con la polizia - su quello ha pienamente ragione, anzi, la coinvolge lui stesso più del dovuto, ragionando con le parti basse anziché col cervello - bensì per il suo atteggiamento verso la moglie. Tra l'altro, in questo caso ricompare la sua ex amante - la sostituta procuratrice Caterina Carrano, incaricata del caso - che sembrerebbe interessata a riprendere la loro storia, nonostante tutto. Ma lui pensa "solo" a Debora... povera moglie. Comunque una lettura scorrevole e spensierata, che mi ha fatto fare, come sempre, un bel giretto per Roma.
Sono combattuta. Il libro è inverosimile. Che una tassista investighi nulla di male, ma che lo faccia con il beneplacito della polizia e sì intrufoli in questo modo nelle indagini non lo si può proprio credere. Ma è anche divertente. Molto. Purtroppo trovo la protagonista insopportabile, una sciocca che si caccia in guai che con un filo di buon senso eviterebbe e che si lamenta pure di come la trattano che sbatterei in gattabuia con piacere. Lasciamo stare le scelte sentimentali, da velo pietoso. Tre stelle equidistanti, se lo trovo ascolto anche il prossimo, anche per la bravura della lettrice, davvero straordinaria.
Un delitto maturato nel mondo dell'arte: un giovane restauratore viene ucciso apparentemente per motivi passionali. Debora indaga a suo modo, mettendo nei guai Raggio più del solito, dato che è stato appena trasferito alla Omicidi e si trova a lavorare con la PM Caterina, sua vecchia fiamma..
Un giallo leggero ambientato nel mondo dell'arte, purtroppo fin troppo scontato, ma l'ottima scrittura dell'autrice rende la lettura piacevole. Continuo a non sopportare i due protagonisti, ma per fortuna la serie è quasi finita e potrò dedicarmi a qualcos'altro più vicino ai miei gusti.