Sembra un uomo qualunque. In realtà è un serial killer. Anni Ottanta. Elia Morosini Arconati è un ex musicista e direttore d’orchestra. Dopo anni di grande successo, una grave forma di schizofrenia lo ha costretto a ritirarsi, e adesso vive a Bologna, dove ha un negozio di antiquariato. Ma questa non è che la facciata. In realtà, Elia è un serial killer. Una volta individuate le sue vittime, si insinua sempre di più nella loro vita, arrivando a vivere di nascosto in casa loro per poi – quando non riesce più a sostenere la tensione provocata da questo “gioco” – ucciderle. E riprendere la propria normale esistenza. Fin quando un nuovo, incontenibile impulso non lo porta a ricominciare. In città, questi omicidi sono attribuiti al “Mostro di Bologna”, sulle cui tracce si mettono ben presto magistrati, investigatori privati e, soprattutto, una medium, Madame Thérèse. Le pagine di Roberto Carboni trascinano il lettore dentro la mente di un assassino, attraverso i meandri del male, risucchiandolo in una storia inquietante e senza redenzione. Sembra un uomo qualunque, ma la sua vita nasconde dei segreti mostruosi.
Entrare nella testa dell’assassino e vedere tramite i suoi occhi gli atti efferati che compie. Forse non è un’idea nuovissima, ma l’autore riesce a farli in modo coinvolgente e senza ricorrere ad eccessive immagini brutali e sanguinarie. Insomma, un vero-non-vedo letterario.
Ottimo protagonista, un po’ più abbozzati i comprimari, specialmente l’occultista, il cui racconto lascia un punto in sospeso molto grosso: la sorella dell’assassino che le parla durante le visioni. Non ci sarebbe qualcosa in più da raccontare di quegli ‘incontri’?
Se devo definire questa storia con un aggettivo, il primo che mi viene in mente è "elegante". Il protagonista è un serial killer affetto da una grave forma di schizofrenia ma ha anche il culto del "bello". Gli abiti, gli oggetti, gli arredamenti, la musica, i profumi, i cibi, le sue stesse movenze, tutto è raffinato. Il contrasto tra tutta questa bellezza e la crudeltà del killer ha come risultato una storia dalla quale non si riesce a staccarsi. Carboni riesce sempre a sorprendere, vorrei scrivere che si è superato ma sono sicura che saprà stupirci ancora.
Elia Morosini Arconati entra di diritto tra i miei personaggi preferiti. E questo la dice lunga sul livello della mia salute mentale. Mi spiego. Elia (una familiarità che mi voglio concedere) è un serial killer. Ex musicista e direttore di orchestra è stato costretto a ritirarsi perché affetto da schizofrenia. Gestisce un delizioso negozio di antiquariato a Bologna e organizza sapienti incursioni nella vita delle sue “crisalidi”. Sono persone nella cui vita e nella cui casa si insinua, impadronendosi dei loro respiri, odori, pensieri, sogni e timori. Invisibile, vaga per quelle dimore -solitamente lussuose, enormi, piene di delizie- durante il giorno e la notte, invisibile, a un passo da quelle che diventeranno le prossime vittime, quando quel miscuglio di pazzia e amore che lo tormenta dovrà trovare il suo coagulo in un’estasi creatrice.
Elia vive una duplice esistenza, sospesa tra la realtà concreta, quella di tutti i giorni, e il sogno realizzato, che consiste nel togliere i veli che nascondono le sue crisalidi e permettere a quelle creature di volare. La crudeltà di Elia è il suo modo di amare. Un sentimento che lo soggioga, lo strega, lo imprigiona in mille catene, fino alla liberazione, all’omicidio. Poi, l’animo si assopisce nuovamente nella realtà concreta, finché un nuovo anelito non viene a scuotere l’anima bramosa d’amore di Elia.
Il romanzo di Roberto Carboni mi è suonato alle orecchie come una partitura musicale. Analizziamo il Prologo 1985. Un tempo lento, che accompagna l’introduzione, brevissima, con un uomo che si sveglia nel suo letto. È torpido, confuso. Ed ecco un movimento allegro che ci spinge veloce alla scoperta di ciò che è accaduto a quell’uomo durante il sonno. E a ciò che avverrà subito dopo: il duplice assassinio. Di nuovo la lentezza, che vede la scoperta dei due cadaveri, le indagini asettiche della Scientifica: un tempo che si dilata e si stempera. Questo andamento altalenante lo ritroviamo in tutto il romanzo: quiete, spasmo, quiete ancora. Roberto Carboni mostra, come al solito, poca pietà -per non dire nessuna- per i lettori, costretti a seguirlo in questo cammino. In questo volo che inebria e terrorizza. Dopo aver raggiunto il cielo, ci schianteremo?
Le discese ardite E le risalite Su nel cielo aperto E poi giù il deserto E poi ancora in alto Con un grande salto
Elia è un mostro. Ma cosa significa questa parola che usiamo spesso senza conoscerla veramente? È un essere portentoso, prodigioso? Oppure, disumano? Una connotazione positiva e una negativa, entrambe al limite di una scala di valori. Ebbene, Elia è l’uno e l’altro. Musicista raffinato e sensibile, ma anche raffinato assassino, che allestisce gli omicidi come uno spettacolo teatrale, donando bellezza all’orrore. Roberto Carboni ci ha abituati a romanzi costruiti come terrificanti e splendidi puzzle, ma “Il segreto dell’antiquario” è il migliore.
Classe 1968, Roberto Carboni è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. È autore di numerosi romanzi e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’Oro (in precedenza attribuito, tra gli altri, a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi, Lilli Gruber). Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic. Nel 2018 è stato vincitore del SalerNoir Festival di Salerno. Con la Newton Compton ha pubblicato con successo Il giallo di Villa Nebbia, La collina dei delitti e Il segreto dell’antiquario.
I versi sono tratti dalla canzone di Lucio Battisti – Mogol “Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi…”
Anni Ottanta. Elia Morosini Arconati è un ex musicista Dopo il successo iniziale, una grave forma di schizofrenia lo ha costretto a ritirarsi, e adesso vive a Bologna, dove ha un negozio di antiquariato. Questo è ciò che gli altri vedono, In realtà, Elia è un serial killer. Elia studia le sue vittime nei minimi particolari, le spia, le segue, penetra nelle loro case, si appropria della loro vita per poi ucciderl€ e riprendere la propria normale esistenza. Fino al successivo incontrollabile impulso . magistrati, investigatori privati indagano, le televisioni parlano dei casi irrisolti e, soprattutto, una medium, Madame Thérèse si palesa dicendo di conoscere il responsabile degli omicidl.
Carboni costruisce un thriller psicologico al contrario. Fin dalle prime pagine sappiamo chi è il colpevole e ne possiamo seguire le mosse in ogni minimo dettaglio aspettando la “soluzione finale”. La suspence che normalmente è data dalla “sorpresa” dovuta alla scoperta del responsabile dei misfatti, qui è alimentata invece dalla curiosità di scoprire per quanto ancora il “serial killer” riuscirà a sfuggire agli arresti. È un processo inverso che catalizza l’attenzione del lettore in una lotta tra moralismo e condivisione dell’ azzardo che fa aumentare l’adrenalina . Si finisce quasi per empatizzare con il protagonista presi come siamo dal sostenere la sfida contro l’ineluttabile e la giusta condanna. Carboni è veramente bravo a costruire questo impianto scenico dove non mancano situazioni macabr€ miste a rappresentazioni di pura follia che rendono impossibile frenare la lettura. Così come Elia anche il lettore vuole liberarsi dal demone del male e la corsa verso la conclusione è concitata e sofferta. Ma l’agognata redenzione non arriva e il finale lascia più di un interrogativo. Dopo “Il giallo di Villa Nebbia” e “La collina dei delitti” , Carboni continua la sua missione di “incantatore di serpenti” e ci regala un nuovo romanzo a metà tra giallo e horror .
“Prima di uscire diede un’ultima occhiata all’appartamento. Era un pellegrino che sta partendo per un cammino religioso. Ogni convivenza con le sue vittime aveva una natura mistica, anche quelle durate poche ore.Era sempre tornato arricchito e appagato, ma soprattutto alleggerito dal tormento.”
Elia è un ex musicista che ha dovuto mollare la sua passione per la musica per curarsi la schizofrenia di cui è affetto e che ogni tanto lo attanaglia. Ha un negozio di antiquariato ed è conosciuto e stimato non solo per la sua musica ma anche per la sua gentilezza ed educazione. Però c'è un problema: ogni tanto si risveglia la sua malattia e lo porta a seguire di nascosto persone nelle loro abitazioni, studiarne abitudini e comportamenti e quando si annoia compiere gesti efferati di cui nessuno sospetta.
L'autore Roberto Carboni con la sua trama avvincente, mi ha presa per un braccio scaraventata davanti al protagonista che ti costringe a guardare (a tratti anche un po' schifata) tutto ciò che fa, nei comportamenti e nei pensieri. Il protagonista Elia ha charme, carisma ed è un perfetto manipolatore narcisista che riesce a farti credere a ciò che dice, senza riserve, e a farti dubitare di te stesso e di ciò che hai visto e sentito. Mi son trovata più volte a meravigliarmi di come una semplice azione o frase possano essere manipolate in modo tale da risultare non veritiere da parte di chi le ascolta nonostante la vera natura del risvolto dei fatti accaduti (succede anche nella realtà).
Sicuramente lo scrittore Roberto Carboni ha trovato in me una lettrice che lo seguirà fedelmente e si merita un bel ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ (5 stellone grandi e sbrilluccicose) 😎
Libro ambientato negli anni 80 a Bologna dove vive Elia Morosini ex musicista e direttore di orchestra, un musicista conosciuto ma che racchiude un grande segreto. Lui è il mostro di Bologna, Elia ha bisogno di insinuarsi nella vita degli altri e poi li uccide senza pietà, per poi tornare nella vita normale. Elia ci accompagna nella sua storia, nella sua psiche malata. Oltre alla polizia, si mettono sulle tracce del “mostro di Bologna” investigatori privati e una medium.
Un libro che ho letto velocemente, che mi ha lasciata senza parole, un finale che non ti aspetti, che dai per scontato ed invece l’autore ha saputo stupirmi. È riuscito a riportarmi agli anni 80 la scrittura scorrevole e lo stile è nelle mie corde, i capitoli sono della lunghezza giusta per dare la giusta adrenalina. Il protagonista Elia, malgrado la sua malattia non si dimentica, ma certamente non mi è simpatico, anche la figura della medium è ben definita e anche lei sarà una sorpresa.
Un libro che mi è piaciuto molto, con la giusta dose di adrenalina, mistero. Da leggere
Un romanzo coinvolgente ma per me difficile da leggere, la follia del serial killer, così ben descritta dall’autore, mi ha inquietato parecchio, perché l’atto di uccidere é preceduto da un’invasione nella vita delle vittime inconsapevoli. C’è un finale con un colpo di scena che non ti aspetti perché il prologo del romanzo è (volutamente) fuorviante.
Fino alla penultima pagina ero convinto che avrei attribuito due stelle a un romanzo poco convincente. Alla fine ne do 4, per premiare la sorpresa e l’a iliya del romanziere nel costruire una cortina fumogena impenetrabile
Sebbene all’inizio sembra un po’ confusionario, una volta dentro le vicende è possibile apprezzare a tutto tondo l’identità dei personaggi e l’evoluzione della storia.
Cinque stelle obbligate per un noir gotico che è, letteralmente, un corso di scrittura sul come costruire progressivamente la tensione con l'inchiostro e su come impostare un colpo di scena. Lettura obbligata per tutti gli amanti del genere.