Una natura silenziosa e disabitata, immutabile ed eterna con le sue stagioni, le sue nuvole e i suoi fiocchi di neve, farfalle e animali sperduti tra i boschi, astri e arcobaleni, come un eden abbandonato in cui la presenza dell'uomo, compreso il poeta, è solo fuggevole e insignificante apparizione. Una poesia complessa e un po' oscura, nei cui versi contorti spesso non si arriva a cogliere il riferimento, il messaggio, quando c'è, del poeta. Certo avremmo gradito qualche nota sui testi. Certo deludente la traduzione, con frequenti travisamenti, inutili preziosismi linguistici che costringono il lettore a un continuo richiamo al testo originale inglese che chiarisca il senso delle frasi e ciò con comprensibile detrimento del piacere e di quel senso di meraviglia che ci si aspetta dalla lettura della buona poesia.