«Tradire i sentimenti», questa bellissima espressione italiana, significa sia che spesso non siamo degni dei nostri sentimenti o che li tradiamo con versioni edulcorate degli stessi; ma vuol dire inoltre che sono i sentimenti a tradirci, escono fuori di noi che non siamo capaci di contenerli. Si manifestano “per i fatti loro” e ci guardano dal di fuori. Ci tradiscono con chi abbiamo intorno, estranei e non. Il risultato sono rossori, lacrime, sospiri, imbarazzi, sudori, brividi e pelle d’oca. Insomma, accade che diventiamo scomodi a noi stessi. E di tale scomodità parla Franco La Cecla, in questo libro che, forse, vi darà un qualche fastidio, una irritazione per quanto passeggera, una sensazione di imbarazzo.
Franco La Cecla (Palermo, 1950), antropologo e architetto, insegna Antropologia visuale alla NABA e Arte e Antropologia allo IULM di Milano. Ha insegnato Antropologia culturale presso l’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano, allo IUAV di Venezia e al DAMS di Bologna. Ha insegnato inoltre all’Università di Berkeley, all’EHESS di Parigi e all’UPC di Barcellona. Il suo documentario In altro mare ha vinto il “San Francisco International Film Festival” nel 2011. Autore di numerosi saggi sulla contemporaneità, ha intrecciato la riflessione antropologica con temi quali lo spazio, l’architettura, l’urbanistica, il genere maschile, i media. Tra i suoi libri ricordiamo: Contro l’urbanistica (Einaudi, 2015) e Ivan Illich e l’arte di vivere (Elèuthera, 2018). Con Stefano Savona ha curato l’installazione Praytime e, con Lucetta Scaraffia, la mostra Pregare, un’esperienza umana, alla Reggia di Venaria (2016). Sempre per Einaudi ha pubblicato Essere amici (2019), il suo ultimo libro è Mente locale (Elèuthera, 2021). Per Einaudi è in uscita il suo Tradire i sentimenti.