La storia inizia con un prologo: vi si annuncia la morte di Charles e il cordoglio singhiozzante di James. Entrambi ministri del culto, insieme hanno guidato per molti anni la Terza Chiesa Presbiteriana nel Greenwich Village, a New York. Erano gli anni Sessanta quando Charles e James si sono incontrati. Il loro sodalizio e la loro amicizia cominciano sul campo, quando entrambi devono risollevare le sorti di una chiesa profondamente in crisi. La loro evidente diversità diventa ben presto alleanza, mentre imparano a conoscersi, sostenersi, accettarsi e volersi bene.
Molte trasformazioni sono in atto, negli Stati Uniti e nel mondo. Sono tutte nello sfondo a incorniciare la storia personale, intima e sociale dei quattro protagonisti di questo straordinario romanzo. Perché accanto ai due ministri ci sono le loro amatissime compagne, il cui ruolo e la cui storia sono altrettanto fondamentali: l’incantevole, devota Nan, moglie di James e l’ombrosa, affascinante Lily, moglie di Charles.
Con eleganza, sicurezza, e crescente intensità Cara Wall sa condurci nella parabola esistenziale di ciascuno di loro, ci consente di esplorare le loro differenze, conoscerne il dolore, le speranze e immaginare la possibile evoluzione dei loro tratti caratteriali.
L’amore coniugale, l’amicizia, la fede, la genitorialità sono i temi principali. Ma più ancora, più oltre e profondamente, è la vita che incontriamo qui, pagina dopo pagina.
La vita così unica, così sorprendente, la vita a volte così devastante. La vita con tutte le sue domande: come ci poniamo davanti all’eredità che le nostre famiglie di origine ci trasmettono?
Come riusciamo a riconoscere le nostre attitudini, la nostra vocazione, a scorgere le nostre possibilità, a superare gli ostacoli che siamo destinati a incontrare dentro e fuori di noi?
E poi: di che cosa sono fatte le relazioni? Quando possono dirsi vere? In che modo diamo loro la possibilità crescere, evolversi, maturare, trasformarci in ciò che siamo, che vogliamo essere e finanche in ciò che mai immagineremmo di poter diventare?
E davanti alla sofferenza come siamo, che cosa facciamo? Quando siamo chiusi nel riccio spinoso di un dolore incomprensibile perfino a noi stessi siamo ancora capaci di comunicare, di lasciarci aiutare, di cogliere l’opportunità che l’altro ci offre per rompere il nostro guscio e scoprire quale frutto si cela oltre la dura scorza dell’isolamento? Siamo capaci, infine, di sentirci veramente connessi agli altri rispettando le loro, le nostre differenze?
Tutti i personaggi qui raccontano qualcosa di noi.
Ci portano nel territorio dell’introspezione con il fascino e la delicatezza di una penna squisita e intensa. Un romanzo che ha il passo misurato di un classico e la sua abbagliante, meditata semplicità.