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Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica
Siamo abituati a pensare alla Grecia come alla culla della nostra civiltà: ai greci dobbiamo l'idea di democrazia, la storiografia, la filosofia, la scienza e il teatro. Eppure di questa eredità fa parte anche il modo in cui consideriamo il rapporto tra i generi: un lascito che ha superato i secoli e i millenni con tracce che continuano a pesare sulle nostre vite come macigni. Nella storia antica c'è stato un momento in cui la differenza tra il genere maschile e quello femminile si è trasformata nell'idea che le donne siano inferiori agli uomini e quindi in una serie di inevitabili, pesanti discriminazioni. Tutto comincia con un mito. Esiodo racconta la nascita della prima donna, mandata da Zeus sulla terra come punizione per la colpa commessa da Prometeo: rubare il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, riducendo così la distanza che li separava dagli immortali. Pandora è "un male così bello" da essere un "inganno al quale non si sfugge". Rappresenta un'alterità incomprensibile agli uomini, tanto misteriosa da essere paragonabile solo alla morte. Da lei, dice Esiodo, discende "il genere maledetto, la tribù delle donne". Eva Cantarella illumina alcuni momenti di una vicenda lunghissima, che dal mito giunge ai medici e ai filosofi che hanno fondato il pensiero occidentale. Attraverso le voci di Parmenide, Ippocrate, Platone e Aristotele vediamo come la differenza di genere viene costruita e codificata, fino a diventare un pilastro dell'ordine sociale e della cultura giuridica greca. Scopriamo l'origine delle "convenzioni sociali, delle teorie filosofiche e delle pratiche giuridiche che ripropongono visioni 'essenzialiste' delle diverse identità personali". Conosciamo una parte molto antica di noi stessi e facciamo esperienza di un passato da cui finalmente possiamo prendere le distanze per realizzare il nostro futuro.
85 pages, Paperback
First published October 3, 2019
About the author
Eva Cantarella
77 books141 followersEva Cantarella (born 1936 in Rome) is an Italian classicist. She is professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, and has served as Dean of the Law School at the University of Camerino.
Cantarella is known for examining ancient law by relating it to modern legal issues through law and society perspective. She has researched subjects involving the legal and social history of sexuality, women's conditions, criminal law and capital punishment.
She has written many books, which have been translated into several languages, including English, French, German and Spanish. Cantarella is also editor of Dike - International Journal of Greek Law and a member of several editorial boards such as Apollo - Bollettino dei Musei provinciali del Salernitano; Dioniso; Crime, Histoire et Societés; Revista des estudios latinos; and CADMO - Revista de História Antiga (University of Lisbon).
Cantarella has been professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, Italy. She has been dean of the Law School of the University of Camerino. She has also taught and given lectures at many universities in Europe and the United States. She has been appointed Global Professor at New York University School of Law.
She was awarded the Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic in 2002 by President Ciampi.
***
Roma 28 novembre 1936. Grecista. Laureata in Legge, specializzata a Berkeley (Usa) e Heidelberg (Germania). Figlia del grande grecista Raffaele. «Fin da bambina amavo il mondo greco, perché in casa sentivo parlare di personaggi mitologi, dell’Odissea... Ma all’Università mi rifiutai di iscrivermi alla facoltà dove insegnava mio padre. Mi imbarazzava l’idea di essere la figlia del Professore. Così studiai Legge, laureandomi con una tesi sul diritto romano antico e poi dedicandomi, per conto mio, al diritto greco».
Insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco alla Statale di Milano. Ha insegnato anche a Austin e alla New York City University.
Nel 2002 fu nominata da Ciampi Grand’Ufficiale della Repubblica. L’anno successivo vinse il premio Bagutta con il libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto.
Ha dedicato una parte dei suoi studi alle donne dell’antichità (per esempio Tacita muta, la donna nella città antica, Editori Riuniti, e Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia, Feltrinelli) e sull’erotismo nell’antichità (La bisessualità nel mondo antico, Editori riuniti). Bei saggi su Pompei: Pompei. I volti dell’amore (Mondadori), e Un giorno a Pompei (Electa) e il suo ultimo libro Pompei è viva (Feltrinelli 2013).
Nel 2008 tra coloro che raccolsero l’appello di Angelo D’Orsi per mostrare solidarietà ai 67 docenti di fisica della Sapienza una cui lettera aveva fatto saltare l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico (vedi Marcello Cini).
Femminista della prima ora, comunista, in prima linea nelle battaglie per divorzio e aborto. «Non sono contraria a scendere in piazza. In una fase in cui siamo tutti incatenati agli schermi, la parola pubblica sarebbe la vera novità» (a Maria Laura Rodotà nel 2009) [Corriere della Sera, 15/9/2009]
Cantarella is known for examining ancient law by relating it to modern legal issues through law and society perspective. She has researched subjects involving the legal and social history of sexuality, women's conditions, criminal law and capital punishment.
She has written many books, which have been translated into several languages, including English, French, German and Spanish. Cantarella is also editor of Dike - International Journal of Greek Law and a member of several editorial boards such as Apollo - Bollettino dei Musei provinciali del Salernitano; Dioniso; Crime, Histoire et Societés; Revista des estudios latinos; and CADMO - Revista de História Antiga (University of Lisbon).
Cantarella has been professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, Italy. She has been dean of the Law School of the University of Camerino. She has also taught and given lectures at many universities in Europe and the United States. She has been appointed Global Professor at New York University School of Law.
She was awarded the Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic in 2002 by President Ciampi.
***
Roma 28 novembre 1936. Grecista. Laureata in Legge, specializzata a Berkeley (Usa) e Heidelberg (Germania). Figlia del grande grecista Raffaele. «Fin da bambina amavo il mondo greco, perché in casa sentivo parlare di personaggi mitologi, dell’Odissea... Ma all’Università mi rifiutai di iscrivermi alla facoltà dove insegnava mio padre. Mi imbarazzava l’idea di essere la figlia del Professore. Così studiai Legge, laureandomi con una tesi sul diritto romano antico e poi dedicandomi, per conto mio, al diritto greco».
Insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco alla Statale di Milano. Ha insegnato anche a Austin e alla New York City University.
Nel 2002 fu nominata da Ciampi Grand’Ufficiale della Repubblica. L’anno successivo vinse il premio Bagutta con il libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto.
Ha dedicato una parte dei suoi studi alle donne dell’antichità (per esempio Tacita muta, la donna nella città antica, Editori Riuniti, e Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia, Feltrinelli) e sull’erotismo nell’antichità (La bisessualità nel mondo antico, Editori riuniti). Bei saggi su Pompei: Pompei. I volti dell’amore (Mondadori), e Un giorno a Pompei (Electa) e il suo ultimo libro Pompei è viva (Feltrinelli 2013).
Nel 2008 tra coloro che raccolsero l’appello di Angelo D’Orsi per mostrare solidarietà ai 67 docenti di fisica della Sapienza una cui lettera aveva fatto saltare l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico (vedi Marcello Cini).
Femminista della prima ora, comunista, in prima linea nelle battaglie per divorzio e aborto. «Non sono contraria a scendere in piazza. In una fase in cui siamo tutti incatenati agli schermi, la parola pubblica sarebbe la vera novità» (a Maria Laura Rodotà nel 2009) [Corriere della Sera, 15/9/2009]
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Displaying 1 - 30 of 83 reviews
August 17, 2021
Questo saggio di per sé è molto interessante e spazia dall'ambito mitico a quello giuridico, passando per medicina e filosofia. Davvero un peccato che sia così breve, ci sono molto concetti che sarebbe stato molto interessante approfondire.
April 3, 2026
Da questo libro mi aspettavo ci fosse molto più spazio su come l'eredità del pensiero dei greci sulla "differenza tra i sessi" ha attraversato i millenni fino ad oggi. Purtroppo gli esempi di questo tipo, che rivelano la contemporaneità con una chiave d'interpretazione antica, ce ne sono pochi ma buoni. Infatti è stato molto illuminante (e agghiacciante) il ponte delineato dalla Cantarella che passa dalla legge di Draconte (620 a.C. circa) al delitto d'onore che in Italia è stato abrogato solo negli anni '80: un passaggio che rende bene l’idea di quanto certi modelli culturali siano stati tramandati e infine rimasti attuali nel tempo.
Se questo saggio avesse avuto 100/200 pagine in più di approfondimento storico e culturale, ma anche di analisi critica dell'autrice, sarebbe stato perfetto.
Se questo saggio avesse avuto 100/200 pagine in più di approfondimento storico e culturale, ma anche di analisi critica dell'autrice, sarebbe stato perfetto.
May 2, 2025
☆☆☆½ su 5
January 6, 2021
"L'eredità del pensiero dei greci sulla differenza ha svolto nei millenni e in ogni campo un ruolo che ha reso duro e lunghissimo il cammino che ha portato alla liberazione dallo stereotipo del femminile legato alla natura, con tutto quello che questo porta con sè. Che dire? Nessuno è perfetto: neppure i greci (che non per questo, comunque, amiamo di meno)."
Pensare alla civiltà greca spesso ci riporta alla mente tutto quello che di bello e positivo abbiamo ereditato da loro. Pensiamo alla democrazia, alla filosofia, alla scienza, all'arte, al teatro e a molto altro ancora. Difficilmente però ci concentriamo sul fatto che abbiamo ereditato dai Greci anche qualcosa di non così positivo e che ha avuto ripercussioni sulla nostra vita, che ancora ha ripercussioni sulla nostra quotidianità.
Eva Cantarella, in pochissime pagine, ripercorre quella che possiamo definire la nascita della differenza di genere. E' proprio ai Greci, in particolare ad alcuni di essi, che dobbiamo la teorizzazione del concetto secondo il quale le donne sono inferiori agli uomini, sia per forza fisica che per intelletto. Dal momento in cui la differenza di genere è diventata un dato di fatto, sono diventate ovviamente reali anche le discriminazioni subite dalle donne che vanno avanti dal mondo greco fino ad oggi.
L'autrice parte dal mito che nella civiltà ellenica per la prima volta introduce la figura di una donna, il mito di Pandora, e da quel momento in poi riprende le teorie di medici, filosofi e altri personaggi di spicco, come Socrate, Ippocrate, Aristotele e Platone. In particolare ci si sofferma sulle discriminazioni subite dalle donne greche nella società ateniese, ma leggendo ci si rende ben presto conto che i lasciti di questa eredità hanno ancora ripercussioni sulla nostra società, sulla vita delle donne nel 2021.
Per quanto la nostra sia una società molto più moderna e avanzata, in realtà alcune di quelle discriminazioni sono ancora ben radicate all'interno di essa.
Il saggio è davvero breve, quindi gli argomenti presi in esame non possono essere approfonditi come meriterebbero. Si tratta però di un'ottima infarinatura, di un buon punto di partenza da cui prendere spunto. A mio parere è una lettura molto interessante che potrebbe spingere a qualche riflessione più profonda su un tema che, ahimè, è ancora fin troppo attuale.
Pensare alla civiltà greca spesso ci riporta alla mente tutto quello che di bello e positivo abbiamo ereditato da loro. Pensiamo alla democrazia, alla filosofia, alla scienza, all'arte, al teatro e a molto altro ancora. Difficilmente però ci concentriamo sul fatto che abbiamo ereditato dai Greci anche qualcosa di non così positivo e che ha avuto ripercussioni sulla nostra vita, che ancora ha ripercussioni sulla nostra quotidianità.
Eva Cantarella, in pochissime pagine, ripercorre quella che possiamo definire la nascita della differenza di genere. E' proprio ai Greci, in particolare ad alcuni di essi, che dobbiamo la teorizzazione del concetto secondo il quale le donne sono inferiori agli uomini, sia per forza fisica che per intelletto. Dal momento in cui la differenza di genere è diventata un dato di fatto, sono diventate ovviamente reali anche le discriminazioni subite dalle donne che vanno avanti dal mondo greco fino ad oggi.
L'autrice parte dal mito che nella civiltà ellenica per la prima volta introduce la figura di una donna, il mito di Pandora, e da quel momento in poi riprende le teorie di medici, filosofi e altri personaggi di spicco, come Socrate, Ippocrate, Aristotele e Platone. In particolare ci si sofferma sulle discriminazioni subite dalle donne greche nella società ateniese, ma leggendo ci si rende ben presto conto che i lasciti di questa eredità hanno ancora ripercussioni sulla nostra società, sulla vita delle donne nel 2021.
Per quanto la nostra sia una società molto più moderna e avanzata, in realtà alcune di quelle discriminazioni sono ancora ben radicate all'interno di essa.
Il saggio è davvero breve, quindi gli argomenti presi in esame non possono essere approfonditi come meriterebbero. Si tratta però di un'ottima infarinatura, di un buon punto di partenza da cui prendere spunto. A mio parere è una lettura molto interessante che potrebbe spingere a qualche riflessione più profonda su un tema che, ahimè, è ancora fin troppo attuale.
January 30, 2022
Saggio brevissimo. Si legge in un paio d'ore. Scrittrice sicuramente preparatissima, ma personalmente non sono stata coinvolta nella lettura: faticavo un po'; nonostante il tema fosse interessante e raccontato in fretta senza grandi digressioni
April 28, 2020
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
Tradizionalmente associato all’idea di “culla della civiltà”, il mondo greco classico ha lasciato impronte indelebili nella storia dell’umanità. Purtroppo, però, esso non è solo teatro, cultura, democrazia ma anche differenze di genere che si traducono in discriminazioni. In questo breve saggio Eva Cantarella getta le basi su una tematica complessa i cui echi sono evidenti nella nostra società contemporanea.
“Insieme alla democrazia, al teatro, all’arte e a tanti altri lasciti per i quali continuiamo a celebrarli e a essere loro grati, ai greci dobbiamo anche la codificazione di una differenza sessuale di tipo naturalistico le cui conseguenze sulla condizione femminile offrono spunti di riflessione che sarebbe un errore sottovalutare, là dove e quando purtroppo riemergono convenzioni sociali, teorie filosofiche e pratiche giuridiche che ripropongono visioni “esistenzialiste” delle diverse identità personali.”
L’opera affronta la differenza di genere guardandola attraverso tre grandi punti di vista: il mondo mitico, quello medico e quello filosofico.
Nel panorama mitico le donne hanno una valenza fortemente negativa, si pensi a Pandora a causa della quale esisterebbero le calamità sulla terra. Dall’altro lato, però, sembra quasi che gli uomini abbiano paura delle creature femminili e invidierebbero la loro capacità di dare la vita tanto che Zeus più volte si sostituisce alla figura femminile nel generare figli.
Il pensiero logico comprende la medicina e la filosofia. A differenza dei corpi maschili, quelli femminili non si conoscevano internamente, pertanto la differenza di genere si riduceva alla mera differenza relativa agli organi riproduttivi. La natura delle donne era quella di avere figli e qualora questo non fosse accaduto, la causa sarebbe stata da imputarsi unicamente a esse. Quindi per la medicina comprendere la differenza uomo/donna era necessario per trovare le terapie per curare eventuali patologie femminili.
I filosofi, secondo i quali le differenze uomo/donna hanno scopo politico per costituire la società, si focalizzano sul ruolo della donna nella riproduzione e sull’individuare le capacità tipiche del genere femminile. L’autrice si sofferma principalmente sul pensiero di Socrate, Aristotele e Platone.
Un approfondimento è dedicato alla condizione femminile nella società ateniese, nella quale le donne ricoprivano un ruolo pressoché marginale, e all’aspetto giuridico analizzando problematiche quali le separazioni, i divorzi, le violenze sessuali e le discriminazioni patrimoniali.
Lo stile dell’autrice è semplice e fluido, adatto a un pubblico eterogeneo. La brevità del testo e l’immediatezza della prosa rendono la lettura coinvolgente e incuriosiscono il lettore, il quale trova comunque numerosi spunti per poter approfondire le tematiche affrontate.
Un breve saggio ideale per quanti vogliono avvicinarsi al mondo classico conoscendone una delle sue variegate sfaccettature.
Tradizionalmente associato all’idea di “culla della civiltà”, il mondo greco classico ha lasciato impronte indelebili nella storia dell’umanità. Purtroppo, però, esso non è solo teatro, cultura, democrazia ma anche differenze di genere che si traducono in discriminazioni. In questo breve saggio Eva Cantarella getta le basi su una tematica complessa i cui echi sono evidenti nella nostra società contemporanea.
“Insieme alla democrazia, al teatro, all’arte e a tanti altri lasciti per i quali continuiamo a celebrarli e a essere loro grati, ai greci dobbiamo anche la codificazione di una differenza sessuale di tipo naturalistico le cui conseguenze sulla condizione femminile offrono spunti di riflessione che sarebbe un errore sottovalutare, là dove e quando purtroppo riemergono convenzioni sociali, teorie filosofiche e pratiche giuridiche che ripropongono visioni “esistenzialiste” delle diverse identità personali.”
L’opera affronta la differenza di genere guardandola attraverso tre grandi punti di vista: il mondo mitico, quello medico e quello filosofico.
Nel panorama mitico le donne hanno una valenza fortemente negativa, si pensi a Pandora a causa della quale esisterebbero le calamità sulla terra. Dall’altro lato, però, sembra quasi che gli uomini abbiano paura delle creature femminili e invidierebbero la loro capacità di dare la vita tanto che Zeus più volte si sostituisce alla figura femminile nel generare figli.
Il pensiero logico comprende la medicina e la filosofia. A differenza dei corpi maschili, quelli femminili non si conoscevano internamente, pertanto la differenza di genere si riduceva alla mera differenza relativa agli organi riproduttivi. La natura delle donne era quella di avere figli e qualora questo non fosse accaduto, la causa sarebbe stata da imputarsi unicamente a esse. Quindi per la medicina comprendere la differenza uomo/donna era necessario per trovare le terapie per curare eventuali patologie femminili.
I filosofi, secondo i quali le differenze uomo/donna hanno scopo politico per costituire la società, si focalizzano sul ruolo della donna nella riproduzione e sull’individuare le capacità tipiche del genere femminile. L’autrice si sofferma principalmente sul pensiero di Socrate, Aristotele e Platone.
Un approfondimento è dedicato alla condizione femminile nella società ateniese, nella quale le donne ricoprivano un ruolo pressoché marginale, e all’aspetto giuridico analizzando problematiche quali le separazioni, i divorzi, le violenze sessuali e le discriminazioni patrimoniali.
Lo stile dell’autrice è semplice e fluido, adatto a un pubblico eterogeneo. La brevità del testo e l’immediatezza della prosa rendono la lettura coinvolgente e incuriosiscono il lettore, il quale trova comunque numerosi spunti per poter approfondire le tematiche affrontate.
Un breve saggio ideale per quanti vogliono avvicinarsi al mondo classico conoscendone una delle sue variegate sfaccettature.
August 25, 2026
un brevissimo saggio molto interessante che vuole iniziare un discorso più ampio sull’origine e le conseguenze delle discriminazioni di genere.
lo consiglierei a chi ha poca conoscenza dei miti e della storia greca o, meglio, penso che sarebbe una lettura perfetta e un buon punto di partenza per delle giovani lettrici; infatti mi sarebbe piaciuto molto se un’insegnante me lo avesse consigliato quando avevo 15/16 anni.
lo consiglierei a chi ha poca conoscenza dei miti e della storia greca o, meglio, penso che sarebbe una lettura perfetta e un buon punto di partenza per delle giovani lettrici; infatti mi sarebbe piaciuto molto se un’insegnante me lo avesse consigliato quando avevo 15/16 anni.
March 26, 2026
Un viaggio nella Grecia classica, tra mitologia e storia, che volutamente abbiamo ignorato, grati di concetti come la democrazia e il teatro. Eppure, le disuguaglianze di genere che viviamo oggi sono frutto anche di quel tempo.
Un peccato che il saggio sia così breve!
Un peccato che il saggio sia così breve!
March 16, 2024
Ho trovato questo saggio di Eva Cantarella meno illuminante degli altri. Forse perché molti concetti qui affrontati lo erano stati abbondantemente nel saggio “l’ambiguo malanno” e c’era poco di nuovo da aggiungere.
Eva analizza ne “gli inganni di Pandora” l’origine della discriminazione di genere nell’antica Grecia. Nel farlo mette a paragone la figura della Pandora greca e della Eva cristiana, puntualizzando che la prima è mandata agli uomini come punizione per l’uomo, la seconda come supporto, e quindi comunque subalterna alla figura di Adamo.
All’origine di una supposta inferiorità della donna, decretata dai miti e dalle caratteristiche fisiche cui poeti, medici e filosofi, già dall’antica Grecia, hanno dedicato ampie dissertazioni, secondo Eva Cantarella la causa della discriminazione di genere ha radici principalmente educative. La donna, infatti, nell’antica Grecia non era né culturalmente istruita né socialmente educata.
Era l’uomo il vero animale politico, forte, attivo, istruito e libero di amare tutte le donne che desiderava pur essendo considerato monogamo (la moglie per la discendenza, la concubina per la cura del corpo e l’etera per l’intrattenimento).
Sebbene i ginecei non fossero letteralmente dei luoghi di segregazione, la Cantarella ci dice che le donne rimanevano comunque escluse dalla socialità e finivano per essere totalmente subalterne all’uomo sia a livello emotivo che legislativo.
Ancora una volta non è tutto oro quello che luccica e, per citare Goethe: “Dove c’è più luce l’ombra è più nera”.
La Grecia, la luminosa culla della nostra civiltà, ha proiettato l’ombra di questa discriminazione di genere fino ai giorni nostri. In questo caso ha contribuito a radicare la convinzione di una subalternità del genere femminile a quello maschile.
Oggi che ne siamo totalmente coscienti, ci dice Eva, potremmo tuttavia essere in grado di prendere le distanze dal patriarcato che da allora ha messo radici e non ha mai smesso di consolidarsi per giungere fino ai giorni nostri.
Eva analizza ne “gli inganni di Pandora” l’origine della discriminazione di genere nell’antica Grecia. Nel farlo mette a paragone la figura della Pandora greca e della Eva cristiana, puntualizzando che la prima è mandata agli uomini come punizione per l’uomo, la seconda come supporto, e quindi comunque subalterna alla figura di Adamo.
All’origine di una supposta inferiorità della donna, decretata dai miti e dalle caratteristiche fisiche cui poeti, medici e filosofi, già dall’antica Grecia, hanno dedicato ampie dissertazioni, secondo Eva Cantarella la causa della discriminazione di genere ha radici principalmente educative. La donna, infatti, nell’antica Grecia non era né culturalmente istruita né socialmente educata.
Era l’uomo il vero animale politico, forte, attivo, istruito e libero di amare tutte le donne che desiderava pur essendo considerato monogamo (la moglie per la discendenza, la concubina per la cura del corpo e l’etera per l’intrattenimento).
Sebbene i ginecei non fossero letteralmente dei luoghi di segregazione, la Cantarella ci dice che le donne rimanevano comunque escluse dalla socialità e finivano per essere totalmente subalterne all’uomo sia a livello emotivo che legislativo.
Ancora una volta non è tutto oro quello che luccica e, per citare Goethe: “Dove c’è più luce l’ombra è più nera”.
La Grecia, la luminosa culla della nostra civiltà, ha proiettato l’ombra di questa discriminazione di genere fino ai giorni nostri. In questo caso ha contribuito a radicare la convinzione di una subalternità del genere femminile a quello maschile.
Oggi che ne siamo totalmente coscienti, ci dice Eva, potremmo tuttavia essere in grado di prendere le distanze dal patriarcato che da allora ha messo radici e non ha mai smesso di consolidarsi per giungere fino ai giorni nostri.
October 23, 2019
Questo libricino ha una potenza fortissima.
Su ogni capitolo si potrebbe discutere per ore perché essere donna è difficile.
I greci ci hanno donato tanto: la storia, l'arte, il teatro ma le condizione in cui versava la donna erano tragiche e nel tempo si sono ripercosse nella distinzione naturale, nella differenza di genere contro cui dobbiamo quotidianamente lottare.
Lo consiglio di cuore a tutti.
Su ogni capitolo si potrebbe discutere per ore perché essere donna è difficile.
I greci ci hanno donato tanto: la storia, l'arte, il teatro ma le condizione in cui versava la donna erano tragiche e nel tempo si sono ripercosse nella distinzione naturale, nella differenza di genere contro cui dobbiamo quotidianamente lottare.
Lo consiglio di cuore a tutti.
January 20, 2020
Un interessante saggio sulle radici culturali della discriminazione di genere nell'antica Grecia, esplorate dal punto di vista filosofico, politico, sociale e mitologico.
Fa riflettere molto il fatto che alcuni aspetti sono, purtroppo, ancora attuali. Per me è stata una lettura illuminante e attuale ed Eva Cantarella è una delle voci più autorevoli nell'ambito della storia antica.
Fa riflettere molto il fatto che alcuni aspetti sono, purtroppo, ancora attuali. Per me è stata una lettura illuminante e attuale ed Eva Cantarella è una delle voci più autorevoli nell'ambito della storia antica.
January 1, 2021
Niente da obiettare sulla grande professionalità e cultura dell'autrice, ma dal saggio mi aspettavo qualcosa di più.
Sicuramente ho appreso concetti e cose nuove, però mi aspettavo qualcosa di più approfondito .
Sicuramente ho appreso concetti e cose nuove, però mi aspettavo qualcosa di più approfondito .
April 11, 2026
Avrei potuto passare un sabato tranquillo e invece mi sono dovuta arrabbiare
January 14, 2021
Ottimo libro per osservare la civiltà greca da un punto di vista molto diverso da quello al quale siamo abituati
L'autrice fa un excursus molto approfondito sulla condizione femminile nella Grecia Antica, partendo dalla sua rappresentazione nella mitologia, nella filosofia e nella giurisprudenza, mettendo insieme numerose fonti e testimonianze.
Nonostante sia un saggio piuttosto corto è sicuramente denso di informazioni.
Con le continue citazioni e riferimenti inoltre, può essere sicuramente uno strumento per incuriosirsi e magari andare a leggere le opere dei grandi filosofi citati.
L'autrice fa un excursus molto approfondito sulla condizione femminile nella Grecia Antica, partendo dalla sua rappresentazione nella mitologia, nella filosofia e nella giurisprudenza, mettendo insieme numerose fonti e testimonianze.
Nonostante sia un saggio piuttosto corto è sicuramente denso di informazioni.
Con le continue citazioni e riferimenti inoltre, può essere sicuramente uno strumento per incuriosirsi e magari andare a leggere le opere dei grandi filosofi citati.
August 18, 2020
Avendo appena letto L’ambiguo malanno, ho ritrovato quel che Cantarella esplorava più a lungo, ma con qualche aggiunta (interessantissima).
Mi ha dato l’idea di essere un’aggiunta al saggio precedente, con un’espansione sulla mitologia e la medicina, prima di toccare i filosofi e il diritto che già sono ben spiegati ne L’ambiguo malanno.
Comunque una lettura interessante! Ma meglio farla dopo l’altro libro.
Mi ha dato l’idea di essere un’aggiunta al saggio precedente, con un’espansione sulla mitologia e la medicina, prima di toccare i filosofi e il diritto che già sono ben spiegati ne L’ambiguo malanno.
Comunque una lettura interessante! Ma meglio farla dopo l’altro libro.
January 3, 2021
Breve, troppo forse considerando l’importanza dell’argomento. Ma da degli spunti di riflessione molto interessanti su come la discriminazione di genere abbia delle radici molto profonde nella cultura occidentale a partire dai Greci.
May 31, 2024
Bellissimo libro sugli albori della discriminazione di genere, attraverso esempi dei miti greci e la vita abituale ad Atene con i trattati dei vari filosofi, medici e anche successivamente, linguisti.
October 19, 2024
letto per l’esame di antropologia. ha spaccato 🙏🏻
February 15, 2025
Veramente illuminante, ora mi stanno un po' sul cazzo i greci.
April 2, 2025
Sempre interessante e molto lucida Eva Cantarella. Un breve e ragionato excursus sulle discriminazioni di genere in Occidente.
November 20, 2023
Sebbene io creda che questo libro sia stato scritto per chi non è addentrato ancora nel mondo della grecità - ed io farei parte di questa nicchia - e voglia gettare soltanto le basi di quello che sarebbe un discorso ben più ampio, avrei preferito maggiori approfondimenti in alcuni casi. Ho apprezzato la parte in cui l’autrice traccia un percorso del mito greco, prendendo come riferimento le donne più importanti verso cui il discrimine di genere era più evidente; a lungo andare il discorso diventa però sempre più teorico, a mio avviso. Avrei gradito, dunque, che la teoria si affiancasse a esempi pratici di donne storicamente relegate a un ruolo secondario. Inoltre le conclusioni mi sono sembrate frettolose. Come si fa, ad un tratto, a passare dall’antica Grecia alla Germania dell’Ottocento? Non metto in discussione tutto quello che ho letto, anzi, è stato molto interessante, ma non mi ha convinto appieno la modalità di espressione.
May 20, 2026
Eva Cantarella ha il raro dono di rendere l'archeologia e la filologia classica accessibili a chiunque. La lettura scorre che è un piacere, senza mai perdersi in accademismi pedanti, ma mantenendo sempre un rigore scientifico impeccabile.
Essendo estremamente sensibile ai temi legati alla condizione femminile e alle discriminazioni di genere, ho trovato questo testo illuminante.
Cantarella mostra come la letteratura, la filosofia e la legge greca (e poi romana) abbiano costruito lo stereotipo della donna come essere ambiguo, pericoloso, biologicamente e moralmente inferiore. È impressionante e a tratti doloroso rendersi conto di quanto certe strutture mentali nate millenni fa influenzino ancora oggi il nostro presente.
Essendo estremamente sensibile ai temi legati alla condizione femminile e alle discriminazioni di genere, ho trovato questo testo illuminante.
Cantarella mostra come la letteratura, la filosofia e la legge greca (e poi romana) abbiano costruito lo stereotipo della donna come essere ambiguo, pericoloso, biologicamente e moralmente inferiore. È impressionante e a tratti doloroso rendersi conto di quanto certe strutture mentali nate millenni fa influenzino ancora oggi il nostro presente.
August 18, 2021
Ho dato quattro stelline perché Eva Cantarella è come sempre bravissima nel suo lavoro, ma ammetto che molti dei concetti che sono esposti in questo libro erano già stati trattati in modo più esteso in altri suoi testi (ad esempio L'amore è un dio).
Molto interessante il parallelo tra le figure di Pandora ed Eva, in cui analizza punti in comune e differenze.
Vale comunque la pena di essere letto (scorre via molto veloce, si legge in un pomeriggio). Elisabetta
Molto interessante il parallelo tra le figure di Pandora ed Eva, in cui analizza punti in comune e differenze.
Vale comunque la pena di essere letto (scorre via molto veloce, si legge in un pomeriggio). Elisabetta
March 26, 2026
Un altro grande saggio da parte di Eva Cantarella il cui principale difetto è la brevità, la quale permette un'infarinatura sul tema ma non una lettura del tutto soddisfacente.
October 23, 2022
Contiene spunti interessanti e molti aneddoti curiosi. Ma l'analisi non pare avere quell'occhio distaccato che il giudizio storico richiederebbe. L'antica Grecia non era certo un bel posto per le donne, ma l'analisi storica richiederebbe più oggettività e distacco, soprattutto su temi delicati come quello della donna nella società.
July 6, 2026
Riflessioni molto interessanti, avrei preferito fosse stato più lungo.
February 19, 2021
In questo saggio breve ma molto interessante, Eva Cantarella, notissima grecista, risponde alla domanda su come a partire dai greci, la differenza tra uomo e donna sia diventata inferiorità della donna rispetto all'uomo. Attraverso una spiegazione filosofica e mitologica, vediamo come si è formato l'inizio di quella discriminazione che ci siamo portate fino a giorni nostri e che ancora è presente. Dalla nascita di Pandora, la prima donna, custode del vaso con tutte le disgrazie e sul fondo, la speranza; dalle voci di Aristotele e di Socrate che riflettono sui ruoli dei due sessi; al diritto sull'adulterio e sull'eredità; e soprattutto, sulla mancanza di una educazione di comunicazione delle donne che finiva per confinarle in un gineceo, non perché ne fossero costrette ma perché non avevano gli strumenti per relazionarsi con il mondo esterno dove quindi erano padroni assoluti gli uomini.
Ovviamente, impossibile comprendere tutto in un libro di meno di 100 pagine, ma è sicuramente una ottima base da cui poi allargare il discorso, scritto in modo da rendere la materia molto interessante
Ovviamente, impossibile comprendere tutto in un libro di meno di 100 pagine, ma è sicuramente una ottima base da cui poi allargare il discorso, scritto in modo da rendere la materia molto interessante
September 11, 2023
L'autrice è una rinomata docente di Diritto greco e romano dell'Università Statale di Milano, pluripremiata e insignita di onorificenze. In questo breve saggio, ella ci mostra come la discriminazione delle donne occidentali abbia profonde radici nella cultura greca antica, attraverso i vari filoni culturali che l'hanno testimoniata: mito, scienza, filosofia, storie di uomini e di donne. La scrittura di questo saggio è scorrevole e piacevolissima e al contempo molto diretta. Un'opera che ben si presta alla lettura anche da parte degli adolescenti, sia per la chiarezza espositiva, che la rende appassionante, sia per lo stimolo alla riflessione su tematiche che oggi molto si fanno sentire. Spesso usata a scopi didattici e informativi.
September 25, 2026
Libricino molto interessante, ho apprezzato in particolare il passaggio di confronto tra Eva e Pandora, anche se hanno origini diverse, una viene riconosciuta parte dell'uomo e l'altra come una creatura aliena, comunque entrambe nella tradizione sono associate come il principio o dei mali o delle sofferenze dell'umanità.
Invece nella parte dedicata alle tre donne che un uomo greco poteva avere, penso sia opportuno specificare che, quando paragona le etere alle geisha, non si sottolinea che pure nella civiltà giapponese c'erano dei gradi di divisione nella prostituzione: le geisha, all'epoca, nei quartieri a luci rosse, erano il gradino più alto e privilegiato di una categoria che poteva scendere molto in basso, anche lì fino ad arrivare a donne abbandonate a se stesse, in condizioni pietose e in balia di malattia sessualmente trasmissibili.
Penso sia affascinante notare quanto proprio nella cultura giapponese la donna sembra essere vista come una figura estranea e terrificante, difficile da comprendere in pieno, spesso collegata a spiriti vendicativi o seduttori.
Infine, la sezione conclusiva riflette una di quelle eredità che ci hanno influenzato negativamente. Mentre leggevo la questione dell'educazione, sia sul versante culturale che umano, inesistente per le mogli degli uomini greci, pensavo alla vita delle mie nonne e sembrava uno specchio di quelle parole, sì, si sono sposate fortunatamente per amore, ma giovanissime e hanno conosciuto solo la cura della casa, di quelle quattro mura, pur se non costrette, e, perlomeno, con la cura dei figli. È vero, da quegli anni sono cambiate molte cose, ma penso che ci trasciniamo ancora quella mentalità dietro nelle nostre case, soprattutto al sud, nel pensare che la donna debba stare a casa e occuparsi di essa. Per non parlare di quel possesso viscido e malato, come se fossimo oggetti che appartengo a qualcuno e non delle persone a sé stanti.
È un discorso lungo, complesso, che compre un ampio spazio-tempo, di cui l'autrice ha saputo darci un triste assaggio, per farci riflettere, che dove c'è tanta luce, per le arti, la filosofia, la medicina che abbiamo ereditato, c'è anche un lato più oscuro, perché noi sì, che siamo bravi a nascondere la polvere sotto il tappeto.
Invece nella parte dedicata alle tre donne che un uomo greco poteva avere, penso sia opportuno specificare che, quando paragona le etere alle geisha, non si sottolinea che pure nella civiltà giapponese c'erano dei gradi di divisione nella prostituzione: le geisha, all'epoca, nei quartieri a luci rosse, erano il gradino più alto e privilegiato di una categoria che poteva scendere molto in basso, anche lì fino ad arrivare a donne abbandonate a se stesse, in condizioni pietose e in balia di malattia sessualmente trasmissibili.
Penso sia affascinante notare quanto proprio nella cultura giapponese la donna sembra essere vista come una figura estranea e terrificante, difficile da comprendere in pieno, spesso collegata a spiriti vendicativi o seduttori.
Infine, la sezione conclusiva riflette una di quelle eredità che ci hanno influenzato negativamente. Mentre leggevo la questione dell'educazione, sia sul versante culturale che umano, inesistente per le mogli degli uomini greci, pensavo alla vita delle mie nonne e sembrava uno specchio di quelle parole, sì, si sono sposate fortunatamente per amore, ma giovanissime e hanno conosciuto solo la cura della casa, di quelle quattro mura, pur se non costrette, e, perlomeno, con la cura dei figli. È vero, da quegli anni sono cambiate molte cose, ma penso che ci trasciniamo ancora quella mentalità dietro nelle nostre case, soprattutto al sud, nel pensare che la donna debba stare a casa e occuparsi di essa. Per non parlare di quel possesso viscido e malato, come se fossimo oggetti che appartengo a qualcuno e non delle persone a sé stanti.
È un discorso lungo, complesso, che compre un ampio spazio-tempo, di cui l'autrice ha saputo darci un triste assaggio, per farci riflettere, che dove c'è tanta luce, per le arti, la filosofia, la medicina che abbiamo ereditato, c'è anche un lato più oscuro, perché noi sì, che siamo bravi a nascondere la polvere sotto il tappeto.
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