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Resistere non serve a niente

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Molte inchieste ci hanno parlato della famosa "zona grigia" tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l'unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un'olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell'indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente).

320 pages, Paperback

First published May 1, 2012

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Walter Siti

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Displaying 1 - 30 of 69 reviews
Profile Image for Cxr.
62 reviews15 followers
May 6, 2018
Più che un romanzo, un racconto a tema sulla contiguità tra finanza e mafie. Dopo un pistolotto iniziale sul significato di prostituzione, l’autore che parla con noi lettori in modo diretto ci informa che racconterà praticamente su commissione la storia di Tommaso, conosciuto per caso a una festa, ragazzo di borgata diventato ricco guru della finanza grazie alle capacità matematiche e agli aiuti mafiosi elargiti al padre in galera per un assassinio “d’onore”.

Ma se il protagonista è ben delineato e credibile nelle sue contraddizioni, inadeguatezza e bassezza umana, il resto del contesto, gli altri personaggi, sono poco più che pennellate, superficiali e discontinue. E siccome il racconto regge grazie a Tommaso, regge fino a che Siti non lo abbandona, facendo entrare improvvisamente in scena Morgan Lucchese, che occupa un intero noiosissimo capitolo. Capitolo che tra rivelazioni di finanza internazionale e patti mafiosi innovativi, vorrebbe farci capire che tutto ciò che abbiamo letto prima su Tommaso in realtà è esagerato, perché Tommaso in confronto a Lucchese è un nessuno.

Purtroppo Lucchese resta un personaggio indecifrato e indecifrabile perché tra operazioni finanziarie incomprensibili, grafici di clan mafiosi e mancanza di sostanza umana, il lettore si perde e soprattutto perde interesse nella storia. Insomma, più che un romanzo, una presa per il culo. Che promette verità e fa finta di svelare come funziona l'uso mafioso della finanza. Su questi stessi temi è molto meglio Saviano.
Profile Image for Emmapeel.
131 reviews
August 11, 2017
Una tesi ampiamente scontata (l'alta finanza è il Male, ovvero l'etica perduta del Capitalismo, e il potere economico delle nuove mafie, ormai inestricabile da quello 'pulito'), raccontata in modo abile, brillante e ben documentato. L'ascesa del borgataro obeso che diventa trader di successo, with a little help from his friends, avvince ma non convince, priva com'è di un finale qualunque, tant'è che lo stesso autore a un certo punto svacca e abbandona il protagonista alla sua abiezione per concentrarsi su un nuovo personaggio messo lì d'improvviso. Il denaro è l'unica morale al mondo, signora mia, che non ce lo sapeva? Resistere non serve a niente, ma Siti non ci prova nemmeno, non gli conviene. A Saviano i moralismi, a lui lo Strega, sicuro sicuro.
Profile Image for Sandra.
961 reviews332 followers
July 26, 2013
Questo romanzo mi ha fatto pensare al film La grande bellezza di Sorrentino. Non ci sono storie in comune, né atmosfere né personaggi sovrapponibili. Secondo me sono complementari, nel senso che ambedue queste opere sono specchi della società di oggi, l’uno –il film- circoscritto all’ambiente romano nel raccontare il cinico e vuoto vivere dello scrittore Jep Gambardella nel mondo luccicante di feste patinate tra politici corrotti, intellettuali radical chic e nobili decaduti , il secondo –il libro- ha invece uno sguardo più vasto, globale si potrebbe dire, sul mondo di oggi che ruota essenzialmente intorno al denaro, ma non quello vero, bensì quello virtuale, ancora più pericoloso perché inconsistente, volatile nel giro di pochi secondi, imprendibile eppure più reale negli effetti di qualsiasi altro bene in circolazione. Tommaso Aricò, il giovane broker di cui Siti racconta, per adempiere a un patto formalmente economico che denota da subito il profondo egocentrismo del rampante finanziere, potrebbe essere uno dei partecipanti alle feste romane de La grande bellezza: anch’egli è romano, nato in una borgata di periferia, con una madre coatta e un padre calabrese in carcere per un omicidio “a comando”; la storia inizia dalla sua infanzia di bambino obeso e complessato, fino all’incontro con gli “amici” del padre e la svolta nella sua esistenza, un’operazione contro l’obesità, l’università pagata e il genio matematico finalmente messo a frutto. Da qui inizia una vita vorticosa che lo porta trentenne ai più alti gradini della finanza internazionale, e dunque a sentirsi pronto alla conquista del mondo, perché “il denaro non serve per comprare, ma per comprendere e quindi dirigere”. Sesso e denaro sono i due perni attorno cui ruotano esistenze come quella di Tommaso, permeate da un delirio di onnipotenza, che a tutto si sentono autorizzate senza distinzioni tra legale e illegale, morale e immorale, in un caos di attimi che si susseguono dedicati solo al piacere momentaneo, tra una olgettina dedicata solo a farsi vedere in tivù ed una donna più matura, che si rivela esemplare di una generazione oramai superata, quale quella alla quale appartengo, di persone che tentano di non comprare i sentimenti con i bonifici bancari e che cercano di dare uno scopo alle proprie azioni, magari inseguendo sogni irrealizzabili, ma combattendo fino a farsi male per realizzarli.
A metà tra romanzo e saggio finanziario, il libro mi è piaciuto, sia per l’entusiasmo che sgorga dalla scrittura colta, per niente facile, di Walter Siti, fatta di un parlare figurato che non amo particolarmente, sia per il quadro impietoso che Siti ci offre, senza nascondere nulla, di questa epoca maledetta, in cui finanza e criminalità vanno alla conquista del potere per concentrarlo nelle mani di una oligarchia mondiale nelle cui vene già pulsa il sangue dell’universo. Ne sono uscita disgustata e sconfortata, alla stregua del titolo del libro che già tutto dice. Unica cosa che ho gradito poco è il lieto fine che ho sentito forzato e stonato comunque con il resto.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,070 reviews293 followers
October 20, 2013
Resistere non serve a niente…elucubrarci sopra serve ancor meno.

Mi ha sfinito questo pseudoromanzo dall’esile trama, i cui buchi narrativi sono rimpiazzati, soprattutto nella seconda parte, da interminabili dissertazioni e sentenze categoriche in merito ai guasti della new economy, ai suoi legami con le mafie ed ai suoi effetti tossici sulla vita delle nazioni e delle persone, ivi compresi i protagonisti (della new economy e del libro stesso) che vivono il proprio trionfo finanziario senza gioia ma attraverso un grumo di rivalsa, risentimento, insoddisfazione e autodistruzione.

Il protagonista Tommaso è un personaggio inizialmente sgradevole che alla fine vira sullo spregevole, l’ambiente circostante a sua volta detestabile ma lucidato dall’autore con l’effetto speciale dei lustrini rappresentati dalla citazione seriale di locations esotiche (o comunque inedite alle orecchie di noi poveri mortali) oppure di personaggi reali presi dal mondo della tv, della politica, della finanza.

Cercavo un bel romanzo ma ho trovato un pamphlet che non si può certo definire privo di interesse, ma non soddisfa neanche un po’ la mia sete di letteratura (alta o di genere, poco importa): che sia in predicato di vincere un importante premio italiano di narrativa, mi pare un paradosso estremo, come assegnare l’Oscar per la miglior fotografia a uno dei filmati amatoriali giapponesi che riprendono l’azione dello tsunami.
Profile Image for Kittaroo.
355 reviews37 followers
August 26, 2013
L'ho preso in offerta in ebook, perché io non amo molto gli scrittori italiani, chissà come mai. Il giorno dopo vince lo Strega. Ed io mi dico: vai! Sta volta è uno decente.
Ecco... no.
Un po' di american psycho, peccato fuori tempo massimo e beh, già letto no?, più una spruzzatura di romanzo criminale versione colletti bianchi, più lunghe e tediose pagine sul funzionamento della finanza criminale mondiale.
Quindi mi sono annoiata a morte, trovando i personaggi macchiette stereotipate e barbose.
Lo stile misto tra inchiesta giornalistica e autobiografia non aiuta il coinvolgimento.
Profile Image for Paolo.
161 reviews193 followers
September 16, 2016
Non era tra le priorità di lettura, ma l'ho fatto passare davanti alla fila, per leggere qualcosa di italiano perlomeno decente dopo la delusione di "Come Dio comanda".

Così ho iniziato questa mia prima lettura di Walter Siti, che con Ammaniti ha in comune il premio Strega (del 2007 questo, del 2013 il primo), cosa che si stenta a credere vista l'indubbia capacità di scrittura di Siti ed il semi-dilettantismo di Ammaniti.

Resistere non serve a niente avrebbe potuto essere anche un capolavoro di quelli che segnano un epoca, ma rimane secondo me un'incompiuta perché - ad un certo punto - il filo della narrazione si è perso e da promettente bildungsroman di un esemplare eroe eponimo dei nostri giorni, si è fatto semi - saggio sociologico dai toni apocalittico/complottisti.


L'artificio narrativo - un po' alla Philip Roth - è la raccolta delle confessioni del protagonista che vuole eternarle in un libro, e la cosa avrebbe potuto funzionare meglio se Siti avesse adoperato anche lui uno Zuckermann, invece di comparire in prima persona e qualche volta invadere un po' la scena.

Inizia descrivendo l'infanzia ed adolescenza (infelicissime) di Tommaso e come grazie alla sua bravura in matematica al servizio della speculazione finanziaria si trasformi (troppo) repentinamente da orribile bruco, figlio di un manovale della malavita, in farfalla, scalando con velocità vertiginosa le vette del mondo della finanza.

Senonché alla narrazione delle vicende di una vita si sovrappongono le rivelazioni di "come funziona" il mondo dei movimenti degli immensi capitali (leciti ma soprattutto illeciti) che nel tavolo verde dei mercati finanziari internazionali possono decretare fortune e sventure di intere nazioni.

Ed il nostro protagonista perde centralità ed interesse, nonostante le reclami spingendo sempre più in là le esternazioni riguardanti la sua vita sentimentale e sessuale. E quando poi appare il deus ex machina, il malavitoso di altissimo lignaggio che ha reso possibile l' irresistibile ascesa, ecco che il corsaro dell'alta finanza diventa un burattino tra i tanti.
E nella finzione letteraria anche l'ineffabile "padrino" 2.0, che ha studiato a Friburgo scienze sociali e sa che la tolleranza della diversità è un ostacolo per sottomettere un quartiere, ma uno strumento indispensabile per governare il mondo, dà il suo benestare alla pubblicazione delle memorie di Tommaso da parte dell' "io scrittore", con adeguato dosaggio di scabrose rivelazioni.

Il fatto crea anche un certo disorientamento, un gioco di specchi in cui non si sa qual è la figura e quale il suo riflesso (il Fondo di Investimento fondato e diretto da Tommaso si chiama "Persona"), e praticamente rimpicciolisce il protagonista e sconfessa se stesso come libro di denuncia nel momento in cui si propone come tale.

Da semplice lettore della domenica avrei preferito un romanzo con più attenzione alle vicende del protagonista e meno ambizioni di spiegare questo nuovo "ordine mondiale" finanziario - criminale, che praticamente intride ineluttabilmente di sé ogni snodo istituzionale, politico ed economico in qualsiasi parte del mondo.
Profile Image for Tanabrus.
1,980 reviews189 followers
March 8, 2015
Leggendo la trama di questo libro mi ero immaginato che potesse piacermi, malgrado la vittoria del premio Strega solitamente funzioni da deterrente definitivo.
Mi aspettavo di trovare un libro con un protagonista immerso nel mondo torbido della finanza, con magari una storia vagamente alla The wolf of Wall Street. Una storia dove ci venisse mostrato quello che succede ma anche le persone che lo fanno succedere, magari facendoci appassionare a loro, sfumando il tutto in un grigiore indistinto senza buoni né cattivi.

Cosa ho trovato invece?

L'inizio del libro è quanto di peggio abbia letto da diverso tempo a questa parte.
Un prologo privo di senso, e che possiamo capire solo superata la metà del libro.
Seguito da un saggio sulla prostituzione d'alto bordo e sulla fenomenologia delle escort.
Seguito a sua volta dall'autore, Siti, che buca la parete e discute con noi, spiegandoci come ha conosciuto il protagonista della storia e perché abbia deciso di scrivere il libro, mescolando al tutto i suoi gusti sessuali (è omosessuale). Che di per sé non è certo niente di male, ma visto che questa cosa con il libro non c'entra assolutamente niente di niente, fa sorgere il sospetto che questi accenni vengano fatti per attirare simpatie.

Un po' come per le brevi e fantasiose descrizioni di scene di nudi o di sesso, alcune totalmente gratuite in maniera imbarazzante, pura pornografia letteraria per attirare l'attenzione del lettore, sull'onda erotica della sfumature.
L'equivalente di certe scene di The wolf of Wall Street (che ricompare in questo commento, e non è un caso), ma un conto è mostrare sullo schermo e un altro scrivere in un libro. Sullo schermo la scena può durare un fotogramma, qui se perdi tempo a descrivere come costringeva le prostitute all'estero al sesso anale ci si aspetta che ne derivi qualcosa. Invece nulla, era messo così, tanto per.



Comunque, dopo l'intrusione indesiderata di Siti nel libro comincia finalmente la storia.
Che è la storia di Tommaso, un ragazzo bulimico con il talento per la matematica, cresciuto nel luogo sbagliato nella famiglia sbagliata: il padre va in prigione per avere eseguito gli ordini del suo Gruppo, che fornisce protezione alla sua famiglia e, notato Tommaso, ne finanzia gli studi (e le cure) per portarlo a diventare un giovane rampante nel mondo della finanza.
Seguono interminabili pagine che raccontano gli sprechi, gli sperperi, le piccolissime truffe del mondo della finanza, i legami con lo show business, gli amori da rotocalco.

Poi, nell'ultima parte del libro, vengono confessati i legami più pericolosi. Con la mafia, ma non quella vecchia, quella 2.0 creata dai figli di chi era stato beccato e costretto a fuggire all'estero. Cresciuti in clandestinità lontani da casa, laureatisi all'estero, formando reti di contatti internazionali. Non operano in Italia, operano nel mondo. Non mostrano i muscoli, usano la testa. Non sparano, speculano. E così facendo controllano banche e nazioni, gestiscono i traffici e i mercati.
E decidono tutto ovunque, anche in Italia.



Mi lasciano perplesso i nomi reali utilizzati (di conduttrici televisive, di personaggi sportivi, di celebrità, di politici), la fortuna del libro penso sia il suo essere sconosciuto ai più. Diventasse famoso immagino sarebbero non pochi i problemi legali, malgrado il risibile disclaimer alla fine del libro.
Libro che dovrebbe essere un romanzo\saggio sulle commistioni criminali nella finanza, e una denuncia sullo stato delle cose, con alcuni nomi tenuti segreti sotto asterischi, altri cambiati ad arte.

Dovrebbe essere tutto questo, ma terminata la lettura cosa ne resta?
Ne resta una prima parte orrenda, una seconda che sembra puntare in una direzione (la psicologia di Tommaso, vittima del proprio passato e che ora è vittima dei miliardi ottenuti con le speculazioni), una terza che gira ancora in una nuova direzione (malavita, ricatti, traffici illeciti, degrado della figura di Tommaso fino ad arrivare all'apice, il salvataggio di un'azienda in cambio della verginità della figlia dodicenne del suo proprietario...).
In sostanza, un libro senza trama, senza un filo conduttore che non sia la figura di Tommaso, ma un libro senza una direzione. O con troppe direzioni, subito cambiate.
Tutto farcito di pornografia gratuita (in altri contesti parleremmo di fanservice...).

No, non mi è piaciuto per niente.
Profile Image for Ayrinne.
106 reviews30 followers
July 10, 2012
Che tu sia d'accordo o meno con Siti, che ti piaccia o meno l'ombra che intravedi dietro (o dentro) lo scrittore, non puoi, infine, non riconoscerne la grandezza. Per me quest'uomo scrive da dio: conosce le parole e le sa usare, intreccia i generi tra loro e fa uscire qualcosa di più interessante e coinvolgente di un "semplice romanzo", accumula dati uno dietro l'altro cercando di convincerti che mente e sei pronto a credere ad ogni sua eventuale bugia ed invenzione.

Una domanda mi brucia: ma dove si nasconde? Non l'ho mai visto in giro. Dove si nasconde e perché è così poco conosciuto? Perché nel solito listone ante-premio letterario non mi pare di averlo mai letto? Come mai questo libro non solo non è in classifica ma non l'ho notato esposto in nessuna libreria? Non penso ad un complotto, pensa all'assurdità del silenzio che circonda Resistere non serve a niente.

E non mi frega nulla di comparare questo romanzo alle inchieste di Gabanelli, Saviano, Travaglio o altri di cui ho letto nei commenti. Walter Siti è uno Scrittore, nel senso di un artista della penna, gli altri tre di cui sopra, altamente stimabili non dico il contrario, competenti, autorevoli ecc... ma se scrivono, scrivono altri tipi di libri, indirizzati ad un altro tipo di lettori, ed hanno in generale altri propositi ecco, fini diversi (non sto a dilungarmi, ma mi sembra lampante).

Di Scrittori c'è bisogno, di stile, di romanzi, di letteratura.
O perlomeno ne ho bisogno io. Di quella letteratura che si trova un passo al di sopra della realtà e che non mescola se stessa con nient'altro, rimane nel suo meraviglioso e magico angolino. E può parlare di tutto o di niente, ma come sa parlarne e quanto è irraggiungibile! Walter Siti è fuori dal gioco delle parti, è un osservatore esterno, se così posso permettermi di definirlo.

Non credo che il suo interesse principe fosse quello di denunciare la finanza od il nuovo ordine mondiale, no, e tra parentesi l'ho trovato abbastanza soft e molto poco giudicante nei confronti dei soggetti peggiori... Persino il protagonista assoluto, Tommaso, che è uno squallido, ma uno squallido di quelli pesanti, che non si fa mancare niente, ecco, persino quella merda lì, l'ha saputa descrivere con una precisione tale che dici, cavoli, è proprio una cacca fumante di quelle che affascinano! Una cacca in tutto e per tutto non una sua squallida imitazione! Neanche uno scienziato avrebbe saputo riprodurla in laboratorio così bene, puzza e utilità (nell'economia della realtà) compresa.

Siti ok, questa volta parla anche di crisi finanziaria, ma è un caso. Ha semplicemente fatto quel che ha fatto ne Il contagio: ha svolto il suo mestiere di scrittore traducendo su carta, quel che i cinque sensi hanno trasmesso a cuore, pancia e cervello. Poi che viva in Italia nel 2012, che il mondo sia quel che sia, e che è venuto fuori quel che è venuto fuori, per me fa tutto parte di coincidenze ambientali, così come Dickens ha vissuto in epoca Vittoriana o Elsa Morante durante la seconda Guerra Mondiale. L'animo di scrittore non arretra di fronte alla realtà e non ha paura di interpretarla.
Profile Image for SCARABOOKS.
291 reviews264 followers
April 30, 2013
Siti è forse l'unico scrittore italiano (e forse il più importante, in questo momento) che si sporca le mani ed il corpo con la realtà. E che riesce a stare al di sopra dei luoghi comuni e dei manicheismi per vedere, ascoltare, capire e raccontare. In questo romanzo descrive dall'alto la rete di filo spinato che chiude e unisce in un unico recinto denaro e corpi, come può fare solo chi la lezione di Pasolini l'ha digerita per davvero.
Solo così, stando dentro la realtà e alzando gli occhi da un presente di macerie e polvere verso la linea dell'orizzonte, si poteva scrivere un romanzo storico del proprio tempo. A leggerlo sembra di essere al day after senza essersi accorti che l'esplosione c'è già stata. A tratti è un delirio profetico il suo: impressionante. Ed è straordinario vedere come dopo due paginette di sommesso orrore allo stato puro, riesca persino a disegnare nel finale un raggio di sole.
La rete abbonda di resoconti e riassunti e mi astengo dai dettagli di trama. Dico solo che è scritto come forse solo Siti sa fare oggi in lingua italiana. E che è libro quasi indispensabile, se si è interessati al senso della trasformazione epocale che ci sta cambiando il mondo attorno. Per chi si occupa di soldi, poi, mi sembra un obbligo professionale.
Profile Image for Cristina.
866 reviews38 followers
August 3, 2015
Attenzione. Questa è una volgare recensione.
Questo libro mette tristezza, in parte per la storia che racconta, intrisa com'è della mancanza di etica e di dignità del periodo che stiamo vivendo, in parte perché pare incredibile che questo racconto di vita di un Mr Grey de noarti abbia pure vinto uno Strega. E metto Mr Grey de noartri in quanto non si capisce come questo trovi il tempo di fare affari in borsa con tutto quello che impiega ad ossessionarsi per la figa di questa e di quella. Anzi, per la verità non è esattamente la figa che gli interessa, i suoi gusti sono ancora più retrò, se possibile, anzi retro e basta. Mah.

La scrittura non mi dispiace. Del resto ho letto per anni praticamente solo romance, vuoi che non mi piaccia sta prosa eccessiva, sentimentale, fastidiosa? A volte, ma solo a volte, ricorda il Busi di L'especialista di Barcelona, altro vuoto esercizio di stile, ma Busi della lingua italiana è menestrello e poeta anche - o forse soprattutto - quando scrive di nulla.

Qui c'è volgarità, reale e morale. Infantilmente l'autore alla volgarità reale, di situazione, di nascita, attribuisce preziosità e etica: l'amico d'infanzia è borgataro, non ha soldi, ma ha valori, non tradisce la moglie che ama, riamato. Ha figli e famiglia, dove Tommaso non ha nulla se non apparenza e insicurezze. Un poco tipo il buon selvaggio o il villico saggio, che non sa contare ma capisce quello che davvero vale.

Alla fine è la storia di un Ricucci qualunque, con un poco più di talento, e le stesse miserie. Solita collusione mafia affari, solita storia di affari puliti pubblici, sporchi riciclaggi privati. Insomma, una puntata di Report ma senza interviste. Probabilmente è un ritratto fedele dei posti e della gente che conta. Io sono sempre più contenta di non conoscere né questi né quelli.

A fine lettura (un poco cangurata, la parte in cui il nostro "eroe" si ossessiona per la giovanissima Isabella mi ha rivoltato e l'ho saltata a piè pari) non mi resta molto: forse la capacità di raccontare un paio di personaggi, e un finale squallidamente consolatorio. No, sig. Autore, il finale finto consolatorio con la figa che ricontatta il nostro Ricucci no, per favore.

Profile Image for Fabio Carlo-Stella.
183 reviews13 followers
October 1, 2023
«Non si fidi, avere non risolve niente... l'importante è ammirare e comprendere.»


Faticoso e irritante, toccante ed emozionante, folgorante e disturbante... un romanzo fatto di opposte sollecitazioni, che sembra chiedere di non essere amato; che racconta l'attuale decadenza umana, politica, economica, culturale, a causa dell'ossessione per il denaro.
Una lettura non sempre facile, è richiesta una bella dose di concentrazione per non scivolare fuori dalla pagina e perdere il filo. Tuttavia c'è un'energia potente dentro questo romanzo, che ci mostra un mondo che possiamo sovrapporre a ciò che ci viene raccontato tutti i giorni su politica, finanza, show business, criminalità. Un mondo logorato dal suo stesso potere ma che inconsciamente ci affascina, perciò, forse, resistergli non serve a niente.
Profile Image for PescePirata.
135 reviews13 followers
January 3, 2013
Hanno cominciato a suonare le trombe del giudizio.
Che cosa sarebbero, altrimenti, gli strani echi che sono stati uditi in più parti del globo terrestre? Sembrano note di corno che irrompono da un punto imprecisato del cielo. E fanno rabbrividire.
Si può ridere, davanti a questa che sembra l’ennesima minchiata del genere UFO. Ma produce una strana sensazione, come di fatale ammonimento, in questo 2012 in cui l’umanità sembra arrivata alla frutta. Si lascino pur perdere le elucubrazioni apocalittiche di Nostradamus e del calendario Maya, tuttavia una inequivocabile inquietudine pervade l’animo di chi sa ancora distinguere e pensare.
Qualcosa deve accadere, sta per accadere.
Il degrado ha raggiunto il culmine. Il pianeta risulta saccheggiato, impoverito, inquinato, avvelenato. Al disastro ecologico si aggiunge quello delle terribili (anche se di bassa intensità, e asimmetriche) guerre moderne. La vita umana viene calpestata e umiliata come mai si è fatto nel passato, con buona pace del progresso e dei prestigiosi retaggi illuministici. I valori più elementari vengono travolti o vanificati dal più bieco e assoluto relativismo. Il vuoto consumismo ha operato una vera mutazione genetica. Una crisi colossale sta sconvolgendo la geografia economica, immolando intere generazioni. Il terrorismo e la follia omicida hanno raggiunto un tale grado di intensità da creare una vera saturazione emotiva.
Ma non solo. In questo scenario si inserisce la liquefazione del confine tra il bene e il male, tra la verità e l’errore. È caduta, per esempio, la barriera che distingueva il mondo degli affari e della politica da quello della mafia.
Ce ne parla Walter Siti nel suo “Resistere non serve a niente”, un romanzo dalle tinte forti, denso, illuminante e sconvolgente.
Al centro c’è la figura di Tommaso, figlio di popolani romani, ragazzo obeso, pigro ma con un particolare bernoccolo per la matematica. Nel difficile passaggio adolescenziale, riuscirà a sublimare la sua passione per il cibo orientandosi verso il calcolo delle probabilità e verso i misteri della finanza. Si prenderà una laurea in Economia e si lancerà nel mondo degli affari e della speculazione.
Tommaso diventa qualcuno, grazie soprattutto ai suoi guadagni. Sposta capitali con un semplice clic del mouse, impara a mungere soggetti che cadono nella rete di spregiudicati profittatori, manovra i prodotti finanziari della più incredibile natura e derivazione. Insomma, lavora nel virtuale, ma accumula denaro in enorme quantità: danaro vero, senza odore, spendibilissimo. E così entra nel mondo dei vip, delle stelle televisive, dei faccendieri più spregiudicati, dei politici corrotti, delle escort di lusso. Divide i suoi sentimenti con Gabry, una bellissima modella senza morale, e con una melensa e appiccicosa trentenne, scrittrice destinata a rimanere per sempre esordiente.
La fama e il successo lo tallonano ed egli non può fare altro che salire, o meglio, scendere nel profondo, nel cuore stesso di un sistema che si rivelerà, in tutta la sua ineffabilità, solo alla fine del racconto e che porrà il lettore davanti al serio dubbio che ci siano ancora delle possibilità di porre in atto una resistenza.
Sì, il sistema ha assunto delle connotazioni che hanno dell’incredibile. Appare come l’ultimo e definitivo progetto di globalizzazione della società, che però è destinata ad essere diretta e controllata da pochi, astuti e spregiudicati potenti. In una crisi di valori allucinante, si comincia a instaurare (nel modo più subdolo) il nuovo ordine mondiale, dove, in termini di economia ma non solo, non esiste più la distinzione tra il legale e l’illegale, tra il giusto e l’ingiusto, tra il potere politico e quello mafioso. Gli affaristi hanno in mano le sorti di potenti gruppi produttivi e di intere nazioni, fanno il bello e il cattivo tempo con l’unico miraggio di arricchirsi a dismisura, nel modo più rapido e “facile”. E non devono temere nulla, perché si sono adeguatamente mascherati, anzi sono diventati essi stessi angeli tutelari di intere economie nazionali. Non sono più dei delinquenti (mafiosi) che devono venire a patti con il potere. Sono, invece, dei rispettabilissimi (invidiati e in fondo temuti) faccendieri che hanno in mano le sorti della gente.
E in questo scenario, che fine ha fatto la democrazia? Non c’è più, ma si è vanificata anche ogni possibilità di riscatto e di rivolta, in quanto il nemico non solo è onnipotente, ma addirittura “inesistente”.
Seguendo le avventure di Tommaso, ci rendiamo conto che stiamo sperimentando un’epoca nuova e definitiva, in cui la stessa dialettica si è spenta. Il tutto e il contrario di tutto vivono a braccetto, senza lasciare la minima via di scampo.
E questa cos’è se non la fine dei tempi?
Quello di Walter Siti è un romanzo che scaturisce da un lavoro intenso di analisi sociale ed economica. Con una prosa densa, mimetica, ricca di riflessioni e arguti ammiccamenti, l’autore ci propone l’innaturalità di un inferno che sta davanti a noi, che tutti noi dobbiamo guardare in faccia, prima di rifiutarlo.
E l’unica cosa che ci rimane è la negazione.
Oltre a questo c’è l’involuzione ultima, la conclusione dell’avventura umana.

Giuseppe Novellino

http://www.pescepirata.it
http://www.pescepirata.it/aspiranti_s...
Profile Image for Désirée.
67 reviews4 followers
March 19, 2022
Un libro che non può piacere a tutti, io l’ho apprezzato perché combina due temi che mi appassionano molto e che solitamente non si incontrano mai: la letteratura non fiction e la finanziarizzazione dell’economia (vista in senso critico). La scrittura è magistrale, con metafore geniali e un ritmo che ti cattura. Detto questo, è anche un libro fastidioso, probabilmente volontariamente. La carica di testosterone da due soldi e misoginia è estremamente alta, l’ha resa più sopportabile la consapevolezza che l’autore è gay e che quindi probabilmente si tratta di un punto di vista totalmente esterno, ma fondamentalmente Siti non prende mai le distanze in maniera netta, quindi, sopratutto quando verso la fine del romanzo il degrado umano arriva a livelli rivoltanti, può risultare difficile andare avanti, la voglia di mandare a fanculo autore e protagonista cresce di pagina in pagina.
Tutto sommato posso dire che mi sia piaciuto molto, ma che difficilmente lo consiglierei.
Credo che uno dei motivi per cui è così difficile capirlo è che parla di qualcosa (la finanza) che è oscuro per il 90% delle persone ma che in realtà è estremamente pervasivo nel nostro sistema economico e politico, e quindi indirettamente anche sul nostro modo di pensare e di agire. Siti ha colto questo aspetto e l’ha descritto magistralmente in molte delle pagine di questo libro, ha descritto una nuova umanità, sempre più passiva e priva di ideali perché incapace di individuare il proprio nemico, un mondo in cui “la virtualità è l’oppio dei popoli”. Chi descrive queste analisi come superficiali probabilmente non ha ben chiaro cosa sia successo all’economia mondiale negli ultimi 20 anni. Solo per essere stato in grado di trasformare tutto questo in arte, e non nel solito saggio, Siti si merita tutta la mia ammirazione.
Profile Image for Federica.
87 reviews178 followers
March 6, 2014
Resistere non serve a niente è il primo libro di Walter Siti che leggo, ma non mi ha incoraggiato a proseguire la conoscenza di quello che è comunque un autore di grande spessore nel panorama letterario italiano. Il vincitore dell'ultima edizione del Premio Strega intende descrivere gli ambienti torbidi dell'alta finanza, raccontando la storia di uno dei suoi rappresentanti, figlio di un delinquente e arrivato all'apice della carriera tra investimenti furbi, corruzione e criminalità. A questo si unisce la storia personale del protagonista, che sembra non raggiungere mai la maturità e di cui mi ha colpito, soprattutto, il rapporto che lo lega alle donne. Dalla madre, una donna debole e volgare, alle sue amanti: una modella indipendente e fredda e il suo opposto, un'insegnante scialba che crede nei valori e nella letteratura. L'incapacità di confrontarsi con entrambe culminerà nella soluzione più aberrante, che ben ricorda certi tristi episodi di pedofilia della recente storia politica. Siti utilizza un linguaggio tecnicistico per descrivere le dinamiche economiche, che mirano a intrecciare la psicologia di Tommaso alla realtà concreta della speculazione. Il libro si barcamena tra questi due aspetti, ma la denuncia, forse a causa dello stile - o a causa dell'assuefazioni a certi fatti di cronaca - non arriva particolarmente forte. Non è un romanzo da bocciare, ma mi ha ricordato La grande bellezza: vorrebbe dire molto, ma non lo fa nel modo esatto e non riesce a sfuggire a contenuti scontati e ostentatamente intellettuali.
Profile Image for Occhionelcielo.
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December 15, 2017
Scorro l'albo d'oro del premio Strega.
Ci sono quasi tutti i più grandi ma molti di loro vi compaiono però con lavori d'importanza relativa: in quest'ultima categoria includo senz'altro Walter Siti.
E' un grande professionista cui dobbiamo riconoscere di essersi preparato sulla curva di Gauss o sulla differenza tra una put o una call; tuttavia i personaggi di estrazione "finanziaria" appaiono artificiosi, così come appare superficiale lo scenario e poco credibile la figura del protagonista.

Per quanto poi possa valere l'esperienza personale:
1) Non conosco investitori che, negli ultimi cinque anni abbiano realizzato plusvalenze; tendenzialmente le perdite si amplificano per portafogli superiori al milione;
2) Ci sono in giro un sacco di palloni gonfiati che millantano di conoscere chissà quali astute manovre. Purtroppo, o per fortuna, la realtà è troppo complessa e imprevedibile per essere ricondotta a modelli matematici; la penosa fine di Lehman Brothers dovrebbe insegnarci qualcosa;
3) La crisi attuale ha natura economica e non certo finanziaria: nasce da una crisi immobiliare negli Stati Uniti e si propaga soprattutto in quei paesi la cui economia è strutturalmente debole;
4) Trattare propriamente l'argomento crisi non è impossibile per uno scrittore: valga per tutti l'esempio di Petros Markaris (grande scoperta!) o, restando tra noi, il vincitore dello Strega 2011 Edoardo Nesi.

P.S.: resistere serve eccome, se non altro a sé stessi. Davvero infelice la scelta del titolo.
Profile Image for Marco.
118 reviews3 followers
May 3, 2013
Questo romanzo mi lascia piuttosto interdetto.
Lo stile di scrittura mi piace: è spoglio, discorsivo e schietto.
Quello che mi convince di meno è come viene sviluppata la storia: non capisco a che servono tutte le pagine dedicate alla relazione tra Tommaso e Gabry e Edith per poi svoltare bruscamente a poche decine di pagine dal termine per parlare della misteriosa rete criminale organizzata che muove i fili dell'economia mondiale e quindi dei governi.
Prima Siti punta (?) sull'analisi psicologica del personaggio interfacciandolo con le sue donne e dilungandosi in innumerevoli dialoghi e poi di botto si passa alla presentazione di un nuovo ordine mondiale diretto dalla nuova criminalità italiana.
Dov'è il filo del libro ?
Profile Image for Alberto.
243 reviews10 followers
March 17, 2014
Se volevo leggere di scene di sesso spinto mi leggevo le famose "Cinquanta sfumature di grigio"... O meglio ancora guardavo Youporn. Se volevo leggere di finanza bastava un euro ed era pronto "Il Sole 24 Ore"... O meglio ancora ascoltavo a gratis Radio 24 con il geniale Barisoni.
Per il resto: trama deboluccia. E con questa produzione Siti ha vinto il Premio Strega 2013.
Profile Image for Francesco Giammarco.
7 reviews
February 3, 2014
Pensare che un libro del genere abbia vinto il premio Strega mi fa venire voglia di ubriacarmici, con lo Strega, per dimenticare...
Profile Image for Vanessa.
41 reviews
July 1, 2023
Non andrò a mentire: in molti punti ci ho capito meno di niente, come quando in Succession parlano di swat stock piripimpompom. È la conferma che Walter Siti può scrivere - bene - di tutto, di qualsiasi argomento, di qualsiasi bruttura, oltre la pedofilia, la criminalità organizzata, la prostituzione, oltre ogni aberrazione e piccineria politica che pure trova spazio nelle sue pagine. Con le sue parole anche la decadenza del nostro tempo non sembra poi così intollerabile (tanto ormai pare che siamo in decadenza dalla caduta dell'impero romano d'Occidente). Non serve opporre resistenza: l'importante è saper vedere, saper accogliere dentro di noi e poi saper raccontare, per restituirlo, ciò che sta accadendo intorno a noi. Questo è il senso che gli ho dato.
Profile Image for sinepudore.
311 reviews10 followers
July 29, 2025
Ma la letteratura è un guardiano che non si lascia corrompere
#quote
Profile Image for Rosalba.
249 reviews32 followers
July 11, 2012
"La cosa bella del tradare via schermo, è che non le vedi nemmeno le facce di quelli che stai fottendo… "


È un mondo parallelo quello che ci narra Siti attraverso il personaggio di Tommaso, che non ha nulla a che fare con la gente comune, quella che ogni mattina si alza per andare al lavoro, che accudisce i figli e si preoccupa per il loro futuro. E' un mondo che però influisce anche sulle nostre vite, e ci sottrae sicurezze e serenità. Un mondo dove criminalità e finanza si intrecciano, insieme a politici corrotti e banchieri accondiscendenti, un mondo che dovremmo avere il coraggio di sradicare da noi e gettare lontano, magari su un’isoletta sperduta del Pacifico. E invece qualche volta guardiamo a quel mondo con ammirazione e sogniamo la barca ancorata nel mare di Sardegna, la villa mega con piscina, i costosi gioielli e le feste con i personaggi importanti, pensando che il meglio della vita sia quello, ma riflettendoci il prezzo da pagare con noi stessi è davvero alto.
Profile Image for Simone Subliminalpop.
668 reviews52 followers
February 7, 2013
Il mondo della finanza e quello della criminalità organizzata, ormai quasi due vasi comunicanti. Il mondo di chi “ci è nato”, di quelli che “ci sono arrivati”, ma anche di coloro che sono rimasti dove stavano. Il mondo dove corpo è merce, apparenza è sostanza. Mondi che appartengono a questo tempo e nei quali l’autore, come è solito, si immerge totalmente, giocando tra fiction e autobiografia, ma mescolando anche passaggi dal tono decisamente saggistico (forse i più indigesti).
Che Walter Siti sia uno scrittore sopraffino non lo si scopre con questo libro, ma è pur sempre un altro capitolo nella sua produzione, a rafforzare l’idea che di prose come la sua, nella letteratura italiana, non ce ne siano poi molte.
Certo non un romanzo di facile lettura, sia per la lingua di Siti che per i temi trattati (nella seconda parte quasi si avviluppa su sé stesso e le specifiche finanziarie), ma che ripaga appieno del tempo dedicatogli.

http://www.subliminalpop.com/?p=6981
Profile Image for Massimiliano Laviola.
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July 20, 2013
E' un libro che mi è piaciuto molto, ma il mio giudizio è influenzato dal fatto che a me piace il genere 'non fiction'. Aggiungo che Siti è uno che sa usare le parole alla perfezione.
L'inizio è un po' dispersivo, poi la storia si fa seguire con piacere. Unica nota negativa è una certa pesantezza nella seconda parte (c'è un capitolo su un certo 'Morgan' che non ho ben capito).
Complessivamente, il mio giudizio è ottimo.
Profile Image for Procyon Lotor.
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January 27, 2014
Il danaro � unico tra le merci - ha un'utilit� marginale positiva.��� Tommaso, un riccetto pasoliniano, nato in una famiglia difficile con un potenziale di sfiga notevolissimo, si balocca nella sua monodimensionalit� di malata solitudine poi - facendo leva su una sua inattesa abilit�, naturalmente snobbata dai precoci fighetti che lo circondano, fin quasi alla genialit�, cresce ex-sfigato, per diventare, sfuggendo tutte le lusinghe verso l'indifferenza, un completo ed efficientissimo intellettuale organico di stretta osservanza gramsciana, partigiano combattente votato all'egemonia della sua classe. Tommaso � mafioso. Sticazzi! Non era previsto. Il povero, una volta scolarizzato doveva ambire al bosdo di lavoro, al mutuo a due mocciosi ed alla mogliera coi tordellini al brodo. Tra adorazioni medioevali dei bei tempi puri signora mia, ideologie monofasiche di materialismo ingenuo e altri comodi ditini puntati, che a snobbare fumetti, videogiochi, televisione e altri balocchi minchiogeni, per agganciarsi a quel possente ascensore sociale che � una scuola che insegni, fosse un figlio e nipote di mafiosi, questo non fu previsto. Nemmeno si pens� che detta mafia (non limitata a quella propriamente detta) fosse pi� efficiente a selezionare il personale, di uno Stato che ad onta della Sacra Missione e dei Grandi Poteri autoattribuiti affida la rieducazione e custodia di un serial killer psicopatico con geniali capacit� di manipolazione come Andrea Izzo ad un operatore culturale (probabilmente psicologo obiettore vegetariano). Neppure che detta mafia, fottendosene delle pedagogg�e sociologg�e e ideologg�e novissime e vecchissime (consistenti principalmente nel sostituire le chiacchiere al fare) addivenute a moda nel tardo Novecento, continui ad impartire educazione paternamente severa e stretto controllo sugli obiettivi quantunque una certa libert� nelle metodologie - tipica educazione romana classica o vittoriana inglese, insomma: quella colla quale si forgiano giovini atti a reggere gli imperi, risultasse pure pi� efficiente nel riprodurre i propri virgulti. Eh, gi�. L'efficacia e l'efficienza non sanno che farsene dell'asilo; darwinianamente e paternamente puntano alla sopravvivenza dell'adatto, naturalmente in senso machiavellico. Coerentemente colla visione altamente pragmatica dei finanziatori agli alti studi, Tommaso usa il suo acume matematico per diventare un guru della finanza 2.0. Eccerto. Mica va a fare un mestiere da fallito come contare la distribuzione delle macchie sui giaguari o l'esegeta della visione napolitana. Finanza che - ahim� - non � "cattiva" come qualche evaso prematuramente dal liceo ha lamentato. Suvv�a, "cattiva". Siti, un coltissimo Siti - cos� colto da capire che doveva integrare la sua cultura con cibernetica, matematica e statistica applicate alla ricerca operativa, logistica moderna, tutte maturate durante la seconda guerra mondiale, che con la finanza creativa sono il sostrato del tessuto del terzo millennio. Lode al professore! Non solo s'� imparato una massa di nozioni e informazioni - tutte esatte - ma le usa con propriet� assoluta, tanto da potersi permettere di farne metafore. Questo - in un Paese dove l'accademico solitamente � un vecchio trombone specialista incancrenito ad occuparsi di obsoleti scoreggesimi di sapere, � quasi un miracolo. Uno cos� colto che va ad occuparsi dei "cattivi", cattivo cattivo, suvv�a. La finanza � semplicemente l'acqua wallaciana. L'ambiente, un dato di fatto. Ma il motore del romanzo: Tommaso � un ex-sfigato, non � de-sfigato. Ha bisogno ancora dell'Altro. Simile nella diversit�. E' il Sitiwalter, ormai classico omofono narratore del Walter Siti autore, che interviene come biografo, recensore dell'anima, corifeo della traggedia e interpuntore di fatterelli collaterali utili alla creazione di questo universo foucaultiano. S�. I punti di contatto sono tanti e tali, le res�au des res�aux, il potere che circola, l'uomo di potere come relais della rete, la permeabilit� e interscambiabilit�, l'assenza di centro del potere ecc, che sembra una messa in scena della "Microfisica del Potere" lezioni del 14 gennaio 1976 (Einaudi 1977). Strano che questa somiglianza, talmente evidente, talmente piena di punti di contatto, non l'abbia letta precedentemente altrove. Sar� perch� - come mi hanno detto - la maggioranza dei recensori � ormai di stretta provenienza kindertgartiana atta a compulsare il Jovanotti e il Komandante per abbeverarsi di riferimenti culturali? E questo � un'Altro, l'Altra � la Gabry, un ginoide televisivo sveglio, tra l'olgettinide o la foemina saxarubrensis communis, che ha imparato la manovra della figa come Guderian le panzerdivisionen. Detta Gabry, penetrata dai soldi, lo penetra a sua volta con una scellerataggine spiccata e satanicamente allegra e volgave. Qui c'� chi prender� appunti. Quindi Ascesa Caduta e [...] di Tommaso. Che nelle pu�ette millantatrici e piagnone del poppolo dei fax di twitter di internet eccetera per molti capitoli risulta pure sui generis "simpatico". E i comprimari? Gagliardi, specie la madre. E Edith? Ah, gi�. Edith - la scrittriciue (sic!) � una Brava Persona. Per di pi� femmina. Ma pure lei, assai intelligente e assolutamente irrisolta, ha un tale bisogno dell'Altro da cercarlo perfino tra il cot� degli intellettuali nannimorettiani e i loro kindergarten. Che gente sono questi? Uhmmmm. Proviamoci. Avete presente quelli che alla Cineteca di Bul��a hanno lodato Terrence Malick per una settimana, s�, "l'albero della vita" vedendolo a bobine invertite senza accorgersene? Ecco, gente cos�. Edith e Tommaso s'incontrano perch� lei [...] e lui [...]. Chiaramente non vi dico come vanno a finire le avventure - finanziarie e non - di Tommaso, state solo attenti a due pieghe del libro. Una � una surrettizia notizia e l'altra � un cambio di protagonista. Informazione serissima la prima, e geniale trucco retorico la seconda. Giammai errore. Giammai caduta di stile. vi pare che uno che combina un romanzo MoravianPasolinianGramsciano in ambiente Foucault con fluida coerenza e unit�, possa cadere su uno zinz�no simile? Ho letto pure che "Siti non sa scrivere bene, non � un vero grande scrittore". Eh, meco! Per i concetti del romanzo che ha vinto lo Strega due anni fa, a Siti bastano un paio di paragrafi. La resa del parlato � eccellente, spesso � brillante, non ha mai l'umanit� dolente da sezione, la puzzetta di cavolo di sagrestia. Poi naturalmente Omero, eh s�. Omero. Ma Calypso non ti videofilmava, n� teneva dossier. E i moderni Achille hanno s� anche loro un tallone, ma allora il nemico dovevi tassativamente vederlo negli occhi, oggi si combatte pure digitando codici e i morti non sai nemmeno se li seppelliscono e dove. Ci sono sempre Agamennoni capaci della qualunque e scespiriani Riccardi III. Ma la qualunque si � estesa in qualit� e quantit�. Eccetera. Non basta nemmeno Dante. Non bastava gi� nel 1300. Non bastano Manzoni, Leopardi. Non basta Lupin III, non basta Fazio o Arcibaldo o Petronilla, Magilla o il Gorilla Lilla, o come si chiamava. Vi convincer� Siti che voler interpretare l'odierno senza finanza logistica e statistica � come interpretare il medioevo senza saper nulla di teologia. A meno che non siate uno del kindergarten. Fortunati voi, avrete tanti amici. Anche qui. �e ricordate, cari lettori, che siete sempre voi i primi a saperlo: di prima mano, garantito al cento per cento, e in via molto, molto confidenziale.� PS: una prece per un anonimo recensore che ha definito il romanzo �L'autopsia a cuore aperto di un cadavere, il capitalismo finanziario degli ultimi decenni.� "Cadavere" sic! Vivacetto il morto, eh? Gi� risorto? Forse DI000.000.000 esiste. PS2 Nuovi complimenti professore per il nome del fondo d'investimento di Tommaso Aric�: "Persona", dal latino "maschera". *** Qui sotto incollo la rece precedente - andata perduta: Lette 120 pp. Questo libro va propagandato, oltre tutto scrive col cuore ma la penna l'impugna la testa. Fluidit� ammirevole e pure un bel po' di dandysmo. Si permette di usare come incipit di un capitolo il racconto pi� breve mai scritto: �Quando si svegli�, il dinosauro era ancora l�� (Cuando despert�, el dinosaurio todav�a estaba all�) del guatemalteco Monterroso. Fatto portentoso, stranamente assente nell'intera rete italiana dei commenti critici. Cos� come � scarsina l'importanza data al fatto - raro - che non solo i fatti matematico-economico-finanziari siano veri, ma sono pure citati esattamente ed impiegati con propriet�. Che il dinosauro sia come il capello che James Bond appiccica alla porta per accorgersi se qualcuno � entrato? Potrebbe essere. Dei tre blurb, uno dice il vero, uno sta cos� sul vago che sarebbe possibile applicarlo a "il manuale di Nonna Papera" o "brain surgery for dummies" ma un altro ancora dice l'esatto contrario di quanto evocato dal libro. Un risultato difficilissimo da ottenere, leggendolo. Il resto al termine. --- Ho apprezzato molto questo libro, resto in attesa del tuo parere. capobanda-anche su Goodreads ha detto il Jun 13, 2013 --- Quando cominciai a studiare spagnolo, ricordo che mi fecero leggere la frase (il racconto) di Barroso come piccola astuzia, come divertissement. Non c'entra nulla, in effetti, ma forse � l'unico modo per vederla studiata in Italia. A mio parere ben superiore al: "For sale. Baby shoes. Never worn." dell'amato Hemingway; quello s�, davvero un divertissement. Il racconto di Monterroso, invece, � puro genio. Catoblepa (protomoderno) ha detto il Jun 13, 2013
21 reviews
December 3, 2020
Purtroppo per questo libro non è scattata la scintilla!
Devo ammettere la scrittura di Siti è perfetta, gioca con l'italiano e con le parole in maniera impeccabile, non manca ironia e questo spiega il 7.
Non ha una scrittura autoreferenziale e pomposa di quelle che hanno alcuni autori che si compiacciono a scrivere e scrivono più per se stessi che per i lettori, ma comunque una scrittura di livello altissimo, a volte complicata, alcune frasi ti obbliga a rileggerle più di una volta ma più che altro perché te le vuoi imprimere nella memoria per il loro stile . Non sono certo frasi poetiche, o stile aforismi, per capirci, ma sono talmente scritte bene in quello che dicono e come lo dicono che veramente si sente il bisogno di rileggerle!
Nonostante tutto, questo il libro mi è rimasto freddo fino al penultimo capitolo; non sono riuscita ad avere empatia con la storia e con i personaggi. Forse perché sono troppo reali e spietati da essere antipatici?
Mi rendo conto che l'argomento trattato è già di per sé difficile scriverlo sotto forma di romanzo e devo ammettere che Siti ha fatto un lavoro egregio da questo punto di vista.
Parlare di finanza, di criminalità organizzata e di quello che ci sta dietro, parlare di un mondo piuttosto torbido attraverso un racconto bastato su fatti reali1, non è sicuramente impresa facile e poteva essere a tutti gli effetti un saggio o un libro d'inchiesta (probabilmente per Siti sarebbe stato anche più facile scriverlo); ma nonostante il livello culturale di Siti altissimo e la sua  capacità di parlare di questi argomenti come se parlasse di una storia d'amore, per me è rimasto comunque un libro "freddo".
In realtà non so spiegarmi neanche io come mai e cosa ci sia stato esattamente che non me l'ha fatto apprezzare del tutto, perché l'ho letto comunque velocemente come se fosse uno di quei libri avvincenti di cui vuoi arrivare alla fine per sapere la storia dei nostri personaggi.
Sicuramente non siamo di fronte a personaggi positivi ma incontriamo persone prive di buoni sentimenti, squallide, che si muovono al limite della legalità (anzi, che sono al di là del limite) in cui i valori di fondo sono soldi e scambio di beni (che siano beni materiali o corpi di donna usati come moneta di scambio). Forse per questo , pur proseguendo nella lettura, mi sono resa conto che non mi interessava sapere cosa sarebbe successo al nostro Tommaso. Probabilmente quindi è la scrittura stessa di Siti che ti porta a volerlo leggere, ma non per sapere cosa succederà, ma per il semplice piacere della lettura, di essere consapevole di leggere qualcosa scritto benissimo indipendentemente dal contenuto! Forse una scrittura così alta stride ed è totalmente in contrasto con i valori così bassi in cui si muovono i personaggi e la storia, per cui è come se linguaggio e fatti fossero su due piani paralleli e distanti da non permetterti di immedesimarsi o entrare nelle vicende.
Questa forse è la chiave di lettura che mi sono data!
E dopo un penultimo capitolo che sembra messo lì in maniera sradicata da tutto il resto, scritto anche diversamente, che si fa quasi fatica a leggere, che diventa una sorta di pura cronaca sulla mafia e i suoi affari, arrivi a leggere l'ultimo un po' annoiata e senza speranza, pensando che l'ultima parte ti stia facendo cambiare in peggio il giudizio complessivo. E invece lì si annida il meglio del libro, non solo per la srittura, ma per il ritratto del personaggio Tommaso in tutti i suoi aspetti, da quello più squallido a quello più umano (ora finalmente ci si immedesima decisamente più in lui), in cui sembra quasi avere un rigurgito di coscienza, ma è solo un pensiero veloce. Non si sfugge dalla realtà in cui è invischiato anche se almeno la vita privata forse acquisterà una sorta di umanità!
Profile Image for laverachiave.
44 reviews1 follower
March 8, 2022
Voto: 3.5 su 10

Il libro è illeggibile. Dispersivo, per leggerlo ci si deve sforzare davvero. Per questo l'ho abbandonato. Walter Siti si sarà laureato alla Normale di Pisa, sarà stato professore professore universitario, avrà vinto il Premio Strega, ma questo libro è per me brutto. Le tematiche proposte sono potenzialmente interessanti e di una certa profondità, ma il modo in cui vengono presentate rende il libro di una noia mortale, come quando si ascolta l'omelia di un prete che non ha capacità di predicazione. Non si tratta del fatto che viene utilizzato un linguaggio ricercato, come ad esempio fa Diego Fusaro in Difendere chi siamo (che poi si rivela comunque consono e apprezzabile), si tratta dell'uso di scene troppo sparse, disperse. Un libro per essere bello per me deve catturare l'attenzione ed essere comprensibile. Non per questo deve essere per forza semplice da leggere, ma fatto così no. Poi ovviamente ci sono i titoloni dei giornali che lo elogiano sulla copertina ma io prendo le distanze. "Siti ha scritto il grande romanzo del nostro tempo." commenta Marco Lodoli del giornale La Repubblica. Sto imparando a diffidare dei giudizi made in La Repubblica, già con "Una casa troppo tranquilla" di Jane Shemilt il quotidiano aveva espresso una note di lode, e ho trovato scadente quel libro.
Profile Image for Giorgio Comel.
217 reviews1 follower
July 22, 2024
Non si sentiva affatto il bisogno di un romanzo sul mondo della finanza "grigia", quella che si sporca le mani e altro col crimine organizzato, a pranzo, a cena e a letto con politici, banchieri, avventurieri, finanzieri, affaristi, mafiosi, camorristi.
Non ho mai letto nulla di Siti e non so perché ho scelto questo libro. Che non mi è piaciuto, troppo infarcito di share, put, OPA, derivati, stock option, un gergo bancario che a un letterato dovrebbe rivoltare lo stomaco, ma Siti ci galleggia come se stesse a mollo in piscina con vista sulla Costa Smeralda. La storia di Tommaso, adolescente obeso col padre carcerato, che parte da Pietralata per arrivare ai vertici di questo mondo mi pare un pò troppo deamicisiana. Non gira, non ingrana mai, non attrae mai, sia che parli di Pietralata sia che tratti di Montecitorio.
480 reviews15 followers
November 21, 2018
A través de la vida de un exitoso bróker italiano, Walter Siti trata de contarnos cómo se produjo la crisis económica de 2008 y la relación entre la economía y la criminalidad. El problema es cómo lo ha hecho. El autor ha intentado contar la historia del Lobo de Wall Street a la italiana, incluyendo una versión ficcionada de sí mismo como personaje, y el resultado es una novela pretenciosa que se hace muy aburrida a ratos, y que, por mucho que fuera galardonada con el Premio Strega, sólo puede calificarse como mediocre.
Profile Image for Enzo.
Author 17 books2 followers
February 15, 2019
Ho fatto veramente fatica a fine di leggere questo romanzo. Mi sono perso nella mancanza di una vera trama che sostenga la denuncia della amoralità del mondo dell'alta finanza internazionale e dei personaggi che la popolano. Con il materiale e l'ispirazione di questo libro se ne potrebbero scriverne forse cinque, ognuno sviluppato su un piano diverso, oppure un romanzo strutturato meglio e più coeso. Come mai ha vinto il Premio Strega? Sarà che i giurati si sono fatti una cassa di liquori prima di assegnare il premio, come al solito.
Profile Image for Pietro Gambarotto.
29 reviews
May 23, 2022
Un libro che non è mai chiaro se voglia essere un romanzo o un saggio, faticoso da leggere e strabordante di una terminologia tecnico-finanziaria che avrebbe potuto essere centellinata senza sacrificare nulla. Interessante il profilo del protagonista, a disagio nei suo panni di adepto di una nuova criminalità finanziaria pur senza essere mai veramente capace di elaborare una vera e propria coscienza infelice. Aveva i presupposti per essere un'opera interessante (e a suo modo necessaria) ma mi ha lasciato piuttosto l'impressione di un esperimento incompiuto.
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