Jump to ratings and reviews
Rate this book

Tutto finisce con me

Rate this book
Un giovane uomo, in carriera e maniaco del controllo, al risveglio trova il mondo così com’era la sera prima. Gli esseri umani, però, sono scomparsi. Trascorre la prima giornata di solitudine dapprima con angoscia, poi in una specie di esaltazione fino al mattino seguente, quando le persone tornano al loro posto. L’uomo alterna momenti di perfetta solitudine, nei quali comincia a sentirsi a suo agio, alle solite compagnie – moglie, madre, colleghi – che lo comprimono tra sogni di gloria feroci e competizioni muscolari col suo corpo e la realtà. Fino a che i due mondi tendono a sovrapporsi: nel mondo-con-gli altri arrivano la morte, il tradimento, il divorzio, nel mondo-senza-gli altri spuntano presenze rarefatte (il cane, il mendicante, la ragazza Instagram). All’uomo resta la scelta del luogo dove collocarsi, della forma di solitudine più coerente con un mondo tanto iperconnesso quanto spietatamente isolato.

152 pages, Paperback

First published March 16, 2022

27 people want to read

About the author

Gabriele Esposito

2 books12 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
5 (13%)
4 stars
13 (35%)
3 stars
11 (29%)
2 stars
7 (18%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Bianca.
147 reviews24 followers
April 17, 2023
7.5/10

Cosa fareste se una mattina vi svegliaste completamente soli sulla faccia della Terra?
Io andrei a rubare le caramelle dai supermercati, invece il protagonista di questo romanzo si abbandona ai suoi istinti viscerali, concretizza i suoi pensieri intrusivi e esplora la solitudine da un punto di vista nuovo, quello dell'unico essere umano rimasto sul pianeta. La mattina dopo si sveglia ed è tutto come prima: tutti sono di nuovo al loro posto, nessuno l'ha cercato, perché anche lui era lì e ha partecipato a tutti gli incontri in programma.
Il protagonista è un uomo un po' egomaniaco ed egocentrico, in costante competizione con chi gli sta intorno, isolato nella sua bolla personale e che si ritrova ad essere realmente da solo. Un uomo che si troverà costretto a mettere in discussione anche quei pochi legami stabili nella sua vita e a prendere una decisione importante alla fine della storia.

Lo stile di Esposito è schietto, diretto, senza fronzoli ma senza togliere spazio a riflessioni e immagini più astratte. Il ritmo è serrato, in tema con la frenesia della quotidianità del protagonista. Ho apprezzato un sacco l'uso qui e lì di "tecnicismi" in vari ambiti, propri del protagonista, durante i suoi pensieri; meno il non uso di caporali per i dialoghi (ma ammetto che anche questa scelta è adatta alla narrazione.

A me è piaciuto un sacco, è interessante immaginare di stare nella testa di qualcuno che sa di potersi prendere ciò che vuole
Profile Image for Ellis ♥.
1,002 reviews10 followers
March 26, 2025
Recensione apparsa su Leggere Distopico e Fantascienza Oggi! :)

Popolo fantastopico, oramai avete imparato a conoscere i miei gusti letterari, tutto quello che ha componenti surrealiste mi fa “drizzare le antenne” e le premesse di questo romanzo non sono da meno.
Un uomo si trova a un bivio complesso che metterebbe a dura prova chiunque: vivere in un mondo popolato o essere l’unico abitante dell’altro?
Con il romanzo d’esordio “Tutto finisce con me” – edito Wojtek – Gabriele Esposito cerca di dare una risposta a questo quesito. Il punto di forza è decisamente uno stile di scrittura ridotto all’osso, non troverete descrizioni dettagliate né voli pindarici. La penna di Esposito è priva di manierismi, ma tuttavia l’introspezione della personalità del protagonista è tangibile poiché narrato in prima persona.
La voce narrante, sotto tanti aspetti, mi ha portato alla memoria Patrick Bateman il protagonista di American Psycho di Bret Easton Ellis, i generi dei due romanzi sono praticamente agli antipodi eppure il punto di contatto che ho scorto riguarda in particolare l’esteriorità. È, infatti, l’atteggiamento a impressionare, volutamente portato all’estremo.
Nel mondo individualista delineato da Esposito e in quello di Ellis, sono le apparenze quelle che contano e, nel nostro caso, il protagonista si fa dei viaggi mentali assurdi fantasticando su scene erotiche da film di serie Z, in preda all’edonismo e al satiriasi più sfrenate, i rapporti interpersonali che intrattiene sono quasi inesistenti e si fondano prevalentemente su un proprio tornaconto.
La scalata sociale che quest’uomo in carriera tenta è ardua, si trincera dietro a un atteggiamento sprezzante - che lo scrittore imbastisce grazie a un linguaggio tagliente - ma si percepisce che questo suo “scudo” presenta delle incrinature.

Il worldbuilding è apparentemente semplice: una realtà speculare, identica in ogni sua parte tranne per l’assenza delle persone. Un gioco di specchi deformanti volti a ricreare un contesto soffocante che rendono “Tutto finisce con me” un libro sperimentale, ma un tantino statico per la mancanza di “dinamismo” nel dipanarsi della trama.
Giocoforza diventa parte integrante la città – ci avviciniamo quasi ai livelli dell’opera di Jean Malaquais “La città senza cielo” di cui vi ho parlato in precedenza - l’impianto urbanistico è indefinito, sfuggente, essa sembra “muoversi” con i suoi abitanti.
Il nostro protagonista dapprima è in preda alla confusione più totale, la sua mania del controllo è messa duramente alla prova, ma poi si lascia andare senza alcun ritegno.
“Cosa sta accadendo?” è la domanda input che motiva a proseguire la lettura e a scoprire come si evolverà la storia.

Un aforisma che penso calzi bene con questo romanzo è il seguente: “E Twitter era solo una porta, l’ingresso ufficiale nella città infinita di Internet. […] Volevo avere delle interazioni mantenendo però la mia privacy, il mio spazio intimo. Volevo cliccare e cliccare, ancora e ancora, fino a farmi esplodere le sinapsi, fino a essere inondata dal superfluo. […] E poi volevo annunciare la mia esistenza, elencare i miei interessi e le mie opinioni critiche, per comunicare al mondo che ero ancora lì a pensare con le dita, anche se avevo quasi perso l’arte della parola. Volevo guardare e volevo essere guardata, ed entrambe le cose erano rese più facili dalla mediazione dello schermo.” (Olivia Laing, Città sola)
L’autore si sofferma su un tema insidioso: quel senso di solitudine che sfocia in una ricerca ossessiva di attenzioni. Bisogna essere audaci, affrontare di petto la preoccupazione di restare da soli, scrollarsi di dosso le incertezze causate da stupide convinzioni sociali per poter finalmente accantonare quel bisogno tossico di gratificazione che cerchiamo da chiunque e, spesse volte, soltanto nel mondo virtuale. L’aria di superiorità con cui si atteggia l’uomo del libro non è da vedersi come il mezzo per valicare i nostri limiti, anzi è da considerarsi un ostacolo perché nel marasma generale non spicchiamo per i meriti, ma solo per dire “Ehi, sono qui! Notatemi! Vi prego.”
Tirando le somme, mi sento di consigliarlo a chi non si lascia ostacolare da virate un po’ sopra le righe, ma soprattutto a chi ha voglia di scoprire scritture e scrittori nuovi.

Profile Image for Morgana Grancia.
86 reviews128 followers
March 14, 2023
Questo libro che mi ha accompagnato per giorni e giri. Me lo sono portata dietro in borsa girando per l'Italia, mi faceva compagnia silenzioso senza mai avere il coraggio di spuntare fuori, per una lettura in treno, o qualsiasi altra cosa. Una copertina abbastanza invadente, che fa scattare sguardi curiosi e che diverte. "Pensaranno che sto leggendo un libro porno", mi dicevo. E poi, con tutta la naturalezza del mondo, in una giornata nuvolosa in post-sbronza, eccomi che inizio e finisco "Tutto finisce con me".

Qui dentro c'è tanto di American Psycho, e una scrittura nevrotica, serrata, intensa, sessuale. Una giornata sotto eccitanti, una serata da cocainomani solitari, un pizzico di fantascienza e un protagonista respingente. Son tante le cose che non ho capito, questa assenza di empatia in ogni forma, questo mondo dove gli altri non esistono e poi sì, e poi no, e poi sì, il senso di tutto. Ma Gabriele Esposito ha questa capacità visiva, grafica, incredibile, di portarti dentro le cose, e forse tanto basta.
Profile Image for Tiziana.
242 reviews38 followers
April 11, 2024
3,75

Il nostro protagonista, in trasferta, si imbatte in un fenomeno peculiare. Svegliatosi, si rende conto di essere solo – ma non in una maniera esistenziale, almeno non inizialmente, ma davvero solo: per le strade non c’è nessuno, alla riunione alla quale avrebbe dovuto presenziare lui è il solo presente… lui è l’unico. E questo fenomeno si ripete ciclicamente, alternando giornate o momenti in cui tutto sembra tornare normale, e altri in cui tutte le persone sembrano sparite come per magia.

L’opera, come mi era già stato accennato dallo stesso autore, prende molto ad esempio American Psycho per esempio con un protagonista ambizioso e in costante competizione con sé stesso e con i suoi colleghi, poi c’è l’attenzione alla sua forma fisica, all’abbigliamento e ad altri particolari che possano indicare un certo status. Anche lo stile di scrittura molto vicino a quello di Bret Easton Ellis nel suo essere frammentato, spesso incalzante.
Però il nostro protagonista non è un mostro totalmente privo di anima, e l’autore non si concentra sulle barbarie che può mettere in atto una mente deviata, ma sul significato di solitudine.

C’è la solitudine di chi è veramente solo – nel senso che non c’è nessuno, neanche un’anima, attorno a lui. E c’è chi è solo pur essendo circondato da persone, siano essi moglie o colleghi o conoscenti.
In entrambi i casi, a sperimentare la solitudine in ogni sua forma, è il nostro protagonista.

La lettura non è particolarmente scorrevole, ma non credo neanche che voglia esserlo e soprattutto non lo ritengo un difetto perché rende bene l’essere nella testa del protagonista; i dialoghi non sono virgolettati, e si alternano pensieri, osservazioni su quanto lo circonda, scambi di battute.
E proprio i pensieri sono quelli che più mi sono interessati fino ad arrivare al momento della scelta: per quale solitudine optare.
Profile Image for elena.mancini.
31 reviews8 followers
April 19, 2023
Riflessivo, 3,5 ⭐️

“Tutto finisce con me” di Gabriele Esposito racconta di un giovane uomo, maniaco del controllo, che improvvisamente si trova a vivere alternandosi in due mondi: uno è quello reale, dove la vita scorre velocemente tra lavoro, social, divorzi, lutti, e un altro è un mondo privo di persone, dove il protagonista avvertirà maggiormente la solitudine della vita. I due mondi arriveranno a sovrapporsi, finché il protagonista sarà costretto a scegliere in quale dei due collocarsi, se in quello di effettiva solitudine, o nel mondo reale, dove, seppur circondato dalle persone, si sente ugualmente solo.

Inizialmente ho fatto un po di fatica ad entrare nella storia, ho trovato infatti la scrittura particolarmente intricata: mancano le virgolette nei discorsi, e la storia appare come un unico blocco dove si mischiano pensieri, azioni, conversazioni (un po come lo stile di Saramago), fino ad arrivare a momenti dove queste distinzioni si mischiano tra loro e non si comprende più cosa sia reale o meno. Io non ho dunque apprezzato lo stile, mi è risultata difficile a volte la comprensione ma riconosco che è forse il modo migliore per descrivere il personaggio, in quanto così si denota chiaramente lo stato d’animo smarrito di questo. Ho inoltre detestato il protagonista (forse un sentimento voluto dallo scrittore): si tratta di un uomo maniaco del controllo, della perfezione, ossessionato dal proprio corpo, un egoista che manipola per giungere ai propri scopi, incurante dello stato d’animo degli altri: anche questo aspetto, come il mondo privo di persone dove a volte si ritrova, è un parallelismo con la società odierna, dunque l’egoismo umano e il predominare e calpestare per cercare di avere un nome tra miliardi di persone. Inoltre, il concetto dei due mondi paralleli viene indagato poco, il personaggio non cerca di capire cosa succede, come mai a volte le strade e le case siano completamente deserte, ma lo accetta e basta; il libro non è infatti un distopico, e spiegare il mondo parallelo sarebbe fuorviante per il vero scopo del racconto: riflettere sulla solitudine odierna, poiché nonostante i social e quindi la continua connessione con milioni di persone differenti, siamo comunque, ugualmente ed inevitabilmente soli.
Infine, ho notato una grande somiglianza della storia, della descrizione del personaggio, dei suoi pensieri, con “American Psycho”, per cui se quest’ultimo vi è piaciuto, allora certamente vi piacerà anche “Tutto finisce con me”.
Per concludere, do 3,5 stelle perché di fatto il libro non rientra a pieno nei miei gusti (e in realtà mi trovo a pensarla diversamente anche sul concetto di solitudine della società odierna), ma riconosco che è davvero ben strutturato e pensato.
Profile Image for Alberto Palumbo.
318 reviews44 followers
March 17, 2022
Conosciuto per i suoi racconti brevi pubblicati su riviste come “Altri Animali”, “Verde” e “Malgrado le mosche”, Gabriele Esposito debutta con Wojtek col suo primo romanzo “Tutto finisce con me”. Ve ne parlerò meglio in un articolo più approfondito, ma leggendo racconti come “E-Trading” e “Pensieri in rete” ho l’impressione di come questo romanzo porti a un livello superiore le riflessioni condotte nei racconti con un pizzico di Mark Fisher che male non fa. Il romanzo, infatti, ci racconta di una solitudine che si fa estrema, che nemmeno internet riesce a colmare, una solitudine dovuta a un’assenza di futuro che poi diventa un presente che si ripete e di cui il protagonista si fa creatore. Esposito ha scritto un bel romanzo, necessario e attuale: ne sentiremo parlare per molto tempo.
Profile Image for Antonio.
47 reviews1 follower
February 13, 2025
"Tutto finisce con me" è un romanzo assolutamente bizzarro, a lenta somministrazione. Finisci il libro e quasi forse non hai capito dove vuole andare a parare, poi ci ripensi, lo rumini, ci ripensi, e qualcosa qualcosa piano piano emerge. È una lettura che ti confonde ma lo fa volontariamente, a tratti subentra l'assurdo in una normalità quasi quadrata, dilagante. Perturba uno schema fisso, lo schema del corpo, della perfezione, del lavoro. Un libro che consiglierò spesso, ma che indubbiamente divide. Tolgo una stella per lo stile, purtroppo tende a far perdere per strada qualche dettaglio che magari può essere importante. Bizzarro, credo che continuerò ancora un po' a metabolizzare
Profile Image for Roberta G..
203 reviews5 followers
March 1, 2025
Questo libro è una allucinazione. Questo libro è una allucinazione?
Displaying 1 - 10 of 10 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.