Poesie scritte in linguaggi di programmazione, opere multimediali interattive, storie che si sviluppano tra la realtà virtuale e quella fisica. Questi sono solo alcuni dei generi riconducibili alla “letteratura elettronica”, fenomeno intersettoriale caratterizzato dall’utilizzo creativo delle proprietà dei media digitali. In questo libro, il primo a tentare una ricostruzione storica della letteratura elettronica italiana, Roberta Iadevaia ci conduce in un viaggio che parte dai mainframe degli anni Cinquanta, passa per gli home e i personal computer degli anni Ottanta, si tuffa nella rete degli anni Novanta e ne segue gli sviluppi fino ai nostri giorni, caratterizzati da dispositivi sempre più “intelligenti” e onnipresenti. Ad accompagnarci in questo percorso – uno dei tanti possibili in un mondo ancora in larga parte da esplorare – vi è la convinzione che la letteratura elettronica, in quanto costitutivamente ibrida, possa essere uno dei fenomeni più fertili e necessari del nostro tempo.
Questo libro non è scritto molto bene e l'editor neanche ha fatto un gran lavoro, e ci si trovano alcune grandiosi cazzate di quelle che ci si può aspettare da un'autrice accademica. Comunque parla di argomenti di cui si dovrebbe scrivere e parlare 100 volte di più quindi ce lo facciamo andare bene, ig