The Reverend Charles Lutwidge Dodgson, better known by the pen name Lewis Carroll, was an English author, mathematician, logician, Anglican clergyman and photographer.
His most famous writings are Alice's Adventures in Wonderland and its sequel Through the Looking-Glass as well as the poems "The Hunting of the Snark" and "Jabberwocky", all considered to be within the genre of literary nonsense.
Oxford scholar, Church of England Deacon, University Lecturer in Mathematics and Logic, academic author of learned theses, gifted pioneer of portrait photography, colourful writer of imaginative genius and yet a shy and pedantic man, Lewis Carroll stands pre-eminent in the pantheon of inventive literary geniuses.
Ho impiegato qualche decennio di troppo, ma finalmente anch'io ho affrontato la lettura di questo grande classico della letteratura.
Una lettura per bambini sicuramente, ma con così tanti significati nascosti nel sottotesto da divenire interessante anche per gli adulti.
Breve ma davvero molto intenso il viaggio affrontato dalla piccola protagonista, che, attirata come in una trappola dal bianconiglio, finisce per giungere nel variopinto paese delle meraviglie, dove incontrerà personaggi a dir poco folli e bislacchi, specchio dei comportamenti umani, che spesso non coincidono con la visione che hanno i bambini, che immaginano diversamente come dovrebbe andare il mondo.
"Se non c'è nessun significato..... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno" Questa è una delle frasi che mi ha compito di più del romanzo e in questa affermazione del re di cuori troviamo l'essenza del libro di Caroll. Alice nel Paese delle Meraviglie è una satira verso gli adulti che cercano sempre di tirar fuori una morale o una spiegazione razionale a tutto quello che accade nella realtà. Ma, non sempre quello che cerchiamo lo otteniamo. Prima di leggere l'ultimo capitolo ero tentato di dare 3 stelle a questo libro invece qualcosa in me dopo una riflessione profonda ha cambiato il mio giudizio. Ho immaginato Alice, l'ho letta con il cuore e non con gli occhi fissando le righe del libro. Ho provato quello che ha provato a fare sua sorella alla fine del romanzo. Ho visto una bambina molto razionale e curiosa come è normale per i bambini della sua età. Poi però il cuore è stato pervaso da inquietudine. Sapete quale è il grosso problema del paese delle meraviglie? Ogni parola che viene detta non ha lo stesso significato che Alice pensa che abbia prima di entrare nel paese delle meraviglie. La frase finale di Alice quando dice alla regina di cuori senza timore TU, SEI SOLO UN MAZZO DI CARTE non implica una crescita morale ma una crescita per così dire linguistica. Alice finalmente impara a chiamare le cose per come lei pensa che siano tramite il suo giudizio. Riparlando della frase scritta all'inizio in questo senso Alice può essere considerata un personaggio anti- filosofico perché rifiuta la ricerca. Anti- filosofico in senso socratico in cui vediamo la filosofia come continua ricerca della verità. Questo libro quindi mi ha insegnato che non troverò sempre le spiegazioni che cerco in tutto. Era proprio la frase di cui sentivo il bisogno in questo momento.
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Un viaggio allegorico attraverso i comportamenti più comuni del genere umano, a rappresentare il passaggio di una bambina dall'infanzia all'età adulta. Dalla rappresentazione degli adulti stressati e sempre di corsa (il coniglio bianco), al criptico saggio insofferente alla curiosità infantile (il bruco) ; dal gatto che ci ricorda che siamo tutti un po' fuori dalle righe, all'immancabile potere autoritario e débordante della regina di cuori. Alice attraversa questo mondo strano con leggerezza, acquisendo la consapevolezza di potersela cavare con le proprie forze. L'innocenza dell'infanzia contro il folle mondo degli adulti; il risveglio carico di nuove consapevolezze; lo sguardo allegro di chi cresce e quello malinconico di chi - guardando questo passaggio - rivive il passato con dolce malinconia.
Alice mentre entra a sbirciare il libro della sorella vede un bianconiglio che ripeteva di essere in ritardo, e incuriosito decide di seguirlo. Seguendo lo si ritrova in un mondo parallelo dove tutto quello di più diverso dal suo mondo vi era lì. Non mi è piaciuto per nulla, è molto simile al film animato, nonostante ciò ho avuto tantissima difficoltà ad immaginare ciò che leggevo. E molto povero di descrizioni, quasi del tutto inesistenti. L'unica cosa che mi è piaciuta è che avevo l'impressione di leggerlo ho ritmaro, tipo una canzoncina.
Lewis Carroll ha creato un viaggio straordinario pieno di creature stravaganti, avventure mozzafiato e giochi di parole che mi hanno fatto ridere e pensare. È come se ogni pagina nascondesse un segreto da scoprire. Sono sicura che lo rileggerò ancora perché ci sono così tante sfumature e dettagli che è impossibile coglierli tutti alla prima lettura. Un libro che mi ha rapito e portato in un viaggio che non dimenticherò mai.