Il secondo crimine è "La violenza". Una vicenda di violenza sessuale dai tratti singolari, in cui, in un crescendo di colpi di scena, i ruoli all'apparenza scontati si capovolgono, si contraddicono e si annullano a vicenda.
Katja Centomo (Aosta, 23 gennaio 1971) è una scrittrice, fumettista e imprenditrice italiana che opera nel settore dei fumetti, cartoni animati e narrativa per ragazzi..
Dirige lo studio editoriale Red Whale dal 2002, anno in cui ha creato la serie Monster Allergy.
Tra le sue creazioni si ricordano la serie Lys e Cooking Time. Einaudi Ragazzi ha pubblicato tre suoi romanzi: Tilly Duc e il segreto della casa dei tetti blu (2015), La strada per Pont Gun (2017), Franca Viola. La ragazza che disse no (2018).
Questa volta, il crimine analizzato è "La violenza" Specificatamente una vicenda di #violenzasessuale dai tratti singolari, in cui, in un crescendo di colpi di scena, i ruoli all'apparenza scontati si capovolgono, si contraddicono e si annullano a vicenda.
Il contesto in cui si svolge la storia è quello lavorativo. Due dirigenti di una grande azienda, lei che accusa, lui che spiazza l'opinione iniziale portandoci a supporre diversamente e a riflettere che forse, la verità non sta nel primo pensiero formatosi in noi….. troppe volte superficiali e troppo spesso automatici!!! Vi straconsiglio questa collana per soddisfare la vostra vena investigativa e la conoscenza specifica della violenza in ambito del #diritto #penale!!!
Devo dire che purtroppo, di questa graphic novel, invece della graphic novel vera e propria, ho apprezzato maggiormente la parte finale di Picozzi ed altri esperti del campo legale. Questo per due motivi. Il primo è perché la scelta di raccontare una storia di vendetta e non di un episodio di violenza vera e propria, e poi la scelta precisa della tipologia della violenza sessuale, non la comprendo e nemmeno per questo riesco a condividerla, perché, se si sceglie di sensibilizzare su episodi di violenza ce ne sono veramente tantissime di possibilità da scegliere. Poi perché in realtà all’inizio, la scelta di trattare la violenza sessuale era decisamente ambigua dato che, nei Segnali descritti da Picozzi, sono individuate le caratteristiche del violento e non di chi commette violenza sessuale. Insomma, non mi ha convinta, nemmeno nell’aspetto finale che è stato legato solo a supposizioni del narrante ma non a elementi processuali.