Contemporary Romance con sfumature "Age Gap" e "Second Chance" CONEY ISLAND, BROOKLYN (NY)
«Ti prego, solo per stanotte. Fingi di amarmi» mormorai con una voragine al petto. «Cosa?» «Se non mi ami, fingi. Io capirò, ma ti prego non ti fermare.» Sgranò gli occhi come se non capisse in che modo dovesse fare. Come se, a ventisette anni, non avesse mai amato e non fosse mai stato amato da nessuno. Non stentavo a credere che fosse davvero così.
Con l’inaspettata morte di sua madre, Mackenzie Baker (22 anni) si vede costretta a ricontattare Connor O’Brien (31 anni) dopo un lungo periodo di silenzio. Ragazzo ombroso e senza famiglia, nonché ex studente della madre, che in passato lo aveva ospitato a casa sua per un anno e mezzo, Connor aveva instaurato con la ragazza un rapporto molto profondo, fino a far sconfinare l’iniziale amicizia in un sentimento proibito e senza futuro. Oggi Mac si ritrova in un mare di guai, con un padre che ricompare dal nulla e un cuore spezzato apparentemente impossibile da riparare. Di quel forte legame che c’era tra lei e il ragazzo sembra rimasto soltanto un cumulo di detriti sulla battigia di una spiaggia. L’appassionante storia di Mac e Connor ripercorre circa tredici anni della loro vita, tra repentini avvicinamenti e lunghe separazioni, tra continui cortocircuiti temporali e vecchie istantanee che gettano luce su un presente di incertezze e diffidenza. “Il fuoco che respiro” è un travagliato viaggio attraverso le pericolose fiamme del desiderio e i laceranti ricordi di un passato più vivido del presente. A fare da sfondo l’atmosfera decadente delle musiche anni Settanta, dei falò in spiaggia e della magia del Luna Park.
Dopo gli autoconclusivi “Cosmic Love”, “Invisible Sun”, “Close to me” e la serie “How to disappear completely” (“Cuore di inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e “Bonus Track – Le novelle”), Elle Eloise racconta l’amore intenso e tormentato tra un ragazzo e una ragazza che, prima di viverlo, dovranno imparare a perdonare e a perdonarsi.
Oramai quando si tratta di un libro di Elle Eloise mi ci butto ad occhi chiusi, sapendo di trovare problematiche non indifferenti, due protagonisti non semplici ma tanto amore e delicatezza. Il modo di scrivere di questa autrice diventa più forte con ogni storia che affronta, la sua impronta diventa sempre più profonda e i personaggi mi sembra che escano sempre dallo scritto per diventare realtà. Il fuoco che respiro non è una storia semplice e devo ammettere che il contesto age-gap mi preoccupava un po’, ma Mckenzie – la protagonista femminile – è talmente avanti e matura, che quel piccolo divario non l’ho mai veramente percepito. Questo è un libro dove il passato non rimane mai indietro, grazie ai ricordi non ripercorriamo solo un tracciato o il perché una cosa è avvenuta, ma ci permette di capire i protagonisti. A volte più chiaramente, altre volte ci permette di collegare dei punti. Mac ne ha passate tante… più di quanto io stessa riesca veramente a capire o che mi permetta di mettermi nei suoi panni – infatti per la prima volta ho amato una sua protagonista senza rispecchiarmici o capendola totalmente – ma ho apprezzato quella sua forza nascosta, quel suo sorriso che era sempre lì, sotto la superficie, con il suo cuore grande e con i sentimenti che urlavano e che non sono mai spariti o annebbiati. Connor… Connor è uno di quei protagonisti che pensa di fare sempre il bene per l’altra persona senza capire che se manca il dialogo, salta tutto. Nei suoi panni ho provato a mettermici, e probabilmente avrei fatto alcuni errori che ha fatto anche lui. Perché ricordiamoci sempre che non solo le persone reali sbagliano e hanno difetti, ma anche i personaggi di cui leggiamo. Eppure lui è sempre lì, nell’ombra, più di quanto si possa immaginare, pronto a fare da sostegno anche quando non pensa di essere abbastanza, con i suoi sentimenti e come persona. A volte prendere coscienza di valere qualcosa non è semplice, soprattutto se per tutta la vita hai pensato il contrario. Elle Eloise non ha semplicemente messo insieme due personaggi, ha dato loro un mondo, lo ha affossato, ha fatto rimanere detriti e da questo ha fatto partire il tutto. Perché il passato è importante, ti fa capire cosa sei stato, ma è il futuro quello che importa, è la forza che metti ogni mattina quando apri gli occhi per affrontare la giornata, oppure in un dialogo difficile con la persona che ami… sono le piccole cose che ti portano ad apprezzare la vita. A volte è grazie a un sorriso, a un ricordo, a una risata o a una canzone, resta il punto che nessuno viaggia da solo e questa storia ne è la dimostrazione.
Nayeli - per RFS . Panico, ecco cos’era. Ero nel panico. Perché non avevo la minima idea di come affrontare questa cosa. Non ero sua madre, non ero suo fratello, non ero il suo fidanzato. Non ero un cazzo di nessuno. Eppure, sapevo di essere l’unico che avrebbe potuto fare qualcosa, l’unica persona adulta che aveva al suo fianco.
Questo romanzo di Elle Eloise mette sul piatto un buon numero di elementi intriganti (gap age, disturbi alimentari…), e lo fa con una modalità interessante, alternando momenti presenti e passati senza seguire una linearità ben definita. In questo modo massimizza l’effetto stridente tra la dolcezza, l’ingenuità e la luce della nostra Mackenzie adolescente e la ruvidezza, la chiusura, la disillusione di una Mackenzie più matura. Prima e dopo Connor, si potrebbe dire… ma i fatti sono più complessi di così.
Non dissi nulla. Non dissi che era in parte colpa sua. Non dissi che ero diventata un’altra da quando lui aveva fatto di me una donna su un talamo di sabbia scaldato dal fuoco di un falò e poi mi aveva ripudiata senza una parola di commiato. Che dopo quella notte la mia vita era letteralmente stata risucchiata in un vertiginoso buco nero.
Mackenzie ama Connor fin da giovanissima, appena dieci-undici anni.
Si trovano a convivere sotto lo stesso tetto quando lui, scappato dai suoi genitori a 19 anni, viene accolto dalla madre.
Mackenzie è affascinata da questo ragazzo tormentato e silenzioso, molto più grande di lei, e col tempo se ne innamora. Connor la rifiuta e la allontana più e più volte, per tutti i motivi che possiamo immaginare rendano una relazione con una sorellastra minorenne una pessima idea, nonostante l’attrazione che a sua volta inizia a provare man mano che lei cresce. Nel buttare avanti la palla rimandando qualsiasi gesto alla maggiore età nell’auspicio che la cotta le possa passare, cerca di evitare che un grave errore possa rompere i rapporti con l’unica famiglia che gli rimane: una quasi-madre amorevole e un quasi-fratello che lo guarda come un eroe.
«Perché voglio che tu stia con un bravo ragazzo e io non sono un bravo ragazzo, Mac.» «Non esistono bravi ragazzi, io sono stata solo con i più stronzi.» Si schiarì la gola, in difficoltà. «Per capire… di quanti ragazzi stiamo parlando?» «Tanti» mentii. Erano solo due e non ero andata fino in fondo con nessuno di loro. Io volevo lui. Volevo il suo corpo, il suo cuore, la sua testa. Volevo dargli tutto, il mio amore, la mia innocenza. La mia vita.
Diversi anni dopo, la situazione è ancora in stallo: Mackenzie diventa maggiorenne e cerca di riscuotere il suo primo bacio, pressando per poter realizzare il sogno che ha coltivato per così tanto tempo. Invece, Connor continua a ritenere che possa essere un errore tremendo, che lei sia troppo giovane, di non essere la persona giusta per lei. Quindi si allontana, fisicamente ed emotivamente, cambiando paese e smettendo di sentirla, ma solo dopo averle tolto la verginità. Questo manda Mackenzie totalmente in crisi, aggravando i suoi disturbi alimentari; non solo la sua positività viene rotta, ma anche la sua percezione della vita: inizia a punire un corpo che non è stato sufficiente per attrarre la persona che amava, smettendo di nutrirlo.
Oltre all’anoressia iniziano a incanalarsi altri fatti che la precipitano in un buco nero sempre di più.
Così lo baciai di nuovo, questa volta aprendo le labbra con le mie. Lo assaporai piano, prendendo il mio tempo. Il nostro tempo. Fino a quando Connor non afferrò le mie braccia, stringendole così forte da lasciare il segno. Mi scostò, scrutandomi dall’alto con una severità che non aveva nulla di credibile. Mi baciò lui a quel punto. Fu un bacio ruvido, arrabbiato, taciuto per anni. Fu un bacio rivendicato, un bacio salato. Un bacio amaro. L’amarezza di un amore che non sarebbe mai dovuto nascere e che ci stava di nuovo travolgendo con la potenza dei ricordi, delle emozioni mai dimenticate.
Come anticipavo, la narrazione alterna momenti della loro infanzia a momenti presenti. Svela quindi un poco alla volta gli antefatti, le evoluzioni del loro conoscersi e del loro innamorarsi mostrandone al contempo gli effetti devastanti, la risonanza sui loro sentimenti a distanza di anni.
“La memoria è un puzzle tutto da ricostruire” dice l’autrice in una nota finale, ed è proprio questa la sensazione che si ha leggendo capitoli che saltellano un po’ avanti e un po’ indietro: quella di una storia che prende forma un pezzo per volta, una sfumatura alla volta.
Dal pozzo scuro della mia memoria cominciarono a riemergere vecchi ricordi che si ammucchiavano come messaggi segreti in bottiglie naufragate su una riva. Non erano propriamente quelli a farmi male. Erano le sensazioni che provavo all’epoca e che stavano riaffiorando adesso, in tutta la loro prepotenza. La costante tentazione di guardarla, di afferrarla, di baciarla. Di stringerla fino a farle male.
Se da un lato, ora che sono entrambi cresciuti e la madre non può più giudicarli, Connor sente che potrebbe essere il momento per una seconda possibilità, dall’altro le condizioni sono tutte sbagliate: il loro legame, la fiducia e i sentimenti sono tutti da ricostruire.
Mackenzie nel presente non è più un’adolescente innamorata e piena di speranza: è colma di rabbia, indurita, ha buttato via il suo corpo, ha regalato il sesso e ha un cuore gelido, non concede più affetto e intimità, ormai disillusa.
Connor, per quanto abbia provato a rifarsi una vita, non è mai riuscito a legarsi a nessun’altra come con lei. Si tratta di capire il vero motivo per cui non vuole tentare una relazione, e non può che essere la paura: di non essere adatto, non essere abbastanza, di avere un passato troppo complicato, di perdere gli unici veri affetti che ha.
Mac era pura energia ma noi l’avevamo prosciugata, come avevano fatto suo padre e i suoi nonni prima di noi. Ciò che avevamo lasciato era un burattino inerme fatto di pelle e di ossa, abbandonato su un palcoscenico buio, nascosto al resto del mondo da uno spesso sipario.
Questo testo dalle molte sfaccettature ci propone una situazione difficile caratterizzata da un gap age in un’età equivoca e ci mette di fronte a dei dubbi leciti sul fatto che fosse meglio assecondare il loro innamoramento e la loro attrazione reciproca fin da subito. Tra i vari temi toccati, oltre alla lotta di Mackenzie con un disturbo alimentare, vediamo un ragazzo insicuro che non è stato amato dalla madre, che si vede sbagliato, non all’altezza di quello che la ragazzina meriterebbe dalla vita.
Il rivederli diversi anni dopo scoprire gli effetti devastanti di una decisione adolescenziale che doveva essere la migliore per tutti (quella di separarsi) è drammatico. Pensare che il loro amore sia sopravvissuto per tanti anni, a tutto il dolore che hanno provato, a quanto si sono puniti, a tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato non è affatto facile.
Ma, come spesso dicono, se il momento migliore era prima, il secondo momento migliore è adesso.
«Non osare più dubitare dei miei sentimenti per te, perché tutto ciò che ho fatto, giusto o sbagliato, l’ho fatto pensando a te, a costo di sacrificare me stesso!» Le sue lacrime erano una ferita nel mio petto. «Allora smettila di sacrificarti, Connor. Basta» riuscì a dire, nonostante i singhiozzi. «Basta vivere di rimpianti, di omissioni, di bugie. Non voglio più viverla questa vita del cazzo senza di te al mio fianco. Non mi interessa. Anch’io voglio il meglio per me e il meglio che posso avere da questa vita sei tu!»
Torna Elle Eloise e lo fa con un romanzo che parla da solo, che mostra i lati più intimi e segreti dell’animo umano, che profuma di amore, di voglia di amare e di essere amati. Per chi non conosce la scrittura di Eloise sarà una lettura in cui verrete messe alla prova, perché questa autrice lascia un grande ruolo al lettore: lo coinvolge e lo stravolge lentamente, a piccole dosi, e lo conduce in un viaggio dove non lo lascerà mai solo perché i suoi personaggi sanno come entrare in empatia con chi sta leggendo la loro storia. Per chi, invece, come me già la conosce, non starà di certo adagiato sugli allori, eh no, avrà modo di scoprire un nuovo lato di questa autrice che, attraverso passato e presente, sarà in grado di costruire un futuro frutto di una conoscenza più interiore, accogliente e familiare. Il fuoco che respiro, racchiude già nel titolo degli elementi che si ritroveranno spesso nella storia e avranno un significato importante. Il fuoco è l’elemento che cattura, che colpisce, che calamita l’attenzione perché rappresenta un ostacolo importante che i protagonisti dovranno accettare e superare. Sarà quella coperta calda che porterà Connor e Mackenzie non solo a scaldarsi ma a scottarsi fino a bruciarsi. Il respiro sarà quel suono che accompagnerà ogni momento intimo e personale che Connor e Mackenzie proveranno sulla loro pelle, sulle loro labbra e soprattutto sul loro destino. Un respiro, un soffio, una speranza che non molla mai queste due anime che vedono il loro futuro scritto sulla sabbia, dove, una semplice onda, può cancellarlo per sempre o può riportare a galla quelle impronte che ancora non si erano dissolte. Connor e Mackenzie si conoscono quando lei ha 10 anni e lui 19, si ritrovano quando lei ne ha 18 e lui 27, si ricongiungono quando lei ne 22 e lui 31. Un arco temporale lungo più di un decennio dove si ritroveranno faccia a faccia con le loro idee, i loro pensieri, i loro cambiamenti, le loro speranze, i loro sogni infranti e la voglia di superare questo amore impossibile da vivere. “Avrei voluto conversare del più e del meno, ma tra noi non sarebbe stato credibile. C’erano troppe questioni in sospeso, troppe omissioni, troppe bugie che mi pesavano sulle spalle come una zavorra.”
Connor non ha mai avuto una vera famiglia e far parte di quella di Mackenzie rende la sua vita più serena e completa. Deve tutto quello che ha ottenuto alla madre di Mac, la sua professoressa del liceo che lo ha salvato dall’inferno e, una volta sentitosi parte della loro famiglia, è stato semplice anche amare Mac e Lucas come suoi fratelli. Mackenzie è una ragazza semplice, che si è sempre fatta avanti per aiutare tutti tranne sè stessa. Ha un grande spirito di sopravvivenza e la speranza di poter finalmente un giorno vedere Connor non come un amico/fratello ma come un amante, un compagno, un uomo con il quale poter creare a sua volta una famiglia. Si perdono di vista senza mai sapere il vero motivo e, quando tutto crolla nuovamente con la morte di Debra, la madre di Mac, ritrovarsi diventa inevitabile. «Tua madre era un esemplare più unico che raro, Mac. Non ti fidare di nessuno. Nessun professore, nessun assistente sociale. Non ti fidare di tuo padre. Nessuno.» «E che mi dici di te?» mi sfidò tra una boccata di fumo e l’altra. «Mi posso fidare di te o sparirai per altri quattro anni?» Ciò che c’era prima, l’amore che ricordavo, era scomparso. O forse non era mai stato reale. «Piantala! Sai bene perché l’ho fatto. Voi siete l’unica famiglia che ho e non potevo permettermi di perderla per un… errore!»”
Come un vaso di Pandora, le vite di Connor e Mac verranno catapultate indietro nel tempo, verranno messi a nudo davanti ai fatti compiuti che non hanno potuto avere un risvolto. Dovranno fidarsi l’uno dell’altra, “un segreto per un segreto”, per rimediare agli errori del passato, alle parole non dette, agli sguardi ingannevoli, ai battiti dei cuori che non smettevano di fare male. “Erano le sensazioni che provavo all’epoca e che stavano riaffiorando adesso, in tutta la loro prepotenza. La costante tentazione di guardarla, di afferrarla, di baciarla. Di stringerla fino a farle male. Il desiderio represso che mi portavo addosso da anni come una maledetta fede nuziale e che mi avvelenava l’anima. Quella voglia di possederla un’altra volta, di assaporare ancora la sua pelle, il suo profumo. Intossicarla con il mio amore strano, disperato, silenzioso. Tutte le relazioni che avevo avuto dopo di lei erano state un pallido riflesso di ciò che avevo provato quella notte in spiaggia, accanto a un falò che mi ero prodigato a spegnere in fretta appena l’alba aveva decretato la fine del sogno. Era stato solo questo, in fondo. Un bellissimo sogno, per quanto sbagliato. E i sogni, si sa, tendevano a svanire come polvere nel vento.”
Ecco cosa sono Connor e Mac, sono tossici, sono pericolosi, ma sono indispensabili l’uno per l’altra. Vicini soffrono, lontani muoiono dentro. Hanno valicato un limite dal quale è difficile tornare indietro. La fame di possedersi e non poterlo fare, la voglia di amarsi e non poterlo fare, il bisogno di annullarsi per comprendersi. Un vortice di emozioni che Mac non è pronta ad affrontare nuovamente, perché un destino crudele l’ha messa davanti alle difficoltà della vita senza quella sua spalla materna che le era sempre di conforto, con il dovere di badare anche a Lucas per non perderlo del tutto. “Eravamo stati davvero solo questo io e Mac? Una serie di risposte mancate? Una verità omessa al resto del mondo? Una fottuta decisione sbagliata?” Il pericolo che si nasconde dentro ad un sentimento tossico può arrivare a toccare delle corde molto delicate della nostra anima e il viaggio che Mac si ritroverà a ripercorre, per mostrare agli occhi di Connor il dolore e la sofferenza che non ha mai potuto manifestare in passato, la renderanno di nuovo schiava di un vortice oscuro. Si ritroveranno a dover affrontare il buio della notte, a cercare quelle stelle che una volta avevano assistito ai loro baci, alle loro carezze, alle loro confidenze. Si immergeranno in acque profonde e torbide dove cercare di non annegare sarà uno dei motivi fondamentali che li porteranno a scambiarsi il respiro. Si annienteranno tra le fiamme di quel fuoco che non vuole lasciarli semplici spettatori di un falò che riscalda un sentimento forte. Sanno di appartenersi, ma non sono in grado di accettarlo. Mac si annulla, Connor non riesce a capirla. Mac si autodistrugge, Connor non riesce a salvarla. Perché? Cosa è rimasto nel loro passato che pesa come un macigno in questo presente fatto di promesse non mantenute? “Lei apparteneva a me, io a lei. Il mio cuore era nelle sue mani così come io tenevo il suo. L’unico vero problema in tutta questa faccenda era la fragilità che si nascondeva dietro la sua forza. Quella fragilità che mi aveva dato su di lei un potere sconsiderato, capace di provocare la sua felicità come la sua disperazione, una disperazione sarebbe stata troppo pericolosa per una ragazza che camminava da anni su una corda tesa pronta a spezzarsi.”
Una salita ripida, una ripresa lenta, un sentiero impervio. Nessuno potrà salvarsi da solo. La voglia di vivere dovrà riprendersi quei corpi che non hanno saputo trovare il giusto incastro, ma che sanno di essere perfetti solo se uniti. Non bastano più le scuse per toccare, baciare, amare. Non è più tempo dei rimorsi e dei rimpianti. È arrivata l’ora di guardarsi dentro per migliorarsi fuori, per accettarsi e credere in quell’amore che già da anni li ha resi schiavi di un futuro univoco. “«Amami Connor, non chiedo altro da te. Solo questo. Voglio solo essere amata dall’uomo che amo da sempre.» Non voglio più vivere così, in debito di ossigeno.» Io faccio questo e tu non riesci a perdonarti… siamo condannati a vivere così, a meno che non facciamo qualcosa, a meno che non facciamo di tutto per lottare. Per cambiare le cose.»”
Elle Eloise ci scatta un numero indecifrato di istantanee che poi butta su un tappeto e ci affida il compito, come lettori, di comporre un collage, di metterle in ordine, di guardarle con occhi lucidi, di sorridere davanti ai visi di quella ragazza e di quel ragazzo che portano sulle spalle un bagaglio pieno di emozioni, di sentimenti contrastanti e di voglia di riscatto. E lo fa con una narrazione distribuita nel tempo. Ci lascia assaporare le vite di Connor e Mackenzie lentamente, ci fa scoprire i loro pregi e i loro difetti un poco alla volta, ci mostra come erano e come sono. Siamo noi lettori che dobbiamo immaginare come saranno nel futuro, come questo loro amarsi potrà essere veramente tossico o indispensabile. C’è una grande differenza di età nei protagonisti e, questo, fa sì che la storia si trasformi non solo in un amore impossibile, ma anche in una crescita personale che vede due generazioni a confronto. Altri personaggi che arricchiranno questa storia avranno un ruolo fondamentale nelle vite dei protagonisti e li porteranno a dovere compiere azioni più o meno lecite per poter capire fino a che punto sono disposti a mantenere unita la loro famiglia. Gli elementi che l’autrice ha scelto, come il fuoco e il respiro, hanno arricchito questa storia e si fonderanno con il vero significato della parola famiglia, con i doveri e i piaceri che questa parola comporta. Sarà una vera sfida questo viaggio: sia per i protagonisti, perché Elle Eloise ha saputo crearli con uno intenso spessore, lasciandoli sempre in primo piano e in grado di condurre il cammino da soli; sia per i lettori, perché si ritroveranno davanti ad una lettura intensa, da gustarsi senza pause, senza dubbi, dove la memoria dimostrerà che i ricordi possono farci gustare il presente e desiderare il futuro. Rispetto ai suoi precedenti romanzi qui troviamo un’ambientazione straniera, Eloise ci dona una visione di Coney Island che lascerà in ogni lettore la voglia di prendere il primo aereo per raggiungerla e assaporare la storia di Connor e Mac attraverso i profumi e i colori di questo posto magico dove il luna park sarà la partenza e l’arrivo di ogni sogno. Perché dovete leggere questo romanzo? Perché Elle Eloise con questa storia scardina una serie di stereotipi del genere romance per farci allungare lo sguardo oltre l’orizzonte, oltre le scelte giuste o sbagliate, oltre i segreti, le bugie, oltre la paura e il riscatto. Ha scelto uno stile con un cambiamento sostanziale, non solo immaginario o sognatore, ma infinito, capace di far piangere e gioire delle varie sfumature dell’amore, cosciente di dover risorgere dalle ceneri ancora fumanti di una passione che travolge e stravolge. Non perdete tempo e…..buona lettura.
Ho appena terminato un viaggio particolare, un giro su un otto volante di emozioni, di gioia e di dolore, di vita e morte. La chiave di lettura del nuovo libro di Elle Eloise, che ho avuto l’onore di leggere in anteprima, è data dall’autrice stessa:
Questa è una storia fatta di istantanee, un mucchietto di vecchie polaroid sparse su un tappeto, di fronte a un camino.
Non aspettiamoci la solita trama con ragazze appena maggiorenni libere di vivere una vita spensierata e libertina e uno stile narrativo che segue la quotidianità dei personaggi. Questo libro è molto diverso, è molto di più.
Questo è un libro sull’amore in ogni sua forma e declinazione. L’amore tra coetanei e con differenza di età; l’amore di una madre, di un padre, tra fratelli e di una famiglia; l’amore per se stessi, il più difficile da vivere.
Mackenzie è una ragazza amata dalla madre e dal fratellino, studiosa e appassionata di musica anni settanta. È innamorata da sempre di Connor, ragazzo più grande di lei con un passato turbolento e un presente ancora da costruire.
Proprio questo rapporto fa da filo conduttore di tutti gli eventi che caratterizzano la storia e mostrano i lati bui di Mac e Connor.
È stato difficile leggere il dolore di Mac, affrontare con lei i suoi demoni, sentirla appassire e percepire la sua apatia verso la vita che la sta consumando. La immaginavo come una candela accesa che diventa sempre più piccola e che con la sua fiammella flebile non riesce a più a scaldare e illuminare la vita. Ho sentito nelle mie vene la sua tristezza e la sua lenta agonia. Ho provato per lei lo stesso amore che ho letto in Debra, sua madre, lo stesso desiderio di protezione e disperazione nel non sentirti abbastanza.
Connor non è un cavaliere con un’armatura lucente arrivato sul bianco destriero a salvare la fanciulla. Connor è la somma di sentimenti contrastanti, vive con l’incubo di essere causa del male vissuto dalle persone a lui più care e l’idea di poterne essere salvezza. Si sente le due facce della stessa medaglia: eroe e colpevole.
Connor amando Mac rinasce.
Mac amando Connor rinasce.
Il loro è un sentimento che arricchisce e che li porta ad accettarsi, amarsi e guarire.
Sono come la fenice che dalle sue ceneri ritrova la forza e la bellezza di rinascere a nuova vita, ricca delle sue precedenti esperienze.
“È la fine di un’altra fase della mia vita, la prima era finita davanti a quel falò, sulla spiaggia. Durante quell’estate in cui sono nata di nuovo e poi sono morta. Oggi mi sento morire un’altra volta. Per questo devo cercare il numero di Connor sul tuo cellulare, ho bisogno di rinascere di nuovo. Devo farlo per Lucas. Devo farlo per me. Ma so che senza di lui mi lascerei morire definitivamente, perché non sono stata molto brava a vivere in questi quattro anni.”
Ogni istantanea di questo viaggio si collega ai sentimenti dei protagonisti e il lettore si trova catapultato nella loro vita e nei loro ricordi senza mai sentirsi spaesato e confuso. L’autrice è riuscita a concentrare l’attenzione del lettore sugli aspetti principali della storia, fornendo tutte le informazioni, ma approfondendo solo ciò che realmente era funzionale alla trama.
Elle è stata bravissima nel scrivere una storia così profonda e allo stesso di facile lettura, con un significato forte e ben delineato.
Credo che questo sia un libro che andrebbe consigliato alle ragazze giovani che possono trovare in Mac un esempio di speranza: si può cadere, desiderare una non vita, non rispettarsi, ma ci si può rialzare e accettare l’aiuto di chi ci ama e ritornare ad amarsi.
“«Non osare più dubitare dei miei sentimenti per te, perché tutto ciò che ho fatto, giusto o sbagliato, l’ho fatto pensando a te, a costo di sacrificare me stesso!»”
Recensione a cura del blog Libri Riflessi in uno Specchio
Bentrovati, Specchietti. Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Elle Eloise, Il fuoco che respiro. Come spesso mi accade, quando si tratta di un romanzo di Elle, ho dovuto lasciar passare qualche giorno dalla fine del romanzo prima di avventurarmi nel caleidoscopio di sensazioni ed emozioni che questa storia mi ha lasciato. Elle Eloise ci racconta la vita di Mackenzie e Connor ripercorrendo gli avvenimenti degli ultimi quindici anni. Il dolore che ne ha intriso le pagine, la fuliggine di un incendio vero e metafisico che ne ha annebbiato i ricordi e intossicato l’anima. Le paure, il senso di smarrimento, di abbandono, che sono il vero filo conduttore di tutta la storia. Connor è un ragazzo che dalla vita, diciamocelo, pare abbia ricevuto solo un’infinità di porte sbattute in faccia. Di “No” urlati con crudeltà. Tanti, troppi, e capaci di farlo vacillare anche quando di fronte trova una mano tesa, pronta all’aiuto e all’ascolto. Abbandonato dalla sua famiglia, si è ritrovato a vagare senza meta, senza un porto sicuro che accogliesse le sue membra stanche alla sera, senza il calore di un abbraccio che rifocillasse il suo cuore malandato. Fino a quando la disperazione non lo porta a chiedere aiuto a Debra, una delle sue vecchie insegnanti, che lo accoglie come fosse figlio suo. Mackenzie è una ragazzina con grandi sogni e grandi ideali in cui credere; una fantasia galoppante e un senso della giustizia fin troppo radicato nella sua giovane testolina. Sa già quali sono le battaglie che, fiera, vuole portare avanti nella sua vita. E sa, soprattutto, che quel ragazzo coperto di cenere, infreddolito e perso, porta sulle spalle un dolore troppo grande per la sua età.
Un ragazzo grande e grosso come lui stava piangendo? Non sapevo come mai, ma al posto di prenderlo in giro come avrebbero fatto i miei compagni di classe avrei voluto scendere di sotto e abbracciarlo. C’era qualcosa di profondamente sbagliato nella vita di questo ragazzo.
Connor si trova, finalmente, ad avere una casa a cui tornare. Una famiglia con cui ridere e scherzare. Un albero addobbato per Natale. Il calore di un abbraccio. Un bacio sotto al vischio. Un bacio capace, oltre che di aprire una voragine nel suo petto, di mettere a rischio tutto ciò che a fatica la vita gli sta donando. Dieci anni di differenza sono molti. Molti quando si è quasi un uomo e di fronte si ha una ragazzina, ormai adolescente, che dell’amore pare conoscere solo le romanticherie dei romanzi. Dieci anni che pesano come un macigno sui giorni passati, su quella normalità che Connor si è costruito con la famiglia di Debra. Dieci anni e qualcosa lì, in fondo al cuore, che fanno troppo rumore e che, inevitabilmente, portano le strade di Connor e Mac a doversi separare. Nel modo più doloroso. Un allontanamento che poggia le sue basi sui silenzi, sui fraintendimenti, sulle parole taciute a fin di bene. Sull’abbandono. Quell’abbandono che torna prepotente nella vita di Connor, vittima e carnefice di quelle scelte prese a senso unico, e in quella di Mac che, da quel momento, decide di intraprendere un sentiero buio, che corre sul filo dell’autodistruzione, che parla di un fuoco che divampa da dentro e finisce con il divorare tutto ciò che incontra: le risate, i baci rubati, i ricordi. I sogni da realizzare. I progetti, i fuochi d’artificio in quel cielo stellato da guardare mano nella mano, l’infanzia e l’adolescenza. Il candore, la purezza. Il futuro. Fin quando il destino non rimette l’uno di fronte all’altra quei due ragazzi. Di Connor e Mackenzie, però, non sembra esserci rimasto nulla. Sono l’involucro in cui si nascondono due anime perse. Sono lo spettro dell’anoressia, della violenza celata sotto strati di indifferenza. Sono parole ormai pronunciate per ferire, come se dalla sofferenza dell’altro potesse arrivare sollievo. Come se quell’amore non vissuto e, per convinzione, mai meritato dovesse essere inzaccherato dal fango e dall’odio. Ma l’amore, Specchietti, troverà sempre una via per urlare più forte di tutto il resto, non siete d’accordo?
C’era stata soltanto una persona che aveva scavato nel mio cuore un solco profondo, un sentiero impervio che mi avrebbe sempre ricondotto da lei, ne bene o nel male. Quella persona era Mackenzie Baker.
Ed ecco, Specchietti, è così che l’amore si fa strada tra le incomprensioni, che abbatte tutto l’odio con cui la vita sembra voler ripagare i nostri protagonisti. L’odio di chi sembra non conoscere altro sentimento, di chi dovrebbe proteggere e invece finisce col diventare pericolo per Mac e i suoi cari. L’odio per se stessi, per quel sentire la vita che è troppo forte, che urla nella testa, che non lascia un attimo di respiro. Sarebbe più facile poter vivere la propria esistenza senza doversi preoccupare del prossimo, vero Mac? Senza dover sentire la paura di un fratello che sta crescendo e si vede diverso, che non capisce come affrontare le proprie pulsioni, il proprio cuore. Sarebbe più facile odiare quel padre che ti ha abbandonata e che ora, ora che Debra non c’è più, rivendica un posto nella tua vita. E invece, sotto quel sottile strato di pelle che ormai ti veste, c’è il tarlo di un affetto figliare che non vuole lasciarti in pace. E sarebbe più facile odiare fino in fondo Connor. Per i suoi silenzi, per il suo abbandono. Per quell’amore che non ti vuole concedere. Ma l’amore è troppo. Forse è per questo che ti riesce facile incanalare tutto quell’odio verso te stessa. Forse, odiarti, lasciarti morire a poco a poco, scomparire è tutto ciò che aneli. Il silenzio, in fondo, è pace.
Volevo solo essere consolata, volevo solo essere amata.
Sarebbe facile, Specchietti, raccontarvi solo del grande amore che lega Mackenzie a Connor. Di come questa ragazzina abbia riconosciuto la sua anima gemella al primo sguardo. Di come sia riuscita a ritagliarsi un posticino nel cuore di lui. Sarebbe facile raccontarvi della passione dirompente, dei baci che divorano l’anima, del sesso che non è solo atto fisico, ma condivisione, completamento, pace. Sarebbe facile, ma farei un torto a Elle Eloise e al lavoro che c’è dietro la stesura di questo romanzo. Farei un torto a Connor e Mackenzie. Farei un torto a tutte quelle persone che là fuori stanno cercando un posto nel mondo, che si puniscono nella convinzione di essere sbagliate, che si annientano giorno dopo giorno, incapaci ormai di discernere la realtà tra tutte le bugie che si sono raccontate, che non vedono la mano tesa di chi le ama, convinte, sopra ogni cosa, di non meritarlo. È per loro che devo avvertirvi: Il fuoco che respiro non è solo un romance, non è solo un age gape, un contemporary da primi posti in classifica su Amazon. Questo è un romanzo crudo, che sbatte in faccia al lettore la sofferenza umana senza fronzoli. Che parla di violenza, fisica e verbale, di ossa che sporgono, di gambe che cedono non per il belloccio di turno ma perché non hanno più la forza di sorreggere. Che ci ricorda quanto sia difficile camminare su questa terra, di quanto possa essere complicato amare se stessi. Che urla di uomini convinti di potersi prendere ogni cosa della ragazza che hanno di fronte: un bacio rubato con violenza. Una mano che si insinua dove non dovrebbe. La ferocia con cui si strappa, prima ancora di una maglia o di una gonna, l’anima. E di tutto l’odio che ne deriva. Dell’incapacità di capire che non si hanno colpe. Dell’autolesionismo che diviene unica via per un sollievo in realtà fittizio. Ma ci parla anche di altro, Elle Eloise. Ci parla di speranza. Ci parla della vita che s’aggrappa a essa. Ci parla della forza di volontà che è nascosta in ognuno di noi. Di foglie di insalata mandate giù a fatica, ma che sono un primo, enorme passo. Ci parla nel coraggio di guardare i propri demoni in faccia. Di denunciare il dolore. Di non aver paura. Ecco: di non avere paura. Perché è la paura che spesso ci fotte per prima. No, Specchietti, Il fuoco che respiro non è solo un romanzo rosa. E forse non sarò mai in grado di farvi capire quanto la penna di Elle Eloise mi abbia stravolto ed emozionata. Di quanto coraggiosa sia stata nello scavare ancora più a fondo in se stessa, nella sua innegabile capacità di sondare il cuore e l’animo umano. Di quanto talento ci sia in questa autrice e di come, sono certa, sia difficile per lei doverlo dimostrare ogni volta. Però sai una cosa, Elle? Ti riesce alla grande. E forse questo romanzo sarà difficile da capire fino in fondo, forse, per qualcuno, potrà sembrare “troppo”. Troppo carico di eventi. Troppo pieno di sofferenza. Troppo crudo e crudele. Troppo poco pieno di fronzoli. Eppure, sono convinta che saprà toccare l’anima di chi in tutta questa sofferenza, purtroppo, ci annega e che a volte ha solo bisogno di sentirsi dire che è reale, fa male, ma non accade solo a lui. E che ci si può salvare da tutto quel dolore. È per questo che a Elle do il mio Specchio Speciale.
Come sempre Elle non delude mai! Questo libro è di una intensità pazzesca! Argomento tosto, momenti drammatici ma una storia così ben costruita che si legge di un fiato in pochissimo tempo! Io non amo gli age gap, ma qui non si sente proprio la differenza di età…se non fosse per Smoky che la nomina ogni tanto, la Piccoletta è così adulta che non si percepisce nulla.
L'amore ti pone delle scelte, a volte belle e, in alcuni casi ti porta a sacrificare una parte di te. Con Connor e Mackenzie è stato un viaggio pieno di alti e bassi, di rinuncie e sofferenze. Fra passato e presente questa coppia ci farà conoscere quel sentimento che nonostante può farti penare, può anche essere l'unica salvezza.
Onestamente l’ho trovato noioso, non mi ha proprio presa. Non mi piace nemmeno la coppia. Dopodiché ho apprezzato la tematica sulla anoressia anche se veramente trattata all’acqua di rose. Niente non mi ha convinta minimamente.
Una bella storia che, però, manca di credibilità! La trama è molto carina, ma è anche a tratti surreale. Il padre drogato quasi santificato, Connor che addita Mac come una prostituta dopo averle promesso amore eterno, Mac che si trascina nel romanzo per tutto il tempo, aspettando che qualcuno la prenda in braccio (metaforicamente), Lucas (il fratello) totalmente inutile… boh Tre stelle solo perché è scritto bene. Sviluppato meglio, ne avrebbe ricevute sicuramente cinque!
intenso ed emozionante questo nuovo lavoro della cara Eloise, che ad ogni nuovo romanzo raggiunge più maturità, più centro, più chiarezza espressiva. La vicenda è un age gap anche se non importante, ma la problematica tra i due è sempre in quel senso di inadeguatezza e scarsa autostima che spesso affligge chi ha avuto infanzie complicate e ha dovuto lottare con i denti per sopravvivere. O l'inconscio disprezzo di se o al contrario l'arroganza che asfalta tutti. Difficili le vie di mezzo. Bellissimi personaggi, tematiche sempre attuali e un intreccio non scontato quanto potreste pensare leggendo la trama.
Torna Elle Eloise con una storia tutta nuova ambientata nell'affascinante cornice di Coney Island. È il fuoco l'elemento principale di questa avventura, fuoco che spaventa , che distrugge, ma che divampa nei cuori dei protagonisti unendoli per la vita. Un libro diverso dai precedenti, più sentito e maturo che ci regala le infinite emozioni a cui questa autrice ci ha ormai abituate. Da leggere e rileggere, lo sentirete sulla pelle come qualcosa di unico nel suo genere ❤❤❤
Connor e Mackenzie. Devo trovare le parole giuste per scrivere questa storia in tutta la sua complessità e meraviglia. Conoscevo già la penna di questa autrice, ma la lessi ancora quando non avevo un blog e le mie recensioni non valevano assolutamente nulla. Quindi leggerla adesso, con la consapevolezza di comprendere questa storia nel profondo ha tutto un altro significato.
Addio Mac. È stato bello baciarti almeno una volta e immaginare per pochi secondi qualcosa che non potrà mai accadere. Questo piccolo segreto rimarrà custodito tra le nostre labbra, così come il viaggio che non potremo compiere insieme farà per sempre parte dei nostri sogni.
Una storia forte, e molto più vera di quello che noi pensiamo. Perché l’argomento trattato al suo interno è qualcosa che viviamo nella realtà di tutti i giorni, che sentiamo a cui ci indigniamo eppure a volte facciamo ancora troppo poco per evitarlo. Mac e Connor sono insieme davvero una sorta di fuoco allo stato puro. Sono una fiamma che divampa sempre di più ad ogni loro contatto. Capitolo dopo capitolo, lo capiamo e lo comprendiamo nel profondo il loro rapporto. Tra passato e presente infatti avremo un quadro completo della storia e di come sono arrivati a soffrire così tanto. Due protagonisti che mi hanno squarciato l’anima e nello stesso tempo me l’hanno aggiustata.
Aveva sempre avuto un profumo meraviglioso Mac, fruttato, delicato, molto femminile. Quello non era cambiato. Mi aveva riportato alla notte in cui, dopo averle fatto scoprire cosa fosse l’amore, ci eravamo addormentati abbracciati, sulla coperta. Quel profumo era stato come un proiettile in pieno petto, un dolore acuto che poi si era fatto costante, per stabilizzarsi nel torace. Avevo subito intuito che non sarebbe più andato via. Sarebbe rimasto lì, a tormentarmi fino alla fine dei miei giorni.
Insomma un romanzo che mi ha lasciato con il fiato sospeso dall’inizio alla fine e che ho davvero amato tantissimo. Elle Eloise si conferma un’autrice davvero brava che riesci a distruggerti il cuore e poi ricomportelo con i suoi personaggi. Uno stile il suo molto profondo, ma ha grazie alla fluidità vi terrà incollati alle pagine dall’inizio alla fine. Un romanzo che vi consiglio ad occhi chiusi.
•Wow, primo libro di Elle che leggo e ne sono follemente innamorata.Ho amato questa storia come non mai, mi è entrata dentro fino alle ossa.L'ho divorata in pochi giorni per quanto è scorrevole e non vi nego che ho pianto anche tanto.
Ho provato così tanta tenerezza per Mac,l'ho vista consumarsi come una candela per poi rinascere come una fenice. Questa non è una semplice storia d'amore tormentata, è una storia che racconta amore, perdono e redenzione.
❤️ Quello che lega Connor e Mac è un amore che sfida il tempo e lo spazio. Perché l'amore vince e salva.
Dare 5 stelle a questo libro è riduttivo. Elle è riuscita a scrivere una storia così intima e appassionata che è difficile da dimenticare.Consigliatissimo❤️.
Una storia intensa e profonda che scava nel cuore e nello stomaco del lettore. Elle ci trasporta in una storia che è una continua alternanza tra passato, presente e futuro. È un amore combattuto per anni dove scappare e soffrire sembra più semplice di avere il coraggio di affrontare la verità. Dove le parole non detto scavano e creano distanze. Un libro carico di sensazioni ed episodi dall'inizio alla fine.