'The writer who never talks about eating, about appetite, hunger, food, about cooks and meals, arouses my suspicion, as though some vital element were missing in him' Scholarly, playful, idiosyncratic and witty, Aldo Buzzi's The Perfect Egg is an excursion into the food that has obsessed, provoked and intrigued the author through his life. A book of genial and highly refined chat, enriched with personal anecdotes, recipes and quotations from literature and history, it is a tribute to the profound pleasures of food.
Buzzi graduated from Milan School of Architecture in 1938. Though primarily an author of travel and gastronomy books, he also worked as an architect; as assistant director, scene writer, and screen writer for various film production companies in the former Yugoslavia, and in Rome, Italy, and France. He edited the following films: La Kermesse heroica, Ridolini e la collana della suocera e Ridolini esploratore, and Sette anni di guai, all produced by Editoriale Domus, 1945.
Un libro colto e ironico che parla di cucina, ma non solo: accanto a interessanti ricette culinarie di ogni parte del mondo, Buzzi sembra quasi conversare amabilmente con il suo lettore, e lo introduce ad una serie di aneddoti e di divagazioni di antropologia, storia, letteratura, cultura generale. Come sosteneva Lévi-Strauss, anche per Buzzi la cucina non è soltanto un mezzo di sopravvivenza o di piacere fisico per l'essere umano, ma risulta un elemento essenziale per lo sviluppo della civiltà.
Con osservazioni erudite ed esperimenti culinari eccentrici, ma anche con quel distacco ironico che non prende troppo sul serio gli argomenti di cui è esperto conversatore, Buzzi ci parla di ricette, curiosità e segreti di alta e bassa cucina, trattando allo stesso modo la sopa de lima e il daiquiri, l'insalata all'acqua e Fellini, la paillard e Flaiano, l'avgolémono e Antagora, il taramà e l'acropoli di Atene, Brillat-Savarin e Tommaseo, il curato di Bregnier e il radicchio, Alexandre Dumas e Joyce, Talleyrand e la olla podrida, Cervantes e John Updike, gli spaghetti al ragù della trattoria sottocasa e la cucina stellata dei ristoranti di New York, Svetonio e Augusto, Pellegrino Artusi e Apicio, il carneplastico della cucina futurista e i bucatini all'amatriciana, uova al tegamino, frittate e vini, conigli e polli alla brace, i piccioni ripieni e Gadda, il risotto alla milanese e la finanziera, la zuppa bianca di Galeno e la cucina dei pellerossa, il brodo di cornacchia e Kafka, il prosciutto cotto di Trieste e il sandwich, i fagiolini col filo e l'ostrica vegetale, Archestrato e le regole per un buon pasto, il Pontormo e le frittelle di borragine, la tiella di Lecce e lo spezzatino alla zurighese, il pane carasau e la pastina in brodo, Paul Bocuse e Michel Guérard, la cucina dimagrante e Alberto Savinio, la mensa aziendale e la cucina di famiglia, le ricette della cucina tedesca preparate dalla madre e Maestro Martino. Infine, anche piccole osservazioni su come si scrive una ricetta.
Appassionante ed appassionato, ironico ed esilarante il modo con cui Buzzi ci parla del cibo di ieri e di oggi e, contemporaneamente, dell'evoluzione degli usi e costumi dell'uomo moderno in cucina e a tavola. Nell'edizione riveduta ed ampliata del 2002, corredano i testi di Buzzi i simpatici disegni dell'amico e celebre illustratore Saul Steinberg. Leggero e scorrevole, sottile e raffinato, senza troppi tecnicismi, ricco di consigli e di curiosità che accendono l'interesse del lettore, utile e divertente come pochi libri di cucina sanno essere.
« Una volta si mangiava e si beveva di più (di più quelli che potevano e meno quelli che non potevano). Il generale Bisson, ogni giorno a colazione si beveva otto bottiglie di vino. Oggi l'idea di mangiare un antipasto, un primo, un secondo, un dolce e un formaggio comincia a sembrare eccessiva a molti ».
4,5⭐️ Questo libro non è solo un libro di ricette ma è molto di più. Io, affetta da anoressia, l’ho trovato straordinario. Buzzi ti porta in giro per l’Italia ma anche per il mondo a scoprire cibi che manco conosci e fa tutto questo raccontandolo anche con ironia come per esempio con i fagiolini: “Il mondo è pieno di misteri. Uno è proprio questo: perché gli agricoltori continuano a seminare fagiolini col filo?”
Il vero cuoco non assaggia, è un po' come il pianista che suona senza guardare la tastiera.
Finalmente qualcuno che mi ha spiegato come fare un uovo al tegamino! Non mi è mai riuscito benissimo, ora so perché. Il libretto alterna piatti esotici e bucatini all'amatriciana, ricettari dell'antica Roma e risotto alla milanese. Molto carino, scorre velocissimo ed è un'ottima scelta per un momento di relax.
Divagazioni di un uomo colto, raffinato e di altri tempi su cibo, cultura, paesi e tutto ciò che accende la scintilla delle persone vive e curiose. Che poi sono quelle che amano mangiare bene, invariabilmente.
Lettura piacevole, colta e, ovviamente, da far venir e l'acquolina in bocca. Deludenti le illustrazioni di Steinberg, decontestualizzate e mal riprodotte.
Today I waited half an hour, standing, in about 500% humidity, while feeling sick, for a bus service that would only begin an hour later, so I pulled out Aldo Buzzi's The Perfect Egg and Other Secrets to cheer myself up. Look at that title, aren't you smiling already? His mind is so adorable and charming. The first secret is on a particularly perfect sopa de lima, lime soup, that he had in Yucatán, Mexico. In the first paragraph, these words: "The lima is a miniature tropical lemon, perfectly round and the size of a golf ball, green like a frog, full of juice, and it doesn't taste like a lemon. Lima plural lime, is the Italian word for the Spanish lima, plural limas, and the English lime, plural limes."
This is not recipe-heavy, though if you flip through it, it may seem that way. I read this cover to cover in an hour or two; I have decided to make a fried egg with leeks and artichoke soup.
The writings are simple and charming and short; perfect for travel reading or for a cook between serious books.
Interessante un po' snob più per chi mangia che per chi cucina, la descrizione della fattura del carasau ricorda un intervento chirurgico. Altra cosa è vedere con i propri occhi
Ho deciso di dare 5 stelline a questo manualetto di cucina perché è uno dei libri più divertenti che io abbia letto negli ultimi anni. In metro leggevo ridacchiando, e ho rischiato di mancare più e più volte la mia fermata perché ero assorta nella lettura. E quindi un po' per il premio a cotanto divertimento, e un po' perché spero che questo manualetto di Aldo Buzzi sia "riscoperto" da noi lettori mainstream e non rimanga rilegato magari solo alla nicchia degli studiosi della letteratura italiana contemporanea. In breve buzzi prende spunto da alcune ricette più o meno note, alcune decisamente da provare, per raccontarci aneddoti storici o di costume, in una maniera coltissima ma allo stesso tempo spassosa, coniugando lo spirito popolare della cucina, quella di casa, delle trattorie, con la cucina della letteratura facendo venire fame di cibo e di conoscenza allo stesso tempo
Tra una ricetta e una curiosità passa velocissimo questo libretto. Tempo di lettura totale tre ore. Una stella per le citazioni. Una stella per le ricette. Mezza stella per brevità e stile.