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Il tuffatore

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Elena Stancanelli racconta la parabola di Raul Gardini come il romanzo di una generazione scomparsa, fatta di uomini sconfitti dalla storia, fieri del loro coraggio, arroganti, pronti a rischiare fino all'azzardo. Uomini a cui era difficile resistere.

Nel tuffatore convivono eleganza e passione per il rischio. Raul Gardini aveva imparato da ragazzino a tuffarsi dal molo di Ravenna. Bello, seduttivo, sempre abbronzato, erede acquisito di una delle più potenti famiglie industriali italiane, aveva l'ambizione di cambiare le regole del gioco e la spregiudicatezza per farlo. Spinto dal desiderio, dall'ossessione di andare più dritto e veloce verso la risoluzione di qualsiasi problema. A qualunque costo.

La vicenda di un imprenditore partito da Ravenna per conquistare il mondo entra nella vita e nei ricordi della scrittrice, intreccia le canzoni di Fabrizio De André, si muove sullo sfondo di una provincia romagnola tra fantasmi felliniani, miti eroici, ascese improvvise e cadute rovinose. Intorno, i sogni di gloria di un paese che guarda all'uomo della provvidenza con speranza prima, e con sospetto poi. Fino a quando tutto crolla. E il tuffatore resta lassù, da solo, sospeso in volo tra la vita e la morte.

224 pages, Paperback

Published February 17, 2022

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Elena Stancanelli

23 books13 followers

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1 star
5 (2%)
Displaying 1 - 25 of 25 reviews
Profile Image for SCARABOOKS.
293 reviews265 followers
May 17, 2022
Una buona idea rovinata. Anzi, in questo libro di buone idee ce ne sono almeno due. C’é una bella suggestione: quella di prendere Raul Gardini come paradigma di un certo modo di essere uomini (nel senso di maschi). E c’è un interessante spunto di riflessione su quel che abbiamo perso (tutti, uomini e donne e la società nel suo complesso) nel momento in cui quel modo di essere uomo è andato definitivamente in crisi non solo a livello psicologico, ma nel ruolo sociale e nell’immagine che proiettava. Una riflessione controcorrente e coraggiosa, che solo una donna e una donna con una visione femminile e femminista della “guerra dei sessi” poteva permettersi di scrivere di questi tempi.
Peccato che questi due aspetti siano immersi e dispersi in una pretesa di ricostruzione in poche pagine della storia economica, politica, di costume, culturale e sociale dell’Italia di quegli anni. Un guazzabuglio cronachistico impresentabile, condito di pettegolezzini (a volte magari anche gustosi). Tra banalizzazioni, approssimazioni, fatti e fatterelli anche autobiografici, finisce che annoia e irrita anche, per cui l’ho finito a fatica e, secondo me, molte pagine conviene leggerle solo per capoversi. Si salvano solo la parte iniziale e quella finale.
Peccato per davvero perché la scelta del personaggio e l’angolazione della visuale erano molto interessanti. Gardini è stato davvero un personaggio paradigmatico sotto tanti aspetti. Per il pezzo d’Italia da cui veniva, geograficamente e socialmente. Per la fine che ha scelto di fare, contribuendo tragicamente a rendere l’idea esatta di cosa è stata per davvero una delle stagioni più buie della storia italiana, da cui solo tragedie e disastrose conseguenze sono venute. E perché, ripercorrendone la storia, si può tentare di riflettere attorno a quel che forse c’é (o c’era) da salvare in quell’epoca e in quel modo di essere uomini nel pubblico e nel privato.
Profile Image for lise.charmel.
530 reviews201 followers
August 22, 2022
Elenchi di nomi e fatti (presumo attendibili), pettegolezzi da voyeur e qualunquismo da salotto. O peggio, da social network.
Che ci fa questo libro nella cinquina del Campiello?
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
March 9, 2022
L'equivoco ingenerato dai lanci d'agenzia e dalle prime citazioni giornalistiche faceva pensare fosse soltanto un libro su Raul Gardini.
Lo è, ma c'è anche molta altra carne al fuoco: i sei gradi di separazione tra Raul Gardini, il padre e il fratello di Fabrizio De Andrè che lavorarono entrambi per lui, l'autrice che come Gardini e De Andrè ha una ptosi a una palpebra...il Pala De Andrè di Ravenna voluto da Gardini in ricordo di Mauro De Andrè, suo avvocato, che se fosse vissuto più a lungo, secondo Dori Ghezzi e Fabrizio, avrebbe forse trattenuto la sua hybris autodistruttiva.
La spettacolare storia industriale delle famiglie Ferruzzi e Gardini (io proprio non avevo idea che Gardini avesse innovato così tanto la chimica: il mater-bi l'ha inventato una chimica che lavorava per lui).
Riflessioni sull'homo novecentescus ormai obsoleto, estinto come i dinosauri, di cui Gardini incarnerebbe l'ultimo splendido esemplare che si estingue con un gesto dannunziano all'altezza della vita spericolata che ha condotto.
Molta storia finanziario-penale di scatole cinesi e scalate ostili fino alla maxi tangente Enimont e al processo Cusani, su cui confesso tuttora di non avere capito granché (a latere: neanche la lettura di "1993" di Facci mi ha chiarito del tutto le idee, non tanto per l'essere apertamente pro-Craxi, ma perché sento che continua a mancare una storicizzazione seria e completa che non so se qualcuno abbia già scritto o stia scrivendo, e a trent'anni da Mani Pulite mi sembra che si celebrino più martirologi che altro).
Profile Image for Elalma.
908 reviews104 followers
August 30, 2025
Ritrovare un’epoca vissuta nella storia di Gardini, “un uomo appassionato di futuro ma con strumenti tradizionali, novecenteschi”, per usare un’espressione dell’autrice è stata un’esperienza curiosa e piacevole. L’autrice nel raccontare le vicende di quel periodo oltre alle testimonianze delle persone vicine a Gardini e alla documentazione utilizza la sua visione di ragazza dell’epoca che poi è anche la mia, e questo lo rende ai miei occhi forse ancora più accattivante.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
942 reviews73 followers
August 19, 2022
Tanta, tantissima roba in quella che erroneamente pensavo essere una sorta di biografia semi-romanzata della parabola di Raul Gardini e che si è rivelata una lettura infinitamente più ricca di quanto mi aspettassi.

Elena Stancarelli parte dalla suggestione del rapporto professionale fra Gardini e il padre di De Andrè per prodursi in un testo che ha tutte le caratteristiche dell’oggetto letterario atipico: autobiografico nelle parti in cui l’autrice ricorda di se stessa, biografico nel tratteggiare la storia di uno dei protagonisti del capitalismo italiano pre-Tangentopoli, saggio storico nell’affrontare la storia – spesso complessa – economica e finanziaria del nostro paese, delle cordate intrecciate su Montedison, della fusione con ENI. Ma anche saggio sociologico su un certo modo di essere del maschio italico e della crisi generata dall’abbandono di alcuni baluardi sottilmente psicologici, in alcune delle pagine che ho trovato più riuscite. E citazioni letterarie e cinematografiche che mi hanno fatto prendere appunti per il futuro.

Poi, certo, come fosse un collante per collegare il racconto di un’Italia in evoluzione c’è Raul Gardini, con la sua visione industriale, la sorprendente modernità di alcuni approcci ecologici, un carattere complesso perfettamente riassunto nella passione per il tuffo che, in una citazione di Raffaele La Capria, racconta delle decisioni spesso istintuali di Gardini:

“Un tuffo,” scrive, “è tanto più bello quanto più alto si svolge sulla tavola del trampolino. Ma più in alto si slancia il tuffatore sulla tavola, più la tavola per una legge fisica lo attira a sé. Lo slancio più alto sarebbe infatti quello perpendicolare alla tavola, e il tuffatore pagherebbe l’altezza raggiunta ricadendo sul trampolino. C’è, come si vede, un collegamento molto stretto, immediato, tra la bellezza del tuffo e il pericolo che si corre.”

Al Campiello di prossima assegnazione tiferò Stancarelli.
Profile Image for Alberto.
244 reviews10 followers
March 19, 2022
La quarta di copertina inganna. Non c'è solo Gardini, c'è un pezzo di mondo imprenditoriale italico. Con i suoi atavici vizi e le sue poche virtù. Poi troviamo anche qualche politico, auguri. Ben fatto, ben costruito. Voto 8.
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews340 followers
December 28, 2022
Almeno 3 ricorrenze dei famosi 6 gradi di separazione mi avvicinano a Gardini, Raoul, persona per cui ho sempre provato un affetto quasi famigliare (forse i tripli 6 gradi di separazione). L’ultimo vero grande esempio di romagnolo (morto solissimo, come Pantani). Il libro di Stancanelli è quanto di più diverso da una biografia-aneddotica si possa pensare, stante il genere a cui ci hanno abituato i biografi italiani di personaggi più o meno famosi, trattati come i vicini di casa, con simpatia e indulgenza.
Stancanelli ha una scrittura quasi ilare, ma incisiva, in cui mi “riconosco”. Sarà la contiguità anagrafica o un certo qual modo di guardare il mondo, ma sono affascinata dalla sua penna- scorrevole e da un tratto narrativo che svolge a bracciate agilissime, hop un respiro a destra hop un respiro a sinistra, ritorno a dorso.
E poi i lampi su Raoul, e si comprende tutto, la megalomania, la perdita di proporzioni. Ma, forse, semplicemnte, era bipolare, abituato all’up. E all’improvviso non ha retto.
Abbiamo bisogno di miti. E i miti, per diventarlo, devono morire.
Profile Image for Valentina.
46 reviews7 followers
October 15, 2022
È il secondo libro su Gardini che leggo nel giro di poche settimane e ne riporto la stessa impressione di artificiosità e mancanza di ispirazione.
Elena Stancanelli, come Matteo Cavezzali, è evidentemente molto affascinata dal personaggio Raul Gardini, ma pare non avere un'idea personale in grado di trasformare in un romanzo quello che è un resoconto dettagliato dei fatti relativi alla sua ascesa e caduta. Né di come trovare il bandolo della fascinazione che quest'uomo esercita su molti che hanno scritto di lui. Visita Ravenna, intervista persone che lo hanno conosciuto e hanno lavorato per lui (più o meno le stesse intervistate da Matteo Cavezzali), esplora le cronache dell'epoca. E finisce per scrivere una cronaca dettagliatissima delle vicende finanziarie di Montedison ed Edimont, e per aggiungere irrilevanti vicende personali di contorno e divagazioni che sulla questione Guardini non c'entrano quasi nulla, nel tentativo di dare la sua voce e un'impronta caratterizzante a un romanzo che non ha niente del romanzo (o a un saggio che non pare avere idee da aggiungere a una cronaca).

Pretestuoso e anche un po' presuntuoso. Ricalca qualunque altra lettura si faccia su Gardini.
Un testo senza fulcro, decisamente non riuscito.
Profile Image for Vic.
125 reviews3 followers
July 20, 2022
Premessa: io-lettrice sono il perfetto target di questo libro. Mi appassiona la politica, quella grande ma anche quella piccola, misera e miserevole; mi interessano le vicende italiane di anni ormai lontani e di cui non ho ricordi in prima persona, ma che vanno capite per comprendere chi siamo oggi e perchè siamo così (di nuovo) miseri e miserevoli. Mi piacciono i personaggi forti, i self-made men, i figli dei contadini che vogliono fare qualcosa di grande. E mi piace anche che qualcuno ricordi che con il senso di onnipotenza, in fondo, non si va mai troppo lontano.
E però Il tuffatore non mi sazia, perché sceglie di restare nella superficie del racconto. E quindi c'è un po' di tutto, il racconto personale, la Storia del Paese, la politica e le compravendite dei big boss dell'economia degli anni Novanta. Ma Gardini manca, o perlomeno io non l'ho trovato. Stancanelli sfiora e basta il personaggio, indecisa se inventare dialoghi e pensieri - come fa Scurati con Mussolini - o restare fedele alle carte e alla sua tesi di racconto di un archetipo maschile che (secondo lei) non esiste più.
Profile Image for Maria Luisa.
332 reviews8 followers
August 11, 2022
Idea molto interessante perché il personaggio è notevole. Peccato che in meno di 200 pagine sia quasi impossibile dare un quadro completo di Serafino Ferruzzi, di Raul Gardini e di buona parte della storia economica e politica degli anni 1980/1990. Anni peraltro difficili e ingarbugliati, segnati da eventi tragici e mai chiariti del tutto fino ad oggi e con personaggi molto complicati (Cuccia, Craxi, Andreotti, Cagliari, Di Pietro...) che si muovevano come squali in un oceano. Alcuni aspetti e passaggi del libro sono gustosi ma alcune parti, soprattutto quelle economiche/finanziarie mi sono risultate caotiche e un po' lacunose.
Profile Image for Fabrizio.
239 reviews4 followers
July 30, 2023
È difficile oggi parlare di un uomo come Raul Gardini. Raul è un uomo di un volta, di quelli che non vanno più di moda, di quelli che ai giorni nostri sono odiati perché simboli di un machismo fuori moda. Questo libro rifà la storia del capitalismo italiano nell’ultimo trentennio del secolo scorso: da una parte grandi industriali e dall’altra finanzieri senza scrupoli collusi con la politica, tutti in lotta per spartirsi il potere nostrano.
Raul è fatto diversamente da loro, lui è rimasto un contadino ossessionato dal lavoro che odia i salotti della finanzia, odio di cui è ricambiato.
“Il tuffatore” è la parabola di un uomo, un uomo che ha sbagliato, sempre con la schiena diritta, sempre controvento da velista qual’era. Con Gardini, vittima per eccellenza del furore giudiziario di Mani Pulite muore un epoca e ne nasce un altra: gli italiani diventano invidiosi di chi ha più di loro, hanno rancore per chi ha avuto successo, inneggiano a chi sbatte in galera i ricchi senza una prova in cambio di una confessione. Raccolgo la domanda delle ultime pagine del libro della Stancanelli: Che ne sarà di un popolo che uccide i suoi uomini migliori? A trent’anni di distanza possiamo dire con certezza che da quella stagione è uscito un paese infinitamente peggiore. Leggere questo libro aiuta a porsi domande dimenticate, aiuta a vedere chiaramente i piccoli uomini politici e imprenditori che hanno sostituito, pur con tutti i loro difetti, i giganti di allora.
Profile Image for Erik.
64 reviews13 followers
June 4, 2023
Un libro che mi ha suscitato emozioni contrastanti.

Da una parte, mi piace il genere del romanzo-verità, e non posso negare che Stancanelli scriva bene. Lo stile non è letterario, ma cronachistico, trattandosi di una prosa che si avvicina molto a quella del reportage giornalistico. Si sente molto che vuole avvicinarsi al tipo di narrazione alla Carrère: è ovviamente diversa, ma la penna è buona.

Il grande problema è che la storia non prende. La saga di Raul Gardini, così come raccontata in questo libro, non impressiona, non incuriosisce: in breve, non interessa. Uno dei motivi per cui definisco un libro un buon libro è che ha cambiato qualcosa nel lettore: lo ha fatto crescere, conoscere cose nuove, arricchito, fatto arrabbiare, fatto sognare. Non è assolutamente questo il caso. La storia principale è insistentemente punteggiata da fatterelli inutili, pettegolezzi superflui, nozioni storiche da bigino buttate lì senza nessuna contestualizzazione.

Per questo penalizzo il libro con tre stelle: Stancanelli doveva accorgersi che il risultato (non la forma, ma il risultato) è scialbo, ininfluente, non ha arricchito il nostro modo di vedere il mondo.
Profile Image for Lorenzo Giovinazzo.
20 reviews7 followers
June 23, 2023
C’è la politica con Tangentopoli, la storia degli anni 80, l’economia, quella aziendale, lo sport per le diverse passioni del protagonista, la letteratura con rimandi ad autori come Raffaele La Capria e Elsa Morante, tanto per citarne due e una sottile critica dell’autrice alla società di oggi, insomma è il romanzo di una generazione scomparsa, di quei maschi sconfitti dalla storia quale Raul Gardini, dipinto come un eroe, un campione che viveva il suo giorno di sole alla Hemingway.


“Gardini era appassionato di futuro, ma aveva strumenti tradizionali, novecenteschi. Era un adulto che sognava da ragazzino, era un maschio, ma quella mascolinità decisionista e potente che aveva ereditato non funzionava più, stava perdendo fascino, era stata ridicolizzata.”
Profile Image for Nicola Vavassori.
127 reviews2 followers
July 17, 2022
Libro scritto benissimo, ma su un agomento di cui non mi interessa nulla. Grande applauso all'autrice per avermi tenuto incollato alle pagine di una biografia socio-economica dell'Italia degli anni 80. Non ero però il target giusto. Ho apprezzato molto di più le parti di confronto e parallelismo con la contemporaneità che, purtroppo, sono poche. Se la giuria del Campiello e del Viareggio (premi a cui questo libro è candidato) è composta da boomer colti, allora non mi stupirei se dovesse vincerne almeno uno.
Profile Image for Max.
204 reviews6 followers
January 5, 2023
Buona scrittura celo. Ricerca storica minuziosa celo. Argomenti attuali e interessanti celo. Capitoli brevi e chiusi come piacciono a me celo. Aneddoti per alleggerire la quota saggistica celo. Allora quale figurina manca per completare l'album? Manca il pathos. Ce n'è un po' spruzzato qua e là (commovente il rapporto con l'amica malata), ma non sufficiente a riempire ogni tessera del comunque ragguardevole romanzo/saggio della Stancanelli.
116 reviews
May 24, 2022
"Gardini was passionate about the future, but he had traditional, twentieth-century tools. He was an adult who dreamed as a boy, he was a male, but that decision-making and powerful masculinity he had inherited no longer worked, it was losing its charm, it had been ridiculed. (...) Visionary enough to realise that it was not only the end for him, but for those like him."
Profile Image for Francese Turano.
23 reviews
December 10, 2022
questo libro è una farna, la stesura è di dubbia qualità e non ha un filo logico-cronologico, è un libro che non consiglio
Profile Image for Gabriele Sirri.
37 reviews2 followers
February 12, 2023
"Non è ostica, è nuova. Ascolta. Lasciati andare.
Tuffati."
This entire review has been hidden because of spoilers.
144 reviews
March 14, 2023
Per me, che sono di Ravenna, il libro è interessante. Affascinato dalla figura di Gardini, intelligente e passionale in mezzo ad un mondo ........
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