Sono le pagine redatte dal marchese de Sade durante la sua permanenza a Napoli nel 1766. La descrizione della città si muove in bilico tra erotismo e scontrosità aristocratica. Parla infatti "dell'onesto commercio dei sessi" e delle servette al soldo del piacere dei privilegiati, concepite come "mobili in carne e ossa". Fa emergere però anche un forte senso di superiorità e di sarcasmo, descrivendo Napoli come "il più bel paese dell'universo abitato dalla specie più abbrutita" e sentenziando su popolo, regnanti, nobiltà come i più beceri d'Europa. Ne esce una visione della città estremizzata, colorita, qua e là persino respingente, ma certamente di divertente lettura. Il libro è preceduto da una introduzione esplicativa di Attilio Wanderlingh.
A preoccupation with sexual violence characterizes novels, plays, and short stories that Donatien Alphonse François, comte de Sade but known as marquis de Sade, of France wrote. After this writer derives the word sadism, the deriving of sexual gratification from fantasies or acts that involve causing other persons to suffer physical or mental pain.
This aristocrat, revolutionary politician, and philosopher exhibited famous libertine lifestyle.
His works include dialogues and political tracts; in his lifetime, he published some works under his own name and denied authorship of apparently anonymous other works. His best erotic works combined philosophical discourse with pornography and depicted fantasies with an emphasis on criminality and blasphemy against the Catholic Church. Morality, religion or law restrained not his "extreme freedom." Various prisons and an insane asylum incarcerated the aristocrat for 32 years of his life: ten years in the Bastile, another year elsewhere in Paris, a month in Conciergerie, two years in a fortress, a year in Madelonnettes, three years in Bicêtre, a year in Sainte-Pélagie, and 13 years in the Charenton asylum. During the French revolution, people elected this criminal as delegate to the National Convention. He wrote many of his works in prison.
El marqués es muy crítico (¿sádico?) con Nápoles, con los napolitanos y con sus reyes. Las descripciones de edificios, museos, obras de arte, mobiliario y vestimentas son muy detalladas y eruditas, tanto que a veces resultan pesadas. Los paisajes naturales los alaba con la misma vehemencia que critica los edificios contemporáneos. En conjunto resulta divertido, sobre todo por el tono sarcástico y moralista de sus juicios.
Divertente nella sua ossessione per il dorato. Pesante nella sua narrazione di Napoli, delle chiese e dei palazzi napoletani. Un racconto mediocre, interessante solo nella narrazione della società del tempo (prendendo ovviamente con le pinze quanto riferito da De Sade).
Il mio giudizio non può andare oltre le due stelle, aggravato dal fatto che all'interno del testo mi sono imbattuta in un fastidioso refuso a pagina 8: "Dunque QUAL'È la sua filosofia?"