Montreal, Canada. Sophie è una studentessa di colore, riservata, introversa, ma innocentemente aperta a nuove esperienze. Un giorno, attirata da un possibile legame affettivo maturato "chattando" su Internet, la ragazza si reca a un appuntamento col suo spasimante "virtuale"... e sparisce nel nulla. Qualche settimana più tardi, il commissario Eric Brenner dell'Europol assiste agghiacciato alla messa on line dell'agonia e della morte di Sophie, orrendamente trucidata in un snuff-movie offerto all'asta sui siti clandestini del Web. Un serial killer telematico si sta dunque aggirando tra Europa, Stati Uniti e Canada, mietendo vittime al solo scopo di "piazzarle" sul circuito globale della Rete.
Necroprocessori di Jacques Vettier è un thriller tecnologico che, almeno sulla carta, promette molto più di quanto riesca davvero a offrire. L’autore costruisce un mondo fitto di dettagli tecnici, ma spesso la quantità di tecnologia specifica e terminologia specialistica finisce per soffocare la narrazione anziché arricchirla.
La trama potrebbe essere avvincente, ma la densità del linguaggio e la complessità dei concetti rendono la lettura più faticosa del necessario. Vettier sembra talvolta più interessato a mostrare la sua padronanza dell’ambito tecno-scientifico che a mantenere un ritmo narrativo coinvolgente. Il risultato è un thriller che richiede molta pazienza e una certa familiarità con temi e termini non sempre immediati.
Chi cerca un romanzo ricco di suspense e scorrevole potrebbe quindi rimanere deluso. Ho fatto fatica a finirlo.