LGBTQIA+ è una sigla che contiene tanti significati, uno strumento di rappresentazione per le soggettività che non si riconoscono nella norma eterocissessuale, secondo la quale tutte le persone dovrebbero essere eterosessuali e riconoscersi nel genere assegnato alla nascita. Spesso si obietta che questa sigla non è chiara, che c’è un controsenso tra il pretendere una libertà e utilizzare delle lettere che sembrano creare delle categorie. Ma le lettere che compongono questa sigla rappresentano una possibilità di rappresentazione e autodeterminazione, oltre che di creazione di diverse comunità. La sigla non raccoglie una singola comunità, con regole e dettami univoci, ma richiama un universo di possibilità. Questo libro, utilizzando una forma frammentaria che raccoglie eventi storici, citazioni, racconti di pratiche ed esperienze collettive, cerca di comunicare che cosa questa sigla vuole significare davvero e come è nata la necessità di riconoscersi in essa. Qui dentro non troverete categorizzazioni o norme, ma prima di tutto il tentativo di mantenere una complessità che rappresenta le persone, e che non vuole essere ridotta né annullata.
Un flusso continuo intriso di ironia e salacia, pungente sia con le frange conservatrici che con quelle fintamente welcoming, senza risparmiare cartucce anche alle criticità della comunità LGBTIQ+ stessa. L'ho trovato veramente super interessante. Un libriccino aprogrammatico che offre moltissimi spunti di riflessione. !! Non è un volume introduttivo alls comunità secondo me, non regalatelo alla prozia Concetta che vuol capire cos'è quella la comunità ELLEGIBBITIQUERREESSEPIÙ
Un breve saggio che non ha la pretesa di dare risposte ma di aprire ad altre domande. Si parla di complessità e ci si esercita a comprendere le cose da molteplici punti di vista. La realtà è sempre multisfaccettata e in questo libro è ben chiaro tale concetto.
In questo brevissimo saggio l’autrice riporta in modo volutamente non lineare e sistematico riflessioni attorno alla Sigla LGBTQIA+, dalla definizione delle diverse comunità da essa rappresentata ad aneddoti storici, politici e sociali (sia inerenti la realtà italiana che quella estera, in particolare degli USA). Ne emerge un testo poco didascalico ma allo stesso tempo capace di “mantenere la complessità” anche attraverso il modo di scrivere. Se cercate un testo “scolastico” per comprendere questa tematica ve lo sconsiglio, da leggere invece se volete più un’infarinatura ironica ma allo stesso tempo realistica e che vi farà comunque riflettere.
Un libro snello, apparentemente senza capo né coda. “Mantenere la complessità”, recita il sottotitolo, e Antonia Caruso mantiene la promessa. Sono sessanta pagine di pensieri sparsi, aneddoti, riflessioni ironiche e pungenti, che offrono nuove domande più che risposte. Dal significato della Sigla ai moti di Stonewall, Caruso ci guida nel mondo complesso e mutevole che “LGBTQIA+” cerca di racchiudere, con tutte le sue contraddizioni e la sua profondità, i dilemmi linguistici, le etichette, la politica statunitense e italiana, i simboli e le bandiere.
È un libro relativamente piccolo ma con tanto da dire, anche se spesso sembra non avere una direzione chiara, ma chissene, tra ironia, storia e pensieri è un bel libricino di introduzione e/o di riflessione. Io consiglio di comprarlo perché comunque, oltre alle cose dette su, si legge subito e in maniera scorrevole, Antonia Caruso è un'attivista trans e transfemminista, e la percentuale dei diritti d'autore è destinata ad Antigone
Tre stelle perché non ha aggiunto molto a quello che sapevo, a livello di nozioni, ma effettivamente dà spunti di riflessione interessanti e critici. Quindi sì, mantiene la promessa del sottotitolo. Non ho apprezzato molto il sarcasmo/ironia che accompagna gran parte del testo perché ho avuto l'impressione di non coglierli in certi punti, ma chiaramente fa parte dello stile, quindi solo una parte del giudizio.
Un flusso di coscienza più che un saggio. Scorrevole, ironico e interessante, raggiunge l'obiettivo di stimolare riflessioni e generare nuove domande su un tema molto ampio e complesso, su cui dovremmo tutt* essere (un minimo) informati.
"questo libretto è stato un passaggio, non usatelo come un manuale, ho fatto di tutto per renderlo improduttivo" – una lettura piacevole e non piacevole insieme, ironica prima e cupa poi; restano qualche certezza e molte domande su più piani, da tenere insieme, non so come. qualche cosa inventeremo.
È stata una lettura stupenda, magnifica, al momento sono stressata e pessimista e ho un nido di capelli che non voglio neanche aggiustare e sta succedendo di tutto nel mondo, e alla fine questo piccolo minuscolo saggio era proprio quello di cui avevo bisogno. Vorrei solo incontrare Antonia un giorno per offrirle un tè o un caffè e parlare per ore e ore e ringraziarla per avere finalmente messo nero su carta la maggior parte del caos che ho in testa.