Lo chiamano il Francese. Gestisce una "maison" di dodici donne. Ognuna ha un nome d'oltralpe, ognuna recita un personaggio diverso: dalla pin-up d'altri tempi alla manager in carriera, il Francese è in grado di soddisfare le fantasie di commercianti, imprenditori, professionisti. È un giro medio-alto, il suo, le mademoiselle non lavorano in strada, e non tutti se lo possono permettere. Tutto precipita quando una di loro scompare nel nulla: è lui l'ultimo ad averla vista viva, e quindi il primo sulla lista degli indagati.
Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. Per salvarsi, il Francese è costretto a cercare la verità, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. Massimo Carlotto, uno degli autori più amati, incisivi e schierati del noir italiano, debutta nel Giallo Mondadori con un nuovo, iconico personaggio, dimostrando per l'ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell'armadio.
Massimo Carlotto began his literary career in 1995 with the noir novel The Fugitive, a fictionalized account of his time on the run. In 1998 he published Le irregolari, the semi-autobiographical novel on the Argentine military regime of the Seventies. In 2001 he released Arrivederci, amore ciao, which was adapted into a movie in 2005. In 2004 he published Death's Dark Abyss, a nihilistic noir on the theme of revenge.
Uscito con doppio titolo (“Macrò” e “Giuda uccide il venerdì”), vari manifesti, diverso ordine degli interpreti, questo film di Stelvio Massi risale al 1974.
Antonio “Tony” Zanchetta, magnaccia, pappone-a-sonagli, o più fascinosamente macrò, e forse per questo noto col soprannome di Francese, prossimo ai cinquanta, padovano o giù di lì, è il protagonista attraverso il quale Massimo Carlotto ci regala un’altra sua indagine nel Nordest perduto, terra inquinata e inquinante, corrotta e corruttrice, crocevia di organizzazioni criminali che in questo caso specifico sono un mix di albanese, serbo, russo, col secondo elemento che la fa da padrone.
Ancora una volta Massimo Carlotto sceglie un eroe anti-eroe pieno d’ombre. Qualcuno che preferisce muoversi on-the-dark-side. Ancora una volta una sorta di emarginato, anche se di lusso, facoltoso: ma senza trascorsi politici, senza passato di ingiustizia e sofferenza come il carcere per Marco “Alligatore” Buratti, senza slanci umanitari. Però fedele a un suo codice di un tempo che è stato, e che pure se Carlotto non lo dice mai è più “morale” di quello contemporaneo, di quello dominante.
Ancora una volta una lettura di quelle che non si riesce a posare, una pagina tira l’altra, una lettura che appassiona e che mi viene da definire perfino piacevole nonostante racconti una buona dose di quelli che si possono definire orrori. Ma è il racconto del nostro tempo, il racconto della nostra società: e qui in Italia io così attenti e investigativi come Carlotto non ne vedo altri.
Toni Zanchetta detto il Francese è una brutta persona. Un “pappone a sonagli”, un magnaccia della peggior specie, anche se lui si fa chiamare ‘macrò’ e si è costruito una speciale nicchia di prostituzione denominata ‘maison’, fatta di dodici ragazze scelte, le mademoiselle, ciascuna delle quali incarna un ruolo: personaggi con caratteristiche diverse, maschere costruite per soddisfare una platea di ricchi e insospettabili consumatori di sesso a pagamento. Escort di lusso, insomma, che il macrò protegge e vezzeggia ‘accontentandosi’ della metà dei guadagni, ma pretendendo una cifra astronomica da quelle che vogliono emanciparsi dal legame con il loro sfruttatore.
Tutto fila liscio fino a quando una delle ragazze scompare all’improvviso e l’attenzione della polizia locale si concentra sul Francese per avviare le indagini.
Questo l’esordio. Da qui in poi l’azione si avvia, prendendo subito un ritmo battente e vertiginoso, ovvero lo stile a cui Carlotto ci ha abituato fin dalle prime storie dell’Alligatore. Insomma: una volta iniziato il racconto è ben difficile riuscire a smettere.
Il contesto è il Nordest, ambiente privilegiato dei noir di Carlotto, la città mai nominata probabilmente è Padova, i personaggi non sono soltanto i rappresentanti della malavita locale, bande serbe e albanesi comprese, ma anche le donne che decidono di prostituirsi, i clienti che le richiedono, la buona e torbida borghesia di provincia. Perché, come Zanchetta ci ricorda: “Qui siamo in Veneto, la terra del Nero e dei maghi dell’evasione”.
Per scrivere questa storia Carlotto ha indagato a fondo sugli ambienti della prostituzione, della tratta delle ragazze, dei protettori e della delinquenza che vortica intorno a questo girone infernale, mostrandoci anche molti aspetti inediti e sociologicamente interessanti.
Il Francese, nonostante sia un delinquente, è un personaggio alla Carlotto: sfaccettato e a suo modo complesso e il confronto con la poliziotta Franca Ardizzone ci riserverà sicuramente molte sorprese. (Perché non ho dubbi che la storia non finisce qua).
"Il mestiere lo aveva inaridito. Eccellere nell'arte di manipolare alla fine si era rivelato un'arma a doppio taglio, che gli aveva negato la possibilità di coltivare uno spazio interiore. Viveva nell'amara consapevolezza che tutto fosse fasullo."
Il mestierante si fa chiamare il Francese: professione macrò, sfruttatore di prostitute.
Un giro che funziona, ambienti medio-alti per la clientela, un occhio di riguardo per le sue protette per un quotidiano soddisfacente. Il progetto di mettere da parte un bel gruzzolo, raggiungere i cinquant'anni e ritirarsi in una villa sul Brenta a fare il signorotto in pensione.
Questo almeno finché una delle sue "dipendenti" scompare nel nulla e il Francese, che è stato l'ultimo a vederla, si trova costretto a investigare personalmente per evitarsi guai seri con la giustizia.
Un libro con tutti i personaggi, nessuno escluso, repellenti. Il protagonista (con un errore di fondo quasi imperdonabile, non scrive in prima persona – puoi essere schifoso fin che vuoi, un egoista pappone a sonagli, ma ci devi mettere la faccia. Non so perché Carlotto abbia scelto la terza persona ma è veramente arduo non ricondurre la voce narrante al Macrò, anche perché non avviene praticamente niente che non veda lui in scena) è un magnaccia, pappone, protettore, che ama autodefinirsi Macrò, il francese. Lui ai suoi prodotti (le ragazze) ci tiene, non ha merce di strada ma elementi d’alto bordo (non riesco a scrivere p. o p., il politically correct è innato), che soddisfano le diverse e molteplici richieste dei clienti. Non perversioni, perché a letto ognuno fa come gli pare, se se lo può permettere, economicamente o per le relazioni umane che riesce a intrecciare. Questo è l’unico punto di vista condivisibile del pappone. La storia è tristissima, in un Nord-Est da suicidio quotidiano, dove il più pulito c’ha la rogna (diceva la mia romanissima suocera) e se la grattano tutti insieme usando mazzette di euri e qualche occasionale pestata. Vabbè, si passano 200 pagine in una spirale di stronzaggine e paraculismo totale, il pappone-a-sonagli per salvarsi la pelle ne fa di ogni (ovvero fa male a tutti quelli che incontra) senza generare la minima simpatia. E cosa ti combina nel finale? ma và a morì ammazzato, và.
Sto apprezzando questa recente svolta di Carlotto più propenso a scrivere romanzi "standalone" invece che parti di una saga. Anche se in questo caso è palese che potrebbero seguire altre avventure, che leggerei volentieri.
Mi è piaciuto lo studio sul personaggio, malavitoso pieno di ipocrisie. Il giallo non è particolarmente importante perché si prende solo una piccola porzione dell'intreccio hard boiled, incentrato sul funzionamento dei racket della prostituzione nel fiorente nord-est, siamo proprio nel mondo di Carlotto, insomma.
È sempre un piacere leggerlo, questi ultimi due romanzi mi sembrano particolarmente riusciti nel loro intento di mostrare l'orrore di questi mondi borghesi di plastica.
4.5 stelle Un Noir-denuncia che non fa sconti.. Tratta il tema della prostituzione nel nord-est italiano, tra bande di serbi, spietati papponi, e poliziotti senza scrupoli.. Unendo fatti reali a una trama davvero ben riuscita e non banale, Carlotto svela in modo cruento le terribili azioni che subiscono molte donne qui da noi.. Il protagonista è inusuale, un pappone senza morale, che finirà, non per fare la cosa giusta, ma almeno quella meno peggio.. Davvero ben riuscito!!
Ho trovato questo ultimo libro di Carlotto abbastanza squallido, non per l'argomento trattato, ( prostituzione) ma per come l'autore ha ritratto certi personaggi. Ho intuito anche tanto autocompiacimento in questo libro, che pare sia stato scritto solo per rispettare un contratto e non per ispirazione. Carlotto ha la rara bravura di rendere odiosi tutti i personaggi che crea, con quest'ultima opera conferma, odiosi e antipatici tutti. Dalle donne che vendono il loro corpo, al pappone e pure i poliziotti. Disgustosi tutti quanti. Ultimo libro che leggo di questo scrittore, diffido di chi mette tanta passione nello scrivere porcherie.
Questo romanzo inatteso di Carlotto si è fatto leggere tutto d’un fiato. Personaggi ben costruiti, verosimili, in una storia che ne prospetta un’altra. Ben congegnato e senza un finale affrettato come in alcuni suoi romanzi precedenti.
"Viveva nell’amara consapevolezza che tutto fosse fasullo."
Lo stile utilizzato in quest’opera dall’autore Massimo Carlotto è lineare, con un linguaggio semplice e moderno, per narrare lo fa in terza persona, sicuramente per avere una miglior prospettiva delle problematiche del protagonista. Come temi principali, risaltano la prostituzione, la delinquenza e la mafia, il tutto ambientato nel nordest italiano; i tempi in cui si sviluppa la storia sono corti e intensi.
Il protagonista de Il Francese, Toni Zanchetta, viene trascinato dagli eventi, non è per niente preparato e deve affrontare scelte che cambieranno non solo il suo futuro, ma anche quella della mansione e delle sue “protette”.
Durante la lettura non si riesce ad avere una empatia con il Francese; lo scrittore prova ad ammorbidire il personaggio, descrivendo le prostitute come donne disperate alle quali lui, come un “buon samaritano” decide di aiutare, ma non funziona: il lettore lo condannerà , non solo per quello che ha fatto, ma anche per quello che farà.
Appoggiato da Giallo Mondadori, Massimo Carlotto uno dei rappresentanti più famosi del genere noir, e conosciuto per la serie Alligator, ritorna in tutti le librerie con Il Francese, un libro idoneo a tutti gli amanti dei libri polizieschi.
Non avevo mai letto Carlotto prima di arrivare a Il Francese, e non so se sia un bene o un male. Andando con ordine, posso dire di aver trovato un bel noir, incalzante, con un buon ritmo fino ad un certo punto della narrazione. In breve: il Francese, al secolo Toni Zanchetta, è un pappone che preferisce definirsi un “macrò” (è detto Francese o no?) e gestisce un giro di dodici prostitute di un certo livello. È manager di quella stanza buia del piacere con mademoiselles dagli esotici pseudonimi d’oltralpe. Si considera un magnaccia migliore degli altri sulla piazza di un Veneto torbido ma bigotto. Tutto sembra filare alla grandissima fino al giorno in cui una delle sue protette scompare, lui è stato l’ultimo a vederla. Inutile dire che, visti i suoi precedenti non proprio immacolati, il primo sospettato è proprio il pappone, anche se noi sappiamo avere un alibi. Sul quale non può contare. Il commissario Franca Ardizzone non gli dà pace: secondo lei, il Francese è colpevole e al macrò, per scagionarsi da quell’accusa di omicidio, non resta altro che mettersi sulle tracce del colpevole.
Ho trovato la storia interessante e coinvolgente fino al punto in cui viene svelato il mistero della scomparsa della mademoiselle. Poi mi è sembrato che il romanzo iniziasse a perdere lo smalto dell’inizio. La seconda parte è più concentrata sul tentativo del macrò di ricostruirsi una vita, sempre e comunque invischiato nel sottostrato malavitoso di un nord est cupo e corrotto, in cui tutti vogliono salvare le apparenze. La storia sembra essere ambientata nel padovano, ma potrebbe benissimo essere stato anche il trevigiano, in cui i facoltosi benpensanti e borghesi si sprecano e non mancano bande della mala balcanica. È ritratto molto bene lo sfondo della provincia veneta, ambiente che l’autore conosce.
C’è da dire che Carlotto ha disegnato Zanchetta come un anti-eroe di immensa bruttezza, ed è stato molto bravo nel riuscirci. Un personaggio viscido e sfuggente, che vuole apparire un signore ma che resta un “pappone a sonagli”, manipolatore e gradasso, che se la fa addosso di quando in quando. Forse che non sia così cattivo come vorrebbero farci credere? O che sia solo un vigliacco? In ogni caso, dalle pagine de Il Francese non esce un personaggio, uno, che mi sia piaciuto, ma credo perché, nello sviluppo della narrazione, Carlotto ha filtrato ogni soggetto con gli occhi del macrò, che di sicuro non possono essere limpidi e puliti. Non dico nulla sul finale, a parte che non mi ha convinta più di tanto il voltafaccia dello Zanchetta, suppongo sia funzionale per un eventuale seguito, per un altro episodio con un protagonista che non sono sicura di voler incontrare di nuovo.
“Il Francese” è l’ultimo libro di Massimo Carlotto (uno degli scrittori italiani di noir più amati dal pubblico dei lettori)pubblicato grazie alla casa editrice Mondadori. La società vista attraverso i suoi aspetti più inquietanti e deprecabili fa ancora da sfondo a questa storia che ci racconta del mondo della prostituzion€ e di un giro di escort che ruotano attorno a lui, Tony Zanchetta detto Il francese”. Un giorno una delle due ragazze scompare senza lasciare tracce e lui diviene il principale indiziato della sparizione essendo stato l’ultimo ad averla vista, come dimostrano le telecamere di un motel di periferia. Ad offrirgli la possibilità di scagionarsi si presenta la concorrenza nei panni di una donna senza scrupoli . Prometterà di salvarlo ma a che prezzo ?
«Quando fai quel mestiere, la prima regola è conoscere a fondo il mondo criminale che gira intorno alle tue puttan€ , perché prima o poi qualche fesso tenterà di portartele via. Anche solo per farti un dispetto. “ La trama è ben costruita e ci propone un personaggio inedito che poco ha a che fare con quelli che gravitano attorno al mondo delle escort . Tony se ne prende cura, in un certo senso le coccola e tra opulenza e omertà scorrono le pagine di una storia che affascina per i suoi aspetti paradossali e le inquietudini che si celano dietro una realtà apparentemente innocua. Il protagonista entra in empatia con il lettore che si fa condurre in questo mondo torbido seppur con la consapevolezza di stare al fianco di un vincente. ... e mentre il racconto scorre via veloce, ad ogni angolo di strade polverose e impraticabili si osserva sempre lei “la solitudine” che ostenta sicurezza per non cedere alla consapevolezza del rischio quotidiano e al rimpianto per una vita fatta di “banale normalità”.
Consigliato agli amanti del giallo/noir e a tutti quelli che pretendono il giusto grado di adrenalina in un racconto di poco più di 200 pagine.
Ancora una volta un libro ambientato nel nordest, nell'ambiente della prostituzione dove ruota una malavita composita. Un pappone con un suo giro di squillo selezionate che non lavorano su strada e che sono disposte a soddisfare l'immaginario erotico più che una banale necessità fisica di sesso. Un malvivente (anti)eroe di cui viene sottolineata l'attenzione che ha per le sue ragazze (mai imporre prestazioni che non gradiscono, una spartizione 50/50 dei proventi) un manierismo d'altri tempi nel recitare il suo ruolo a cominciare dal suo soprannome di "macrò". Nessuno si salva tra i personaggi, nè tra i malviventi nè tra le forze dell'ordine. La scomparsa di una delle ragazze di “Tony” Zanchetta è l'inizio dell'intrigo e si risolve in una bolla di sapone, in un non mistero, ma è il punto di partenza di una improbabile guerra per prendersi il suo spazio e la sua "maison" (cosa che sarebbe potuta avvenire ugualmente). Eccolo che si improvvisa investigatore non solo per salvare la pelle ma quasi per senso di responsabilità nei confronti di una delle "sue" ragazze. Il suo comportamento è ondivago, non appartiene a un pregiudicato che si sa muovere in un mondo malavitoso. La polizia non brilla e non si salva ed il finale (che apre ad una prosecuzione della storia in forma di serie) lascia perplessi. Nell'insieme non mi è piaciuto, al contrario di altre opere dello stesso autore.
Finalmente un libro di Carlotto che mi è tornato a piacere. Non del livello del passato, ma privo degli eccessi di depressione e disgusto per l’essere umano che hanno gravato tutti i suoi degli ultimi anni. Cioè… “privo” è una parola grossa, ma apprezzo il tentativo di qualche riemersione morale. Non è un paradosso che ci si provi con un romanzo il cui protagonista è un pappone con un notevole curricolo di trafficante di ragazzine, è sempre Carlotto che scrive del resto. La vicenda è il tentativo di scagionarsi (ma con ben poca riabilitazione) da parte del protagonista accusato di un reato contro una delle prostitute che sfrutta. I personaggi sono molto convincenti e coerenti, molto bene riusciti, tutti. È anche apprezzabile differenza di molti sui da un decennio a questa parte, invece che essere un romanzo breve (spesso al costo di uno lungo), questa è vicenda articolata, che si sviluppa sostanzialmente in due parti. Punto debole, che c’è e non è ininfluente, è che la seconda convince molto meno della prima, ma comunque conduce verso la fine e, chissà, forse, una qualche redenzione?
Il francese - Massimo Carlotto Un noir che come al solito ti incolla fino all'ultima pagina quando a scrivere è Massimo Carlotto. Un nuovo personaggio che svolge un lavoro che farà storcere il naso a tanti ma che per tanti versi può anche piacere. Non è il solito autore che avevamo conosciuto con l'alligatore però a me è piaciuto
Trama: Lo chiamano il Francese. Gestisce una "maison" di dodici donne. Ognuna ha un nome d'oltralpe, ognuna recita un personaggio diverso: dalla pin-up d'altri tempi alla manager in carriera, il Francese è in grado di soddisfare le fantasie di commercianti, imprenditori, professionisti. È un giro medio-alto, il suo, le mademoiselle non lavorano in strada, e non tutti se lo possono permettere. Tutto precipita quando una di loro scompare nel nulla: è lui l'ultimo ad averla vista viva, e quindi il primo sulla lista degli indagati. Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona.
Per salvarsi, il Francese è costretto a cercare la verità, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. #ilfrancese #MassimoCarlotto
I personaggi protagonisti dei libri di Carlotto sono sempre molto sfaccettati e complessi, nessuno è completamente positivo e nessuno è completamente negativo: il Francese rientra in questo standard, un malavitoso con un suo codice d'onore (per gli affezionati: è più Beniamino Rossini che l'Alligatore), e questo in un certo senso mostra lati oscuri dell'animo umano che forse riguardano tutti noi. E in un certo senso rende queste figure a noi più vicine.
Come quasi sempre il vero protagonista del romanzo è il Nordest e le abitudini sociali che vi albergano soprattutto sotterraneamente; Carlotto disegna sempre lucidamente il nostro tempo, con uno sguardo tagliente e profondo che io non riscontro in molti altri scrittori. Ecco: da abitante del Nordest direi che sono raccontati un po' troppi spritz e un po' troppo pochi capannoni, ma lo sguardo d'insieme è centrato, accurato e persino rivelatore.
Tutto questo in una trama noir battente, che avvolge e fa girare velocemente pagina dopo pagina: in questo leggere Carlotto è davvero una piacevole sicurezza.
Un libro scritto molto bene, con una trama intrigante. Chi si aspetta il classico giallo, trova qualcosa di diverso dato che, a circa metà del libro il giallo “vero” viene risolto. Il bello è tutto ciò che ruota intorno alla trama, ovvero ciò che c’è dietro alla malavita, in questo caso la malavita legata alla prostituzione. Ben scritto, non lascia sempre con il fiato sospeso, ma è comunque una lettura incalzante e molto gradevole. Da un certo punto di vista è anche un libro molto crudo, dato che racconta molto bene la realtà che sta dietro i giri di prostituzione. Il finale non è molto inaspettato, nel senso che si può intuire dove la storia andrà a parare. Nel complesso mi è piaciuto.
Uomini che odiano le donne che odiano gli uomini. Libro ruvido, fastidioso, pruriginoso ma comunque scorrevole. Un noir che si finge thriller ma che narra solo storie, storie di persone spesso con un passato appena accennato, un futuro incerto e un presente disinluso. Il nostro antieroe (il francese) è sia punto di forza che di debolezza dell'opera. E' una figura che fatico a ritenere verosimile perchè piena di contraddizioni; un egoista ma non completamente, un cattivo con il cuore, un depresso affamato di vita, un uomo solo per scelta ma alla continua ricerca di affetto. L'autore non tralascia colpi bassi e duri (racchettate direi) che si sposano a pieno con il genere del libro e che fanno de "il Francese" un libro che consiglio.
Dopo aver letto "La Verità dell'Alligatore" (dello stesso autore), leggere "Il Francese" è un po' una doccia fredda. Mi aspettavo di leggere un romanzo dalle simili tinte noir, invece mi sono ritrovato fra le mani un thriller che narra di una storia di regolamento dei conti tra maison d'appuntamenti. Il protagonista non è il classico "buono" per il quale ci si sente di parteggiare, ma piuttosto un gangster con un suo codice morale, ma che non ci pensa due volte a rovinare la vita alla gente pur di salvarsi la pellaccia. La trama è costruita bene, sfaccettata al punto giusto, e lo stile dello scrittore è sempre piacevole.
Mi piace lo stile di Carlotto, con frasi secche e brevi, senza inutili svolazzi stilistici che nuocerebbero al ritmo della narrazione. I caratteri che descrive, trattandosi di malavitosi, non sono mai eticamente condivisibili, ma di sicuro lui li sa rendere con efficacia. Un pappone, che si definisce salvatore della libertà femminile, incappa nella scomparsa di una sua protetta, e da lì si dipana la vicenda. Finale a sorpresa, o forse, visto l’egoismo del protagonista, no.
Non conoscevo questo autore (non leggo molta letteratura contemporanea), l'ho iniziato per caso e son rimasta molto colpita dalla sua prosa e dall'atmosfera hard–boiled. La vicenda in sé può piacere o meno, io ho apprezzato la coerenza dei personaggi, anche se talvolta erano un po' troppo sopra le righe. Calzante l'interpretazione audio, ascoltata al 1,5x della velocità.
Un esercizio di stile, noir classico con personaggi sgradevoli. Nel miglior tradizione del genere il linguaggio è essenziale. La piscologia dell'odioso protagonista è tratteggiata con finezza sorprendente e conferma la capacità di Carlotto di descrivere mostri. Un esercizio di stile di alta classe.