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Salvarsi a vanvera

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Autunno 1943. Secondo un'antica maledizione – inventata di sana pianta e venduta al comando tedesco come leggenda popolare – nelle viscere di una miniera di carbone sulla sponda del Rio Fogazza si nasconderebbe la Salamandra Ignifera Gigante Cinese, capace di folgorare a vista qualsiasi forestiero si avvicini. Per l'ebreo Mozenic Aràd, che giusto prima delle leggi razziali ha pensato bene di diventare Mestolari Aride, la scoperta casuale del giacimento è l'unica speranza di salvare se stesso e la sua famiglia. E così, mettendo insieme una squadra di persone altrimenti destinate a fine certa – una professoressa di liceo, un suonatore di clavicembalo, un fattorino e un numero imprecisato di irregolari che dal giorno alla notte si cuciono addosso il titolo di geologo, minatore, fuochista, carpentiere o artificiere – Aride comincia a vendere carbone alle milizie, tenendole ben lontane dalla miniera con lo spauracchio della vampa infuocata. Finché il maggiore Aginolf Dietbrand von Appensteiner, comandante di piazza, comincia a insospettirsi...
Dopo La vita dispari, Paolo Colagrande ci consegna un romanzo straripante d'intelligenza e di invenzioni. Pagina dopo pagina, assecondando «l'impostura del destino», costruisce una bugia grande quanto un intero paese: il piano geniale di un pugno di ebrei padani per salvarsi la vita.

376 pages, Hardcover

First published March 1, 2022

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Paolo Colagrande

10 books3 followers

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Marica.
418 reviews219 followers
May 9, 2022
Conversazioni col mulo bruno
“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste“ (Vangelo di Giovanni).
Il Verbo fu seguito dalle Tavole della Legge e poi dalla letteratura. La discussione della legge e la letteratura sono talvolta imparentate con la vanvera. Qualche volta la vanvera si fa divertimento, qualche volta salvezza e ritorna verso Dio.
In questo libro si racconta di come nel 1943 Aràd detto Aride, ebreo dissimulato, commerciante della città di piazza, avendo altri ebrei manifesti nella sua ditta, si sia sentito osservato dal maggiore tedesco comandante di piazza e abbia intrapreso una strategia creativa e diversiva per ritardare il momento dell'applicazione delle leggi razziali. La strategia coinvolgeva una miniera, una salamandra cinese ignifera gigante, vari galli di montagna, il mite partigiano Bellico, una prof di lettere classiche, vari musicisti, un canarino e molti altri personaggi.
Il racconto è in chiave di commedia, lieve e divertente, con una scrittura un po' manieristica ma piacevolissima che è parte integrante del divertimento. Si capisce che è una fiaba, tuttavia è bello leggere una storia della Shoah che finisce bene e in questi tempi grami è stata una lettura davvero terapeutica, inoltre la storia è scritta con garbo e cura e si legge con molto piacere. Deliziosi i siparietti della bambine che rifanno le scenette del Corrierino dei Piccoli per divertire un bambino più piccolo raccolto dai genitori per caso.
Ritornando alla vanvera, è stata davvero usata a scopo salvifico, qualche anno fa ho letto una storia molto bella con nomi e cognomi che celebrava Giovanni Borromeo, un medico dell'ospedale Fatebenefratelli che aveva imboscato molti ebrei in ospedale e per evitare l'ispezione della Gestapo aveva spiegato agli ufficiali che un reparto era dedicato al morbo di K (da Kesselring e Kappler), contagiosissimo. Non può competere con Aràd per fantasia, ma comunque è stato nominato Giusto dallo Yad Vashem e si può dunque accontentare.
Il mulo bruno era l'interlocutore notturno di Aràd, l'equivalente anni '40 dell'armadillo. Allora gli armadilli non erano ancora usciti dai libri di Scienze naturali.
Profile Image for Come Musica.
2,081 reviews638 followers
July 28, 2022
Tra verità e finzione, una storia famigliare: Paolo Colagrande mescola “pezzi di memoria domestica con fatti, luoghi, persone, nomi e soprannomi, ma anche macchine e animali, inventati a mio comodo. La storia vera, quella non replicabile, resta intatta e vergine fuori da queste pagine.”

Paolo Colagrande invita a non vedere le cose troppo da vicino e a preferire le scene in lontananza, “dove vedi già con l’occhio della memoria che ti tiene fuori dall’imbarazzo di te stesso e degli altri.”

Il romanzo è ambientato nell'autunno del 1943, nella pianura padana. Un ebreo di nome Mozenic Aràd è un commerciante di generi alimentari e coloniali; ha una moglie, due figlie gemelle e un figlio adottivo di quattro anni, di nome Cali. Per via delle leggi razziali, Aràd è preoccupato per le sorti della vita della sua famiglia e di quella sua teme per la sua vita e quella della propria famiglia. Decide quindi di modificare il suoi dati anagrafici, cambiandosi il cognome e nome in Mestolari Aride, per confondere un po' i nazisti, per evitare che loro potessero scoprire le loro origini, per concedersi l'occasione di "salvarsi a vanvera". Ma perché "a vanvera"?

“Diceva mio babbo Aràd che la vanvera è come la ridarola, un meccanismo autogenerato che riposa in un’area spirituale arcaica, veterotestamentaria, del cervello, e rovescia le sue onde sul mondo come un maremoto. Sotto l’effetto della vanvera – diceva sempre mio babbo Aràd, che come tutte le persone taciturne entrava spesso in questo meccanismo – tu parli con lo stesso flusso pedante di una radio o di una turbina.”

Aràd però non si limita solo a cambiarsi nome e cognome. Aiutato dalla buona sorte, grazie a Cali, scopre un giacimento di carbone. Decide così di assumere un centinaio di persone, quasi tutte ebree, spacciandole per tecnici minerari, addetti all'estrazione del carbone. Per ingannare di nuovo i tedeschi, si inventa l'esistenza di una terribile Salamandra Ignifera Gigante Cinese: “ La leggenda dice che questa particolare salamandra, considerata creatura spirituale del fuoco, cerca il suo sposo in qualunque cosa vivente o semovente passi di lí, che sia un uomo o un moscardino o una pernice o un ramo scosso dal vento, e siccome la salamandra può vivere in mezzo alla fiamma senza dolore, per riconoscerlo gli getta addosso la vampa infuocata. Questo spiegherebbe le morti per carbonizzazione, e anche il fatto che nessuno voglia passar davanti al cosiddetto gomito della salamandra.”

Paolo Colagrande, ricorrendo all'ironia, romanzando una storia vera, ci consegna un romanzo di grande umanità, una piccola Schindler's List, in uno dei periodi più neri della storia del Novecento: “Una cosa che narra il mondo tuo è piú sicura di una faccia o di una voce. L’importante è che quella cosa non ti abbandoni, perché è il tuo punto di equilibrio sul crinale.”
Profile Image for Anna Ricco.
188 reviews39 followers
November 9, 2022
L'idea è decisamente originale,un modo tutto nuovo di raccontare un periodo storico di cui si dice e scrive sempre molto. Tra qualche mese avrò il piacere di ascoltare dal vivo un intervista a Colagrande e devo decisamente fargli i complimenti per questa storia così semplice ma anche complessa,per questo punto di vista ingenuo che mi ha fatto sorridere molte volte.. ma ...sono davvero tante tante parole!! Poteva essere più corto senza intaccare la storia. Ma la salamandra ignifuga gigante cinese rimarrà sicuramente nel mio cuore.
Profile Image for Cristina.
874 reviews38 followers
July 4, 2022
Logorroico. Già non è molto credibile, se ci schiaffiamo il quadruplo delle parole che servono passa la voglia anche al lettore più volenteroso.
26 reviews
March 22, 2022
Sono partita con grandi aspettative ma, purtroppo, sono rimasta delusa.
Il romanzo gira tutto intorno ad una “supercazzola” -piuttosto irrealistica- che il protagonista (un ebreo che in tempi non sospetti aveva mutato il suo nome) propina agli ufficiali tedeschi che avevano occupato la zona.
Intrecciata a questa improbabile storia, si infila la storia di Cali, un bambino dal mutismo selettivo, che il protagonista del romanzo recupera su un treno e di cui si cercano le origini.
La scrittura, pur mostrandosi a volte simpatica e ironica, è tuttavia ridondante e prolissa. Un romanzo che ho davvero faticato a leggere. Peccato
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
October 10, 2022
"E di fronte a Ciociana spinta su un treno mentre le strappano di mano la fisarmonica a bottoni, il problema se è giusto o no rinnegare la propria carne sparisce".
gran libro, capace di una profonda ironia, con un'amarezza finale che costituisce la sua cifra.
Profile Image for Giorgia Imbriani.
714 reviews11 followers
November 14, 2025
E' partito col botto, una di quelle storie di splendida, romantica, dolorissima vita, destini tragici belli come solo il romanzo sa fare. Solo che poi, a un certo punto, sembra ruotare immobile su se stesso, con niente di nuovo da dire.
6 reviews
August 24, 2022
“Se spargi il contagio dell’abitudine mortifichi la curiosità”
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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