«La parcella della prima operazione che mi procurerà sarà tutta per lei... In seguito, a ogni paziente che mi manderà, faremo a metà...»: questo aveva detto Mandalin, rinomato chirurgo e proprietario di una clinica di lusso. E quando il dottor Bergelon aveva dirottato sulla clinica la prima partoriente, Mandalin li aveva invitati a cena, lui e la moglie, nella sua bella casa dei quartieri alti, dove Bergelon aveva bevuto troppo, come Mandalin del resto, e poi tutto era andato storto, la partoriente era morta, e anche il bambino... Risultato: adesso il vedovo minacciava di ucciderlo – non Mandalin, ma lui, Bergelon! Eppure, ciò che spingerà il giovane medico a infrangere le regole di una tranquilla, e in definitiva soddisfacente, esistenza provinciale non sarà la paura di morire, né saranno le apprensioni di quella moglie rassegnata e piagnucolosa, ma un «lancinante bisogno di cambiamento», come la sensazione di avere addosso un vestito troppo stretto. «In lui» scrive Simenon «c’era una sorta di trepidazione, di ansia, una speranza, un’attesa, la voglia di fare un gesto – ma quale? –, di aprire non una porta, ma una strada, un mondo, una prospettiva nuova...». Come molti personaggi di Simenon, anche il dottor Bergelon ci proverà, a non accettare il suo destino, a togliersi di dosso quel vestito troppo stretto...
Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret. Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.
Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.
He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.
During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).
Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).
In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.
In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.
Un errore medico è il fattore scatenante della “ribellione” del dottor Bergelon, un modesto dottorino di provincia, che all’improvviso viene preso dal folle desiderio di fuggire da una esistenza che gli sta stretta, da una moglie taccagna e menagrama, da una mediocrità abbinata all’ipocrisia di chi ha una posizione sociale e non intende perdere il primato. La fuga è uno dei “leit motiv” dei libri di Simenon. I personaggi che sono “omuncoli” mediocri vessati o complessati sono un “leit motiv” dei romanzi di Simenon. In questo romanzo leggiamo di una doppia fuga, del dottor Bergelon e di un altro personaggio che potrebbe essere il suo alter ego, legato a lui con un laccio ben stretto fatto di comunione di intenti e di pensieri. Ma ci sono fughe e fughe: fughe di chi vuol scomparire per sempre per dimenticare il proprio destino avverso oppure fughe che da subito si rivelano tentativi di uno che è sconfitto in partenza. Peraltro, i romanzi di Simenon pullulano di sconfitti… Questo e tanto altro, a partire dalle atmosfere e dalle presenze femminili sensuali -come spesso sono nei romanzi di Simenon- rende questo romanzo splendido, soprattutto, per me, nella prima parte. Che dire? Chi legge può pensare che sia uguale a tante altre sue opere. Non è così. Ogni romanzo di questo straordinario scrittore è un gioiello. Da leggere.
«Ci sono dei momenti nella vita ... Saresti capace in quei momenti, di fare cose che non ha mai fatto, di dire cose che non hai mai detto...» (1)
Il dottor Élie Bergelon, vive e lavora nel quartiere povero di Bugle, un piccolo paesino vicino alla Loira. Sposato, due figli, una vita quietamente banale. Un tragico episodio, sconvolgerà la sua routine. Quando vorresti (e potresti) andare in cerca della tua Trapezunte, quando capisci che quella sarebbe la scelta ‘conveniente’, spezzare le catene che ti sei autoimposto (morbide”, come dice una mia amica) e... Roberto Lerici (1931 – 1992) scriveva «Ci sono dei momenti nella vita...». Er Giggi mio la interpretava così... https://www.youtube.com/watch?v=HBS-w...
Simenon è Simenon ! ogni volta che termino uno dei suoi romanzi mi dico : " è il più bello ! " ma non è così, in realtà mi sono piaciuti tutti ! Ritornano i temi cari a Simenon : fughe, treni, ristoranti, spiagge, prostitute.... Questo romanzo ha un finale dolce-amaro e non anticipo. In realtà nei suoi romanzi, per me, il finale rimane sempre in secondo piano rispetto al piacere della lettura ( questo vale anche per i polizieschi che sto rileggendo per la terza - o quarta - volta ) e ancora una volta non mi ha deluso . Grazie Simenon e grazie Adelphi .
Ed ecco che nel programma (immaginario) delle mie letture si è infilato un Simenon. Perché e per come non saprei dire. Fatto sta che l’implacabile scrittura del prolifico romanziere ti cattura e ti incolla fino a quando non avrai girato l’ultima pagina. Con un certo sollievo, lo ammetto: perché i suoi personaggi, mediocri, tristi, squallidi, declinano in tutti i modi possibili i temi consueti: il bisogno (e i tentativi) di fuga e la piatta, soffocante infelicità della vita provinciale e borghese. E il dottor Bergelon è l’ennesimo antieroe che li riassume entrambi.
Non so cosa mi spinge a leggere un ulteriore Sim. I suoi roman dur sono talmente tristi e desolati che sto in ansia dall'inizio alla fine in attesa della tragedia umana che sicuramente avverrà (e che non necessariamente è un crimine penale, a volte soltanto morale.
Nulla da dire, ormai chi mi segue sa che amo Simenon. Questo libro trovato per caso nella libreria di un budello della Liguria mi ha subito catturata. Cinque stelle minimo!
Ormai aspiro alla lettura delle opere complete di Simenon. Anche quest’ultimo tradotto in italiano non tradisce le attese (anche se probabilmente i migliori sono stati tradotti da tempo). Qui l’ambiente è la provincia francese, con una breve puntata verso Anversa. Un evento tragico costruisce un legame paradossale tra due individui che già si conoscono da tempo: l’uno minaccia di uccidere l’altro, ma non subito, solo passato un certo periodo di tempo. È una minaccia da prendere sul serio? Difficile stabilirlo, ma il minacciato, il dottor Bergelon, già da tempo sente disagio per la sua condizione. La novità costituisce occasione per cambiare la sua vita. Tra tutte le alternative, il protagonista finirà per scegliere la più comoda. Noia, disperazione, senso di colpa, menefreghismo: tutti sentimenti analizzati da Simenon nella loro incarnazione borghese.
This book is typical of a good Simenon book; two doctors have a few drinks and are called to deliver a baby with a terrible result. The body of the book is about one of the doctors and his relationship with the widower. Since this is a Simenon book, they don't work it all out and become best friends. Instead one stalks the other, both feel guilty, learn eachother's secrets, and (of course) one plots to kill the other.
Bergelon è un medico condotto di provincia, molta routine e poche prospettive di carriera; una vita moderatamente agiata con una moglie taccagna e inguaribile pessimista, una figlia adolescente che si atteggia già da adulta e un figlio col pallino dei boy scout. Per guadagnare di più cede alle lusinghe di un collega senza scrupoli per indirizzare i clienti verso la sua clinica. Il primo tentativo finisce molto male: Cosson, impiegato di banca, vuole il meglio per il primo parto della moglie ma, causa molta superficialità dei medici, mamma e nascituro non sopravvivono. Per Bergelon è uno shock… da quel momento si sente osservato, giudicato in famiglia e fuori, Casson lo perseguita, gli scrive lettere minatorie, anche per lui è stato un colpo, ha lasciato il lavoro, beve, va a vivere con una prostituta, che attrae anche Bergelon, così tra i due si sviluppa uno strano rapporto dove il dottore lo teme ma vuole incontrarlo al tempo stesso. Il dottore decide la fuga, prima con la scusa della vacanza, poi via verso Anversa, Parigi, forse Trebisonda, ma anche Cosson non sopporta più la vita di prima e vuole andare lontano…Una storia classificato tra “i romanzi duri” per la tragedia iniziale ma che, specie nella seconda parte, assume toni decisamente più leggeri, quasi da commedia. Ancora una volta il tema della fuga destino di molti personaggi dei romanzi di Simenon: uomini che conducono una vita mediocre anche se decorosa, intrappolati in una rete di ipocrisie e di moralismi che finiscono per non sopportare più e allora decidono di prendere il largo come unica via d’uscita. E se tornano, apparentemente rinsaviti, sono diversi come se fosse emersa un lato della personalità nascosto fino a quel momento. Non mi soffermo né mi stupisco della consueta abilità nel tratteggiare con poche frasi situazioni, ambienti e personaggi: notevole l’incipit con il risveglio del dottore con i postumi di una sbronza, che, tra mezze frasi, e rimandi rivela al lettore la tragica faccenda della sera prima e la ragnatela in cui ormai si trova avviluppato nella solita tranquilla provincia francese. Da leggere per tutti, non solo per gli sfegatati di Simenon. Quattro stelle.
A mixed bag for me. Sort of two books in one, both successful on their own, but never quite integrated. Simenon opens with a doctor being relentlessly pursued by the very real manifestation of the consequences of his actions, a widow with nothing left to lose and nothing he’s interested in gaining other than justice for the wife he’s lost as a result of the doctor’s negligence. Halfway through, the widow himself seems to drop back into the scenery and we are left with the doctor on a vaguely hallucinatory travelogue, which also works in itself. What’s less appealing is how the pieces combine and “resolve”. It’s a bit out of left field. But that gripe aside, it’s definitely a curious little page flipper.
Második nem Maigret regényem és ez is tetszett. Nem egy szokványos könyv, nem is értem a fanyalgókat. :D Nekem bejön ez a fajta lelkizés, semmi bajom azzal se, ha kb. ugyanaz a téma, mint a másik regénynél, de nem ugyanaz, max. a lelkiismeretfurdalás. Ha vmi jól meg van írva, kit érdekel, ha a téma hasonló? Engem nem. Nem baj az, ha vki olyanról ír, amihez ért. Sőt. Vannak kitűnő karakterszínészek, akkor lehetnek kitűnő karakterírók is. Agatha Christie nem kaptafa krimiket írt? De. Tök ugyanolyanok, csak a szereplők mások, oszt mégis népszerű. Szóval, ne tántorítson el senkit a könyvek hasonlósága, jó könyvek ezek.
Good, but a bit drifty. Story of morally ambiguous doctor whose actions lead to death of young mother and child (in childbirth) and his weasely way of trying to not be responsible for his actions. the husband increasingly presses the point and our protaganist twists and turns to evade, though of course (for simenon) not in a righteous confident way- but vague - guilty - worried- tormented. Good- but characters didn't hold me the way most of the durs do...
Non la mia lettura preferita. Di Simeon questo era il primo libro e devo dire che mi aspettavo molto di più. L’inizio parte con il botto ma andando avanti con la lettura la storia va a perdersi, si perde proprio l’essenza della storia iniziale. Rimane comunque un libro scorrevole ma molto descrittivo a tratti
Dr Bergelon is chafing at his humdrum existence, when a series of poor choices leads to disastrous consequences for one of his patients. Feeling awful guilt, he sheds his identity and goes on a-roaming but after a while he realizes that wherever you go there you are. A familiar Simenon theme, but well-written.
Un des romans dits durs de Simenon, il devrait me plaire, sauf que ce n'est pas le cas. Bien que Simenon fût un grand connaisseur de la nature humaine et de ses faiblesses inattendues, dans ce cas-ci je suis déçu. Bergelon, un petit médecin de quartier, possède initialement toutes les qualités des médecins de village ou de petite ville. Je m'attendais qu'on le mette en opposition à Mandalin, médecin des privilégiés et ami des notables de la vie. Ce qui se passe et presque le contraire, le comble de la lâcheté et de l'abjection.
Certes, les romans de Simenon ne sont pas la place à en chercher des héros, des personnalités intègres, ou des gens ordinaires qui exhibent une rationalité et une conscience impeccables. Et pourtant... La deuxième moitié du roman m'a pris par surprise, et son dernier tiers m'a presque agacé par le manque presque complet de raison de la part de notre docteur. La misère morale est une des spécialités de Simenon, mais je le voyais plutôt favorable aux petits médecins...
Bof, ça passe... si vous haïssez les toubibs.
J'avais oublié: «Tedesco, c’est mon second… Un Roumain...» Non, m'sieu Simenon, à la différence des noms comme Ionesco, Popesco, Georgesco (francisation des noms Ionescu, Popescu, Georgescu, pour ne pas sonner comme cul) Tedesco n'est pas un nom roumain! En fait, c'est un mot italien qui signifie «allemand».
Note: Goodreads est débile de mettre pour ce livre la description de la traduction hongroise, et également de prétendre que la première édition date de 1981; non, messieurs, 1941 est l'an de l'édition originale Gallimard! Et l'édition ePub est ici: http://www.simenonnumerique.com/fiche...