Diletta Valli è un’avvocatessa solitaria e poco incline alle relazioni sentimentali. Quando alcuni clienti le chiedono di assisterli nel caso mediatico del momento, è impreparata ed impaurita. Come dimostrare che un farmaco venduto in tutto il mondo dalla potente Deutscher Pharma ha come effetto collaterale la sindrome compulsiva al gioco d’azzardo? Nel tortuoso labirinto di indagini volte a trovare le prove che dimostrino che il gambling è un effetto collaterale del farmaco, Diletta incontra Marco Todeschi, un brillante giornalista i cui metodi poco ortodossi uniti alla determinazione dell’avvocatessa, daranno filo da torcere alla casa farmaceutica. Tra i due l’attrazione fisica è inevitabile ma è proprio questa che mina il connubio professionale. Da una parte c’è Diletta e la sua avversione alle relazioni sentimentali, dall’altra Marco che nasconde un segreto per lei troppo ingombrante. Diletta intraprenderà un duplice cammino, professionale e sentimentale, che la costringerà a mettere in discussione tutta la propria vita.
*2emezzo* "Non mi sono mai considerata un bravo avvocato. Insomma sono attenta, scrupolosa e onesta con in clienti ma non ho una mente giuridica. Sono troppo impulsiva e sanguigna per ragionare su ogni questione in termini di diritto e son troppo pragmatica per scriverfe infiocchettando con latinetti, formule di stile, frasi preconfezionate." Questa è Diletta Valli ed è stato facile riconoscersi in lei e trovarla simpatica! Questo primo libro di Federica Caladea mi ha piacevolmente accompagnata nei primi giorni di ferie e mi ha convinta a voler leggere altro dell'autrice e di Diletta.