Il grande parco di villa Pamphilj, a due passi dal Vaticano e da Monteverde, ha due volti molto diversi: di giorno è un giardino che accoglie bambini, anziani e sportivi; di notte si trasforma in un rifugio abusivo per senzatetto, drogati e prostitute. All’alba di una gelida mattina di febbraio, una di loro viene trovata senza vita, brutalmente uccisa con un’arma da taglio. Era italiana, aveva poco più di vent’anni, era una ragazza sola, si vendeva per pagarsi l’università. L’omicidio sconvolge il commissario Ansaldi e i suoi agenti, perché apre uno squarcio di disperazione nella tranquilla routine del loro quartiere. In più, arriva proprio nel momento peggiore, a due settimane da un importante vertice politico tra i principali capi di Stato europei, con gli occhi del mondo puntati sulla capitale. Che ci sia o no un legame tra i due eventi, per il commissario è appena iniziata una terribile corsa contro il tempo.
NEL NERO DEGLI ABISSI Un'indagine per i Cinque di Monteverde è un nuovo romanzo noir dell'autore che vede i protagonisti impegnati in un'altra indagine ad alto tasso di ironia e tensione. ❤ https://ilmondodichri.com/nel-nero-de...
Prima opera che leggo di questo autore. I cinque di Monteverde sono una bella squadra, potranno sicuramente fare breccia nel cuore di molti lettori a cui piace il genere giallo/noir. La storia è in crescendo, da un certo punto in poi si fa fatica a staccarsi dalle pagine, il che per me è fondamentale. Très bien, Francois Morlupi, continua così!
Una delle zone più in di Roma si tinge di giallo: i giardini di villa Pamphilj nascondono un lato oscuro dal quale partono le indagini del commissario dei cinque di Monteverde. Ho fatto la conoscenza del Commissario Ansaldi e della sua squadra in questo romanzo, che è solo uno della serie che vede questo gruppo eterogeneo e - apparentemente - malassortito di poliziotti, ma so che non sarà l’ultimo. Della penna di Morlupi ho apprezzato il modo schietto e spesso esilarante che ha di narrare le piccole grandi magagne quotidiane che avvelenano gli animi dei romani, senza tuttavia scadere nella facile banalità del luogo comune. La coerenza dei personaggi e l’approfondimento psicologico delle dinamiche che legano - o dividono - i personaggi è un altro pilastro portante della narrazione, che si snoda su una trama molto ben costruita. Complimenti all’autore e alla sua serie, che mi terrà compagnia nel tempo.
Ritornano le indagini dei cinque di Monteverde impegnati questa volta a sbrogliare una matassa complicata e inusuale almeno a primo impatto. I tre macabri omicidi non sono per nulla collegati l'un l'altro, non hanno un filo logico, ma...qualcosa non torna. E' un ritmo incessante nell'arco di soli otto giorni, che regala ansia, suspense, paura, ma, allo stesso tempo, pone il lettore di fronte al grande e misterioso dilemma della mente umana: dove inizia la follia e dove termina la normalità. Ma poi cos'è la normalità? Esiste o è solo un concetto astratto? L'autore Francois Morlupi sorprenderà il lettore ancora una volta: nulla viene lasciato al caso, tutto viene analizzato meticolosamente anche i particolari meno rilevanti (a occhio umano) e così dovrebbe essere per una recensione. Il romanzo merita più di "una bella lettura" o "una lettura scorrevole", e dovrebbe essere scandagliato e analizzato a partire dal titolo: "Nel nero degli abissi", un titolo non fine a se stesso, ma collegato alle paure di ciascuno di noi e ci aiuta a identificarci nei cinque di Monteverde: Ansaldi, Eugenie, Leoncini, di Chiara, Alerami che ci trasportano nel loro mondo fatto di ombre e oscurità. Un titolo che ci riporta alla volontà di combattere e sconfiggere il male che alberga nell'essere umano. L'analisi dovrebbe continuare analizzando la psicologia dei vari personaggi, che, in questo romanzo, vedo raggiunta una maturità intellettiva maggiore; i protagonisti stanno crescendo uscendo dalle proprie ombre e cercando di ritrovare quella luce perduta nel tempo. Un romanzo intenso, coinvolgente, misterioso che ci lascerà col fiato sospeso fino alla fine, ma al tempo stesso ironico, divertente grazie alle paturnie e alle ossessioni del caro commissario Ansaldi che ci riporterà con i piedi per terra. Ma se avete letto i romanzi precedenti dell'autore, preparatevi a trovare un Ansaldi diverso: maturo e incline ai rapporti con il gentil sesso. Il merito dell'autore è quello di rendere i suoi personaggi reali, veri, con tante imperfezioni tipiche dell'essere umano e non come tanti poliziotti perfetti, belli e palestrati che sembrano uscire da una fiction americana. Complimenti all'autore. Tutto è lineare e armonioso e nel romanzo sono presenti tutte le caratteristiche per definirlo un thriller psicologico: l’indagine investigativa, la suspense, l’inseguimento (la sfida per ottenere la salvezza), le persone innocenti, tutte caratteristiche che vi regaleranno un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione. Buona lettura!!!
🌊Come si combattono le ansie e le paure? Questa domanda mi ha assillata per tutta la durata del libro, un po’ perché avrei voluto aiutare il povero commissario Ansaldi con le sue paturnie mentali e l’asfissiante ipocondria, un po’ perché François Morlupi è riuscito a rendere centrale il tema psicologico all’interno del suo noir.
🔪“Nel nero degli abissi” trascina il lettore in un vortice di avvenimenti che si svolgono in appena otto giorni: alle porte di un Consilium con i capi di stato europei, viene ritrovato il cadavere di una prostituta a Villa Pamphilj e il caso viene assegnato, ç𝘢 𝘷𝘢 𝘴𝘢𝘯𝘴 𝘥𝘪𝘳𝘦, alla squadra del commissariato di Monteverde.
👮🏻♀️In questo secondo romanzo troviamo una particolare evoluzione di alcuni personaggi e non per tutti si tratta di cambiamenti positivi, ma questo è il bello di trovarsi di fronte a protagonisti realistici che bucano le pagine (in realtà anche i character secondari lo fanno!)
🏊♂️Di Chiara con i suoi film coreani, Leoncini e i podcast sulla seconda guerra mondiale, Alerami e la sua ambizione lavorativa, ma soprattutto Eugénie e Ansaldi vi faranno immergere nella storia, statene certə!
☕️Lo stile ironico e carico di riferimenti artistici renderà la lettura scorrevole e divertente, ma i temi trattati, anche se alcuni solo tratteggiati, vi faranno riflettere e lasceranno in voi una strana sensazione di malinconia mista a speranza, soprattutto dopo le rivelazioni finali.
📚Che siate amanti o meno del genere ve lo consiglio assolutamente: questo libro è un trionfo tutto italiano, non possiamo che ringraziare salanieditore per avercelo regalato!
📖“caro maestro di nuoto, io non mi tufferò mai col rischio di inabissarmi in mondi sconosciuti, voglio evitare il nero degli abissi e tutto ciò che ci si nasconde dentro. Rimarrò fermo, immobile, senza tentare di cambiare nulla. Non hai ancora capito che io ho paura della paura stessa? Quarantaquattro anni dopo, però, Ansaldi aveva infranto la sua regola: si era tuffato senza pensare alle conseguenze.”
📝Mentre Roma si prepara, e con essa le varie forze di polizia, a ricevere le delegazioni di paesi dell’Unione europea per un importante summit politico ed economico, il commissariato di Monteverde si trova tra le mani un caso di omicidio. In un parco del quartiere è stata uccisa una ragazza, una studentessa di medicina, che per mantenersi agli studi si prostituiva. Fin da subito il caso appare spinoso e quando si verifica un secondo omicidio, che sembra collegato al primo per le medesime modalità ma il cui movente sfugge alla ragione, i nostri cinque poliziotti di Monteverde, guidati da Ansaldi, devono spendere ogni energia per arrivare alla verità.
📝Ho ritrovato con piacere la squadra creata da Morlupi, di cui sto imparando a conoscere sempre di più romanzo dopo romanzo, alternando luci ed ombre di personaggi complessi che non solo cercano di mantenersi in equilibrio in un presente che attraversano non senza difficoltà ma che hanno anche nozione di cosa significhi precipitare in un abisso da cui si richiede una notevole dose di coraggio anche solo per provare a riemergerne.
📝Un romanzo che parla di sfide, quelle personali con noi stessi ma anche di quelle che s’imbastiscono con gli altri per affermarsi. Una storia che parla anche dell’importanza della collaborazione, del fare squadra, dei legami che si creano tra persone diverse tra loro ma non per questo meno saldi. Pagine in cui il male scorre sotterraneo lasciando intravedere così poco di sè nascosto sotto un velo di normalità difficile da squarciare. Della forza necessaria per guardare in profondità dentro quell’ abisso che ognuno tenta di nascondere come meglio crede.
Devo dire, sinceramente, che questo libro mi ha molto sorpresa.
E' un noir, un genere che solitamente non leggo, salvo casi eccezionali come questo, ma ho fatto bene a leggerlo e ad essermi catapultata in questa storia.
E' una storia scritta davvero bene ed è riuscita a tenermi incollata alle pagine per tutto il tempo (tant'è che l'ho finito in due giorni nonostante il numero delle pagine).
Ci sono continui colpi di scena inaspettati che non ti fanno abbandonare il libro e ti incitano a continuare, finchè ti ritrovi ad averlo concluso senza neanche accorgertene.
L'ho trovata una storia davvero originale e completa alla quale non manca davvero nulla.
Ho apprezzato davvero tanto tutti i personaggi, soprattutto per i loro cambiamenti ed evoluzioni (anche se non sempre positivi), ma questo ci fa capire quanto in realtà siano realistici.
Devo dire però che, in particolar modo, ho apprezzato tanto il commissario Ansaldi con il quale sono riuscita ad entrare più in empatia.
Un'altra cosa che mi è piaciuta è il fatto che l'autore abbia deciso di inserire alcuni temi, accennati e non, che mi hanno portato, alla fine del libro, a fare delle profonde riflessioni.
Spero di avervi convinti almeno un po' a provare a leggerlo perchè secondo me ne vale la pena, sia per chi legge questo genere sia per chi, come me, solitamente non lo legge.
A un anno dall’uscita di “Come delfini tra pescecani” di François Morlupi edito Salani, le indagini dei cinque di Monteverde non sono per niente concluse, anzi, una nuova indagine è alle porte. Oggi, 3 marzo, esce il nuovo romanzo noir di Morlupi “Nel nero degli abissi”.
Il grande parco di villa Pamphili, a due passi dal Vaticano e da Monteverde, ha due volti molto diversi: di giorno è un giardino che accoglie bambini, anziani e sportivi; di notte si trasforma in un rifugio abusivo per senzatetto, drogati e prostitute. All’alba di una gelida mattina di gennaio, una di loro viene trovata senza vita, brutalmente uccisa con un’arma da taglio. Era italiana, aveva poco più di vent’anni, era una ragazza sola, si vendeva per pagarsi l’università. L’omicidio sconvolge il commissario Ansaldi e i suoi agenti, perché apre uno squarcio di disperazione nella tranquilla routine del loro quartiere. In più, arriva proprio nel momento peggiore, a due settimane da un importante vertice politico tra i principali capi di Stato europei, con gli occhi del mondo puntati sulla capitale. Che ci sia o no un legame tra i due eventi, per il commissario è appena iniziata una terribile corsa contro il tempo.
Nel nero degli abissi - François Morlupi Un thriller fantastico, ti inchioda dalla prima all'ultima pagina. Una trama che scorre benissimo ed un finale che ti lascia di sasso. I cinque di Monteverde sono una garanzia
Trama: Il grande parco di villa Pamphili, a due passi dal Vaticano e da Monteverde, ha due volti molto diversi: di giorno è un giardino che accoglie bambini, anziani e sportivi; di notte si trasforma in un rifugio abusivo per senzatetto, drogati e prostitute. All'alba di una gelida mattina di gennaio, una di loro viene trovata senza vita, brutalmente uccisa con un'arma da taglio. Era italiana, aveva poco più di vent'anni, era una ragazza sola, si vendeva per pagarsi l'università. L'omicidio sconvolge il commissario Ansaldi e i suoi agenti, perché apre uno squarcio di disperazione nella tranquilla routine del loro quartiere. In più, arriva proprio nel momento peggiore, a due settimane da un importante vertice politico tra i principali capi di Stato europei, con gli occhi del mondo puntati sulla capitale. Che ci sia o no un legame tra i due eventi, per il commissario è appena iniziata una terribile corsa contro il tempo.
Eccoci al quarto volume di questa serie che come avete ben capito mi sta coinvolgendo tantissimo. Questa volta i Cinque di Monteverde si troveranno di fronte a un nuovo caso spinoso, che sembra difficile da risolvere. Inizierà una terribile corsa contro il tempo in quanto da lì a due settimane ci sarà un evento che coinvolgerà la politica e i capi di Stato europei. Questo caso l’ho trovato davvero molto coinvolgente, anche i risvolti dei personaggi a livello personale ed emotivo mi hanno davvero colpito tenendomi incollata alle pagine e, come sempre, lo sviluppo del caso è stato un vero e proprio escalation di colpi di scena. Avevo molte aspettative su questo romanzo e nessuna è stata tradita, anzi se posso mi ha addirittura coinvolto ancora di più. La penna di François è magistrale, fresca e ironica ma nello stesso tempo profonda e coinvolgente. Senza contare che sono segretamente innamorata di alcuni personaggi, primo fra tutti il mitico commissario Ansaldi. E ora non mi resta che leggere la nuova uscita. Consigliato assolutamente a chi ama il genere: noir, giallo ma anche thriller e soprattutto per chi ha ancora voglia di leggere un gran bel libro.
In questo secondo romanzo l’autore spende, a parer mio, molto più tempo nell’analizzare la psiche dei suoi protagonisti, dando spazio soprattutto alle donne, diciamolo le più inquietanti del gruppo: una è una sociopatica, l’altra una dal grilletto facile. Nonostante tutto, la parte thriller riservata a una coppia di serial killer pericolosi che colpiscono apparentemente senza un movente chiaro è senz’altro funzionante come un orologio svizzero. Ho apprezzato che l’autore abbia scoperto le sue carte a poche pagine dalla fine non interrompendo la corrente della suspense. Il suo merito è senz’altro quello di aver costruito un bel giallo all’italiana con personaggi improponibili nella loro umana imperfezione.
(Tifo per Ansaldi, che finalmente trovi una persona in grado di sopportarlo!)
A fare da sfondo è la descrizione di Roma, fatta da uno che sembra conoscerne bene quartieri, caratteri e difetti.Non so se possa essere d’augurio all’autore, ma i suoi “Cinque di Monteverde” li vedrei bene in TV.
Anche ***1/2 Perché a me la squadra di Monteverde piace, non poco. Con tutte le improbabilità che sottendono, a partire dall'ansia del commissario, alla vena neanche tanto sotterranea di violenza della piccola del gruppo. Mi piace come descrive Roma (che io continuo a non amare, ma mi viene ogni volta voglia di vedere posti che non conosco - mai si finirà di vedere la città eterna), mi piacciono i continui rimandi alla storia dell'arte, all'architettura, alla poesia. Peccato che l'editing sia, a dir poco, molto carente. Chi mi conosce sa che sono una lettrice compulsiva, ai limiti della bulimia. La precisione e l'attenzione al particolare non sono mie caratteristiche. E se, sotto l'ombrellone davanti al mare più bello del mondo, anche io noto errori, ripetizioni, sviste e refusi qualcuno non ha fatto bene il suo lavoro. Speriamo meglio per le prossime puntate - devo capire come andare avanti!
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Tre omicidi compiuti apparentemente da due individui in complicità e senza un nessun legame con le vittime. Con l’avvicinarsi di un importante evento politico europeo, la squadra di Ansaldi viene messa sotto pressione per una risoluzione celere del caso.
La bravura dell’autore è quella di rendere il lettore uno spettatore della storia…quasi come essere davanti ad un teleschermo.
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Consiglio a tutti di leggere le avventure dei cinque di Monteverde. Una squadra di investigatori guidati da un commissario ansioso ed ipocondriaco, in perenne lotta con la bilancia. Capelli rossi e scarpe gialle. Non può che essere un capolavoro!
Ancora una volta una indagine senza indizi e ovviamente una data di scadenza ravvicinata. Solo una intuizione di Mannocci, subito colta dalla squadra di Anselmi, permetterà di arrivare alla soluzione del caso. Ma non è finita.... nelprossimo romanzo mi sa che ne vedremo delle belle.
Il commissario Ansaldi non è il primo e non sarà l'ultimo commissario atipico con una squadra di collaboratori altrettanto improbabili ma l'indagine e la storia non prendone ed il continuo insistere dull'appartenenza al commissariato Monteverde (si qualche highlight cittadino c'è ma veramente poco dopo tanto insistere) risulta molesto. Una via di mezzo tra il giallo ed il thriller che non arriva a nulla. deludente ed è il quarto il libro da cui sono partita, che non mi fa ben sperare per gli episodi precedenti.