Jurij M. Lotman, introdotto in Italia da Umberto Eco, Maria Corti, Cesare Segre, è stato uno dei geni della cultura russa, marginalizzato dal conformismo di regime da Mosca a Tartu (oggi in Estonia, allora ai confini dell’impero sovietico). Nato come studioso di letteratura, Lotman ha sviluppato un approccio capace di tenere insieme testi poetici, arti figurative, cinema, teatro, vissuti quotidiani, aprendo e definendo quello che poi è diventato un vero e proprio indirizzo degli studi contemporanei: la semiotica della cultura. Al centro di tale approccio sta tuttora l’idea di “semiosfera”, coniata in dialogo con quella di “biosfera”, per indicare che la cultura è un ambiente vivo, dinamico, dialogico, fatto di molteplici formazioni in costante relazione e traduzione. Un “corpo” che per conservarsi deve evolvere, creando nuovo pensiero e nuove informazioni. È nei saggi di questo volume fondativo – ora in una nuova edizione curata da Simonetta Salvestroni e Franciscu Sedda – che tale teoria prende compiutamente forma.
La ricchezza di questi scritti di analisi letteraria risiede proprio nella fusione tra critica letteraria ed analisi semiotica. Il risultato sono saggi che analizzano singoli aspetti letterari sia con paragoni interni alla letteratura russa, sia attraverso un'ottica evolutiva in riferimento delle stesse culture produttrici e ricettive. Leggendo i saggi si osserva inoltre come lo stesso pensiero dell'autore evolva. Lo consiglio a chiunque voglia avvicinarsi ad un metodo di critica letteraria diverso dal solito.