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Quattro stagioni per vivere

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Per sostentare la madre malata, Osvaldo ha bisogno di carne, e parte a caccia di camosci. Si prepara a passare parecchio tempo nel freddo del bosco, quando si imbatte in quello che sembra un enorme colpo di fortuna. Un camoscio appena ucciso, sepolto nella neve dai cacciatori, che verranno a riprenderselo.

Osvaldo cede alla tentazione e prende il camoscio. Non ci vorrà molto perché i legittimi proprietari, i gemelli Legnole, due brutte persone, di corpo e di anima, vengano a sapere chi ha rubato il loro camoscio. E decidano che il colpevole dovrà pagare con la morte.

Inizia così per Osvaldo un anno di vita in mezzo ai boschi e alle montagne, tra agguati, pedinamenti, rischi mortali, in fuga dalla ottusa follia dei gemelli, fino al sorprendente finale.

Mauro Corona, ispiratissimo, ci regala un romanzo travolgente, ricco di colpi di scena, e animato da personaggi tanto realistici quanto archetipici. Attraverso la fuga di Osvaldo, Corona racconta lo scorrere delle stagioni, costruisce un romanzo di colori (il bianco della neve, il rosso dell’autunno, il giallo dell’estate) e riflette sul potere salvifico della natura: Osvaldo, anche se in fuga, anche se braccato, anche se affamato, sarà felice in mezzo ai suoi boschi.

288 pages, Hardcover

First published March 15, 2022

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About the author

Mauro Corona

59 books119 followers
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.

Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.

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46 (29%)
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2 stars
12 (7%)
1 star
7 (4%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for dely.
501 reviews280 followers
September 1, 2022
300 pagine di noia e di nulla. Sì, belle descrizioni della natura (spesso ripetitive), ma non c'è altro. Non mi si venga a dire che è un libro introspettivo perché l'introspezione del personaggio ha la profondità di un buco scavato da un picchio (giusto per stare in tema bosco e per seguire lo stile descrittivo di Corona).

Trama: Osvaldo ruba un camoscio a due cacciatori. Questi vogliono vendicarsi e Osvaldo è obbligato a scappare e rifugiarsi nei boschi e nelle montagne intorno al suo paese. Si sposta da un anfratto all'altro, da una grotta all'altra per sfuggire all'ira dei due cacciatori che vogliono ucciderlo. Questo per tutto il libro. Per un anno intero Osvaldo sopravvive allo stato brado con alle calcagna i due cacciatori.

Per me una storia deve essere credibile e questa non lo è. I due cacciatori, per quanto fossero arrabbiati, stupidi, violenti, bifolchi, etc, non possono voler uccidere una persona per il furto di un camoscio. Non per un anno intero, non mettendo dinamite per far saltare pareti rocciose e chiudere vie di fuga o causando valanghe. Non è credibile.
Osvaldo, dal canto suo, riesce a sopravvivere benissimo e il vivere in simbiosi con la natura lo cambia facendolo diventare una persona più sensibile ed emotiva. Anche questo cambiamento non mi ha convinto, ma è leggermente più credibile rispetto alla vendetta dei cacciatori. Purtroppo la trasformazione di Osvaldo viene appena accennata dallo scrittore, non c'è chissà che introspezione psicologica o profondità.

Inoltre, alcune cose vengono ripetute fino allo sfinimento: che i due cacciatori sono ignoranti, stupidi, violenti, zucche vuote, etc. viene ripetuto almeno ogni 5 pagine. Che Osvaldo tenta di fare pace con i cacciatori viene detto ogni 20 pagine. Osvaldo inizia a raccontare avvenimenti del futuro per poi interrompersi esclamando "Ma questo lo racconterò dopo altrimenti mi confondo". Questa frase viene ripetuta almeno 10 volte in tutto il libro, ogni volta che il narratore anticipa un po' di ciò che sta per accadere.
Stendiamo un velo pietoso sulle anime dei defunti che si incarnano in animali del bosco diventando amici di Osvaldo, seguendolo o andandolo a salutare un'ultima volta in forma di animale.

Per chi fosse curioso, gli insegnamenti di questo libro sono: il perdono, il rispetto per la natura, il non essere avidi ma accontentarsi del necessario; e questi temi, purtroppo, vengono affrontati in modo molto superficiale.
Profile Image for ~Sara R.~.
204 reviews
April 22, 2023
AKA
~ SPERAVO DE MORÌ PRIMA ~

Mauro Corona è il tizio spesso ospite nel programma "Carta bianca" della giornalista Bianca Berlinguer. Io questo non lo sapevo ed è anche del tutto irrilevante, se non per il fatto che ho potuto associare un volto, quello di Corona, allo straordinario protagonista di questo libro, Osvaldo.
Trama: Osvaldo si è fatto il camoscio sbagliato, quello di proprietà dei pazzi gemelli Legnole, che ora lo vogliono prendere a legnate. Anzi no, non basta: lo vogliono morto, carne putrefatta. E quindi Osvaldo scappa tutto l'anno per i boschi, per salvarsi la vita.
Questo libro è scritto male, noioso, con un goffo tentativo di partorire una morale nobile. Ma devo andare con ordine, altrimenti mi confondo.

Osvaldo è un grezzo burino che ben presto diventa tutt'uno con la natura perché lui è grande uomo selvaggio delle caverne che non accetta regole e che non ha paura di niente. Tipo queste sciocche donne che pretendono che si lavi perché puzza: nooo lui non è schiavo di nessuno!
Ma Osvaldo ha anche un animo sensibile. La foresta lo protegge, la cipria di neve lo accarezza e gli animali, che in realtà sono i suoi cari defunti e reincarnatisi, gli fanno compagnia. Un poeta romantico praticamente.
Semplicemente non è credibile e anzi è snervante il modo in cui si autoelogia. Quale persona veramente buona e sensibile se lo dice da sola? Nessuna. E Osvaldo lo dimostra anche con i fatti di non essere all'altezza dei sentimenti che decanta.

Le situazioni in cui la lettrice/il lettore è, suo malgrado, catapultata/o, risultano noiose e ripetitive. Il 98% delle volte anticipate dalla frase "ma devo andare con ordine altrimenti mi confondo", in realtà portano al nulla di fatto, tanto che i colpi di scena che il libro pretende di avere non esistono. E la frase tanto reiterata, che vorrebbe creare pathos, lo ammazza ogni volta. Ah anche una perla come "cipria di neve" non è una mia invenzione. La neve secondo Mauro Corona è assimilabile alla polvere. Meglio se non mi dilungo con altri esempi di similitudini e descrizioni improbabili perché il libro ne è pieno.
Non commenterò neanche il finale perché si tratta di una scusante campata per aria solo per terminare il romanzo, che è durato anche troppo.

"Quattro stagioni per vivere" io vi ho dato qualche ragione per non leggerlo, poi scegliete voi come spendere il tempo della vostra vita.
Profile Image for Syrabliss.
38 reviews1 follower
May 3, 2025
Per non sentirmi più solo e infreddolito durante l'inverno dovrei bruciare questo libro, non la "muga".

Le ho provate tutte per finire di leggerlo. Dopo aver saltato diverse pagine, aver ritrovato gli stessi discorsi (accompagnati da un "ma di questo ne parlerò dopo") e i gufi, i camosci, la cipria di neve, gli alberi scheletriti, il vento, la venta... mi sono detto basta.

"Quattro stagioni per vivere" dovrebbe cambiare titolo in "duecentottantotto pagine di mughi, spelonche, Legnole, dinamite, montagne e gufi per tormentarti". Anziché un racconto, riempito da elementi per la maggior parte ridondanti, sembra tante altre cose: della melatonina per addormentarsi o un servizio giornalistico sul come sopravvivere ai disastri naturali (valanghe in primis); un diario segreto contenente pensieri perfidi su come uccidere qualcuno facendolo apparire come un incidente; un continuo auto-elogio per parlare di quanto siano belli i mughi così come quelli che li rispettano (cioè l'autore).

Potrei parlare anche di quanto risulti incoerente e ultraterrena la storia fino a dove l'ho letta, ossia metà libro. Dopodiché mi è sembrata una presa in giro e una perdita di tempo. È anche raro che io metta da parte un libro senza terminarlo. Non ce l'ho fatta davvero.
Avrei preferito dormire tra le mughe per una settimana di fila piuttosto che completare questa lettura.

Almeno anche io, come Osvaldo e quel povero cane che gli sta appresso, avrei trovato il motivo per apprezzare di più la natura. Osvaldo scappa dai Legnole e io scappo da Corona.

0,5⭐️/5⭐️
Profile Image for Elvio Mac.
1,042 reviews22 followers
June 13, 2023
I gemelli Legnole sono a caccia, questa volta non cercano un animale ma una persona, è Osvaldo che ha rubato ai due un camoscio. Osvaldo per soddisfare le richieste di una madre morente, ha approfittato di un occasione senza rendersi conto che sarebbe stata la sua condanna. In questi luoghi dove la sacralità della tradizione e l'asprezza della terra dominano le vite degli uomini, Corona racconta con il suo stile consolidato la storia di un uomo che è costretto a nascondersi nel bosco e sulla montagna per sfuggire alla morte. Questa solitudine sarà causa di riflessioni interiori e di prese di posizione che mai sarebbero arrivate senza la costrizione che Osvaldo sta vivendo. La lotta di due parti, una più dura dell'altra, intenzioni scolpite nella dura roccia, orgogli da soddisfare, trappole da piazzare o evitare. Sarà un susseguirsi di sopravvivenza per Osvaldo che finirà per accettare la sua condizione di rischio, fino quasi ad essere in pace nella solitudine che viene narrata attraverso lo scorrere delle stagioni. Si parla della sacralità di resistere in montagna, con usanze e credenze al limite della blasfemia. Il sacro funziona quando c'è miseria, quindi oggi funziona meno. Quando si ammazza un camoscio per dar da mangiare alla famiglia, si faceva una preghiera come omaggio alla bestia caduta. Un sacro di comodo perché la gente oggi ha capito che non c'è nulla o se c'è è un po' maldestro. Con il suo girovagare in montagna tra antri e caverne, il protagonista della storia scopre che nella solitudine ha bisogno di animali e natura, il cane Papo è la sua compagnia. Comprende, giorno dopo giorno, che può sopravvivere in un ambiente dove tutto è contro di lui. Osvaldo si abitua, sente la forza crescere e, con essa, la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire. Capisce cosa sono gli alberi, la neve, gli animali, i suoni, gli odori, le erbe e l’acqua. Deve ancora
cacciare, tagliare e bruciare per vivere. Ma lo fa con meno avidità, prende solo il giusto, lo stretto necessario. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la questione Legnole e Osvaldo quasi ringrazia i fratelli. La conclusione è che non si apprezza niente se non nelle difficoltà. Per dire meglio, si apprezza di più ogni piccola cosa. Non vi è salvezza né speranza senza sofferenza. Non sente più la paura e l’insicurezza dei primi giorni, prende fiducia nelle sue capacità tecniche e di sopravvivenza. E' come se un uomo da solo si volesse più bene tanto che Osvaldo se tutto fosse finito nel migliore dei modi, non ero convinto che sarebbe tornato a casa.
«Scappo per non dargli occasioni buone, scappo per evitare di macchiarmi la coscienza, scappo perché le cose si quietino col tempo, non per paura. Ma a questo punto, dopo sei mesi come hai detto, non scappo più, sono in villeggiatura nell’albergo più bello del mondo».
Nuovo romanzo Mondadori a sorpresa visto che non è stata fatta nessuna promozione. Mauro Corona scrive sempre bene, il suo stile è distinguibilissimo. All'inizio ho trovato la storia un po' ripetitiva con situazioni descritte più volte di Osvaldo e dei gemelli Gildo e Gianco, poi con il procedere dell'avventura si avverte il profondo rapporto dell'uomo con la natura. Le parti migliori sono le riflessioni di Osvaldo quando la sua condizione di isolamento diventa struggente.
Profile Image for Marta Aldrighetti.
562 reviews1 follower
March 2, 2023
Giallo ambientato in montagna nelle 4 stagioni. Gli eventi si susseguono tra corse, arrampicate, notti in bianco, battute di caccia, ascolto della natura, sibili di proiettili di fucile.
Vari sentimenti affiorano: risentimento, paura, rabbia, amicizia, vendetta, fedeltà, ricordi.
"Nella dura esperienza che stavo vivendo, incontravo molte cose belle che duravano poco"
Profile Image for Simona Calò.
495 reviews14 followers
May 30, 2024
Mi pone molto fuori la mia confort zone: è incredibilmente descrittivo e manca di dialoghi, i protagonisti sono uomini di montagna con un atteggiamento da bomber al punto che ti verrebbe voglia di ricordargli che sono usciti da una vagina. E poi i cacciatori, per motivi storici e indiscutibili, mi stanno sul cazzo. Ci metto un pezzo a entrare nel vivo della storia, ma il protagonista rude, grebano e misogino si compensa con la sensibilità e l’attenzione per la natura. Le lunghe parti contemplative sono emozionanti e mi catturano. Nonostante il racconto sembri piatto e monotono, continui colpi di scena, piccoli e grandi scossoni all’epopea dell’eroe montanaro ravvivano l’interesse alla storia, che ha il pregio di costruire personaggi particolarmente memorabili e complessi, come i gemelli Legnole e l’unica donna rilevante del romanzo, nonostante qualche cliché. Alcuni tratti mi commuovono e mi tirano fuori “ooooh” di tenerezza. Capisco perché non sia piaciuto a molti, ma sono anche felice di averne apprezzato l’amore per la madre terra e i suoi bambini. E l’evoluzione del protagonista, a cui la fuga forzata ha permesso di rinascere altrove un po’ meglio di prima.
516 reviews5 followers
June 27, 2022
Bello, anche stavolta Corona non mi ha deluso, contrariamente alle premesse: non mi piace la montagna e non amo i libri troppo descrittivi.
Ma lui riesce ad andare oltre, perché descrive anche il dentro, non solo il fuori
18 reviews
April 9, 2024
Romanzo bellissimo di Mauro Corona, un racconto talmente veritiero e pieno di dettagli che ti fa viaggiare con la mente, con la fantasia nei bellissimi luoghi descritti e nell'incredibile storia. Consigliato a dei veri montanari!
7 reviews
July 28, 2023
Da sempre amante di Corona, ma questo davvero non l’ho finito. Descrizioni bellissime, poetiche come Mauro sa fare, ma non c’è azione…zero e….ho abbandonato
Profile Image for Aivlis76.
206 reviews6 followers
February 24, 2024
La prima parte del libro è veramente noiosa... bellissime descrizioni delle montagne, degli animali, del silenzio immenso della natura.... ripetute all'infinito! Stavo per abbandonare la lettura 😑
Nella seconda parte del libro invece la storia si anima e diventa un po più avvincente, e viene voglia di continuare a leggere per sapere come si evolve la storia. Lo consiglio a tutti gli amanti della montagna ⛰️ sicuramente!
Profile Image for Yellë.
11 reviews
May 12, 2022
Avevo già letto qualche altro libro di Mauro Corona e devo dire che mi avevano lasciata particolarmente stupita, ma con "Quattro stagioni per vivere" credo che lo scrittore si sia veramente superato.

Ho amato ogni singola pagina di questo libro, che sembrava imbevuta di parole scritte con inchiostro, cuore e muschio di bosco.
Ho trovato un Corona totalmente vulnerabile, esposto e puro nella sua verità, che è semplice e talvolta ruvida, proprio come la sua scrittura.

Più che lo scrittore Corona, in questo libro credo che abbia tanto parlato l'uomo Mauro con la sua visione della vita, le sue credenze, le sue forze e debolezze.

Il legame con la natura è ancestrale, animalesco e toccante. Ho apprezzato le sue riflessioni sullo spirito del bosco e sul popolo di creature che lo abitano. Ammetto che durante alcune di queste mi sono proprio commossa.
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