Un ritratto di Pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunità, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.
“Ho incontrato il testo di Pasolini dopo aver incontrato da ragazzo il suo corpo morto, ferocemente assassinato.”
He works in Milan as a psychoanalyst and is a member of the Lacanian School of Psychoanalysis, treasuring the Title AME. Founder of JONAS (Center for Psychoanalytic Research on New Symptoms). He teaches at the University of Bergamo and at the Freudian Institute in Milan.
Recalcati “analizza” Pasolini in una bella opera, breve ma molto intensa. L’autore conosce Pasolini, sua è la tesina con cui si diploma quando è ancora ragazzo . Recalcati da una lettura delle opere, in prevalenza quelle poetiche di Pasolini per poi arrivare a sondare l’uomo Pasolini: il rapporto viscerale con la madre quello “evitato “ con il padre autoritario e fascista . L’opera di Pasolini altro non è che un codice, un reticolato, una matrice con cui leggere il mondo e Recalcati si serve di lacan per cercare di interpretare e buttare quel povero corpo straziato dalla storia e dalla violenza per sottrarlo alla volontà di morte modernizzazione e semplificazione sempre in atto .
Veloce e intensa analisi della complessità di Pasolini, del suo essere agli antipodi nello stesso tempo, rivoluzionario e reazionario, ateo e cristiano, pudico e perverso. Un figlio che non si limita all' opposizione al padre, fingendosi tuttavia non più di una sua conformistica nemesi, ma figlio alla ricerca di un nuovo modo di essere umani senza perdere il mito della cosa, di ciò che è radice inconoscibile dell' umano, che sta all' origine per rimanere come luce da seguire.