L'autrice racconta il suo percorso di bimba vittima di una rete pedopornografica, un'esperienza dimenticata per autoprotezione, ma che è riemersa forte e potente, che l'ha costretta a fare i conti con la realtà. Solo così ha potuto iniziare a guarire.
Non vuole pietà, solo consapevolezza che qualcosa di tanto malvagio e disturbante non è purtroppo relegato ai telefilm americani, ma per tanti, troppi bambini, anche vicini a noi, è la quotidianità.
Non è certo un libro perfetto dal punto di vista stilistico o grammaticale, in certi punti è doloroso e disturbante continuare nella lettura soprattutto perché conosco l'autrice e la sua famiglia e sono persone meravigliose, ma io alla Francy voglio bene, perciò le posso solo augurare tanta tanta serenità e un futuro luminoso.