Emanuela - per RFS
.
Ho scelto questo romanzo per la trama, che raccontava di una storia ambientata tra i boschi e le montagne della Garfagnana (luogo in cui ha visto i natali mio padre), e per il periodo storico trattato, la ritirata dei nazisti e il loro disperato tentativo di proteggere le posizioni minacciate dall’avanzata alleata.
La protagonista è una giovane donna che ha un dono: segna le persone malate attraverso un rito ancestrale tramandatole dalla zia Maria (sorella del padre), riuscendo a guarirle. La sua figura è perciò ammantata di un misto di rispetto e paura da parte dei suoi compaesani, ma anche di astio da parte della madre e della cognata, che non vogliono aver niente a che fare con la stregoneria.
La ragazza ha le sembianze di una giovane contadina, porta le vacche al pascolo, ne munge il latte e sogna di metter su un caseificio dove poter produrre formaggette fresche, insaporite con le erbe di montagna di cui conosce ogni potere curativo e magico. Ma non è un momento giusto per sognare un futuro: i tedeschi imperversano in Piazza al Serchio, rubano il cibo, sfrattano la povera gente dalle case per prenderne possesso e torturano e fucilano chiunque sia sospettato di aiutare i partigiani asserragliati tra i boschi.
Anna tace e osserva, nascondendo a tutti la sua missione di staffetta partigiana; scrive ogni informazione sui dei foglietti che poi infila nella cassetta delle offerte e ascolta, in attesa che l’invasore scompaia inghiottito dalla terra, o maledetto dagli scongiuri che lancia sottovoce. Perché lei, la segnatrice, insieme al potere di fare del bene ha anche quello di fare del male, di odiare, di distruggere, sconvolgendo così l’ordine naturale del mondo, che non deve essere intaccato. Tuttavia non è facile per una ragazza come lei evitare di sbagliare e deviare dalla retta via. E per amore farà una scelta che le costerà enormemente, procurandole molta sofferenza; si innamorerà del nemico, di colui che più vorrebbe morto, ma a cui salverà la vita: il tenente Matthias Von Bauer.
La storia è travolgente, piena del fascino oscuro e contorto dei boschi e della gente della Garfagnana, montanari duri esternamente, ma dal grande cuore generoso.
Il ritmo narrativo è serrato, claustrofobico e coinvolgente, le vicende di Anna entrano nel cuore e nell’anima e si sospira una conclusione felice per lei, eroica, coraggiosa e così appassionatamente vera. Un bel romanzo, scritto con uno stile asciutto e forte.
Da leggere.