Die Reisesaison beginnt und mein Ziel ist dieses Jahr Slowenien. Ein Reiseführer soll mich begleiten. Ich wähle Aleš Šteger, ich kenne den Autor, habe seinen Roman "Archiv der toten Seelen" gelesen. Er ist der wohl bei uns bekannteste slowenische Schriftsteller und seine "Gebrauchsanweisung für Slowenien" liest sich ganz wunderbar – locker-leicht, amüsant, stets interessant präsentiert er sein Land.
Wenig weiß ich über Slowenien und erfahre viel über Städte, Küsten, Leute, Speisen, Religion, Politik, Kultur, Wirtschaft, Sehenswürdigkeiten. Europa im Kleinen, sozusagen. Doch Šteger zeigt ja noch viel mehr. Ordentlich hinter die Kulissen wird da geschaut, manchmal recht kritisch, doch stets liebevoll augenzwinkernd betrachtet der Autor seine Landsleute. Insiderwissen eben – allerbest aufbereitet. Allerdings findet sich hier kein Schnell-Tipp-Adressen-Besuchskatalog. Wer das sucht, wird hier nicht ruck-zuck und en passant fündig werden.
Besser reisen heißt die Devise. Und man merkt dem Autor seine Liebe zur Heimat und vor allem seine Freude am Formulieren, am Schreiben über sein Land deutlich an. Eben das macht seine Texte so charmant-interessant, nicht nur für Slowenien-Reisende, sondern auch für eine an literarisch gut geschriebener Landeskunde interessierten Leserschaft.
Visto che sono in vena di leggere solo saggi, approfittiamone.
Questo l'avevo comprato in edicola: ogni tanto si trovano i libri della Bottega Errante e questo era interessante perché, per quanto consideri gli sloveni come dei cugini data la vicinanza geografica, non ne so molto di loro.
È un viaggio nel paese attraverso dei concetti, che siano essi "Il mare", "La montagna", "La birra" e così via. Si legge molto velocemente per via dei capitoletti brevi e spesso lascia un po' di amaro in bocca perché la spiegazione è molto sintetica e spesso e volentieri avrei voluto saperne di più. I capitoli sulla cultura, ad esempio, sono spesso giusto una lista di nomi.
Scritto durante la pandemia o subito dopo. Se ne sente tantissimo l'influenza.
Gusto personale, ma leggere "gli sloveni e le slovene", "i responsabili e le responsabili", "i lubianesi e le lubianesi"... Anche no. In tedesco (ricordo che il libro è stato scritto in tedesco) la cosa potrebbe starci, visto che hanno creato un obbriobrio grammaticale come SlowenInnen per indicare sia uomini che donne, ma in italiano non si può sentire.
Mooolto bello: una guida della Slovenia esposta in forma narrativa. La piantina c'è e indica tutti i luoghi, le regioni e le località raccontate. C'è descrizione, storia e memoria, una leggera analisi antropologica, qualche citazione letteraria. Alcuni passi sono veramente poetici, altri risentono della difficoltà che, secondo me, risente una distanza linguistica maggiore rispetto a quella geografica tra lo sloveno e l'italiano... ma qui mi affiderei ai linguisti, per avere una conferma.
Pretty easy to read, it's a nice view of Slovenia from the pov of a Slovene. I think it's a good book to approach this country, if you don't like reading travel guides or if you find them boring. I actually discovered some stuff I didn't know!