C'era un fottuto cecchino pronto ad avvelenare la mia vita. E c'è ancora.
Quando l'ultima finanziaria avrà erogato l'ultimo prestito, quando la finzione in cui vive l'uomo contemporaneo sarà finita, non vi saranno più cellulari ultimo grido, internet, social e scarpe col tacco. Allora sopravviveranno soltanto coloro che hanno saputo organizzarsi prevedendo il collasso della bolla. Quando questa crisi, che non accenna a finire, avrà mostrato il suo vero volto vi saranno migliaia di suicidi e una vera e propria rivolta dove chi ha fame cercherà di appropriarsi del poco che resta.
Preso per pazzo, abbandonato da amici e fidanzata, comincia ad accaparrare cibi a lunga conservazione, armi, munizioni e persino una capra nel suo appartamento. Quando arriva il momento e il mondo collassa, lui è pronto a sopravvivere e a sostenere i quotidiani attacchi dei disperati superstiti che vogliono quello che è suo. Comincia la sua volontaria quarantena. Ma un cecchino, dal palazzo di fronte, lo sveglia ogni mattina con un proiettile nel muro.
Mi piace molto la trama e il carattere del personaggio principale man mano che si legge, è astuto cosa che da molto valore al libro. Avevo capito che il cecchino sarebbe stata poi la sua ragazza, ma il finale, sarò onesta mi ha un po' deluso. Per il resto, mi è piaciuto lo stile di scrittura, lo consiglio volentieri.
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Geniale, riflessivo e d intrattenente. Troppo breve però, dovuto probabilmente (presunzione dalla parte del lettore) dal finale, per quanto mi riguarda un'occasione sprecata sia come scena che appunto, per interrompere la narrazione.