Jin, Jiyan, Azadî raccoglie le voci di venti rivoluzionarie curde e le compone in un'architettura maestosa: le combattenti ci offrono attraverso memorie private, lettere e pagine di diario una profonda riflessione su un percorso che non inizia con la riconquista di Kobane del 2015 ma ha radici ben più lontane. Per la prima volta scopriamo dalla prospettiva delle protagoniste la visione del mondo e le scelte di vita che le hanno portate alla guida di una guerra di liberazione, oltre che di un epocale progetto di trasformazione dei rapporti tra donne e uomini, tra nazioni e tra specie viventi. La loro proposta di una via d'uscita ci cattura e destabilizza i nostri canoni culturali.
Traduzione a cura di alcune militanti del Comitato italiano di Jineolojî.
«Para el ser humano, la necesidad de autodefensa es tanto biológica como social. La defensa biológica se desarrolla a través de los instintos, mientras que la autodefensa comunitaria es responsabilidad colectiva de todos los individuos que componen la sociedad. La autodefensa está directamente relacionada con la vida, y su objetivo es proteger la existencia, no atacar ni colonizar al resto de especies. En la Sociedad Natural, antes del inicio del sistema de dominación, la autodefensa era entendida como una parte indispensable de vida, y era compartida por los miembros de la comunidad. El uso de la defensa como una herramienta de dominación la inventaron los Estados con sus guerras y sus ejércitos, manipulando la noción de autodefensa. Impusieron la idea de que el ser humano y las sociedades no-estatales no son capaces de defenderse por sí mismas, con el objetivo de alejarlas de su capacidad de resistencia. Justificaron así la supuesta necesidad de policía y ejército para proteger a la sociedad de los ataques y peligros, robando al pueblo su derecho a la legítima defensa» (Heval Cemal).
Cosa significa autonomia democratica e cosa è il confederalismo democratico? Ma ancora prima: da quale punto di vista è stata raccontata la storia sino ad ora e cosa ci stiamo perdendo immersi fino alla gola in questa società patriarcale e capitalista? Manuale di storia, diritto e filosofia: Jin Jiyan Azadi significa donne, vita e libertà ed è il racconto della rivoluzione in Kurdistan e del PKK, sì, ma soprattutto la testimonianza di chi ha lottato e sta continuando a farlo per una comunità differente. Riprendendo dalla società naturale, ovvero dai clan primitivi, i concetti di natura ed equità, si ripercorrono le rotture di genere che hanno portato ai problemi della collettività odierna. È con queste basi che si introduce il racconto di un popolo suddiviso in quattro stati e la sua rivoluzione delle donne che ha portato a credere in un'alternativa possibile e in una narrazione che non vogliono mai farci ascoltare.
Aquest no és el llibre que m'estic llegint. El que sí m'estic llegint és "Dones més enllà de les armes" del col.lectiu la Màquia Azadi Jin i editat per Bauma. Aquesta aplicació no l'ha trobat...
Estupendo trabajo de las compañeras del Instituto Andrea Wolf que permite conocer no sólo la lucha por la liberación del Kurdistán, sino también toda la teoría producida, especialmente, desde el partido de mujeres kurdas. Un equilibrio magnífico entre teoría y práctica con propuestas profundamente reflexionadas para superar la sociedad capitalista. En mi caso, todo un descubrimiento.